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Storytelling, public speaking, presentazioni: il Viaggio dell’Eroe

Le storie sono un modo di comunicare che coinvolge ogni cultura e ogni generazione.
Le storie creano una connessione profonda emozionale tra esseri umani.
Le persone vengono coinvolte perché si identificano con gli eventi e i protagonisti.

Attraverso le storie impariamo,
troviamo risposte, immaginiamo il futuro.

Ogni grande storia ha un struttura semplice:

  1. un eroe
  2. attraversa una serie di difficoltà
  3. da cui emerge trasformato

Prova a pensare a storie o film che ti hanno appassionato. Odissea, Star Wars, Oceania, La ricerca della felicità, Harry Potter, Il signore degli anelli?
Temi e personaggi molto diversi, stessa meravigliosa struttura narrativa.

Adoriamo questo tipo di storie. Se vuoi essere persuasivo nella comunicazione, le storie di trasformazione sono uno strumento potente da utilizzare. Perché il cambiamento, la trasformazione è esattamente quello che ti aspetti quando vuoi convincere le persone a:  

  • comprare qualcosa
  • comportarsi in modo diverso
  • adottare un nuovo modo di fare qualcosa

Il Viaggio dell’Eroe è il modello narrativo di John Vogler che aiuta a strutturare e generare infinite storie. In questo articolo ti parlerò della sua applicazione alle presentazioni. 

Devi usare sempre lo storytelling?

No. Non tutte le riunioni o le presentazioni richiedono di utilizzare storie.  

A volte dobbiamo definire le voci di un budget, ad esempio. Elenchi, numeri, voci di spesa, niente storie. Ma se devi convincere qualcuno ad approvare lo stesso budget, elenchi e numeri potrebbero non bastare.

Con lo storytelling avrai più probabilità di successo. 

L’approccio narrativo è infatti lo strumento migliore nella comunicazione persuasiva. Ricorda! Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio, come ho spiegato in Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

 

La tua idea morirà se il tuo pubblico non la adotta

Il Viaggio dell’Eroe

Alcuni studiosi (Propp, Campbell, Jung) hanno analizzato migliaia di storie di ogni tempo e cultura.

Hanno compreso che hanno in comune una struttura ricorrente e personaggi archetipici. Le storie funzionano perché fanno risuonare schemi psicologici universali e innati nell’essere umano. Jung sostiene che le storie creano connessioni profonde emozionali tra l’individuo e l’inconscio collettivo. Definisce gli archetipi come le radici dell’anima

Christopher Vogler è uno sceneggiatore americano (ha lavorato anche per Disney) che negli anni ’90 ha creato un modello narrativo in 12 fasi per scrittori e sceneggiatori, ispirandosi principalmente agli studi di Joseph Campbell. Lo ha chiamato Il Viaggio dell’Eroe.  

Le fasi ricorrenti in una storia sono:

  1. Il viaggio comincia con la presentazione dell’eroe nel suo mondo ordinario
  2. L’eroe viene chiamato all’avventura da un messaggio o da un evento
  3. L’eroe è riluttante e rifiuta la chiamata 
  4. Riceve incoraggiamento da parte di un Mentore (il Vecchio Saggio)
  5. L’eroe accetta la sfida e attraversa la soglia verso l’avventura (partenza)
  6. Lungo il suo viaggio in un mondo speciale incontra prove, alleati, nemici
  7. L’eroe giunge in un luogo estremamente ostile 
  8. Qui avviene la prova centrale, una dura battaglia (anche interiore)
  9. L’eroe sopravvissuto festeggia, anche perché ha imparato. C’è una ricompensa.
  10. Via del ritorno. L’eroe torna verso il suo mondo, ora migliore
  11. L’eroe affronta un’ultima prova, non è la più dura ma è quella definitiva
  12. L’eroe torna trasformato, portando esperienza e doni

Ti propongo l’infografica messa a punto da Nancy Duarte perché è la più chiara e completa, secondo me.

storytelling

Osserva alcuni dettagli

  • il viaggio è diviso in due mondi: ordinario e speciale
  • il viaggio è circolare (spirale): l’eroe torna al suo mondo, ma è un mondo migliore
  • il cerchio grigio rappresenta le fasi del viaggio
  • il cerchio verde rappresenta il viaggio psicologico dell’eroe

Chi è l’eroe nelle presentazioni?

Potresti pensare di essere tu.

In fondo hai l’intuizione, hai le informazioni, una strategia, un prodotto, un messaggio, qualcosa che potrà cambiare la vita del tuo pubblico! Corretto? No.

Il tuo pubblico è l’eroe. Vive nel suo mondo ordinario, in una situazione di equilibrio. Con le sue abitudini e la sua zona di comfort. Forse non tutto va bene ma conosce la sua realtà, ne ha il controllo. 

Arrivi tu e proponi una nuova visione. Chiedi di cambiare. Cambiare costa fatica, sempre. Il tuo pubblico è scettico e oppone resistenze al cambiamento. Perché dovrebbe seguirti? Perché dovrebbe interessargli quello che dici? Perché dovrebbe alzarsi da quella sedia, convinto ad agire nella direzione che proponi e affrontare una nuova avventura?

Il tuo pubblico deve fronteggiare sfide, opportunità, problemi. Tu sei il suo mentore, il suo aiutante, il suo facilitatore. Devi convincerlo a “partire”, ad uscire dalla sua zona di comfort per affrontare “un’avventura” (accettare un budget coraggioso, comprare un’auto, iscriversi in palestra, appoggiare un candidato, una causa, cambiare modello di cellulare, scegliere un nuovo servizio, un nuovo software ecc.). Il viaggio richiederà un impegno, sicuramente, ma c’è la promessa di un futuro migliore. Le cose andranno meglio perché avrà vantaggi e risolverà i problemi attuali.

L’eroe-pubblico, se accetterà di “partire con te” e adottare la tua prospettiva, tornerà trasformato e il suo mondo raggiungerà un nuovo livello, più elevato e migliore.

Come mentore-presentatore, affiancherai il tuo pubblico nelle prime 4 fasi del Viaggio dell’Eroe. Solo le prime 4? Certo! Il tuo compito è convincerlo a partire per l’avventura del cambiamento (accogliere la tua idea), con la promessa di una ricompensa. Se adotta la tua prospettiva entrerà in un altro mondo. Troverà oppositori, alleati, aiutanti. Non sarà tutto facile, potrebbe incontrare difficoltà ma ne uscirà trasformato e con una ricompensa preziosa. 

Una vita più semplice, ricca, migliore.

Ti invito inoltre a partecipare al nostro evento in aula “Presentation Hero”, il nostro evento in aula con approccio non convenzionale per imparare a parlare in pubblico.

 

Storytelling efficace. 3+3 caratteristiche dei più grandi speaker

Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a fare qualcosa? 

Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un venditore. Ricorda la persona che è stata convincente per te.
Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa non diceva? 

In questo articolo ti spiegherò le 3 caratteristiche dei contenuti e le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi persuasori di tutti i tempi. Puoi confrontarle con la tua esperienza e scoprire quali aspetti curare nello storytelling dei tuoi speech.

 

storytelling

 

Storytelling, il business del secolo

In Storytelling per le presentazioni, il business del secol(che puoi trovare QUI)  ho spiegato l’essenza dello storytelling persuasivo. È parlare di vita (non di cose), con un approccio narrativo semplice e confidenziale. Lo storytelling permette alle persone di identificarsi in quello che dici e di sentirsi coinvolte e interessate.

Cosa interessa le persone? Il sentire (nel cuore, nella testa, nella pancia) che quello che proponi potrà migliorare la loro vita. Il contenuto dello storytelling è la vita, non la descrizioni di oggetti o servizi. Lo storytelling fa la differenza tra informare e comunicare. Tra dormire e sognare durante uno speech.  

 

Storytelling: le 3 caratteristiche dei contenuti dei più grandi speaker

Alcune persone sono particolarmente abili nel presentare le loro idee. Riescono ad essere coinvolgenti e persuasive. Le ascolti e resti incantato. Ispirano fiducia e risonanza, catturando l’attenzione in modo piacevole e convincente. Ci sono esempi straordinari in ogni campo e in ogni tempo. Politici come Kennedy. Imprenditori e comunicatori come Marco Montemagno. Scienziati come Jill Bolte Taylor. Motivatori come Tony Robbins.
Se vuoi una rassegna infinita di modelli straordinari a cui ispirarti, ti consiglio ted.com, un luogo meraviglioso in cui perdersi ascoltando centinaia di speech straordinari, su ogni argomento. Puoi cominciare dalla playlist 25 Most Popular.

Cosa hanno in comune i più grandi comunicatori di tutti i tempi?

Ogni loro speech è:

  • emozionante
  • innovativo
  • memorabile

Nella infinita varietà di contenuti e stili, queste 3 caratteristiche sono sempre presenti nei più grandi speech persuasivi di sempre.

Se vuoi essere persuasivo, assicurati di aggiungere nel tuo discorso:

  • un pizzico di emozione

le emozioni umane sono tante. Chi è il tuo pubblico? Qual è l’emozione prevalente che fa agire il tuo pubblico? Falla vibrare! Se presenti un prodotto per l’infanzia può essere la tenerezza, la protezione. Un prodotto assicurativo? Timore-sollievo. Un progetto aziendale al capo? Ansia-smarrimento-sicurezza-controllo-tranquillità. Un viaggio? Sorpresa, curiosità, emozione, avventura, eccitazione, pace (dipende dalla destinazione). Ricorda. C’è una polarità nella persuasione. Dovrai fare vibrare l’emozione della situazione attuale (es. ansia) e quella risolutiva, se le persone seguono la tua idea (es. controllo e sicurezza).

  • novità 

l’attenzione è sollecitata dalla sorpresa. Sorprendi, incuriosisci! Puoi farlo con i contenuti o con il modo di presentarli. Utilizza metafore, immagini potenti, dimostrazioni curiose.

  • intensità

non esiste una ricetta. Ci sono discorsi memorabili perché commoventi, perché originali, perché fanno sorridere, perché hanno ritmo o immagini spettacolari, perché lo speaker è intenso e autentico. Trova il tuo stile e lascia il segno!

 

Storytelling e contenuto emozionante, innovativo, memorabile

I fatti da soli non bastano, devi fare storytelling dice Vinod Khosla, imprenditore multimilionario. Nei discorsi persuasivi, il contenuto di quello che dici deve essere più che informativo. Fatti, numeri, descrizioni non bastano. Quando presenti qualcosa, l’essenziale è emozionare, coinvolgere, sollecitare l’attenzione e l’interesse delle persone.

Quando ero bambina, nonno Cencio raccontava tante storie di guerra. Erano storie di persone, delle difficoltà che avevano incontrato e di come ne erano uscite. Lui era un grande narratore e arricchiva i suoi racconti di colori, odori, suoni. Per me era come vivere una grande avventura!
Hai avuto anche tu un grande narratore in famiglia?

Nonno e Steve Jobs hanno molto in comune. Il contenuto della loro narrazione ha queste caratteristiche:

  • è una storia di vita (c’è sempre una conseguenza nella vita delle persone)
  • è immaginativa, sollecita i cinque sensi (colori, suoni, sensazioni tattili, odori, sapori)
  • è una storia in cui riconoscersi  (fa percepire le emozioni in modo esplicito)
  • è sorprendente (un pizzico di humor, di suspance, di avventura, di inaspettato)   

Non esiste argomento che non possa essere presentato in modo emozionante, innovativo, memorabile. C’è qualcosa di meno sexy della statistica? Guarda in questo video come Hans Rosling è riuscito a presentare complesse analisi statistiche con l’impatto e il coinvolgimento di una cronaca sportiva. Ti divertirai!

 

 

Le 3 caratteristiche di personalità dei grandi speaker

Il contenuto fa molto ma non è tutto. Come presenti fa la differenza. È una questione di modo di essere, di personalità e carisma.

Anche tu puoi diventare un grande speaker, se svilupperai le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi comunicatori:

  • passione

Il carisma è direttamente proporzionale alla passione.
I più grandi speaker trasudano passione per quello che presentano. Nella postura, nei movimenti, nella voce, nell’espressione del viso. Ti appassiona quello che presenti? Non trattenere la passione che ti anima, lasciala scorrere! È praticamente impossibile elettrizzare un pubblico senza essere intimamente appassionati.

  • autenticità

L’autenticità è un tratto comune a tutti i grandi comunicatori. Siamo tutti diversi, con energie e personalità uniche. I più grandi comunicatori si presentano come sono, autentici. Anche nelle fragilità. Non sono formali. Sembra che parlino ad un gruppo di amici. Tutti i più grandi speaker parlano in modo diretto, semplice, confidenziale. Attenzione! L’autenticità non è la spontaneità. Non è l’improvvisazione di un discorso a braccio, infarcito di ehm… 

  • preparazione

questo è un concetto molto importante. Per diventare autenticamente te stesso devi prepararti molto. Sembra una contraddizione, vero?  Hai presente le presentazioni di Steve Jobs? Parla in modo così spontaneo che sembra stia improvvisando, vero? Nulla di più falso. Steve Jobs preparava i suoi discorsi con meticolosità maniacale. Provava decine di volte ogni dettaglio, ogni parola, ogni pausa di silenzio.

La pratica fa parte della preparazione. Più discorsi fai, meno tempo ti servirà per prepararti.

Se vuoi essere persuasivo, il tuo discorso dovrà essere emozionante, innovativo, memorabile. Dovrai esprimere passione, essere autentico, prepararti e provare più volte il tuo discorso. Sai quante presentazioni ho declamato camminando avanti e indietro per la sala? Se qualcuno mi avesse visto, avrebbe richiesto un ricovero forzato. 

 

Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena.

William Shakespeare

Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

Ti è mai capitato di uscire sconfitto da una presentazione? A me sì. Quando succedeva, me ne rendevo conto mentre parlavo. Più me ne rendevo conto, peggio andava. La mente si svuotava, la voce tremolava. Una frustrazione terribile, con un senso di inefficacia ed esposizione imbarazzante. Solo alla fine le idee migliori scintillavano nella mia mente (avrei potuto dire…, avrei potuto fare…, non avrei dovuto dire…). Ma ormai era andata.

Ti è mai successo?

storytelling e presentazioni

Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio

Sbagliare una presentazione può avere conseguenze sgradevoli. Il tuo progetto non vede la luce, il collega avanza di carriera al posto tuo, la tua leadership va in picchiata, il cliente ti liquida scegliendo un concorrente, il pubblico esce dal tuo webinar, il finanziatore non sceglie te. Anche la migliore delle idee cade nel vuoto, se è presentata male. Avevo circa 30 anni quando m’è suonata la sveglia. Facevo parte del consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Dovevo proporre progetti (convincendo il direttivo!) e tenere corsi di aggiornamento professionale sulla creatività. Ai primi flop ho deciso di fare qualcosa. Volevo coinvolgere l’aula, lasciare il segno, smetterla di agitarmi tanto prima di salire sul palco. Ho cominciato a prepararmi in modo serio. Ho frequentato corsi (anche di teatro!), ho osservato e studiato i migliori, ho letto molti libri, ho provato e riprovato. Oggi presento in sicurezza davanti a dieci o mille persone e ricordo con un sorriso la Paola di allora. In più di 15 anni e decine di libri, tre autori hanno rappresentato una svolta per me: Vladimir Propp prima, Carmine Gallo e Nancy Duarte più recentemente. Loro mi hanno dato gli strumenti più illuminanti per capire cosa hanno in comune i migliori speaker di sempre e quali sono le caratteristiche dello storytelling efficace. Voglio donarti tutto quello che ho scoperto, senza chiederti anni di ricerca e studio. 

Questo è il primo di una serie di articoli (troverai gli altri post qui).  Seguimi! ti passerò il distillato di quanto ho scoperto.  Avrai l’essenza dello storytelling, la potrai applicare con facilità e con risultati immediati. Le tue presentazioni e i tuoi webinar avranno una svolta definitiva. Le persone ti seguiranno perché avrai conquistato il loro interesse e la loro fiducia.  

La moneta del tuo business

Carmine Gallo ha scritto che le idee sono la moneta del XXI secolo. Nancy Duarte che le presentazioni sono la moneta di ogni business.

Mi piace fondere le due citazioni: la presentazione di idee è la moneta del business del XXI secolo. Leggilo più volte. Come un mantra. La-presentazione-di-idee-è-la-moneta-del-business-del-XXI-secolo. Oooom.

 

Le idee sono la moneta del XXI secolo

Carmine Gallo

 

Tutte le idee sono moneta? No.

Solo quelle in grado di migliorare la vita delle persone. Solo le idee che migliorano lo status quo e l’esperienza delle persone.

Tutte le presentazioni sono moneta? No.

Solo quelle che fanno entrare in risonanza il pubblico, creando identificazione e coinvolgimento. Quelle emozionanti, toccanti, illuminanti. Hai presente quando d’improvviso una cosa ti è chiara in tutta la sua evidenza? Si chiama aha! experience o eureka effect.

Per questo il webinar marketing porta a risultati tanto straordinari. Perché è il modo migliore per creare identificazione, coinvolgimento, risonanza con la tua idea. Da persona a persona. A centinaia di persone altrimenti non raggiungibili. Creando autorevolezza, fiducia, credibilità.

Tutti i webinar creano risonanza e business? No.
Solo quelli che sono preparati con una strategia consapevole. Quelli che usano un approccio narrativo, lo storytelling. Quelli in cui lo speaker ha uno modo di essere appassionato, coinvolgente, emozionante. Carismatico. Tutto il resto è noia.

La bella notizia è che chiunque può imparare, nessuno è nato carismatico. Neanche Steve Jobs. Nelle sue prime presentazioni era timido, impacciato, goffo. Ora è un modello per tutti, resta nell’olimpo dei migliori speaker di sempre.

Anche tu puoi diventare quello che oggi puoi solo sognare di essere. Tu puoi realizzare la versione migliore di te stesso, di te stessa.

Procediamo con il primo passo.

Lo storytelling aziendale nelle presentazioni

Perché dovrebbe interessarmi?   Ricorda! Chi ti ascolta ripete a se stesso questa domanda (anche inconsapevolmente). Mentre parli, minuto dopo minuto. Devi rispondere secondo dopo secondo, andando dritto al punto. Cosa interessa, sostanzialmente, alle persone? Stare meglio.
A meno che tu non sia un produttore di raddrizza-banane o un venditore di ghiaccio agli eschimesi, quello che proponi ha una qualche utilità e vantaggio nella vita delle persone.

 

Le presentazioni sono la moneta di ogni business

Nancy Duarte

 

La prima regola per uno storytelling efficace 

Come miglioro la vita delle persone? Quando prepari una presentazione, devi partire da questa domanda.
La tua idea, il tuo servizio, il tuo prodotto come migliorano la vita e  l’esperienza delle persone? Chi ti ascolta come vedrà cambiare la situazione attuale, se (e solo se) seguirà la tua idea? Queste domande sono fondamentali. Come migliori la vita delle persone a cui ti rivolgi? Rispondi seriamente perché dovrai parlare esattamente di questo. Non delle caratteristiche di quello che offri, né di quanto sei figo, né di quanto ne sai.

 

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Un esempio straordinario di storytelling

Vuoi un esempio straordinario?

Quando Steve Jobs ha presentato il primo ipod nel 2001, avrebbe potuto descrivere “la cosa”, il prodotto. Avrebbe potuto dire che Ipod ha una scocca in bicarbonato bianco ed alluminio, design minimale, mini HDD interno Toshiba da 5Giga.
Interessante! ma poco eccitante.

Quali parole ha usato, invece? Se posso dirlo, è una figata pazzesca! Sono migliaia di canzoni nella tua tasca...  Vita! non prodotto. Quando presenti, non descrivere le caratteristiche della “cosa” (potrai fornire materiale informativo a parte). Parla dei vantaggi e dell’impatto positivo sulla vita delle persone!

Questa è l’essenza dello storytelling. Non è raccontare storielle ma è avere un approccio narrativo e confidenziale, parlare di vita, di idee che migliorano l’esperienza delle persone.
Ma non finisce qui.

La tua esperienza, fonte preziosa di storytelling efficace

Prova a pensare alla tua esperienza. Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ti ha convinto a fare qualcosa? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a comprare qualcosa? Che ti ha fatto riflettere, spostando l’asse dei tuoi valori? Pensaci intensamente, torna a quel momento. Osserva con la memoria quella persona che è stata convincente per te. Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa è stato determinante nell’avere influenza su di te?
Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un predicatore, un venditore. Non è rilevante. Nella tua esperienza ci sono grandi insegnamenti.

 

Nel prossimo articolo parlerò di quali sono le caratteristiche comuni ai più grandi speaker carismatici. Scommettiamo che troverai corrispondenze perfette con le persone influenti nella tua vita?

Keep in touch!