Articoli

Nel 2020 l’e-learning, a causa della pandemia da Covid-19, ha assistito ad un forte incremento. Quali trends e-learning prenderanno ancora più piede nel 2021?

Secondo una stima del World Economic Forum, il mercato globale dell’istruzione online prevede di raggiungere 350 miliardi di dollari entro il 2025. Nel 2021 assisteremo senz’altro a sviluppi e integrazioni capaci di valorizzare l’esperienza di apprendimento online.

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (AI) è la capacità di un sistema di svolgere specifici compiti e attività simulando i sistemi di ragionamento propri della mente umana. Essa trova nell’e-learning una specifica applicazione: pensiamo ad esempio al Virtual Coach. Si tratta di un assistente virtuale intelligente capace di guidare e orientare l’utente proprio come un coach. Docebo, ad esempio, ha introdotto questa figura nella propria piattaforma e si occupa di:

  • Fornire suggerimenti sui contenuti;
  • Inviare notifiche push per i progressi didattici;
  • Porre domande e di ottenere risposte;
  • Fornire feedback.

Il Virtual Coach migliora l’esperienza dell’utente, offrendo una soluzione personalizzata e capace di aumentare il coinvolgimento del partecipante.

Il micro elearning

In un mondo che corre e in cui le persone hanno sempre meno tempo da dedicare alla formazione, l’apprendimento al giorno d’oggi si basa su brevi informazioni da recepire e da applicare immediatamente. Il microlearning, che implica la somministrazione del contenuto informativo in unità brevi e finite, è adattabile a tutte le sfere dell’apprendimento.

Oggi è largamente utilizzato nella FAD (formazione a distanza) e nell’e-learning, in contesti d’uso differenti che vanno dalla formazione aziendale al testing di soft skills. Inoltre, questa metodologia formativa è utilizzabile anche tramite dispositivi mobili (pensiamo ad esempio alle numerose applicazioni per l’apprendimento delle lingue straniere che possiamo scaricare sul nostro cellulare).

Gamification e formazione basata sul gioco

La gamification è un’importante strategia che continuerà a tenere viva l’attenzione degli esperti della formazione per fornire la giusta esperienza di apprendimento agli studenti.

Ad esempio, l’assegnazione di badge virtuali ogni qualvolta si supera un’unità dà allo studente l’impressione di avanzare nel processo formativo e tale consapevolezza lo rende protagonista indiscusso della propria formazione.

Social learning

Il social learning è una teoria elaborata dallo psicologo canadese Albert Bandura secondo cui la formazione è un processo cognitivo che ha luogo in un contesto sociale e può avvenire esclusivamente attraverso l’osservazione o l’istruzione diretta.

Il social learning non è una formazione di gruppo, ma consiste nell’imparare dall’esempio degli altri. È un tipo di apprendimento molto amato dalle aziende poiché i dipendenti possono condividere la propria esperienza e conoscenza con gli altri lavoratori. Questo interscambio può avvenire sia faccia a faccia che online. Il social learning può essere, infatti, applicato anche all’e-learning, ad esempio attraverso sessioni di domande e risposte, chat interne ai membri iscritti ad un corso, forum di discussione.

Insomma, il settore della formazione online è destinato a crescere. Se stai pensando ad una soluzione di e-learning per la tua azienda, contattaci per ricevere tutte le informazioni sulla nostra piattaforma jiolli.

 

 

 

“Quando la conoscenza entra a far parte di una rete, la persona più intelligente della stanza non è la persona che tiene la lezione davanti a noi, né è la saggezza collettiva delle persone presenti.  La persona più intelligente nella stanza è la stanza stessa: la rete che unisce persone e idee presenti, e le collega con quelle all’esterno.  Il nostro compito è imparare a costruire stanze intelligenti soprattutto perché, se fatte male, le reti possono renderci penosamente più stupidi. (David Weinberger)

Ha senso parlare di formazione senza considerare l’ambiente sociale dentro cui siamo immersi? 

Ti ho già parlato di cosa sia la Formazione a Distanza (FaD) e dei vantaggi che ricopre per la diffusione di contenuti asincroni. Hai letto i suoi punti di forza e debolezza e passato in rassegna cosa può rendere un progetto di questo tipo un incredibile successo o un totale disastro.

Oggi voglio approfondire l’argomento parlandoti di Social Learning.

social learning

 

Il Social Learning è una teoria dello psicologo Albert Bandura secondo cui la formazione è un processo che può avere luogo solo all’interno di un contesto sociale attraverso l’osservazione e l’istruzione diretta. L’apprendimento è, quindi, condiviso e basato sull’interazione dei membri.

Sai perché dimentichiamo le informazioni che memorizziamo?

Il cervello ha la tendenza a distruggere la grande maggioranza delle informazioni che cerchiamo di immagazzinare.  Questo processo si chiama “curva dell’oblio” e funziona esattamente come il risparmio energetico che impostiamo per salvaguardare la batteria del nostro smartphone.  

Il nostro cervello lo fa in automatico e ci fa ricordare circa il 10% delle informazioni apprese. Ma come, solo il 10%?! Esattamente!

La buona notizia è che il Social Learning può aiutarci a fare impennare questa percentuale portandola fino al 70%. La modalità più efficace per apprendere e memorizzare sempre sia quella di imparare dagli altri, riproducendo quel che vediamo fare all’interno di un contesto sociale.

Ma da cosa è caratterizzato il nostro contesto sociale?

Dal gruppo al network (social)

Oggi attraverso i social media raccontiamo storie, ci connettiamo da diversi luoghi (casa, lavoro, mezzi di trasporto ecc.) e con diverse audience. A volte otteniamo opinioni, pareri o assistenza in caso di necessità. I confini fra informazione, comunicazione e azione sono diventati sempre più sfumati e la creazione di contenuti, il posting e l’upload sono diventate attività sociali quotidiane.

L’ambiente familiare e quello professionale sono sempre più interconnessi sia per le molteplici relazioni attivate della reti di contatti che si fondono, sia dalla qualità e dal contenuto delle informazioni che scegliamo di ricevere sui nostri social network preferiti.

Passiamo al Social Learning Digitale

È il contesto sociale all’interno del quale dobbiamo sviluppare il nostro progetto di formazione, di business, di marketing, di branding positioning. Il contesto di cui tenere conto nel momento in cui parliamo di progetto e-learning e vogliamo strutturarlo in maniera davvero efficace.  

Il Social Learning Digitale riporta l’attenzione non soltanto sull’individuo, ma anche sulla tipologia di azioni quotidiane che svolgiamo e che sono diventate talmente di uso comune da non poter esser dimenticate nella creazione del nostro progetto.

Lo strumento è solo uno dei fattori.

Con le mie parole voglio stimolare il tuo interesse verso nuovi modi di vedere lo scambio di informazioni, la comunicazione digitale, la diffusione di contenuti, la promozione del tuo business.

La miglior comunicazione che posso attuare è quella di pensare a te, alle tue domande ed esigenze.

Per trovare l’argomento migliore per il prossimo blog post e per raccontartelo nel miglior modo possibile, sto considerando, quindi il tuo contesto sociale. Sto usando il tuo linguaggio. Sto applicando il Social Learning.

Questo è quello che dobbiamo tenere sempre a mente quando parliamo di apprendimento a distanza e di ambienti di apprendimento. Per ambire a quel famoso 70% di cui ti ho parlato all’inizio dell’articolo.

Cosa succede quando si attiva un processo di apprendimento sociale digital?

In breve possiamo riassumere che:

  • Si condividono idee e conoscenze
  • Si apprende meglio quando c’è più diversità all’interno del network
  • Si alimentano ingaggio e fiducia
  • Si incoraggia lo sviluppo di peer review e peer mentoring
  • Si aumenta il livello di motivazione
  • Si facilita il senso di appartenenza e la costruzione di significati comuni

Inutile sottolineare ulteriormente quanto tutto questo abbia valore sia nella formazione “classica” che all’interno di un’organizzazione aziendale. La differenza non la fa la tecnologia, ma come questa viene organizzata, strutturata, assemblata come facilitatore nel passaggio delle informazioni.