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Public Speaking: un grande classico o una rivoluzione?

Perché scrivere ancora parole su un argomento così tanto battuto, come quello del public speaking?!

Lo so, sul web e dentro ogni corso che si rispetti veniamo bombardati da argomenti che riguardano le più svariate tecniche di Public Speaking e non sarò certo io oggi, a raccontarti qualcosa di rivoluzionario.

Ma…

Voglio provare ad approfondire insieme a te due dei luoghi comuni più diffusi che proprio non possono mancare nel momento in cui ci si approccia per la prima volta all’argomento (e anche per la seconda o la terza).

Quindi iniziamo da tutto quello che proprio NO.

public speaking

Luoghi comuni pt. 1 

“Tutto quello che mi occorre per padroneggiare questa meravigliosa arte del parlare in pubblico è una buona dizione, respirazione diaframmatica e modulazione vocale. Non mi serve altro!”

Sbagliato!

Sapevi che diverse ricerche dimostrano che lo “spazio mentale” umano è limitato e che l’utilizzo delle nuove tecnologie sta facendo progressivamente ridurre la capacità di attenzione umana?

“E questo cosa c’entra?” dirai tu.

Questo è uno dei primi fattori da tenere bene a mente per quelle che sono le presentazioni  che devono essere, rispetto al passato, necessariamente più ingaggianti, più dirette e più concise.

Abbiamo bisogno di dire le cose nel miglior dei modi, con più appeal e in maniera quanto più sintetica possibile.

Conosci i TED talk?

Se non li conosci, te li racconto io.

Il TED è nato nel 1984 come evento singolo e divenuto poi annuale nel 1990, con l’obiettivo di realizzare una conferenza focalizzata su tecnologia e design, coerentemente con la sua origine nella Silicon Valley, ma in seguito esteso al mondo scientifico, culturale, accademico.

Oggi la mission di questo evento, si può riassumere con la formula “Ideas worth spreading” (Idee che val la pena diffondere). Gli eventi, che si svolgono in tutto il Nord America, Europa e Asia, diffuse anche in live streaming, abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprendono scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e tanto altro. (su ted.com potrai vedere le registrazioni di tantissimi TED e su YouTube ne troverai moltissimi sottotitolati in Italiano).

La caratteristica di ogni speech TED è la durata: solo 18 minuti.

Idee complesse riassunte in un tempo conciso.

Come fare? Eccoti alcuni tips.

Prepariamo la nostra presentazione

  1. Non è necessario dire tutto.

Non sarai certamente esaustivo ma puoi essere molto efficace se quello che dici lo dici bene.

  1. Innamorati dello storytelling.

Oggi è quasi sulla bocca (e sui testi) di tutti. Qualunque presentazione è il racconto di una storia. Dovrai costruirla. Quindi impara (bene) e usa lo storytelling. Sarà un’arma infallibile.

  1. Sorprendi.

Quante volte ti sei distratto, pensando ad altro o spegnendo il cervello, nel momento in cui ti sei ritrovato ad ascoltare concetti già noti con modalità già sentite mille volte. Sii creativo. Esci fuori dagli schemi e osa. Il ritorno che ne avrai sorprenderà anche te!

  1. Trasforma l’ansia in energia.

Prova a canalizzare l’ansia da prestazione in carica energetica. Respira e concentrati sulla valenza che per te ha quello che stai per raccontare al tuo pubblico. La passione la si può anche esprimere in parole coinvolgenti e che emozionino il tuo pubblico.

  1. Oltre a cosa dici conta come lo dici. Tu!

Tutto quello che hai sempre letto sulla dizione, sul tono di voce, sulla modulazione, sulla postura infine, serve sempre. Quindi fai tesoro di tutte le informazioni che hai raccolto ma cucitele addosso. Modellale sulla base della tua personalità. Ricorda che anche il migliore dei consigli non risulterebbe efficace se troppo lontano da te. Devi sempre essere credibile!

Luoghi Comuni pt. 2 

“Il Public Speaking serve solo per chi tiene speech e/o si occupa di formazione”

Sbagliato.

Perché, non so se hai mai pensato a questo aspetto, ma il public speaking è uno degli argomenti trasversali più importanti che faresti bene ad approfondire per la tua crescita non solo professionale ma anche personale.

A cosa ti serve?

  • Presentare un’idea, difenderla, discuterla
  • Esprimere il proprio parere o punto di vista
  • Avanzare una richiesta

Alcuni esempi di situazioni in cui il public speaking può venire in nostro aiuto. E, come capirai, abbraccia veramente sia la sfera privata e personale che quella lavorativa. Nessuno escluso.

In pratica, ogni volta che ci troviamo di fronte ad un interlocutore, e dobbiamo esporre le nostre idee, stiamo vivendo un’esperienza di public speaking

Non ci avevi mai pensato, vero?

Curiosità

Adesso voglio lasciarti con una curiosità, che possa essere un interessante spunto di riflessione e, al tempo stesso, un’applicazione pratica di semplice utilizzo per la prossima volta in cui ti capiterà di dover proporre una tua idea.

Qui  troverai la presentazione del primo Iphone fatta da Steve Jobs. Di certo, uno dei più grandi esperti di Public Speaking, non lo si può negare.

Il discorso di Steve jobs che ti ho appena indicato segue una delle tecniche più note quando si parla di Public Speaking: “La regola del 3”.

La regola del 3

Questa tecnica è legata ad alcuni meccanismi di memorizzazione del cervello umano (come la trascrizione dei passaggi importanti, anche con l’uso delle mappe concettuali e la visualizzazione) e dall’uso sapiente delle pause.

Molto semplice: suddividiamo il nostro discorso in tre parti essenziali, tre punti, tre concetti di fondo.

I primi due avranno una funzione meramente preparatoria;
La carica emotiva (o l’accento) cade sempre sul terzo punto, che ne costituisce il fulcro vero del discorso, il centro gravitazionale a cui si era progettato di giungere sin dall’inizio.

Strutturalmente simile ai tre postulati della dialettica hegeliana:

  • tesi
  • antitesi
  • sintesi

In realtà “ la regola del tre ” è più un principio che permette la memorizzazione di un messaggio in modo rapido e persino divertente.

In poche parole, il tre è facile e funziona.

Provala e, se ti va, fammi sapere com’è andata.

A proposito di Public Speaking, noi di WebinarPro abbiamo deciso di parlarne al nostro evento in aula il 3 e 4 Giugno a Milano, in modo non convenzionale. Un evento diverso dal solito: due giornate intensive per imparare a dare il meglio di te in modo naturale, creando presentazioni persuasive e valorizzando il tuo stile. Clicca sul pulsante qui sotto per avere maggiori informazioni.

 

Le 10 paure di parlare in pubblico

Sai quali sono le 3 peggiori paure delle persone?

Parlare in pubblico, la morte e avere problemi economici.

Diverse ricerche, incredibilmente,  hanno dimostrato che parlare in pubblico genera un’ansia maggiore della morte. Un’indagine condotta da Prezi dice che il 20% degli intervistati farebbe qualunque cosa per evitare un presentazione programmata, anche darsi malato o farsi sostituire da un collega. Un bel problema, visto che il 70% delle persone dichiara che saper presentare è una componente determinante del successo e della carriera.

Nell’era dell’informazione vali quanto le idee che riesci a condividere.

“ In the information age you are only as valuable as the ideas you have to share.

Carmine Gallo

 

Ma perché parlare in pubblico ci spaventa tanto? Da dove viene questa paura?

paura di parlare in pubblico

Da dove vengono le tue paure

Quando pensi “ho paura degli squali”, il problema non è l’animale in sé ma l’intero scenario evocato da un attacco. La paura di essere sorpreso, di vedere lo sguardo minaccioso nei suoi occhi, sentirti impotente, avere la convinzione che non potrai evitare di essere ferito o ucciso.

Se ti chiedessi perché hai paura di fare una presentazione, probabilmente mi diresti qualcosa come:

  • Ho paura di fare errori, di inciampare nelle parole, di dimenticare qualcosa o sbagliare in qualcosa
  • Ho paura di essere umiliato, di sentirmi inadeguato, inetto, impacciato. sarebbe imbarazzante e minaccerebbe la mia autorità…
  • Ho paura di fallire il mio scopo principale: connettermi con il mio pubblico e trasmettere il messaggio in modo efficace
  • Ho paura che mi venga ancora il black-out della volta scorsa… ho dimenticato tutto quello che avevo preparato, ho improvvisato ma non so neanche cosa ho detto..

La paura di parlare e presentare davanti ad altre persone genera ansia e insonnia.

Spesso viene da esperienze negative precedenti, a volte molto lontane.

Scrivi le tue paure

Prima di continuare a leggere, prendi un bloc notes e scrivi alcuni motivi per cui ti senti a disagio all’idea di parlare in pubblico.

Se ti immergerai a fondo, scoprirai che quasi tutte si riducono alle 10 ragioni comuni che ti presento.

Potrai capire qual è il tuo principale drago, colpevole della tua ansia. Quello da riconoscere, affrontare e vincere.  

La buona notizia è che, qualunque sia il tuo drago, c’è un modo per sconfiggerlo.

1.Paura del fallimento

La paura di fallire può essere paralizzante. Tanto da indurre molti a ritirarsi, a non fare nulla.

Il problema è che impedisce di cogliere grandi opportunità. T

anto da arrivare a vere e proprie azioni di auto-sabotaggio per evitare il rischio di un ipotetico fallimento.

2. Paura dell’inadeguatezza

Siamo sempre molto ispirati ogni volta che siamo insicuri. Niente di più facile che trovare conferme alle nostre (presunte) inadeguatezze.

Quanto tempo dedichi a tenere lontana la sensazione di inadeguatezza?

Quante energie impieghi per tenere la tua autostima fuori dal pelo dell’acqua?

3.Paura della leadership

La padronanza del public speaking richiede una certa dose di leadership.

In effetti stiamo conducendo un pubblico. Come conduttore-leader devi parlare alla tua squadra.

Come puoi aspettarti che il tuo pubblico e il tuo team agiscano, se non riesci a parlare loro con sicurezza?

4.Paura della competizione

La competizione è parte della vita. Può essere una grande sfida per quelli che non l’hanno mai affrontata o non hanno vinto.

Molte volte la paura della competizione è in realtà paura del perfezionismo.

Gli atleti sono un grande esempio e possiamo imparare da loro.

Gli atleti vogliono evitare risultati scarsi prima o dopo la performance. Temono le conseguenze negative di una prestazione scadente o imperfetta. Hanno paura di deludere la loro squadra, l’allenatore, un genitore, di non essere all’altezza delle aspettative.

Si preoccupano di molte cose che non sono sotto il loro controllo e queste sono tutte preoccupazioni inutili.  

Perché distolgono energie da quello che possono controllare: il loro impegno, l’allenamento, la disciplina, la preparazione psicologica, l’alimentazione ecc.

5.Paura dell’imbarazzo

Fare errori è parte della vita di tutti. Eppure commettere errori davanti ad un pubblico genera imbarazzo.

Se temi questo imbarazzo inevitabile, questo ti causerà inevitabilmente ancora più umiliazione.

L’imbarazzo è legato alla paura del rifiuto. Si verifica quando pensi che gli altri ti vedano come sciocco, stupido o insignificante.

6.Paura di vendere

Per la maggior parte dei piccoli imprenditori il processo di vendita è una sfida. Specialmente quando devono fare un discorso (pitch) per spingere o vendere un prodotto o servizio.

Molti imprenditori hanno difficoltà con il “vendere” ed è evidente quando parlano in pubblico.

Sembra che abbiano poca fiducia in se stessi o nel loro prodotto/servizio. Hanno paura di fallire e persino di chiudere l’affare.

La buona notizia: queste paure possono essere superate con una preparazione al giusto atteggiamento (mindset), con allenamento e pratica.

7.Paura delle persone

Si chiama anche ansia sociale. Se stai bene quando sei solo ma non sei a tuo agio nelle situazioni sociali, allora la paura delle persone può essere il problema.

Negli Stati Uniti è classificata, da alcuni studi recenti, come il terzo disturbo psicologico più diffuso.

L’interazione con altre persone può generare sentimenti scomodi di consapevolezza di sé (come ti vedessi da fuori), di giudizio, valutazione.

Ci si sente sotto esame, con gli occhi puntati addosso, convinti che tutti notino quella macchiolina invisibile che…

8.Paura della futilità

Hai mai avuto la sensazione che i tuoi sforzi saranno inutili?

Ti sei mai detto “chi sono io? non sono altro che una persona, cosa posso fare da solo?”

Questa è la paura della futilità.  

9.Paura di sé

La paura di sé è a volte intensa e infondata. Spesso è solo la paura di mettersi in gioco, di essere visti e di mettersi in evidenza.

Alimentata da pensieri auto-limitanti, è nemica di ogni carriera.

10. Paura del successo

La paura di fallire e la paura del successo sono spesso correlate e hanno gli stessi sintomi d’ansia.

Ma la paura del successo è più profonda e spesso ben nascosta alla nostra consapevolezza. Una situazione familiare può essere più comoda, anche se meno gloriosa.

Raggiungere il successo spesso vuol dire entrare in un territorio inesplorato. Ti metti là fuori per essere valutato e criticato, ti esponi a nuove pressioni e domande.

Ti sei mai trovato sul punto di un grande successo, notando che le cose cominciano ad andare male? Il più piccolo dettaglio ti irrita. Diventa difficile concentrarti.

Ti ritrovi a procrastinare tutte le cose che ti porterebbero al successo. Chiederti se sarai in grado di reggere la sfida è umano.

Una piccola parte ansiosa di te preferirebbe tuttavia non correre il rischio.

 

Succede anche sul palco.

Dici qualcosa di stupido in una presentazione e cominci a pensare a cosa diavolo ti stia succedendo. Ti metti a discutere con una persona del pubblico che si chiede perché sei così suscettibile.

Tutti questi sono sintomi della paura del successo, la più pericolosa di tutte perché è quella più inaspettata e insospettabile.

 

Qual è la tua paura? Io li ho conosciute tutte e ma la 10 è quello che mi ha reso la vita più difficile.  

Come sconfiggere il tuo drago?

Hai già cominciato, leggendo questo articolo.

Le vie da seguire sono tre: sapere, saper fare, saper essere.

Iscriviti ora a Presentation Hero (Milano, 15 aprile) per continuare la tua avventura nel public speaking.

 

 

*liberamente tratto da Top Ten Fears of Public Speaking di Jason Teteak

Public speaking: presentare in modo non convenzionale

Public speaking: il significato del termine

Il termine Public speaking letteralmente significa una cosa semplice:

Public speaking = parlare in pubblico

Dall’antica Grecia è maturata l’esigenza di parlare di fronte ad altre persone, di condividere le proprie idee e di convincere i nostri interlocutori.

L’arte di parlare in pubblico oggi si è evoluta e rappresenta una delle competenze professionali e personali fondamentali per far evolvere i propri progetti e crescere come professionista.

Ma cosa significa nel concreto “essere capaci di parlare in pubblico”?

Come si declina il termina Public speaking e quali differenti approcci possono esserci a questa splendida arte?

Questo articolo vuole rispondere proprio a tutte le tue domande sul Public speaking e sulla tua capacità di stare davanti a un pubblico, comunicando efficacemente.

 

public speaking

Definizione di Public speaking

Come abbiamo detto, parlare in pubblico rappresenta una competenza molto importante nel lavoro.

Richiede un’insieme di conoscenze, abilità, approcci e atteggiamenti che hanno a che fare con la capacità di parlare davanti ad altre persone in modo fluente, convincente e professionale.

Alcuni determinano il Public speaking come un atteggiamento efficace. Ma cosa si intende con “atteggiamento” ?

In psicologia si determina un insieme di tre elementi:

1. Comportamento

Parlare in pubblico in modo efficace significa comportarsi in un certo modo: gestire lo spazio, il corpo, la distanza con l’audience, il proprio linguaggio non verbale, quello dei partecipanti, i feedback. Questi sono solo alcuni esempi dei comportamenti pratici che vengono insegnati nei nostri corsi di Public speaking.

Per parlare in pubblico, vengono insegnati sia comportamenti da evitare di fronte a un pubblico,  ma anche trucchi del mestiere per gestire i partecipanti in qualsiasi tipo di presentazione.

La parte comportamentale è la più semplice da imparare: sai cosa devi e non devi fare e il gioco è fatto!

Le regole sono piuttosto chiare e con un po’ di applicazione ed esercizio, diventa piuttosto semplice modificare le tue abitudini per acquisirne di nuove.

2. Aspetto cognitivo

La dimensione cognitiva del parlare in pubblico riguarda alcuni aspetti cruciali di ogni presentazione:

  • Cosa dici
  • Quali informazioni devono passare
  • Come vengono processate le informazioni nella testa del tuo audience
  • Come il relatore struttura tali informazioni
  • Come vengono ricordati i contenuti
  • Come viene gestita l’attenzione durante la presentazione

Partiamo dall’inizio, che rappresenta il punto di avvio e di arrivo dell’intero discorso.

Immagina una presentazione in pubblico di un’ora.

In vesti di relatore/relatrice, la tua sfida è conquistare l’attenzione del tuo pubblico, mantenerla costante nel tempo e farle fare un picco nel momento in cui devi comunicare l’informazione più importante (una call to action, una vendita, un’offerta, ad esempio).

L’attenzione segue dei processi fisiologici, dovuti ad alcuni meccanismi del nostro sistema nervoso.

L’obiettivo del relatore è quindi quello di saper gestire tali reazioni, offrendo degli stimoli costanti, in grado di emozionare, risvegliare, animare l’attenzione di ogni singolo partecipante.

Per farlo devi usare tecniche specifiche, come l’utilizzo degli hook.

Sul tema abbiamo scritto alcuni articoli:

Per quanto riguarda la probabilità che le persone se le ricordino, devi tenere in mente un principio: più i contenuti sono ben organizzati e strategicamente presentati, più si alza la probabilità che vengano compresi correttamente e vengano ricordati.

Lo stesso vale per il relatore: se organizzi la tua presentazione in modo strategico, per te sarà molto più semplice ricordare e presentare efficacemente i tuoi contenuti.

Abbiamo approfondito questo aspetto  post Come trovare e strutturare efficacemente le idee.

 

3. Aspetto emotivo e relazionale

La dimensione più importante del Public speaking è la capacità del relatore di emozionare, nel senso letterale del termine: “muovere verso” qualcosa, smuovere lo stato emotivo delle persone dal loro stato attuale a uno stato più in linea con i tuoi obiettivi.

La componente emozionale passa è composta da picchi positivi che prevalgono rispetto a quelli negativi.

Mi spiego: su 10 emozioni, 8 devono essere positive e 2 negative, giusto per intenderci sulle proporzioni.

Quelle positive devono essere entusiasmo, motivazione, gioia, divertimento, voglia di cambiamento; mentre quelle negative possono essere la paura (ad esempio di rimanere nello stato attuale) o il dolore di perdere un’opportunità.

La dimensione relazionale si concentra sulla relazione che instauri con il tuo pubblico: a seconda della tipologia di presentazione, potresti lavorare su come il tuo pubblico ti percepisce, sul ruolo che vuoi assumere per loro e sul modo in cui loro interagiscono con te.

In alcune presentazioni puoi giocare il ruolo del maestro, in altre dell’esperto, in altre ancora il ruolo del mentore.

Questo tipo di relazione determina il legame, più o meno intenso, che costruisci con le persone che assistono alla tua presentazione.

public speaking

Public Speaking, cos’è e cosa può fare davvero per te

Se hai capito cos’è il public speaking, capirai anche quante cose può fare per te.

Chi sa presentare efficacemente le proprie idee ha evidentemente una marcia in più.

Saper parlare in pubblico significa:

  • Farti capire prima e meglio, riducendo il rischio di incomprensioni
  • Lasciare un’impressione positiva nei tuoi interlocutori
  • Smuoverli e far fare loro quello che tu ritieni utile o importante
  • Determinare e costruire una relazione proficua per entrambi
  • Rendere più efficiente il tempo per prendere una decisione (ad esempio nelle riunioni)

Capisci che dal punto di vista professionale, saper presentare in modo efficace significa aumentare le probabilità di successo e di determinare la direzione delle decisioni importante, soprattutto quando dalla tua presentazione dipendono delle decisioni importanti.

Public speaking tecniche e corsi

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente ora vorresti capire: bene, ma come posso imparare a presentare in pubblico?

Prima di tutto devi sapere, che non si tratta di una predisposizione del tipo “o ce l’hai, non niente, sei condannato!”.

Il Public speaking si può imparare.

Si può imparare a parlare in pubblico seguendo tante strade, alcune più strutturate, altre meno consuete.

Ti faccio alcuni esempi per capire come acquisire nuove competenze nel tuo modo di presentare le idee:

  • Studia i libri di Public speaking
  • Esercitarti davanti a uno specchio con un discorso preparato
  • Guarda i migliori TEDEx disponibili online
  • Partecipa a webinar ed eventi sul tema (qui sotto ne trovi almeno due)
  • Prova ad applicare le tecniche di Public speaking tra amici e conoscenti

La maggior parte dei corsi per parlare in pubblico scelgono uno specifico taglio, una scuola di pensiero e basano tutti gli insegnamenti su quell’approccio.

Ti faccio alcuni esempi di approcci:

  1. Corsi concentrati sulla voce e sulle emozioni
  2. Dizione e corretta gestione della parola
  3. Crescita personale e soft skill (parlare in pubblico come competenza umana da sviluppare)
  4. Persuasione e vendita
  5. PNL e Ipnosi
  6. Storytelling e capacità di costruire coinvolgimento tramite le storie
  7. Slideology e creazione di presentazioni (ad es. con Powerpoint, Prezi o Keynote)
  8. Public speaking online per il web, i video, i videocorsi

Come vedi ogni approccio ha una specificità e si concentra su determinati chiavi.

Partecipare a un corso per parlare in pubblico significa quindi sposarne il taglio, condividerne l’approccio e in qualche modo immedesimarsi in quello specifico modello.

 

Partecipare a un corso per parlare in pubblico: come funziona?

Se è vero che ogni corso ha uno specifico approccio, è anche vero che tutti condividono alcuni presupposti e premesse.

La maggior parte dei corsi in aula di public speaking toccano alcuni o tutti questi temi:

  • Superamento paura e superare l’ansia di parlare in pubblico
  • Preparazione mentale per presentare in modo efficace
  • Gestione del palco, della scena e degli oggetti di scena
  • Atteggiamento corporeo e voce
  • Gestione dell’attenzione dei partecipanti
  • Costruzione del discorso, della scaletta e della presentazione
  • Gestione delle domande e delle obiezioni

Questi elementi compaiono in tutti i corsi, più o meno.

Perché? Semplice, sono i principali bisogni di chi deve presentare in pubblico.

Quando partecipi a un corso per presentare in pubblico, solitamente vengono seguite alcune fasi specifiche.

Prima di tutto si inizia a lavorare sulla componente esperienziale, lavorando sulle esigenze dei partecipanti, le applicazioni nel lavoro quotidiano, i limiti e il potenziale di ognuno dei partecipanti.

Un secondo step piuttosto frequente è la dimensione normativa: le regole del gioco, la grammatica del Public speaking e le metodologie più diffuse.

Infine, si lavora sull’applicazione individuale, su come ogni partecipante può applicare la grammatica del parlare in pubblico al proprio stile e alle proprie presentazioni.

Chiaramente con sfumature differenti, anche in relazione ai diversi approcci che abbiamo visto più sopra, questi elementi compaiono quasi sempre e il classico corso di Public speaking copre questi aspetti con diversi accenti e tecniche.

L’elemento in comune è la pratica, da un lato, e la conoscenza teorica, dall’altra. Devi scegliere tu se fare il salto di qualità per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato.

public speaking

Come scegliere un corso di Public speaking: 5 cose da considerare

Scegliere il corso di public speaking più adatto alle tue esigenze può essere molto più semplice di quello che pensi.

Quando cerchi su Google Corso di Public Speaking o Corso per parlare in pubblico, ti escono dai 16 ai 50 milioni di risultati…da paura!!!

Oltre ai normali corsi di public speaking gratis online (usati per trovare nuovi clienti e attirare un po’ di persone ingenue, ma tu non lo sei, vero?) c’è una gamma piuttosto consolidata di corsi seri.

A questo punto, come scegliere il corso più adatto alle tue esigenze? Distinguiamo il come dal cosa.

Per il cosa, devi concentrarti sul tuo bisogno, sulle tue esigenze e su quello che rappresenta la carta di identità del tuo corso ideale.

Ecco qualche spunto:

  • Rientri nel loro target? Nella descrizione del corso fanno riferimento a chi hanno in mente pensando al loro partecipante tipo?
  • Descrivono il loro approccio? Riesci a individuare uno o più approcci indicati più sopra? Sono compatibili con le tue esigenze? Senti che possano rispondere pienamente alle tue esigenze?
  • Specificano un programma? Se sì, trovi almeno l’80% di quello che cerchi?
  • Il prezzo del corso rientra nel tuo budget? È una cifra sostenibile? Ha bonus e risorse utili, oltre al corso in aula?

Se non trovi queste informazioni, già puoi porti alcune domande sulla chiarezza dell’offerta.

E qui passiamo al come capire se il corso di Public speaking che stai scegliendo è adatto alle tue esigenze.

La risposta è semplice e si suddivide in due fasi:

  1. Scrivi su un foglio di cosa hai bisogno, quali problemi vuoi risolvere e che tipo di risultato vuoi portare a casa. Segna con chiarezza quali sono gli elementi imprescindibili e irrinunciabili per te.
  2. Telefona o scrivi agli organizzatori e chiedi. Non aver paura o vergogna. Chiedi quello di cui vuoi essere sicuro e cerca la risposta alle tue domande

Ti scrivo queste informazioni perchè sono fermamente convinto che, chi partecipa a un corso debba avere tutte le informazioni necessarie per scegliere consapevolmente.

Ed è quello che facciamo con tutti i nostri corsi. Ad esempio, per Unconventional Public Speaking spieghiamo perché lo definiamo non convenzionale, quale modello didattico e formativo usiamo, che tipo di percorso abbiamo costruito. Se ti interessa scrivi a segreteria@webinarpro.it e ti daremo maggiori informazioni (NdA: stiamo ancora mettendo a punto la pagina e il materiale informativo!).

 

Public speaking: definizione di un approccio differente

Definiti questi approcci, esistono alternative?

Esistono dei modi diversi di imparare a parlare in pubblico e presentare efficacemente le proprie idee?

Assolutamente si, e qui arriviamo al punto di questo articolo.

Ci sono modi per imparare a parlare in pubblico che prima di passare dalla grammatica (come si dovrebbe fare) e dall’esperienza (cosa fai già quando presenti e cosa devi cambiare), partono da un principio differente.

Puoi valorizzare il tuo personale modo di presentare, rendere uniche le tue presentazioni e adattare la grammatica del Public speaking al tuo stile personale

Questo è l’approccio che abbiamo in WebinarPro.

Con oltre 5.000 ore di presentazioni online, abbiamo imparato che ogni presentatore e ogni relatore può ottenere risultati straordinari partendo dal proprio stile, dalla propria storia, dalle proprie esperienze e facendo piccoli cambiamenti che fanno la differenza.

Come dire, non devi ridefinire tutto il tuo modo di presentare, ma puoi fare piccole variazioni che fanno la differenza.

Questo approccio che definiamo non convenzionale è alla base dei nostri corsi (ce n’è uno tra pochissimi mesi, a fine maggio) e dei nostri webinar.

Come posso imparare a parlare in pubblico?

Chiudiamo questo viaggio in modo pratico. Se ti stai ponendo questa domanda, sei già a buon punto.

Significa che sei consapevole che puoi migliorare il tuo modo di comunicare e presentare in pubblico.

Il primo passo è informarti, documentarti, leggere e studiare.

A tal proposito, contattaci per sapere se ci sono ancora posti per il prossimo evento “Presentation Hero” del 15 Aprile, un workshop per imparare a parlare in pubblico.

 

Relatore Webinar: i 10 errori da evitare!

Ogni giorno assistiamo decine di clienti. La nostra missione è quella di rendere i loro eventi online un vero successo.

L’ingrediente fondamentale è la cura per ogni dettaglio: nulla deve essere lasciato al caso. Dalla landing page all’advertising, dalla preparazione della piattaforma prima della diretta alla cura del follow up: ogni cosa necessita il giusto grado di attenzione.

Oggi ti parlerò del relatore webinar e dei 10 errori che rischiano di rendere la presentazione un vero disastro.

relatore webinar

Immaginiamo di avere tutto pronto: la piattaforma è stata predisposta, un centinaio di utenti si sono iscritti al tuo webinar, manca pochissimo alla diretta.

Sei sicuro di essere davvero pronto?

Ecco 10 accorgimenti da non sottovalutare prima di una presentazione online.

 

1.Attento alla connessione!

“Mi collego dal parco, qui mi sento più rilassato!”, ecco come esordisce Mario.

Bene, se non fosse che la connessione è quella del cellulare. E a guardare bene, il display indica una sola tacca.

È vero che si può andare in trasmissione da qualsiasi posto, ma occorre che le condizioni minime siano soddisfatte. E la prima in assoluto è avere una buona connessione dati. Vuoi davvero che il tuo video si veda a scatti e che la tua voce si senta rotta e spezzata?

L’ideale sarebbe utilizzare una connessione via cavo Ethernet, ma in mancanza anche una connessione wireless stabile può andare bene.

Il mio consiglio è quello di effettuare un test di trasmissione almeno qualche giorno prima della diretta. Questo consente di prevedere eventuali problemi e di potervi porre rimedio, con il giusto anticipo. Arrivare direttamente il giorno del webinar, magari 5 minuti prima di avviare la trasmissione, potrebbe andare bene solo nel caso in cui avessi una webinar room impeccabile o… il giusto grado di fortuna!

Ma perché rischiare quando puoi prevenire spiacevoli inconvenienti?

 

  1. Mostrati in webcam!

Una presentazione non è solo una condivisione di contenuti: è creare un legame con ogni singolo partecipante, interagire direttamente con lui. E la prima condizione per riuscirci è quella di avere un contatto visivo:  vedere chi sta parlando e poter interagire con lui, accorcia le distanze e permette di creare un legame con il relatore webinar.

Certo, questo può risultare difficile: chiunque davanti ad un computer e ad una webcam può provare una certa sensazione di disagio, senza la possibilità di vedere i propri interlocutori. Ma il punto è: il tuo partecipante si sentirà davvero a proprio agio?

Una volta ho assistito da partecipante ad un corso online in cui il relatore webinar ha deciso di non mostrarsi in webcam. Ti assicuro che è stato un vero disastro! Ovviamente non è semplice, ma è un qualcosa che è possibile apprendere con lo studio e, soprattutto, la pratica.

Luca Vanin ha scritto il primo libro italiano sul tema, Public Speaking Online: un libro pensato proprio per chi vuole superare la “paura” affrontando questa sfida in modo professionale ed elegante, senza improvvisare e senza doversi pentire di errori commessi.

 

  1. Occhio alle spalle!

Anche in questo caso, nulla deve essere lasciato all’improvvisazione.

La webcam deve essere ben posizionata. Né troppo alta, né troppo bassa: deve essere all’altezza dei tuoi occhi.

E dietro di te? Sarebbe preferibile uno sfondo monocromatico. Se hai un logo o un bel quadro, va benissimo, ma stai attento a che non entri nessuno nell’inquadratura.

Non vorrei ti capitasse come quella volta in cui il relatore webinar era in ufficio e il suo collega passeggiava dietro di lui, fermandosi davanti allo schermo e chiedendogli “Ma cosa stai facendo di bello?”.

 

  1. Attento ai rumori!

Un luogo di trasmissione silenzioso è estremamente importante per permettere ai partecipanti di vivere un’esperienza memorabile.

Rumori improvvisi o di sottofondo potrebbero impedire ai partecipanti di sentire la tua voce, oltre a distrarti dalla presentazione.

Dunque, prima di cominciare accertati che non ci siano finestre aperte e che tutti sappiano che sei in diretta in modo da non entrare all’improvviso o non fare rumori molesti.

Se c’è un telefono nella stanza ti suggerirei di metterlo offline.

  1. Prenditi cura di ogni partecipante!

Bene, la webcam è settata. Non c’è nessuno in giro. I tuoi partecipanti sono lì, dentro la tua stanza. Ti stanno ascoltando, sono lì per te.

Guardali, parla direttamente con ognuno di loro. Per farlo devi avere lo sguardo dritto alla webcam.

Se hai degli appunti sulla scrivania, prova a guardarli con la coda dell’occhio. Se hai due monitor accertati di guardare quello giusto.

Il partecipante deve sentire che per te è la persona più importante. Sei lì unicamente per lui.

 

  1. Utilizza la Chat!

Lo so, magari starai pensando che è difficile parlare direttamente con i partecipanti se non puoi vederli o sentirli. Ma c’è uno strumento che può aiutarti: si chiama “chat”.

Pensaci: se nel tuo webinar fossero presenti 500 partecipanti, permettere a tutti di parlare e aprire la webcam creerebbe davvero una situazione di confusione!

La chat, invece, ti permette di interagire in tempo reale con ogni partecipante. Basta porre delle domande alle quali rispondere in diretta durante il webinar.

 

  1. Parola d’ordine: interazione!

Il rischio di risultare noiosi è sempre dietro l’angolo, ma per fortuna è possibile evitarlo. Come?

  • Prepara la tua presentazione, non improvvisare
  • Cerca di fare delle pause
  • Fai domande
  • Attiva i partecipanti e chiamali per nome
  • Ogni tanto cambia il tono della tua voce

Non vorrai mica che i tuoi interlocutori si addormentino sulla tastiera, vero?

 

  1. Occhio alle slide!

Una presentazione efficace necessita di slide efficaci. 

I contenuti sono importanti, certo, ma saperli presentare mantenendo alta l’attenzione non è sempre facile.

Ottimizzare la propria strategia di presentazione significa preparare le slide per il webinar con una logica particolare. Significa raccontare una storia che fornisca dati utili all’audience e che li guidi durante tutta la presentazione.

Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qui.

 

  1. Rilassati!

Siamo pronti per cominciare ed è normale avere un po’ d’ansia. Non preoccuparti…rilassati!

Per qualunque problema durante la trasmissione ci sarà uno dei nostri Webinar Manager a supportarti.

Tu goditi solo la diretta e approfitta di ogni momento.

Ricorda sempre di avere a portata di mano un bicchiere d’acqua, qualora ti venisse sete o avessi bisogno di una scusa per una breve pausa (non bere direttamente dalla bottiglia, please!).

E se avessi bisogno di giocare con qualcosa, prendi quella pallina antistress che hai sul tavolo. No, non quello: giocare con il jack del microfono non è l’ideale, rischi di disturbare l’audio dei tuoi partecipanti!

 

  1. Non premere quel pulsante!

In qualsiasi piattaforma c’è la possibilità di premere un pulsante e terminare la trasmissione. Di solito è rosso e non a caso: a non stare troppo attenti si rischia di premerlo e chiudere il webinar per tutti.

Sai cosa vuol dire? Che magari eri nel bel mezzo della tua presentazione e giusto in quel momento…puff, il webinar termina e lasci tutti i tuoi partecipanti con il dubbio di come sarebbe andata a finire!

 

Bene, adesso dovresti essere pronto per andare in diretta.

Se seguirai questi consigli non dovresti avere alcun problema. E, magari, dopo la trasmissione potresti anche raccontarci come è andata. Saremo felici di conoscere la tua esperienza!

Ansia da Webinar: 4 Strategie per gestire la paura di parlare in pubblico

Dopo aver letto i nostri precedenti post, hai imparato come presentare durante un webinar o una videoconferenza o un webmeeting.

Ora sai già tutto riguardo la presentazione dei materiali e dei contenuti in generale. Ma come si gestisce l’ansia da prestazione? Esistono alcune tecniche per restare tranquilli e gestire al meglio una videoconferenza, un webmeeting o un webinar?

Se hai letto il post “Che tipo di Relatore Webinar sei?” , ci siamo lasciati con degli interrogativi:

  1. ansia webinarTi sei mai trovato in situazioni di ansia e a doverle gestire?

  2. Se sì, quali strategie hai messo in atto per fronteggiarla?

In questo post imparerai cos’è l’ansia da prestazione durante una videoconferenza o una riunione online, come gestire la tensione e lo stress durante un evento online dal vivo e come fare apparire il tuo Webinar più professionale.

Cos’è l'”Ansia da Webinar”

L’ansia da webinar è uno stato di forte agitazione e  preoccupazione che prova il relatore durante un evento online. Può essere causata dalla paura di sbagliare, dalla paura che il nostro evento non risulti perfetto come ce l’eravamo immaginato, può essere amplificata dal fatto che non siamo abituati a fare formazione non avendo di fronte il nostro pubblico.

Tutti noi, sin da piccolissimi, abbiamo sperimentato questa emozione:

  • Quando da piccini ci lasciavano all’asilo e sperimentavamo l’ansia da separazione dalla mamma

  • Quando alla scuola dell’obbligo abbiamo iniziato ad avere l’ansia delle interrogazioni e delle verifiche

  • Quando da adulti abbiamo iniziato a sperimentare l’ansia e lo stress del lavoro, delle difficoltà della vita

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

come condurre un'aula virtuale

Cosa accade quando hai paura di presentare durante una videoconferenza o una riunione online

Gli stati ansiogeni sono caratterizzati da una forte preoccupazione per la persona, se protratta nel tempo, può causare forte stress.

Ognuno di noi è fatto di emozioni, e a volte queste, unite a pensieri disfunzionali ed a false credenze, possono causare brutti scherzi.

ansia public speaking onlineI sintomi di questo stato che tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo provato consistono in:

  • Forte sudorazione alle mani

  • Difficoltà nel parlare

  • Fiato corto

  • Diverse somatizzazioni quali: mal di testa, mal di stomaco, nausea

  • Disturbi del sonno

Parlare in pubblico è una di quelle situazioni in cui, se non si è abituati, può causare un forte stato di ansia. In un webinar fare lezione ad un gruppo di persone che non si vede, ma che, al contrario, ci vede attraverso una webcam, può causare dei problemi per chi si appresta le prime volte a questa esperienza.

 

Come fare quindi per gestire nel migliore dei modi il tuo webinar

e controllare al meglio le tue emozioni?

 

 

Strategie per gestire meglio la presentazione durante un Webinar

Esistono delle strategie che possono aiutarti a riconoscere e a superare situazioni causate da forte ansietà?

La risposta è sì, la psicologia ci viene in aiuto perché esistono dei validi stratagemmi per riuscire efficacemente a raggiungere il nostro obiettivo.

Vediamone qualcuno:

1. Una buona conoscenza e preparazione dell’argomento è il primo passo

strategie per gestire ansia webinarPossono aiutare ad abbassare il livello di ansia. Prepararsi una scaletta, ripeterla più volte davanti ai familiari, può aiutare nella nostra prestazione. Per cercare di abbassare il livello di ansia  è indispensabile non improvvisare mai, ma cercare di prepararsi una mappa mentale, degli schemi che riportino gli argomenti da trattare. E’ molto importante anche cercare di focalizzare il nostro intervento sugli argomenti che conosciamo di più, su quelli in cui ci sentiamo più pronti, questo sicuramente ci aiuterà ad essere più sicuri ed a tranquillizzarci durante l’evento online.

2. Parla, parla e… parla! Verbalizza la tua debolezza.

Se prima di iniziare il webinar si avverte una forte ansia, scusarsi con i partecipanti potrebbe essere l’arma che permette di ridurre molto la paura e aumentare così la performance.

La verbalizzazione delle proprie emozioni, dei propri stati d’animo, è sicuramente di aiuto nel neutralizzare l’ansia da prestazione. Inoltre, l’umorismo e l’umiltà sono molto apprezzati dal pubblico, fanno migliorare notevolmente la relazione tra noi ed i nostri clienti.

3. Evita il perfezionismo.

Pretendere di essere perfetti non aiuta, anzi, non fa altro che aumentare lo stress. Cercare quindi di prepararsi al meglio dicendosi: “…anche se dovessi sbagliare non succede nulla…” . E’ fondamentale ricordarsi che la perfezione non esiste, tutti sbagliano e a volte dagli errori si può trarre spunto per migliorarsi e modificare alcune caratteristiche del “fare formazione” che possono inficiare il nostro lavoro.

4. Non pensare di essere sola/o.

Durante una webconference, il webmeeting, immaginare di avere davanti a noi non una webcam, ma un nostro caro, che ci sorride e che crede in noi può aiutare sicuramente a rilassarci ed a raggiungere quello stato mentale di sicurezza necessario per poter gestire al meglio il webinar.

Per il tuo prossimo evento online, prova a mettere in pratica questi consigli e scrivici i tuoi commenti, saremo contenti di sapere se ti sono serviti, se sei riuscito a metterli in pratica o e se ne hai trovati altri da aggiungere a questi.