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Public Speaking: un grande classico o una rivoluzione?

Perché scrivere ancora parole su un argomento così tanto battuto, come quello del public speaking?!

Lo so, sul web e dentro ogni corso che si rispetti veniamo bombardati da argomenti che riguardano le più svariate tecniche di Public Speaking e non sarò certo io oggi, a raccontarti qualcosa di rivoluzionario.

Ma…

Voglio provare ad approfondire insieme a te due dei luoghi comuni più diffusi che proprio non possono mancare nel momento in cui ci si approccia per la prima volta all’argomento (e anche per la seconda o la terza).

Quindi iniziamo da tutto quello che proprio NO.

public speaking

Luoghi comuni pt. 1 

“Tutto quello che mi occorre per padroneggiare questa meravigliosa arte del parlare in pubblico è una buona dizione, respirazione diaframmatica e modulazione vocale. Non mi serve altro!”

Sbagliato!

Sapevi che diverse ricerche dimostrano che lo “spazio mentale” umano è limitato e che l’utilizzo delle nuove tecnologie sta facendo progressivamente ridurre la capacità di attenzione umana?

“E questo cosa c’entra?” dirai tu.

Questo è uno dei primi fattori da tenere bene a mente per quelle che sono le presentazioni  che devono essere, rispetto al passato, necessariamente più ingaggianti, più dirette e più concise.

Abbiamo bisogno di dire le cose nel miglior dei modi, con più appeal e in maniera quanto più sintetica possibile.

Conosci i TED talk?

Se non li conosci, te li racconto io.

Il TED è nato nel 1984 come evento singolo e divenuto poi annuale nel 1990, con l’obiettivo di realizzare una conferenza focalizzata su tecnologia e design, coerentemente con la sua origine nella Silicon Valley, ma in seguito esteso al mondo scientifico, culturale, accademico.

Oggi la mission di questo evento, si può riassumere con la formula “Ideas worth spreading” (Idee che val la pena diffondere). Gli eventi, che si svolgono in tutto il Nord America, Europa e Asia, diffuse anche in live streaming, abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprendono scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e tanto altro. (su ted.com potrai vedere le registrazioni di tantissimi TED e su YouTube ne troverai moltissimi sottotitolati in Italiano).

La caratteristica di ogni speech TED è la durata: solo 18 minuti.

Idee complesse riassunte in un tempo conciso.

Come fare? Eccoti alcuni tips.

Prepariamo la nostra presentazione

  1. Non è necessario dire tutto.

Non sarai certamente esaustivo ma puoi essere molto efficace se quello che dici lo dici bene.

  1. Innamorati dello storytelling.

Oggi è quasi sulla bocca (e sui testi) di tutti. Qualunque presentazione è il racconto di una storia. Dovrai costruirla. Quindi impara (bene) e usa lo storytelling. Sarà un’arma infallibile.

  1. Sorprendi.

Quante volte ti sei distratto, pensando ad altro o spegnendo il cervello, nel momento in cui ti sei ritrovato ad ascoltare concetti già noti con modalità già sentite mille volte. Sii creativo. Esci fuori dagli schemi e osa. Il ritorno che ne avrai sorprenderà anche te!

  1. Trasforma l’ansia in energia.

Prova a canalizzare l’ansia da prestazione in carica energetica. Respira e concentrati sulla valenza che per te ha quello che stai per raccontare al tuo pubblico. La passione la si può anche esprimere in parole coinvolgenti e che emozionino il tuo pubblico.

  1. Oltre a cosa dici conta come lo dici. Tu!

Tutto quello che hai sempre letto sulla dizione, sul tono di voce, sulla modulazione, sulla postura infine, serve sempre. Quindi fai tesoro di tutte le informazioni che hai raccolto ma cucitele addosso. Modellale sulla base della tua personalità. Ricorda che anche il migliore dei consigli non risulterebbe efficace se troppo lontano da te. Devi sempre essere credibile!

Luoghi Comuni pt. 2 

“Il Public Speaking serve solo per chi tiene speech e/o si occupa di formazione”

Sbagliato.

Perché, non so se hai mai pensato a questo aspetto, ma il public speaking è uno degli argomenti trasversali più importanti che faresti bene ad approfondire per la tua crescita non solo professionale ma anche personale.

A cosa ti serve?

  • Presentare un’idea, difenderla, discuterla
  • Esprimere il proprio parere o punto di vista
  • Avanzare una richiesta

Alcuni esempi di situazioni in cui il public speaking può venire in nostro aiuto. E, come capirai, abbraccia veramente sia la sfera privata e personale che quella lavorativa. Nessuno escluso.

In pratica, ogni volta che ci troviamo di fronte ad un interlocutore, e dobbiamo esporre le nostre idee, stiamo vivendo un’esperienza di public speaking

Non ci avevi mai pensato, vero?

Curiosità

Adesso voglio lasciarti con una curiosità, che possa essere un interessante spunto di riflessione e, al tempo stesso, un’applicazione pratica di semplice utilizzo per la prossima volta in cui ti capiterà di dover proporre una tua idea.

Qui  troverai la presentazione del primo Iphone fatta da Steve Jobs. Di certo, uno dei più grandi esperti di Public Speaking, non lo si può negare.

Il discorso di Steve jobs che ti ho appena indicato segue una delle tecniche più note quando si parla di Public Speaking: “La regola del 3”.

La regola del 3

Questa tecnica è legata ad alcuni meccanismi di memorizzazione del cervello umano (come la trascrizione dei passaggi importanti, anche con l’uso delle mappe concettuali e la visualizzazione) e dall’uso sapiente delle pause.

Molto semplice: suddividiamo il nostro discorso in tre parti essenziali, tre punti, tre concetti di fondo.

I primi due avranno una funzione meramente preparatoria;
La carica emotiva (o l’accento) cade sempre sul terzo punto, che ne costituisce il fulcro vero del discorso, il centro gravitazionale a cui si era progettato di giungere sin dall’inizio.

Strutturalmente simile ai tre postulati della dialettica hegeliana:

  • tesi
  • antitesi
  • sintesi

In realtà “ la regola del tre ” è più un principio che permette la memorizzazione di un messaggio in modo rapido e persino divertente.

In poche parole, il tre è facile e funziona.

Provala e, se ti va, fammi sapere com’è andata.

A proposito di Public Speaking, noi di WebinarPro abbiamo deciso di parlarne al nostro evento in aula il 3 e 4 Giugno a Milano, in modo non convenzionale. Un evento diverso dal solito: due giornate intensive per imparare a dare il meglio di te in modo naturale, creando presentazioni persuasive e valorizzando il tuo stile. Clicca sul pulsante qui sotto per avere maggiori informazioni.

 

Corso Public Speaking Milano per presentazioni Unconventional

Corso Public Speaking: ce n’è davvero bisogno?

Parlare in pubblico è la terza paura più diffusa, dopo volare e i ragni. Questo l’avrai sentito dire anche tu.

Ed è questo il motivo per cui corso public speaking è una delle parole chiave più digitate nei motori di ricerca per quanto riguarda il tema della comunicazione.

Perché le persone cercano corso public speaking e vogliono imparare a parlare in pubblico? Ne hanno davvero bisogno?

E cosa spinge le persone a voler presentare meglio?

Partiamo dai contesti:

Ogni giorno parli in pubblico e presenti le tue idee.
Diventare efficaci è questione di sopravvivenza.

corso public speaking

Questione di sopravvivenza oggi significa che la tua efficacia professionale, la tua carriera, i tuoi risultati spesso possono dipendere da quanto sei efficace nel parlare davanti ad altre persone, a convincerle della bontà delle tue idee.

Non è un caso se sei portato ad ammirare le persone chiare, dirette, coinvolgenti nelle loro presentazioni, forse perchè desideri avere quella competenza.

L’attenzione sui corsi di public speaking, quindi, nasce da un’estensione del concetto:

Ogni giorno ti alzi e presenti le tue idee davanti a un pubblico.

Semplice. Molte delle paure di parlare davanti a qualcuno focalizzano tutta l’attenzione sul pubblico, su quello che le persone penseranno di te, sul fatto che ti guardano, che concentrano la loro attenzione e i loro occhi su di te.

Il giudizio delle persone,  prende il sopravvento sul focus della questione: saper parlare davanti a loro, argomentare le tue idee, essere convincente e coinvolgente.

Quindi alla domanda “serve davvero un corso public speaking” è: Sì, soprattutto se hai davvero bisogno di fare un upgrade delle tue competenze comunicative.

Corso public speaking: la nostra storia

“Ci vorrebbe un bel corso public speaking per imparare come presentare meglio”, mi disse una volta una nostra collaboratrice.

Io trovai queste parole quasi una sfida, un po’ strana, ma pur sempre una sfida: sono anni che insegniamo ad aziende e professionisti come presentare in modo efficace.

Ma aveva ragione: abbiamo sempre parlato di corsi public speaking online, concentrandoci su ciò che ci viene meglio, ossia il parlare davanti a un pubblico collegato virtualmente in webinar, videoconferenze, webmeeting.

Così ci venne in mente di creare un bel corso public speaking che raccogliesse tutta la nostra esperienza e la portasse nella professionalità di ogni persona che voglia presentare in modo efficace davanti a un pubblico che sia in aula, in luoghi pubblici e in modo virtuale nel web.

L’obiettivo? Fornire ai nostri clienti che già presentano in pubblico, sia in aula che online, strumenti nuovi, differenti e molto efficaci per presentare con meno fatica, divertendosi e godendosi i risultati e gli applausi.

Per questo abbiamo creato Unconventional Public Speaking, il corso public speaking che rivoluziona l’approccio, le tecniche e i metodi per presentare le tue idee in pubblico.

Perché Unconventional?

Prima ti devo spiegare una cosa importante, rispetto alle scuole di pensiero.

corso public speaking

Corso di public speaking: quali scegliere?

La maggior parte dei corsi public speaking si basano su un unico approccio: c’è chi si basa sulla dizione, chi sulla programmazione neurolinguistica, chi sul neuromarketing, chi solo sullo storytelling, chi sulle tecniche teatrali.

Si tratta sicuramente di ottimi corsi public speaking, ma hanno alcun difetti:

  1. Sono troppo specifici: facendo riferimento prevalentemente a una sola scuola di pensiero, presentano un solo aspetto e un solo approccio, rimanendo quindi in qualche modo relegati nel loro modello
  2. Sono troppo personali: la scelta di un modello principale nasce dal modello preferito dal formatore, e di conseguenza sono tagliati sulla visione del formatore o della scuola di pensiero
  3. Sono troppo grammaticali: guarda il pubblico così, muoviti in questo modo, per ottenere questo fai questo, cambia il tuo modo di muoverti così

Scegliere un corso public speaking (come ho già scritto nell’articolo Public Speaking: presentare in modo non convenzionale) diventa quindi un atto di fede e speranza: devi adattare il corso al tuo modello di mondo, pensare a come puoi comunicare e a come percepisci il ruolo delle presentazioni in pubblico.

Il nostro approccio è differente: pensiamo che ogni persona vada già bene com’è, con le sue specificità, le sue insicurezze, il suo modo di presentare.

Crediamo che l’individualità sia un valore importante, di cui andare fieri.

Anche una persona più timida ha qualcosa da offrire, o chi si non ritiene bellissimo può sviluppare una forte presenza scenica.

Anche chi non ha esperienza può provare il piacere di presentare le proprie idee davanti a un pubblico.

La tua storia, le tue esperienze, quello che sai e che sai fare, meritano di essere comunicati con il tuo personale stile, senza stravolgere quello che sei.

Questo è il nostro senso di Unconventional:

Non ti diciamo solo come si fanno le cose normalmente quando si presenta in pubblico.

Ti spieghiamo come valorizzare quello che già sei e che già sai.

 

Corso public speaking Milano

Se vuoi imparare a presentare in modo non convenzionale, significa che vuoi:

  • Coinvolgere, convincere e anche stupire il tuo pubblico
  • Trasformare le tue presentazioni in momenti memorabili
  • Goderti il tuo pubblico e gli applausi
  • Vivere l'esperienza di essere te stesso e presentare in modo congruente al tuo modo di essere
  • Sapere quali sono le regole del public speaking ed essere capace di contraddirle

La prima edizione 2019 del corso Unconventional public speaking si terrà a Milano, il 3 e 4 giugno.

Sono due giorni intensivi, esperienziali che ti permetteranno di rendere ogni tua presentazione unica, efficace e coinvolgente.

Public speaking corso introduttivo

Se non ti senti ancora pronto al grande salto e non vuoi iscriverti al corso Unconventional public speaking, puoi fare un passo più piccolo e partecipare al Workshop introduttivo Presentation Hero che si terrà a Milano il 15 aprile.

È un corso intensivo di 3 ore che ti fornisce le basi per presentare meglio e divertendoti molto di più.

Public speaking esercizi non convenzionali

E non è finita qui.

Sai che esistono esercizi public speaking molto semplici ma efficaci per trasformare le tue presentazioni?

Li abbiamo studiati, testati e raccolti per aiutarti a trasformare il tuo stile, renderlo più personale ed efficace.

Se vuoi puoi trovare i nostri webinar cliccando qui.

Public speaking: presentare in modo non convenzionale

Public speaking: il significato del termine

Il termine Public speaking letteralmente significa una cosa semplice:

Public speaking = parlare in pubblico

Dall’antica Grecia è maturata l’esigenza di parlare di fronte ad altre persone, di condividere le proprie idee e di convincere i nostri interlocutori.

L’arte di parlare in pubblico oggi si è evoluta e rappresenta una delle competenze professionali e personali fondamentali per far evolvere i propri progetti e crescere come professionista.

Ma cosa significa nel concreto “essere capaci di parlare in pubblico”?

Come si declina il termina Public speaking e quali differenti approcci possono esserci a questa splendida arte?

Questo articolo vuole rispondere proprio a tutte le tue domande sul Public speaking e sulla tua capacità di stare davanti a un pubblico, comunicando efficacemente.

 

public speaking

Definizione di Public speaking

Come abbiamo detto, parlare in pubblico rappresenta una competenza molto importante nel lavoro.

Richiede un’insieme di conoscenze, abilità, approcci e atteggiamenti che hanno a che fare con la capacità di parlare davanti ad altre persone in modo fluente, convincente e professionale.

Alcuni determinano il Public speaking come un atteggiamento efficace. Ma cosa si intende con “atteggiamento” ?

In psicologia si determina un insieme di tre elementi:

1. Comportamento

Parlare in pubblico in modo efficace significa comportarsi in un certo modo: gestire lo spazio, il corpo, la distanza con l’audience, il proprio linguaggio non verbale, quello dei partecipanti, i feedback. Questi sono solo alcuni esempi dei comportamenti pratici che vengono insegnati nei nostri corsi di Public speaking.

Per parlare in pubblico, vengono insegnati sia comportamenti da evitare di fronte a un pubblico,  ma anche trucchi del mestiere per gestire i partecipanti in qualsiasi tipo di presentazione.

La parte comportamentale è la più semplice da imparare: sai cosa devi e non devi fare e il gioco è fatto!

Le regole sono piuttosto chiare e con un po’ di applicazione ed esercizio, diventa piuttosto semplice modificare le tue abitudini per acquisirne di nuove.

2. Aspetto cognitivo

La dimensione cognitiva del parlare in pubblico riguarda alcuni aspetti cruciali di ogni presentazione:

  • Cosa dici
  • Quali informazioni devono passare
  • Come vengono processate le informazioni nella testa del tuo audience
  • Come il relatore struttura tali informazioni
  • Come vengono ricordati i contenuti
  • Come viene gestita l’attenzione durante la presentazione

Partiamo dall’inizio, che rappresenta il punto di avvio e di arrivo dell’intero discorso.

Immagina una presentazione in pubblico di un’ora.

In vesti di relatore/relatrice, la tua sfida è conquistare l’attenzione del tuo pubblico, mantenerla costante nel tempo e farle fare un picco nel momento in cui devi comunicare l’informazione più importante (una call to action, una vendita, un’offerta, ad esempio).

L’attenzione segue dei processi fisiologici, dovuti ad alcuni meccanismi del nostro sistema nervoso.

L’obiettivo del relatore è quindi quello di saper gestire tali reazioni, offrendo degli stimoli costanti, in grado di emozionare, risvegliare, animare l’attenzione di ogni singolo partecipante.

Per farlo devi usare tecniche specifiche, come l’utilizzo degli hook.

Sul tema abbiamo scritto alcuni articoli:

Per quanto riguarda la probabilità che le persone se le ricordino, devi tenere in mente un principio: più i contenuti sono ben organizzati e strategicamente presentati, più si alza la probabilità che vengano compresi correttamente e vengano ricordati.

Lo stesso vale per il relatore: se organizzi la tua presentazione in modo strategico, per te sarà molto più semplice ricordare e presentare efficacemente i tuoi contenuti.

Abbiamo approfondito questo aspetto  post Come trovare e strutturare efficacemente le idee.

 

3. Aspetto emotivo e relazionale

La dimensione più importante del Public speaking è la capacità del relatore di emozionare, nel senso letterale del termine: “muovere verso” qualcosa, smuovere lo stato emotivo delle persone dal loro stato attuale a uno stato più in linea con i tuoi obiettivi.

La componente emozionale passa è composta da picchi positivi che prevalgono rispetto a quelli negativi.

Mi spiego: su 10 emozioni, 8 devono essere positive e 2 negative, giusto per intenderci sulle proporzioni.

Quelle positive devono essere entusiasmo, motivazione, gioia, divertimento, voglia di cambiamento; mentre quelle negative possono essere la paura (ad esempio di rimanere nello stato attuale) o il dolore di perdere un’opportunità.

La dimensione relazionale si concentra sulla relazione che instauri con il tuo pubblico: a seconda della tipologia di presentazione, potresti lavorare su come il tuo pubblico ti percepisce, sul ruolo che vuoi assumere per loro e sul modo in cui loro interagiscono con te.

In alcune presentazioni puoi giocare il ruolo del maestro, in altre dell’esperto, in altre ancora il ruolo del mentore.

Questo tipo di relazione determina il legame, più o meno intenso, che costruisci con le persone che assistono alla tua presentazione.

public speaking

Public Speaking, cos’è e cosa può fare davvero per te

Se hai capito cos’è il public speaking, capirai anche quante cose può fare per te.

Chi sa presentare efficacemente le proprie idee ha evidentemente una marcia in più.

Saper parlare in pubblico significa:

  • Farti capire prima e meglio, riducendo il rischio di incomprensioni
  • Lasciare un’impressione positiva nei tuoi interlocutori
  • Smuoverli e far fare loro quello che tu ritieni utile o importante
  • Determinare e costruire una relazione proficua per entrambi
  • Rendere più efficiente il tempo per prendere una decisione (ad esempio nelle riunioni)

Capisci che dal punto di vista professionale, saper presentare in modo efficace significa aumentare le probabilità di successo e di determinare la direzione delle decisioni importante, soprattutto quando dalla tua presentazione dipendono delle decisioni importanti.

Public speaking tecniche e corsi

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente ora vorresti capire: bene, ma come posso imparare a presentare in pubblico?

Prima di tutto devi sapere, che non si tratta di una predisposizione del tipo “o ce l’hai, non niente, sei condannato!”.

Il Public speaking si può imparare.

Si può imparare a parlare in pubblico seguendo tante strade, alcune più strutturate, altre meno consuete.

Ti faccio alcuni esempi per capire come acquisire nuove competenze nel tuo modo di presentare le idee:

  • Studia i libri di Public speaking
  • Esercitarti davanti a uno specchio con un discorso preparato
  • Guarda i migliori TEDEx disponibili online
  • Partecipa a webinar ed eventi sul tema (qui sotto ne trovi almeno due)
  • Prova ad applicare le tecniche di Public speaking tra amici e conoscenti

La maggior parte dei corsi per parlare in pubblico scelgono uno specifico taglio, una scuola di pensiero e basano tutti gli insegnamenti su quell’approccio.

Ti faccio alcuni esempi di approcci:

  1. Corsi concentrati sulla voce e sulle emozioni
  2. Dizione e corretta gestione della parola
  3. Crescita personale e soft skill (parlare in pubblico come competenza umana da sviluppare)
  4. Persuasione e vendita
  5. PNL e Ipnosi
  6. Storytelling e capacità di costruire coinvolgimento tramite le storie
  7. Slideology e creazione di presentazioni (ad es. con Powerpoint, Prezi o Keynote)
  8. Public speaking online per il web, i video, i videocorsi

Come vedi ogni approccio ha una specificità e si concentra su determinati chiavi.

Partecipare a un corso per parlare in pubblico significa quindi sposarne il taglio, condividerne l’approccio e in qualche modo immedesimarsi in quello specifico modello.

 

Partecipare a un corso per parlare in pubblico: come funziona?

Se è vero che ogni corso ha uno specifico approccio, è anche vero che tutti condividono alcuni presupposti e premesse.

La maggior parte dei corsi in aula di public speaking toccano alcuni o tutti questi temi:

  • Superamento paura e superare l’ansia di parlare in pubblico
  • Preparazione mentale per presentare in modo efficace
  • Gestione del palco, della scena e degli oggetti di scena
  • Atteggiamento corporeo e voce
  • Gestione dell’attenzione dei partecipanti
  • Costruzione del discorso, della scaletta e della presentazione
  • Gestione delle domande e delle obiezioni

Questi elementi compaiono in tutti i corsi, più o meno.

Perché? Semplice, sono i principali bisogni di chi deve presentare in pubblico.

Quando partecipi a un corso per presentare in pubblico, solitamente vengono seguite alcune fasi specifiche.

Prima di tutto si inizia a lavorare sulla componente esperienziale, lavorando sulle esigenze dei partecipanti, le applicazioni nel lavoro quotidiano, i limiti e il potenziale di ognuno dei partecipanti.

Un secondo step piuttosto frequente è la dimensione normativa: le regole del gioco, la grammatica del Public speaking e le metodologie più diffuse.

Infine, si lavora sull’applicazione individuale, su come ogni partecipante può applicare la grammatica del parlare in pubblico al proprio stile e alle proprie presentazioni.

Chiaramente con sfumature differenti, anche in relazione ai diversi approcci che abbiamo visto più sopra, questi elementi compaiono quasi sempre e il classico corso di Public speaking copre questi aspetti con diversi accenti e tecniche.

L’elemento in comune è la pratica, da un lato, e la conoscenza teorica, dall’altra. Devi scegliere tu se fare il salto di qualità per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato.

public speaking

Come scegliere un corso di Public speaking: 5 cose da considerare

Scegliere il corso di public speaking più adatto alle tue esigenze può essere molto più semplice di quello che pensi.

Quando cerchi su Google Corso di Public Speaking o Corso per parlare in pubblico, ti escono dai 16 ai 50 milioni di risultati…da paura!!!

Oltre ai normali corsi di public speaking gratis online (usati per trovare nuovi clienti e attirare un po’ di persone ingenue, ma tu non lo sei, vero?) c’è una gamma piuttosto consolidata di corsi seri.

A questo punto, come scegliere il corso più adatto alle tue esigenze? Distinguiamo il come dal cosa.

Per il cosa, devi concentrarti sul tuo bisogno, sulle tue esigenze e su quello che rappresenta la carta di identità del tuo corso ideale.

Ecco qualche spunto:

  • Rientri nel loro target? Nella descrizione del corso fanno riferimento a chi hanno in mente pensando al loro partecipante tipo?
  • Descrivono il loro approccio? Riesci a individuare uno o più approcci indicati più sopra? Sono compatibili con le tue esigenze? Senti che possano rispondere pienamente alle tue esigenze?
  • Specificano un programma? Se sì, trovi almeno l’80% di quello che cerchi?
  • Il prezzo del corso rientra nel tuo budget? È una cifra sostenibile? Ha bonus e risorse utili, oltre al corso in aula?

Se non trovi queste informazioni, già puoi porti alcune domande sulla chiarezza dell’offerta.

E qui passiamo al come capire se il corso di Public speaking che stai scegliendo è adatto alle tue esigenze.

La risposta è semplice e si suddivide in due fasi:

  1. Scrivi su un foglio di cosa hai bisogno, quali problemi vuoi risolvere e che tipo di risultato vuoi portare a casa. Segna con chiarezza quali sono gli elementi imprescindibili e irrinunciabili per te.
  2. Telefona o scrivi agli organizzatori e chiedi. Non aver paura o vergogna. Chiedi quello di cui vuoi essere sicuro e cerca la risposta alle tue domande

Ti scrivo queste informazioni perchè sono fermamente convinto che, chi partecipa a un corso debba avere tutte le informazioni necessarie per scegliere consapevolmente.

Ed è quello che facciamo con tutti i nostri corsi. Ad esempio, per Unconventional Public Speaking spieghiamo perché lo definiamo non convenzionale, quale modello didattico e formativo usiamo, che tipo di percorso abbiamo costruito. Se ti interessa scrivi a segreteria@webinarpro.it e ti daremo maggiori informazioni (NdA: stiamo ancora mettendo a punto la pagina e il materiale informativo!).

 

Public speaking: definizione di un approccio differente

Definiti questi approcci, esistono alternative?

Esistono dei modi diversi di imparare a parlare in pubblico e presentare efficacemente le proprie idee?

Assolutamente si, e qui arriviamo al punto di questo articolo.

Ci sono modi per imparare a parlare in pubblico che prima di passare dalla grammatica (come si dovrebbe fare) e dall’esperienza (cosa fai già quando presenti e cosa devi cambiare), partono da un principio differente.

Puoi valorizzare il tuo personale modo di presentare, rendere uniche le tue presentazioni e adattare la grammatica del Public speaking al tuo stile personale

Questo è l’approccio che abbiamo in WebinarPro.

Con oltre 5.000 ore di presentazioni online, abbiamo imparato che ogni presentatore e ogni relatore può ottenere risultati straordinari partendo dal proprio stile, dalla propria storia, dalle proprie esperienze e facendo piccoli cambiamenti che fanno la differenza.

Come dire, non devi ridefinire tutto il tuo modo di presentare, ma puoi fare piccole variazioni che fanno la differenza.

Questo approccio che definiamo non convenzionale è alla base dei nostri corsi (ce n’è uno tra pochissimi mesi, a fine maggio) e dei nostri webinar.

Come posso imparare a parlare in pubblico?

Chiudiamo questo viaggio in modo pratico. Se ti stai ponendo questa domanda, sei già a buon punto.

Significa che sei consapevole che puoi migliorare il tuo modo di comunicare e presentare in pubblico.

Il primo passo è informarti, documentarti, leggere e studiare.

A tal proposito, contattaci per sapere se ci sono ancora posti per il prossimo evento “Presentation Hero” del 15 Aprile, un workshop per imparare a parlare in pubblico.

 

Quel viaggio avventuroso chiamato Persuasione

Un viaggio avventuroso chiamato Persuasione

“Un discorso chiaro e perfetto è determinato da quattro cose: da ciò che bisogna dire, da quanto bisogna dire, dalle persone a cui bisogna rivolgersi e dal tempo in cui bisogna dirlo. Quello che bisogna dire deve apparire utile a chi lo ascolta; quanto bisogna dire deve apparire né più né meno di quello che è sufficiente per farsi capire; quanto alle persone a cui ci si rivolge, bisogna tenerne conto; quanto al tempo, bisogna parlare nel momento opportuno, né prima né dopo. Diversamente non si parlerà bene e si andrà incontro ad un insuccesso” (Platone)

Cos’è e a che cosa serve la persuasione

La persuasione è una forma di comunicazione umana.
L’arte della persuasione è il normale linguaggio umano usato però in modo consapevole, in una forma di comunicazione che ha la propria struttura e le proprie regole.

Forse ti starai chiedendo in che modo posso aiutarti. Te lo spiego subito!

Più sei una persona persuasiva, più diventi efficace quando si tratta di raggiungere gli obiettivi specifici della tua vita personale, della tua carriera del tuo business.

É per questo che oggi salperemo l’ancora per intraprendere insieme questo nuovo viaggio, in direzione di un’isola chiamata Persuasione.

 

persuasione

Pronti, partenza, via!

Il fattore determinante è l’intenzione: puoi cambiare il punto di vista di una persona e le sue emozioni, tramite la logica di un’intenzione.

Le emozioni sono molto più potenti del pensiero razionale e prevalgono sul pensiero cosciente.

Esse danno direzione alle nostre azioni, efficacia al nostro comportamento e spinta alle nostre decisioni.

La maggior parte delle persone quando deve prendere una decisione, si basa sulla propria sensazione di pancia.

La persuasione funziona proprio perché  “la gente pensa” e ciò dona senso ad ogni lavoro di logica e strategia che vuoi attuare.

Non possiamo ignorare né l’intelletto né le emozioni del nostro pubblico e considerarle ti sarà di enorme aiuto nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Le basi della persuasione: i sei principi di Robert B. Cialdini

Robert B. Cialdini è uno psicologo statunitense fra i più letti, quando si parla di persuasione.

Cialdini parte dalla considerazione che le persone sono circondate da stimoli ai quali rispondono in maniera automatica in modo da salvaguardare il risparmio energetico del cervello e ottimizzare il sovraccarico di informazioni provenienti dall’esterno.

Le scorciatoie utilizzate dalla mente umana si concretizzano seguendo sei principi di base:

  1. Reciprocità: “Dobbiamo contraccambiare, in modo simile, ciò che una persona ci da” . (Esempio: un antivirus in periodo di prova gratuito che ricorda all’utente le cose che ha fatto per lui, come “ho bloccato 538 virus nelle ultime 4 settimane”, invitandolo poi ad acquistarne la licenza annuale.)
  2. Impegno e Coerenza: “Quando facciamo una scelta o prendiamo una posizione, dobbiamo poi comportarci coerentemente” (Esempio: richiedere la firma di una petizione per una buona causa, e poi chiederci di sostenere con un’offerta un’associazione che lotta per la causa che hai firmato)
  3. Riprova Sociale: “Un comportamento ci sembra corretto nella misura in cui le altre persone lo adottano” (Esempio: il venditore che sottolinea che il prodotto che ci sta proponendo è quello che la gente compra di più. Ricordi il payoff di Scavolini? “La cucina più amata dagli italiani!”)
  4. Gradimento: “Preferiamo accettare delle cose da persone che ci piacciono” che vediamo in linea con i nostri gusti, il nostro stile, i nostri principi. (Esempio: applicazioni social che hanno accesso ai “mi piace” dell’utente e che citano personaggi da lui seguiti che hanno messo il loro like a favore di una causa, di un’iniziativa, di un prodotto)
  5. Autorità: “Siamo disposti ad accettare una richiesta se arriva da chi percepiamo come autorità” (Esempio: un interlocutore vestito con un camice bianco è più persuasivo nel comunicare messaggi di salute a prescindere dal fatto che sia realmente un medico.)
  6. Scarsità: “Attribuiamo maggior valore ad un’opportunità se è scarsamente disponibile” (Esempio: sales page di vendita biglietti per uno spettacolo con avvisi dinamici che ci avvisano che sono disponibili “gli ultimi 3 posti”)

Tenere a mente questi principi ti aiuterà moltissimo nella scelta delle tue strategie, azioni, nella comunicazione e promozione di te stesso o del prodotto di punta del tuo business.

Comunicare e/è persuadere

Per comprendere il nesso fra comunicazione e persuasione Andrea Scarsi, nel suo libro “L’Arte della Persuasione” ci porta l’esempio del gioco con la palla.

Secondo l’autore la comunicazione è come giocare a palla con qualcun altro. Il messaggio è la palla e quando vuoi comunicare, stai soltanto lanciando una palla a distanza:

  • Se il tiro è ben assestato, il destinatario è in grado di afferrare la palla e cogliere il tuo messaggio
  • Se il tiro è troppo debole o troppo forte l’altra persona potrebbe non essere in grado di “stare al gioco” a meno che non faccia uno sforzo supplementare per capire cosa tu stia dicendo

Ecco perché conoscere le tecniche e le dinamiche della persuasione può essere una risorsa infinita, che porta “la palla” dritta nel segno.

Siccome sappiamo che “è impossibile non comunicare” (P. Watzlawick), ecco che la persuasione subentra in tutte le nostre azioni.

Di seguito trovi il Modello Domino, un modello di comunicazione che riconosce il ruolo fondamentale dei piccoli e frequenti cambiamenti nel corso di un lungo dialogo.

Ecco i quattro elementi che compongono il Modello Domino:

  • la ricezione del messaggio
  • l’elaborazione del messaggio
  • la risposta del destinatario del messaggio
  • la modifica del comportamento

La cosa più errata che tu possa fare, è focalizzarti sull’acquisto del tuo prodotto o sulla conversione del potenziale cliente. L’ultimo punto del Modello Domino è quello che fa comprendere il vero cuore dell’arte della persuasione. Quindi quando ti rivolgi all’altra persona, l’unico vero obiettivo che devi avere chiaro è la modifica del suo comportamento.

Segui la rotta che ti porterà dritto all’isola

La persuasione è il catalizzatore di nuove mentalità e comportamenti. Come puoi raggiungerla?

Di certo non con un meccanismo di ricompensa (sconti, minor prezzo, bonus etc.), che porta ad un risultato immediato ma di breve durata.

Il segreto è conoscere bene il pubblico a cui ti rivolgi, parlando il suo linguaggio e offrendogli l’opportunità di far vedere come tu o il prodotto, siate in grado di cambiare la sua vita in meglio.

Per concludere, i passi fondamentali sono: conoscere il target, studiarlo ed analizzalo. Parlare la sua lingua ed immedesimarti nelle sue esigenze. Crea la necessità e introduci la scarsità.

Quando comunichi concentrati sul contenuto ma anche sulla tua personalità comunicativa. É una parte essenziale sulla quale dovrai lavorare, perchè è quella che conferisce la prima impressione di te al tuo pubblico.

Presta attenzione alla cadenza del discorso, la velocità, il tono di voce, le pause.

Ricorda: come dici le cose è altrettanto importante di quello che dici, senza dimenticare uno storytelling ben costruito.

Come afferma Giorgio Nardone “tracciare la differenza che fa la differenza”.

Per approfondimenti:

  • Ti consiglio alcuni fra i nostri più interessanti articoli che riguardano la Narrazione, lo Storytelling, il Public Speaking. Puoi leggere l’articolo cliccando su questo link
  • Ti consiglio di leggere l’articolo che parla delle 6 tecniche per conquistare la fiducia dei partecipanti in cui viene approfondita la tecnica di Robert B.Cialdini “Le Armi della Persuasione”
  • Ti consiglio di leggere anche: Giorgio Nardone “La nobile arte della persuasione” e di Andrea Scarsi “L’arte della Persuasione”

Storytelling, public speaking, presentazioni: il Viaggio dell’Eroe

Le storie sono un modo di comunicare che coinvolge ogni cultura e ogni generazione.
Le storie creano una connessione profonda emozionale tra esseri umani.
Le persone vengono coinvolte perché si identificano con gli eventi e i protagonisti.

Attraverso le storie impariamo,
troviamo risposte, immaginiamo il futuro.

Ogni grande storia ha un struttura semplice:

  1. un eroe
  2. attraversa una serie di difficoltà
  3. da cui emerge trasformato

Prova a pensare a storie o film che ti hanno appassionato. Odissea, Star Wars, Oceania, La ricerca della felicità, Harry Potter, Il signore degli anelli?
Temi e personaggi molto diversi, stessa meravigliosa struttura narrativa.

Adoriamo questo tipo di storie. Se vuoi essere persuasivo nella comunicazione, le storie di trasformazione sono uno strumento potente da utilizzare. Perché il cambiamento, la trasformazione è esattamente quello che ti aspetti quando vuoi convincere le persone a:  

  • comprare qualcosa
  • comportarsi in modo diverso
  • adottare un nuovo modo di fare qualcosa

Il Viaggio dell’Eroe è il modello narrativo di John Vogler che aiuta a strutturare e generare infinite storie. In questo articolo ti parlerò della sua applicazione alle presentazioni. 

Devi usare sempre lo storytelling?

No. Non tutte le riunioni o le presentazioni richiedono di utilizzare storie.  

A volte dobbiamo definire le voci di un budget, ad esempio. Elenchi, numeri, voci di spesa, niente storie. Ma se devi convincere qualcuno ad approvare lo stesso budget, elenchi e numeri potrebbero non bastare.

Con lo storytelling avrai più probabilità di successo. 

L’approccio narrativo è infatti lo strumento migliore nella comunicazione persuasiva. Ricorda! Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio, come ho spiegato in Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

 

La tua idea morirà se il tuo pubblico non la adotta

Il Viaggio dell’Eroe

Alcuni studiosi (Propp, Campbell, Jung) hanno analizzato migliaia di storie di ogni tempo e cultura.

Hanno compreso che hanno in comune una struttura ricorrente e personaggi archetipici. Le storie funzionano perché fanno risuonare schemi psicologici universali e innati nell’essere umano. Jung sostiene che le storie creano connessioni profonde emozionali tra l’individuo e l’inconscio collettivo. Definisce gli archetipi come le radici dell’anima

Christopher Vogler è uno sceneggiatore americano (ha lavorato anche per Disney) che negli anni ’90 ha creato un modello narrativo in 12 fasi per scrittori e sceneggiatori, ispirandosi principalmente agli studi di Joseph Campbell. Lo ha chiamato Il Viaggio dell’Eroe.  

Le fasi ricorrenti in una storia sono:

  1. Il viaggio comincia con la presentazione dell’eroe nel suo mondo ordinario
  2. L’eroe viene chiamato all’avventura da un messaggio o da un evento
  3. L’eroe è riluttante e rifiuta la chiamata 
  4. Riceve incoraggiamento da parte di un Mentore (il Vecchio Saggio)
  5. L’eroe accetta la sfida e attraversa la soglia verso l’avventura (partenza)
  6. Lungo il suo viaggio in un mondo speciale incontra prove, alleati, nemici
  7. L’eroe giunge in un luogo estremamente ostile 
  8. Qui avviene la prova centrale, una dura battaglia (anche interiore)
  9. L’eroe sopravvissuto festeggia, anche perché ha imparato. C’è una ricompensa.
  10. Via del ritorno. L’eroe torna verso il suo mondo, ora migliore
  11. L’eroe affronta un’ultima prova, non è la più dura ma è quella definitiva
  12. L’eroe torna trasformato, portando esperienza e doni

Ti propongo l’infografica messa a punto da Nancy Duarte perché è la più chiara e completa, secondo me.

storytelling

Osserva alcuni dettagli

  • il viaggio è diviso in due mondi: ordinario e speciale
  • il viaggio è circolare (spirale): l’eroe torna al suo mondo, ma è un mondo migliore
  • il cerchio grigio rappresenta le fasi del viaggio
  • il cerchio verde rappresenta il viaggio psicologico dell’eroe

Chi è l’eroe nelle presentazioni?

Potresti pensare di essere tu.

In fondo hai l’intuizione, hai le informazioni, una strategia, un prodotto, un messaggio, qualcosa che potrà cambiare la vita del tuo pubblico! Corretto? No.

Il tuo pubblico è l’eroe. Vive nel suo mondo ordinario, in una situazione di equilibrio. Con le sue abitudini e la sua zona di comfort. Forse non tutto va bene ma conosce la sua realtà, ne ha il controllo. 

Arrivi tu e proponi una nuova visione. Chiedi di cambiare. Cambiare costa fatica, sempre. Il tuo pubblico è scettico e oppone resistenze al cambiamento. Perché dovrebbe seguirti? Perché dovrebbe interessargli quello che dici? Perché dovrebbe alzarsi da quella sedia, convinto ad agire nella direzione che proponi e affrontare una nuova avventura?

Il tuo pubblico deve fronteggiare sfide, opportunità, problemi. Tu sei il suo mentore, il suo aiutante, il suo facilitatore. Devi convincerlo a “partire”, ad uscire dalla sua zona di comfort per affrontare “un’avventura” (accettare un budget coraggioso, comprare un’auto, iscriversi in palestra, appoggiare un candidato, una causa, cambiare modello di cellulare, scegliere un nuovo servizio, un nuovo software ecc.). Il viaggio richiederà un impegno, sicuramente, ma c’è la promessa di un futuro migliore. Le cose andranno meglio perché avrà vantaggi e risolverà i problemi attuali.

L’eroe-pubblico, se accetterà di “partire con te” e adottare la tua prospettiva, tornerà trasformato e il suo mondo raggiungerà un nuovo livello, più elevato e migliore.

Come mentore-presentatore, affiancherai il tuo pubblico nelle prime 4 fasi del Viaggio dell’Eroe. Solo le prime 4? Certo! Il tuo compito è convincerlo a partire per l’avventura del cambiamento (accogliere la tua idea), con la promessa di una ricompensa. Se adotta la tua prospettiva entrerà in un altro mondo. Troverà oppositori, alleati, aiutanti. Non sarà tutto facile, potrebbe incontrare difficoltà ma ne uscirà trasformato e con una ricompensa preziosa. 

Una vita più semplice, ricca, migliore.

Ti invito inoltre a partecipare al nostro evento in aula “Presentation Hero”, il nostro evento in aula con approccio non convenzionale per imparare a parlare in pubblico.