Articoli

Public speaking: presentare in modo non convenzionale

Public speaking: il significato del termine

Il termine Public speaking letteralmente significa una cosa semplice:

Public speaking = parlare in pubblico

Dall’antica Grecia è maturata l’esigenza di parlare di fronte ad altre persone, di condividere le proprie idee e di convincere i nostri interlocutori.

L’arte di parlare in pubblico oggi si è evoluta e rappresenta una delle competenze professionali e personali fondamentali per far evolvere i propri progetti e crescere come professionista.

Ma cosa significa nel concreto “essere capaci di parlare in pubblico”?

Come si declina il termina Public speaking e quali differenti approcci possono esserci a questa splendida arte?

Questo articolo vuole rispondere proprio a tutte le tue domande sul Public speaking e sulla tua capacità di stare davanti a un pubblico, comunicando efficacemente.

 

public speaking

Definizione di Public speaking

Come abbiamo detto, parlare in pubblico rappresenta una competenza molto importante nel lavoro.

Richiede un’insieme di conoscenze, abilità, approcci e atteggiamenti che hanno a che fare con la capacità di parlare davanti ad altre persone in modo fluente, convincente e professionale.

Alcuni determinano il Public speaking come un atteggiamento efficace. Ma cosa si intende con “atteggiamento” ?

In psicologia si determina un insieme di tre elementi:

1. Comportamento

Parlare in pubblico in modo efficace significa comportarsi in un certo modo: gestire lo spazio, il corpo, la distanza con l’audience, il proprio linguaggio non verbale, quello dei partecipanti, i feedback. Questi sono solo alcuni esempi dei comportamenti pratici che vengono insegnati nei nostri corsi di Public speaking.

Per parlare in pubblico, vengono insegnati sia comportamenti da evitare di fronte a un pubblico,  ma anche trucchi del mestiere per gestire i partecipanti in qualsiasi tipo di presentazione.

La parte comportamentale è la più semplice da imparare: sai cosa devi e non devi fare e il gioco è fatto!

Le regole sono piuttosto chiare e con un po’ di applicazione ed esercizio, diventa piuttosto semplice modificare le tue abitudini per acquisirne di nuove.

2. Aspetto cognitivo

La dimensione cognitiva del parlare in pubblico riguarda alcuni aspetti cruciali di ogni presentazione:

  • Cosa dici
  • Quali informazioni devono passare
  • Come vengono processate le informazioni nella testa del tuo audience
  • Come il relatore struttura tali informazioni
  • Come vengono ricordati i contenuti
  • Come viene gestita l’attenzione durante la presentazione

Partiamo dall’inizio, che rappresenta il punto di avvio e di arrivo dell’intero discorso.

Immagina una presentazione in pubblico di un’ora.

In vesti di relatore/relatrice, la tua sfida è conquistare l’attenzione del tuo pubblico, mantenerla costante nel tempo e farle fare un picco nel momento in cui devi comunicare l’informazione più importante (una call to action, una vendita, un’offerta, ad esempio).

L’attenzione segue dei processi fisiologici, dovuti ad alcuni meccanismi del nostro sistema nervoso.

L’obiettivo del relatore è quindi quello di saper gestire tali reazioni, offrendo degli stimoli costanti, in grado di emozionare, risvegliare, animare l’attenzione di ogni singolo partecipante.

Per farlo devi usare tecniche specifiche, come l’utilizzo degli hook.

Sul tema abbiamo scritto alcuni articoli:

Per quanto riguarda la probabilità che le persone se le ricordino, devi tenere in mente un principio: più i contenuti sono ben organizzati e strategicamente presentati, più si alza la probabilità che vengano compresi correttamente e vengano ricordati.

Lo stesso vale per il relatore: se organizzi la tua presentazione in modo strategico, per te sarà molto più semplice ricordare e presentare efficacemente i tuoi contenuti.

Abbiamo approfondito questo aspetto  post Come trovare e strutturare efficacemente le idee.

 

3. Aspetto emotivo e relazionale

La dimensione più importante del Public speaking è la capacità del relatore di emozionare, nel senso letterale del termine: “muovere verso” qualcosa, smuovere lo stato emotivo delle persone dal loro stato attuale a uno stato più in linea con i tuoi obiettivi.

La componente emozionale passa è composta da picchi positivi che prevalgono rispetto a quelli negativi.

Mi spiego: su 10 emozioni, 8 devono essere positive e 2 negative, giusto per intenderci sulle proporzioni.

Quelle positive devono essere entusiasmo, motivazione, gioia, divertimento, voglia di cambiamento; mentre quelle negative possono essere la paura (ad esempio di rimanere nello stato attuale) o il dolore di perdere un’opportunità.

La dimensione relazionale si concentra sulla relazione che instauri con il tuo pubblico: a seconda della tipologia di presentazione, potresti lavorare su come il tuo pubblico ti percepisce, sul ruolo che vuoi assumere per loro e sul modo in cui loro interagiscono con te.

In alcune presentazioni puoi giocare il ruolo del maestro, in altre dell’esperto, in altre ancora il ruolo del mentore.

Questo tipo di relazione determina il legame, più o meno intenso, che costruisci con le persone che assistono alla tua presentazione.

public speaking

Public Speaking, cos’è e cosa può fare davvero per te

Se hai capito cos’è il public speaking, capirai anche quante cose può fare per te.

Chi sa presentare efficacemente le proprie idee ha evidentemente una marcia in più.

Saper parlare in pubblico significa:

  • Farti capire prima e meglio, riducendo il rischio di incomprensioni
  • Lasciare un’impressione positiva nei tuoi interlocutori
  • Smuoverli e far fare loro quello che tu ritieni utile o importante
  • Determinare e costruire una relazione proficua per entrambi
  • Rendere più efficiente il tempo per prendere una decisione (ad esempio nelle riunioni)

Capisci che dal punto di vista professionale, saper presentare in modo efficace significa aumentare le probabilità di successo e di determinare la direzione delle decisioni importante, soprattutto quando dalla tua presentazione dipendono delle decisioni importanti.

Public speaking tecniche e corsi

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente ora vorresti capire: bene, ma come posso imparare a presentare in pubblico?

Prima di tutto devi sapere, che non si tratta di una predisposizione del tipo “o ce l’hai, non niente, sei condannato!”.

Il Public speaking si può imparare.

Si può imparare a parlare in pubblico seguendo tante strade, alcune più strutturate, altre meno consuete.

Ti faccio alcuni esempi per capire come acquisire nuove competenze nel tuo modo di presentare le idee:

  • Studia i libri di Public speaking
  • Esercitarti davanti a uno specchio con un discorso preparato
  • Guarda i migliori TEDEx disponibili online
  • Partecipa a webinar ed eventi sul tema (qui sotto ne trovi almeno due)
  • Prova ad applicare le tecniche di Public speaking tra amici e conoscenti

La maggior parte dei corsi per parlare in pubblico scelgono uno specifico taglio, una scuola di pensiero e basano tutti gli insegnamenti su quell’approccio.

Ti faccio alcuni esempi di approcci:

  1. Corsi concentrati sulla voce e sulle emozioni
  2. Dizione e corretta gestione della parola
  3. Crescita personale e soft skill (parlare in pubblico come competenza umana da sviluppare)
  4. Persuasione e vendita
  5. PNL e Ipnosi
  6. Storytelling e capacità di costruire coinvolgimento tramite le storie
  7. Slideology e creazione di presentazioni (ad es. con Powerpoint, Prezi o Keynote)
  8. Public speaking online per il web, i video, i videocorsi

Come vedi ogni approccio ha una specificità e si concentra su determinati chiavi.

Partecipare a un corso per parlare in pubblico significa quindi sposarne il taglio, condividerne l’approccio e in qualche modo immedesimarsi in quello specifico modello.

 

Partecipare a un corso per parlare in pubblico: come funziona?

Se è vero che ogni corso ha uno specifico approccio, è anche vero che tutti condividono alcuni presupposti e premesse.

La maggior parte dei corsi in aula di public speaking toccano alcuni o tutti questi temi:

  • Superamento paura e superare l’ansia di parlare in pubblico
  • Preparazione mentale per presentare in modo efficace
  • Gestione del palco, della scena e degli oggetti di scena
  • Atteggiamento corporeo e voce
  • Gestione dell’attenzione dei partecipanti
  • Costruzione del discorso, della scaletta e della presentazione
  • Gestione delle domande e delle obiezioni

Questi elementi compaiono in tutti i corsi, più o meno.

Perché? Semplice, sono i principali bisogni di chi deve presentare in pubblico.

Quando partecipi a un corso per presentare in pubblico, solitamente vengono seguite alcune fasi specifiche.

Prima di tutto si inizia a lavorare sulla componente esperienziale, lavorando sulle esigenze dei partecipanti, le applicazioni nel lavoro quotidiano, i limiti e il potenziale di ognuno dei partecipanti.

Un secondo step piuttosto frequente è la dimensione normativa: le regole del gioco, la grammatica del Public speaking e le metodologie più diffuse.

Infine, si lavora sull’applicazione individuale, su come ogni partecipante può applicare la grammatica del parlare in pubblico al proprio stile e alle proprie presentazioni.

Chiaramente con sfumature differenti, anche in relazione ai diversi approcci che abbiamo visto più sopra, questi elementi compaiono quasi sempre e il classico corso di Public speaking copre questi aspetti con diversi accenti e tecniche.

L’elemento in comune è la pratica, da un lato, e la conoscenza teorica, dall’altra. Devi scegliere tu se fare il salto di qualità per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato.

public speaking

Come scegliere un corso di Public speaking: 5 cose da considerare

Scegliere il corso di public speaking più adatto alle tue esigenze può essere molto più semplice di quello che pensi.

Quando cerchi su Google Corso di Public Speaking o Corso per parlare in pubblico, ti escono dai 16 ai 50 milioni di risultati…da paura!!!

Oltre ai normali corsi di public speaking gratis online (usati per trovare nuovi clienti e attirare un po’ di persone ingenue, ma tu non lo sei, vero?) c’è una gamma piuttosto consolidata di corsi seri.

A questo punto, come scegliere il corso più adatto alle tue esigenze? Distinguiamo il come dal cosa.

Per il cosa, devi concentrarti sul tuo bisogno, sulle tue esigenze e su quello che rappresenta la carta di identità del tuo corso ideale.

Ecco qualche spunto:

  • Rientri nel loro target? Nella descrizione del corso fanno riferimento a chi hanno in mente pensando al loro partecipante tipo?
  • Descrivono il loro approccio? Riesci a individuare uno o più approcci indicati più sopra? Sono compatibili con le tue esigenze? Senti che possano rispondere pienamente alle tue esigenze?
  • Specificano un programma? Se sì, trovi almeno l’80% di quello che cerchi?
  • Il prezzo del corso rientra nel tuo budget? È una cifra sostenibile? Ha bonus e risorse utili, oltre al corso in aula?

Se non trovi queste informazioni, già puoi porti alcune domande sulla chiarezza dell’offerta.

E qui passiamo al come capire se il corso di Public speaking che stai scegliendo è adatto alle tue esigenze.

La risposta è semplice e si suddivide in due fasi:

  1. Scrivi su un foglio di cosa hai bisogno, quali problemi vuoi risolvere e che tipo di risultato vuoi portare a casa. Segna con chiarezza quali sono gli elementi imprescindibili e irrinunciabili per te.
  2. Telefona o scrivi agli organizzatori e chiedi. Non aver paura o vergogna. Chiedi quello di cui vuoi essere sicuro e cerca la risposta alle tue domande

Ti scrivo queste informazioni perchè sono fermamente convinto che, chi partecipa a un corso debba avere tutte le informazioni necessarie per scegliere consapevolmente.

Ed è quello che facciamo con tutti i nostri corsi. Ad esempio, per Unconventional Public Speaking spieghiamo perché lo definiamo non convenzionale, quale modello didattico e formativo usiamo, che tipo di percorso abbiamo costruito. Se ti interessa scrivi a segreteria@webinarpro.it e ti daremo maggiori informazioni (NdA: stiamo ancora mettendo a punto la pagina e il materiale informativo!).

 

Public speaking: definizione di un approccio differente

Definiti questi approcci, esistono alternative?

Esistono dei modi diversi di imparare a parlare in pubblico e presentare efficacemente le proprie idee?

Assolutamente si, e qui arriviamo al punto di questo articolo.

Ci sono modi per imparare a parlare in pubblico che prima di passare dalla grammatica (come si dovrebbe fare) e dall’esperienza (cosa fai già quando presenti e cosa devi cambiare), partono da un principio differente.

Puoi valorizzare il tuo personale modo di presentare, rendere uniche le tue presentazioni e adattare la grammatica del Public speaking al tuo stile personale

Questo è l’approccio che abbiamo in WebinarPro.

Con oltre 5.000 ore di presentazioni online, abbiamo imparato che ogni presentatore e ogni relatore può ottenere risultati straordinari partendo dal proprio stile, dalla propria storia, dalle proprie esperienze e facendo piccoli cambiamenti che fanno la differenza.

Come dire, non devi ridefinire tutto il tuo modo di presentare, ma puoi fare piccole variazioni che fanno la differenza.

Questo approccio che definiamo non convenzionale è alla base dei nostri corsi (ce n’è uno tra pochissimi mesi, a fine maggio) e dei nostri webinar.

Come posso imparare a parlare in pubblico?

Chiudiamo questo viaggio in modo pratico. Se ti stai ponendo questa domanda, sei già a buon punto.

Significa che sei consapevole che puoi migliorare il tuo modo di comunicare e presentare in pubblico.

Il primo passo è informarti, documentarti, leggere e studiare.

A tal proposito, contattaci per sapere se ci sono ancora posti per il prossimo evento “Presentation Hero” del 15 Aprile, un workshop per imparare a parlare in pubblico.

 

Neuromarketing e Public Speaking Online: offri ai tuoi partecipanti un’esperienza irripetibile!

Ti sei lanciato da poco nel mondo dell’online e a fatica stai incominciando a muovere i primi passi, hai preso parte a diversi webinar come partecipante, ma come relatore non hai ancora un gran successo.

Il tuo pubblico si annoia, molti partecipanti abbandonano le tue conferenze a metà. 

Hai un dubbio che ti attanaglia, nella tua mente continuano a comparire le parole: “ma dove sto sbagliando!?

Ecco, se ti riconosci nella descrizione allora questo articolo fa proprio al caso tuo: voglio darti una soluzione ai tuoi problemi!

E’ molto più semplice di quello che pensi: ti basta applicare i principi del neuro-marketing al Public Speaking Online e i tuoi partecipanti vivranno un’esperienza unica, ma soprattutto utile!

presentare online

Presentare online: cos’è il neuromarketing

Sono certa che in questo momento stai strabuzzando gli occhi davanti a queste parole e penserai che le neuroscienze e il successo dei tuoi eventi siano connessi tra loro come i cavoli a merenda.

Ma non è così! Intanto, iniziamo a capire in cosa consista il neuromarketing.

Il termine è un neologismo che è stato coniato in seguito all’applicazione delle neuroscienze ai processi decisionali e alle decisioni di acquisto.

Il neuromarketing sfrutta le scoperte delle neuroscienze per capire quali canali di comunicazione siano più efficaci per stimolare l’acquisto.

Come applicare il neuromarketing al Public Speaking Online

Come può esserti utile nelle tue presentazioni?

Il neuromarketing è la tua salvezza: dopo aver letto questo articolo riuscirai ad organizzare meglio le tue presentazioni e il tuo pubblico sarà incollato davanti allo schermo.

Il messaggio che trasmetti deve influenzare il sistema emotivo, percettivo, valutativo e comportamentale del tuo pubblico.

Vediamoli insieme nel dettaglio.

Pain
Per prima cosa, il messaggio deve mettere in evidenza il Pain, in pratica devi far capire al tuo ascoltatore che ha bisogno di qualcosa e che ne ha sempre avuto bisogno, ma fino ad ora non lo sapeva.

Claim
Dopo aver creato il pain nel tuo pubblico, devi pensare ad un Claim, cioè lo slogan e quello che vuoi trasmettere.

Gain
La parte più difficile: il tuo messaggio deve trasmettere le potenzialità di guadagno che chi ti ascolta potrebbe ottenere se mette in pratica la tua soluzione.

Old Brain
Da ultimo, devi inviare il messaggio all’Old Brain, ovvero la call-to-action, l’invito a fare qualcosa.

Presentare sul Web: come organizzare i tuoi contenuti

Il percorso logico di una presentazione sul web perfetta?

In primo luogo devi trovare il problema da cui partire, il bisogno dei tuoi partecipanti e devi far in modo che essi si identifichino con la situazione critica di cui stai parlando.

In questo modo risvegli l’attenzione del tuo pubblico e riuscirai a tenerla alta per tutta la durata dell’evento.

Ora che i tuoi partecipanti sono “tutti orecchie” è il momento di spiegare loro la tua proposta, il tuo claim, e sottolineare quale gain potrebbero trarre adottando la tua soluzione.

Ricorda: i gain possono essere di due tipi, o riduzione del dolore o aumento del piacere.

Alla fine devi lanciare il messaggio finale così che spinga all’azione i tuoi partecipanti e fare in modo che scelgano la tua proposta.

Presentare online: il Public Speaking applicato al web

Devo ammetterlo: parlare sul web non è semplice.

Trovarsi davanti ad una webcam, soprattutto le prime volte, è una sfida impegnativa.

Le preziosissime nozioni di neuromarketing che ti ho dato sono un’ottima guida per preparare presentazioni efficaci.

Ma posso farti fare il passo avanti: scoprire tutti i segreti del public Speaking Online in un webinar gratuito. Rimani aggiornato sul nostro calendario dei webinar gratuiti qui

 

Presentare con il NeuroMarketing in modo efficace e convincente

Conferenze online, seminari tradizionali in presenza, congressi, workshop online oppure tradizionali, webinar e webconference di qualsiasi tipo, presentazioni di marketing, pitch per venture capital e business angel, briefing di qualsiasi tipo, sia online che in presenza.

Ma anche presentazioni a congressi scientifici, convention, conferenze tradizionali, sia di stampo accademico, sia più legati al business, alla comunicazione aziendale e all’imprenditorialità.

Tutti questi tipi di presentazione e molti altri che non sono rpesenti nell’elenco, possono rispondere ad uno schema molto semplice e utile e permetterti di ottenere risultati straordinari con un semplicissimo trucchetto: usare i principi del NeuroMarketing per offrire ai tuoi partecipanti un’esperienza unica e stimolante, ma soprattutto utile!

Cos’è il NeuroMarketing.

19668702_sIl termine deriva dall’applicazione delle scoperte più recenti nell’ambito delle Neuroscienze ai processi decisionali e alle decisioni di acquisto.

Come cita Wikipedia, il neuromarketing è una branca di riferimento delle cosiddette “neuroeconomie”, ed indica una recente disciplina volta all’individuazione di canali di comunicazione più diretti ai processi decisionali d’acquisto, mediante l’utilizzo di metodologie legate appunto alle scoperte delle Neuroscienze.

Sull’argomento ci sono parecchi testi, anche divulgativi e facilmente applicabili oltre che comprensibili! Per iniziare, e non solo, ti consigliamo questi tre:

Non ci interessa entrare nel merito della scientificità o attendibilità di questo approccio: non è il nostro scopo. L’obiettivo di questo post è semplicemente raccontarti un possibile modello che ha tutte le premesse di essere utile, stimolante e facilmente applicabile.

Lasciamo volentieri ad altri il compito di esplorarne la validità scientifica.

Lo schema del NeuroMarketing.

Il NeuroMarketing propone un modello relativamente semplice, almeno nel lavoro di Patrick Renvoisé e Christophe Morin (il primo dei tre libri indicati).

Il messaggio deve progressivamente presentare questi quattro elementi:

  1. Diagnosticare ed evidenziare il PAIN, ovvero un bisogno, un dolore, una sofferenza o una mancanza del nostro potenziale cliente
  2. Differenziare il CLAIM, ovvero lo slogan, il messaggio che vogliamo inviare
  3. Dimostrare il GAIN, ossia il guadagno che il potenziale interessato può ottenere con la nostra soluzione
  4. Inviare il messaggio all’OLD BRAIN, la call-to-action, l’invito a fare qualcosa

 

Presentare con il NeuroMarketing

Come usare il NeuroMarketing per la tua prossima presentazione.

Non entriamo nel merito della scientificità e dell’applicabilità del Neuro Marketing ai Webinar. Prendiamolo come possibile modello, proviamolo, vediamo se il nostro messaggio ha più effetto ed è più efficace degli altri e valutiamo se applicarlo o meno alle nostre comunicazioni.

Tornando al nostro obiettivo, ovvero costruire un messaggio che sia più efficace possibile e come presentare con il NeuroMarketing senza dover prendere una laura in Neuroscienze? Come raggiungere il cuore e il cervello dei nostri interlocutori?

Dobbiamo costruire la nostra presentazione sollecitando progressivamente tutit i passaggi che abbiamo visto.

Convincere con il NeuroMarketing

Inizieremo rilevando ed evidenziando il problema da cui partiamo, il bisogno dei nostri partecipanti, la situazione critica che vivono molte persone quando devono affrontare la situazione di cui stiamo parlando. In questo modo, stando agli autori, si attiva l’attenzione e i nostri interlocutori si risvegliano, immedesimandosi con quello che stiamo descrivendo.

In seconda battuta, spiegheremo la nostra proposta, i risultati della nostra ricerca e del nostro lavoro, sottolineando come si tratti di un’offerta che risolve molti problemi, entrando così nella terza parte: ciò che guadagnano le persone che adottano la nostra proposta. Se nel claim descriviamo con cura la nostra proposta, nel gain puntiamo sui vantaggi che offriamo che pososno essere di due tipi: riduzione del dolore o aumento del piacere!

Infine, come quarto passaggio, lanciamo il messaggio finale, quello che deve spingere all’azione e portare le persone a decidere se scegliere la nostra proposta oppure no (sperando di sì!).

Ognuna delle quattro fasi è piuttosto articolata e vengono forniti nei testi che abbiamo indicato diversi spunti e idee per sfruttare pienamente questo approccio, che rimane uno dei mille possibili modi di costruire una presentazione, ma che rimane stimolante, curioso e per alcuni versi persino magico!

Come applicare il NeuroMarketing al Webinar.

17657526_s

Il nucleo del Webinar è il Ciclo Dinamico, ovvero il blocco composto da Contenuto+Relazione (Webinar professionali – pp. 49-51 della versione cartacea) e al suo interno, la costruzione della presentazione può tranquillamente seguire questo schema come altri analoghi (magari in futuro parleremo delle diverse modalità di presentazione).

D’altra parte, lavorare nell’ambito del Ciclo dinamico ci permette di fare molto altro, integrando contenuti e interazione, giocando su una comunicazione più aperta, costruttiva, dinamica (appunto), facilitando lo scambio con i partecipanti.

Quindi, per il tuo prossimo Webinar, prepara le slide sperimentando il NeuroMarketing e raccontaci in un commento com’è andata!

Webinar Marketing

Webinar Marketing: fare marketing con il webinarSe vuoi, poi, puoi anche avvicinarti al Webinar Marketing, acquistando il primo e-book in italiano sull’argomento.

Si tratta di un E-Book introduttivo, molto ricco di idee: il primo passo ideale per chi vuole iniziare a promuovere il proprio Webinar o utilizzare il Webinar come strumento di Marketing.

Ne parleremo dal vivo anche nel Corso Rapido dal vivo Speed Webinar, un percorso intensivo per metterti subito nelle condizioni di progettare, promuovere e realizzare il Tuo Webinar in pochissimo tempo! Il libro Webinar Marketing è incluso gratuitamente nel Webinar Toolkit “Speed Webinar”.

Se vuoi maggiori informazioni e se vuoi iscriverti alla prossima edizione primaverile/estiva di Speed Webinar, clicca qui sotto sull’immagine: ti si aprirà un mondo che non immagini nemmeno!

Puoi leggere il programma e capire quali vantaggi personali e professionali puoi trarne, cliccando sull’immagine qui sotto!

Speriamo di averti in prima fila alla prossima edizione.

Perchè significherà che stai giocando la tua partita! Con noi!

come fare un webinar in meno di 3 oreClicca sull’immagine per maggiori informazioni e per andare alla pagina del corso