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ClubHouse: cos’è e come funziona. Scopri il nuovo social media.

Oggi parliamo del tormentone ClubHouse: che sia la svolta per chi veicola contenuti interessanti? Scopriamo insieme cos’è clubhouse e come funziona.

 

Senza ombra di dubbio è profondamente diverso da Instagram e gli altri. Le potenzialità sono enormi, soprattutto per chi produce contenuti di valore. All’interno di ClubHouse la forma si perde: non servono belle facce, foto dei prodotti. Se non sai cosa dire e non sai come dirlo, non vali nulla.

ClubHouse: cos’è

È un social lanciato ad Aprile 2020, fondata da Paul Davison e Rohan Seth ha raggiunto in poco tempo una valutazione da 1 miliardo di dollari, grazie alla benevolenza di investitori del calibro di Facebook, Twitter, Groupon e molti altri.

Il suo punto di forza è quello di permettere ai suoi utenti di chiacchierare, raccontare storie, stringere amicizie e incontrare nuove persone tramite la propria voce senza la necessità di pubblicare immagini, video o testi. Per ora solo le persone con sistema operativo IOS possono scaricarlo e si accede solo tramite invito. Ad oggi l’applicazione è ancora in fase beta, ma ha raggiunto più di 2 milioni di iscritti.

Come funziona ClubHouse?

Dopo l’accesso gli iscritti si trovano davanti a diverse room, al pari di quelle di Facebook, nelle quali si tengono le conversazioni. Sulla base degli interessi espressi da un utente e basandosi sui suoi contatti, l’algoritmo del social network seleziona le stanze più pertinenti, i cui argomenti possono spaziare dal giardinaggio all’arte, dalla biologia alla politica.

Accedendo alle stanze gli utenti possono seguire una conversazione partecipare con un audio. Per proteggere la privacy degli utenti, le conversazioni non possono essere condivise, registrate o scaricate. Clubhouse sta già studiando un modo per consentire ai creator di monetizzare le conversazioni tramite un sistema di mance, di biglietti per accedere alle stanze o di abbonamenti ai canali personali.

Sicurezza e privacy ClubHouse

L’app fa accedere solo se l’iscritto non è impostato su “in muto”.  I messaggi tutti criptati, si auto eliminano nel momento in cui la stanza si chiude. Con una eccezione: nel caso di violazioni segnalate, gli audio vengono trattenuti per accertarle.

Come tutte le altre piattaforme, anche questa ha le sue regole. Chi accede deve farlo con il proprio nome e verificare la sua identità. L’iscrizione è possibile solo ai 18 anni compiuti e non sono consentiti “abusi, bullismo e molestie nei confronti di nessuna persona o gruppo”.

Gli utenti non sono tutti uguali: nella stanza si può essere moderatori, speaker o ascoltatori. Al primo spetta il compito di “curare” la conversazione, invitare gli speaker e dare o togliere loro parola, buttare fuori utenti dalla stanza.

 

ClubHouse in Italia

Se in America il lancio è stato accuratamente pianificato, qu in Italia non è stato così.

Dobbiamo ringraziare Elon Musk, proprietario di Tesla, a fine del mese scorso. Da quando ha aperto la sua stanza e invitato oltre cinquemila persone, ClubHouse ha subito una sorta di “sold out”, tanto da far fiorire ovunque stanze – tutte strapiene – che si limitavano a trasmettere in streaming quello che Musk stava dicendo nell’altra.  È stato il primo vero grande evento di Clubhouse, con risonanza globale.

 ClubHouse: marketing si o no?

Il Social è stato invaso in modo tempestivo dai personaggi del panorama italiano del marketing. Le stanze più frequentate infatti sono quelle con tema influencer marketing, growth hacking, monetizzazionepersonal branding e via dicendo. Per ora si è creata una specie di verticalizzazione sul mondo della comunicazione e del marketing, ma gli esperti stanno lavorando per espandere il social ad altre aree tematiche.

Per il momento ci sono ampie aspettative che sia un social differente dagli altri. Ormai siamo abituati a vedere video e foto,  mentre l’ascolto di podcast e simili, non è ancora così diffuso come in altri paesi. Non c’è però “un giusto un sbagliato”: si tratta solo di una diversa modalità di fruizione. Indubbiamente rispetto ai social media “fast” (come Instagram e Facebook), qui si tratta di mettersi in ascolto e dedicargli del tempo, in una modalità più “slow”.

Unica pecca è che al momento i contenuti non possono essere recuperati: devono essere usufruiti in diretta o altrimenti si perdono.

ClubHouse e simili: un nuovo trend del 2021?

Radio, podcast e tavole rotonde (o panel): sono questi i tre termini che più spesso si sentono utilizzare quando si cerca di fare un parallelismo con altre modalità e che danno l’idea di quanto questo social sia così differente da quelli già in circolazione. Probabilmente verrà strutturato con un palinsesto, in cui verranno selezionati gli eventi di qualità segnalandoli nel calendario, approfittando anche del fatto che qui si può avere un contatto diretto con le persone. 

Sicuramente tra i nuovi trend dei social vige il mantra “meno piazza e sempre più salotto digitale”.

Tu l’hai già provato? Lo userai per il personal branding o lo proporrai in azienda?

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