Sai cos’è lo Smart Working?

Lo Smart Working è lo stile di vita che noi vorremmo per te e per i tuoi collaboratori. In questa raccolta di articoli parliamo di come essere aziende o professionisti smart. Troverai consigli per le aziende su come organizzare gli spazi aziendali smart-friendly. Ma non solo: ci rivolgiamo anche a professionisti, consulenti e formatori, che hanno voglia di cambiare il proprio modo di lavorare. Parliamo di lavorare da casa, al parco, al mare, al bar. Qui puoi trovare consigli su come gestire il tuo tempo, i tuoi strumenti e anche i tuoi clienti. Totalmente a distanza.

Classe virtuale: cos’è e come funziona

Sempre più clienti ci chiedono cosa sia una classe virtuale e cosa fare per crearne una al fine di gestire a distanza collaboratori, studenti e gruppi di lavoro.

classe virtuale

Cos’è una classe virtuale: definizione

Probabilmente se sei qui l’hai sentita chiamare classe virtuale.

Altri la chiamano invece aula virtuale (e ammetto di appartenere al secondo gruppo!).

Qualunque sia il nome utilizzato, una classe virtuale (o aula virtuale) è composta dall’insieme degli utenti che si incontrano in diretta all’interno di uno spazio online (attraverso una piattaforma o software) a fini comunicativi e/o formativi.

Perché viene definita classe? Perché ha tutte le possibilità e potenzialità di una vera e propria aula fisica: gli utenti possono interagire tra di loro, comunicare, lavorare contemporaneamente su progetti collaborativi o semplicemente rimanere in ascolto di un formatore, professore o relatore.

L’unica differenza è, appunto, che si tratta di uno spazio online (virtuale) dove non è richiesta la presenza fisica!

I vantaggi e gli obiettivi di una classe virtuale

Quando i nostri clienti ci parlano del bisogno di creare una classe virtuale, la maggior parte delle volte si tratta di metterli semplicemente in condizione di permettere a più utenti di essere connessi nello stesso tempo e parlare.

Ma una piattaforma per creare classi virtuali può permetterti di fare molto di più: puoi inserire una chat, un forum, uno spazio documenti; puoi far fare ai tuoi utenti test e quiz!

L’obiettivo finale di una classe virtuale è permettere a persone che devono intraprendere uno stesso progetto collaborativo o formativo di poter lavorare insieme senza bisogno di incontrarsi fisicamente.

E questo deve avvenire online con lo stesso livello di interazione e collaborazione di un incontro in un’aula fisica!

I vantaggi di creare momenti di incontro in spazi virtuali sono molteplici:

  • Non hai bisogno di muovere fisicamente i tuoi studenti, collaboratori, colleghi: potete collaborare da qualsiasi parte del mondo!
  • Tagliare i costi di affitto di aule fisiche: volendo potresti incontrare il tuo gruppo di lavoro anche su una piattaforma gratuita come Skype! Il tutto dipende poi dalla complessità e professionalità del momento formativo.
  • Abituare il tuo gruppo di lavoro a collaborare e comunicare in modo efficiente anche tramite l’uso di dispositivi differenti (computer, tablet, smartphone) per imparare ad apprendere e comunicare anche in condizioni diverse della classico incontro fisico.

Gli svantaggi di scegliere una classe virtuale al posto di un’aula fisica sono due:

  • Tutti gli utenti che si ritrovano all’interno della piattaforma devono avere una connessione internet
  • La gestione di una classe virtuale articolata (con molti studenti, diversi relatori, documenti e presentazioni da condividere, passaggio di microfoni, gestione dei gruppi di lavoro) è sicuramente qualcosa di complesso e da fare a regola d’arte per un risultato senza intoppi e professionale!

Per risolvere questo secondo aspetto, puoi affidarti a WebinarPro per la progettazione, la scelta della piattaforma più adatta e la gestione di tutte le tue classi virtuali.

 

Gli elementi di una classe virtuale

Una classe virtuale è composta da questi elementi:

  • Una piattaforma dove creare l'aula virtuale
  • Una connessione internet fruibile da tutti gli utenti per connettersi alla piattaforma
  • Gli utenti che fruiscono della formazione
  • I relatori e gli eventuali organizzatori

Nel caso di piccoli gruppi di incontro, relatore e organizzatore possono facilmente confluire nella stessa persona.

Nelle situazioni in cui sono presenti più relatori, la presenza di un conduttore o un mediatore è fondamentale per rendere più snelli i diversi passaggi di microfoni e webcam dei docenti e il cambio di parola.

Le piattaforme per creare una classe virtuale

Eccoci arrivati al punto dolente: quali sono le piattaforme o software per creare aule virtuali?

Come recitiamo sempre in WebinarPro, la piattaforma è l'ultimo dei problemi: infatti prima della scelta della piattaforma esiste l'importantissima fase di organizzazione, consolidamento degli obiettivi e progettazione dei contenuti.

Una volta definite le azioni da compiere (e da far compiere agli utenti) all'interno dell'aula virtuale (condivisione di documenti, comunicazione tramite chat tra i partecipanti, lavoro di gruppo in tempo reale su documenti)  arriva il momento della scelta della piattaforma che dipenderà prima di tutto dal livello di complessità della formazione.

Ecco un elenco di alcune piattaforme che puoi utilizzare, da quelle gratuite e di uso quotidiano a quelle a pagamento:

Esempi pratici di classe virtuale

Quali sono le situazioni reali in cui potrebbe tornarti utile creare momenti di formazione in diretta online?

  • Quando per te è difficile in termini di tempo e di costi organizzare lo spostamento fisico dei tuoi clienti, studenti, collaboratori o colleghi
  • Quando devi organizzare diversi momenti formativi e organizzare momenti di approfondimento online può rendere più snello il lavoro (sia per te che per i tuoi studenti)
  • Quando devi organizzare lezioni con più docenti o relatori dislocati geograficamente
  • Quando vuoi monitorare in tempo reale attraverso quiz e test di valutazione l'andamento e il gradimento della lezione

Se anche te ti ritrovi in una di queste situazioni, probabilmente organizzare una classe virtuale è la soluzione giusta per te: contattaci per capire come realizzarla al meglio!

 

 

 

Smart Working. Ti racconto la nostra esperienza

La seconda settimana di agosto noi di WebinarPro abbiamo organizzato la settimana dello Smart Working. Ognuno di noi ha potuto collegarsi da dove voleva: ufficio, casa, parco. Com’è stato? Sicuramente divertente!

Ti racconto com’è andata.

smart working

 

Tutto è nato per gioco, o forse per invidia. La nostra Debora ha alcuni parenti all’Isola d’Elba e ha chiesto il permesso per collegarsi da remoto la settimana prima delle ferie. Permesso accordato. E’ partita il venerdì, subito dopo il lavoro. Ha fatto giusto due giorni al mare e dal lunedì ha girato l’isola con il suo pc portatile, in cerca di un posto all’ombra magari con il free WiFi (anche se non era proprio necessario, visto che aveva la classica “saponetta” – noi la chiamiamo così).

 

Vi pare che noi colleghi di Milano avremmo potuto accettare di vederla su GoToMeeting con il suono del mare in sottofondo?

È già una tortura quando lo fanno Fabio o Ylenia da Mondello. Ma che una milanese ci abbandonasse così no, non era accettabile.

Come si dice? Mal comune mezzo gaudio.

Così abbiamo chiesto che quella settimana il personale di tutti gli uffici potesse collegarsi da remoto. E così fu. Non avevamo un biglietto per l’Isola d’Elba, certo. Ma pensavamo fosse una bella opportunità avere l’occasione, tutti insieme, di provare il lavoro smart.

 

La mia esperienza

Di solito arrivo in ufficio alle 9. La pausa pranzo è alla stessa ora per tutti, la pausa caffè anche e se si decide di andare al parco si va tutti insieme. Questa settimana è stata un po’ diversa.

Io ho il mio piccolo studio. Pareti azzurrine, mobili bianchi stile provenzale e tanti, tanti libri. Sulla scrivania c’è il mio computer fisso (non proprio nuovissimo) che mi ha accompagnato per tutta la carriera universitaria. Di solito mi collego da lì. Non ho neppure una webcam hd. Per quella settimana mi sono portata da casa quella che ho in ufficio.

Non è stata la prima volta che lavoravo da casa, ma lo smart working è tutta un’altra cosa.

Forse è stato il caldo, o forse il mese di agosto. Ho cercato di mantenere gli stessi orari d’ufficio e la maggior parte delle volte ci sono riuscita. La cosa più bella per me è stata non dover prendere i mezzi pubblici tutti i giorni: per arrivare a Milano partendo dal mio paesino ci metto un’ora e mezza. Quella settimana ho potuto raggiungere i miei posti preferiti in una manciata di minuti e ho potuto lavorare senza il baccano milanese nelle orecchie. Bar, biblioteca, coworking, parchi. Ogni posto era buono per sedermi con una bella tazza di caffè e mettermi a lavoro. Non solo: ho potuto organizzare incontri con amici, giocare con il mio gatto e, addirittura, preparare la cena ad un orario decente. Però piano piano mi sono lasciata prendere dalla pigrizia e gli ultimi due giorni sono tornata a lavorare nel mio piccolo studio azzurrino.

Come mi sono trovata? Be’, in tutta onestà ho avuto qualche problemino. Per chi come me lavora solo in digitale, la connessione internet è fondamentale, a volte però mi mancava. Senza contare le distrazioni di casa: lavatrice, postino, la spesa, la mamma e i gatti. Pensa che in un paio di occasioni eravamo riuniti su GoToMeeting e il mio gatto è salito sulla libreria alle mie spalle e ha iniziato a lavarsi in diretta…

 

Ho chiesto ai miei colleghi le loro impressioni, per capire cosa ne pensassero.

 

L’esperienza di Smart Working di Debora

Se sei iscritto alla nostra newsletter hai senz’altro conosciuto Debora. Ecco la sua esperienza:

“Posso tranquillamente dire che l’esperienza per me è stata più che positiva! Lavorare da casa, soprattutto da un luogo diverso da quello dove ho l’ufficio, mi ha permesso di staccare dalla frenesia della città e rilassarmi.

Ho capito che con un portatile, una cuffia con microfono e una chiavetta internet posso essere operativa da dove voglio e gestire al meglio i miei orari.

Il vantaggio maggiore è stato non dover affrontare tutti i giorni il traffico per andare in ufficio: un risparmio di stress e soprattutto di tempo!

Da un punto di vista emotivo, in alcuni momenti ho provato un leggero senso di isolamento: essendo la prima esperienza “lunga” di lavoro da casa, penso sia più che normale. Sono bastate poche “regole” per alleviare il mio senso di solitudine: chiedere spesso conferme ai miei colleghi sul lavoro che stavo svolgendo e ricevere feedback.

Un altro aspetto negativo è la difficoltà per tante persone attorno a me di capire questa forma di lavoro e, alcune volte, di rispettarla! Dovevo essere continuamente esplicita sul non disturbarmi mentre ero al pc, altrimenti venivo interrotta spesso.

 

Ecco i miei consigli per chiunque voglia lavorare da casa (o da qualsiasi postazione diversa dal proprio ufficio):

  • Sii chiaro con chi ti sta intorno: sei davanti al pc per lavorare e non puoi sempre essere disturbato!
  • Scegli un posto tranquillo e, se puoi, lavora all’aria aperta: vedrai subito i benefici
  • Se usi un portatile, stacca spesso gli occhi dallo schermo per evitare di stancare subito la vista!”

L’esperienza di Smart Working per gli account commerciali

Io e Debora ci occupiamo essenzialmente di contenuti. Le nostre modalità di lavoro sono pressocchè le stesse e gestirle anche lavorando da remoto è abbastanza facile. All’inizio mi sono chiesta come avessero fatto gli account commerciali, Salvo e Ylenia.

Salvo lavora con me e Debora nella sede di Milano. Non è abituato al lavoro fuori dall’ufficio e quello che mi ha detto mi ha incuriosito.

Faccio una premessa: probabilmente la settimana di agosto prima delle ferie non è la più indicata per “testare” lo smart working di gruppo.

Mi spiego meglio.

Mi sono trovato bene, ovviamente: svegliarsi e sapere che dopo aver fatto colazione e fumato una sigaretta, devo fare due passi per arrivare in “ufficio” (il salotto), e poterlo fare anche in mutande visto il periodo (a meno che ci sia una riunione :D), è una cosa invidiabile, sicuramente. Così come trovo fantastico avere la possibilità di lavorare con il proprio pc, un giorno in un posto e il giorno dopo in un altro, che sia in casa o all’aperto. Insomma, chi non lo desidererebbe?

Ma mi sono reso conto che non essendo in ufficio la distrazione è dietro l’angolo, soprattutto se gli impegni lavorativi e le priorità non fioccano, visto il periodo: per questo ti dicevo che mi piacerebbe “testarlo” nuovamente in una classica settimana di piena attività in cui non abbiamo la possibilità di distrarci e, magari, procurandomi gli strumenti giusti!

Comunque, per concludere dò un voto alla mia esperienza, di riepilogo a tutto quanto sopra: 7/10!”

 

Ylenia è l’account di Palermo. Se ti ricordi l’ho citata all’inizio dell’articolo. Lei si diverte, gira e lavora ovunque, da sempre. Ho pensato di riportare qui la sua testimonianza per avere un confronto con le nostre. Lei dice:

“Lavorare da casa è un’esperienza sicuramente da provare!

Lavorare da casa ti mette nelle condizioni di gestire tempo, impegni e priorità in maniera molto più efficace ed efficiente, focalizzandoti molto sulla tua personale “scaletta” giornaliera.

È la mia modalità consueta di lavoro, quindi non ho avuto la “novità” delle pre-ferie, ma sicuramente consente di ottimizzare le giornate, soprattutto per questioni di tempo. Le giornate sembrano molto più lunghe e il lavoro assume sfumature più “dolci”. Inoltre, alternare periodi di lavoro in condizioni “standard” a periodi “smart” secondo me affina competenze proprie dell’una e dell’altra modalità che portano ad una crescita personale e professionale più completa (capacità di autogestione, di problem solving last minute, senza la sicurezza del collega di fianco, e capacità di condivisione a distanza del lavoro)”

Hai mai avuto l’occasione di lavorare in questo modo? Nel nostro corso Lavorare Ovunque Sei puoi trovare tutti i nostri consigli, i tool da usare e le esperienze di professionisti che hanno fatto dello Smart Working il proprio stile di vita. Puoi accedere al corso cliccando QUI.

Smart Working: qualche consiglio su come rendere la tua azienda smart

Il mondo del lavoro sta cambiando!

È finito il tempo di star seduto dietro la scrivania tra le stesse quattro pareti di sempre, fissando l’orologio per otto ore mentre aspetti il momento in cui timbrare il cartellino.

È arrivata l’era degli open space aziendali, senza limiti fisici di nessun tipo e con la possibilità di scegliere da dove lavorare.

Pensi si tratti di un film del futuro? Assolutamente no: si chiama Smart Working e molte grandi aziende ne stanno già sperimentando i benefici. Non ci credi? Qui puoi leggere, ad esempio, del progetto Hive di Intesa San Paolo e in rete puoi trovare molti altri articoli che parlano di come le aziende stanno entrando nel mondo del lavoro smart.

smart working per le aziende

Cos’è lo Smart Working?

Lo Smart Working è un nuovo approccio al lavoro. Non solo all’interno di un’organizzazione, ma in qualsiasi business. Ne abbiamo parlato in questo articolo e anche in questo, ma ora scendiamo nel dettaglio dello Smart Working per le aziende.

Riorganizzare la cultura del lavoro all’interno di un’azienda è un processo che richiede tempo e costanza.

Qualsiasi sia il tuo ruolo all’interno dell’azienda, sai benissimo che le attività sono organizzate secondo schemi ben definiti. Ci sono ruoli e gerarchie, regole da rispettare e obiettivi aziendali da raggiungere: troppo spesso capita che l’individuo venga assorbito totalmente dal proprio lavoro. A te è mai successo?

Quasi sicuramente la risposta è sì: raramente si tiene conto della singola persona, delle sue peculiarità e delle sue necessità. Il lavoro diventa un dovere, con un’unica conseguenza: minore produttività aziendale.

Adesso ti dirò come ribaltare questa situazione!

Immagina che al centro del tua lavoro ci sia solo tu: la tua persona, i tuoi interessi, le tue passioni e le tue esigenze. E immagine che il resto venga di conseguenza.

Così tutto cambia: discuti col tuo team e fissi insieme ai tuoi collaboratori gli obiettivi da raggiungere. Il cambiamento sta proprio qui: è nelle mani di ogni singola persona scegliere le modalità e le tempistiche di svolgimento delle attività.

Gli obiettivi aziendali si incontrano con quelli personali e professionali di ogni lavoratore, che da ora in poi chiameremo worker (per entrare nell’ottica dello Smart Working per le aziende). Le conseguenze? Sono senz’altro migliori!

  • Il worker si sente parte di un progetto più ampio, in cui la sua presenza è importante e riconosciuta da tutta l’organizzazione
  • Il senso di benessere e di adeguatezza che nasce da questa nuova condizione porta ogni individuo a dare il massimo. Infatti lo Smart Working per le aziende permette di sfruttare al meglio la competenza di ogni worker

Il risultato? Migliori prestazioni e migliore efficienza. In sole tre parole: maggiore produttività aziendale.

 

Le 3 B nello Smart Working per le aziende: Behaviours, Bytes, Bricks

Lo so, sembra proprio un’impresa titanica. Del resto, quale grande cambiamento non lo è?

Il segreto sta nel cambiare il mindset dell’organizzazione.

Ma partiamo per gradi e vediamo quali sono i tre asset principali dello Smart Working per le aziende. Solo modificando ciascuno di questi è possibile innovare e creare le organizzazioni del futuro.

Si tratta delle 3 B individuate da Hartong, Solimene e Tufani nel libro The Smart Working Book.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

 

Behaviours: i comportamenti

Fino ad oggi siamo stati abituati ai classici orari di ufficio. Timbrare il cartellino alle 8, uscire alle 17, un’ora di pausa. Il tutto sotto la supervisione del manager che deve controllare che il tempo venga impiegato nel miglior modo possibile.

Con lo Smart Working la prospettiva cambia completamente.

L’attenzione si sposta sugli obiettivi, mentre le modalità con cui raggiungerli viene lasciata alla scelta del singolo.

Il worker può allora decidere se lavorare da remoto – collegandosi da casa, da un cowork, dal parco o da dove vuole – o se andare in ufficio.

Ricorda: non è importante il come. L’importante è che il risultato finale sia raggiunto nel tempo stabilito. Questa è la leva fondamentale, le altre due si muovono di conseguenza.

 

Bytes, la tecnologia

Possiamo dire addio all’era della carta, delle riunioni interminabili, delle file in auto per arrivare in orario ad un meeting con il cliente.

Oggi un’azienda può (deve!) avvalersi della tecnologia. I nuovi strumenti e le nuove tecnologie consentono ad ogni worker di collaborare anche da remoto. Gli strumenti collaborativi da poter usare sono molti e alcuni anche gratuiti. L’importante è che il lavoratore abbia sempre l’attrezzatura giusta per lavorare da remoto. Non stiamo parlando di chissacchè: basta un computer portatile che abbia al suo interno tutti i tool necessari. Così è possibile condividere documenti in tempo reale, lavorare su un progetto o fare riunioni online, senza alcuno spostamento.

Nell’ottica dello Smart Working per le aziende è il datore di lavoro che deve garantire ai dipendenti o ai collaboratori gli strumenti per lavorare da remoto.

 

Bricks, ovvero gli spazi fisici

Nello Smart Working il posto preciso in cui lavori passa in secondo piano. L’attenzione si sposta nell’ambiente attorno a te, che deve essere confortevole.

Ricordi? Lo scopo è il raggiungimento degli obiettivi. Per cui diventa irrilevante che il worker lavori al parco, in un coworking o da casa. La scelta deve essere effettuata in base alle proprie esigenze e priorità.

L’idea di ufficio scompare? Quella tradizionale, sì.

Adesso si preferiscono gli open space senza postazioni di lavoro fisse. L’ufficio si trasforma in luogo di scambio dove poter incontrare i propri colleghi quando opportuno o necessario.

 

Change Management: la grande sfida verso lo Smart Working per le aziende

Riuscire ad integrare questi tre asset (Behaviours, Bytes, Bricks) non è un’operazione semplice. Non si tratta soltanto di un cambiamento degli spazi o degli strumenti. Quello che innanzitutto deve cambiare è la mentalità.

Ecco perché il processo di transizione aziendale verso lo Smart Working deve essere strutturato e ben definito. Cosa comporta questo passaggio? Si tratta di cambiamenti del linguaggio, dei comportamenti, dei toni, del modo in cui si gestisce la comunicazione e il raggiungimento degli obiettivi.

Nulla deve essere lasciato al caso. Soprattutto la scelta del manager, che diventa la figura fondamentale in questo processo di cambiamento.

 

Il manager moderno: la figura fondamentale dello Smart Working aziendale

Se sei un manager magari ti starai chiedendo se sei in grado di gestire un cambiamento del genere nella tua azienda.

Ti avviso: questo processo richiede uno sforzo considerevole. Soprattutto se sei un manager che ha impostato sin dall’inizio un approccio basato sulla gerarchia dell’organizzazione.

Passare ad uno stile di management smart working significa focalizzarsi sulla fiducia e sul coaching invece che sul controllo e sui processi.

Certo, ci sono aspetti del manager immutabili, come la focalizzazione degli obiettivi, il pensiero strategico, la capacità di guidare, di ispirare. Quello che però dovrai considerare è un approccio completamente diverso alla leadership.

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ci sono quattro caratteristiche fondamentali che devi integrare nel tuo modello di leadership:

  • Sense of community, un modo di relazionarsi più aperto e collaborativo della cultura funzionale e gerarchica tradizionale;
  • Empowerment, un percorso basato su una progressiva delega e responsabilizzazione tra manager e worker;
  • Flexibility, ossia la capacità di rendere dinamiche le modalità di lavoro in funzione delle esigenze del worker e dell’azienda;
  • Virtuality, che si basa sul poter scegliere dove e quando lavorare (grazie alle tecnologie).

 

Smart Working per aziende: da dove iniziare?

Forse stai pensando che davvero lo Smart Working possa rivoluzionare la tua azienda, darle nuovo slancio e renderla più produttiva.

Ti stai però chiedendo da dove cominciare?

Bene, gli autori di The Smart Working Book ci indicano 4 passaggi fondamentali per introdurre lo Smart Working in contesti aziendali.

1.Avvia una conversazione iniziale con il tuo team. Attenzione: non esiste un modello unico di Smart Working. Ogni azienda deve trovare la soluzione migliore per il proprio contesto aziendale. Come riuscirci? È fondamentale partire discutendo insieme sul significato della fiducia e dell’autonomia nel lavoro, cercando di comprendere quali sono le attuali difficoltà in azienda. Dialogo e ascolto sono componenti fondamentali: solo dal confronto diretto potrà nascere  la soluzione migliore per la tua realtà aziendale.

2.Descrivi la situazione attuale cercando di capire cosa è compatibile con un approccio smart. Indica quali sono gli obiettivi. Più saranno chiari, maggiore sarà la condivisione e migliori saranno i risultati.

3.Lavora in modo graduale, fissando dei micro-obiettivi. Nessun cambiamento avviene all’improvviso. Occorre preparare il terreno. Puoi cominciare con un progetto pilota o un’attività specifica e circoscritta per vedere come va. La parola d’ordine è solo una: sperimenta. Pianifica via via altri progetti fino a quando tutti i tuoi collaboratori non sposino completamente l’approccio dello Smart Working aziendale. All’inizio sarà difficile, poi diventerà naturale.

4.Impara a dialogare sullo Smart Working: è fondamentale continuare a scambiare esperienze e idee regolarmente e con costanza. Bisogna imparare a dare e ricevere feedback. L’obiettivo è trovare un nuovo equilibrio che può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo comune. Un dialogo continuo e aperto porta a condividere le informazioni e i risultati in maniera trasparente.

 

E ora…ti senti pronto per il grande passo? Non vedo l’ora di conoscere la tua esperienza!

Sei interessato allo Smart Working ma non sai come organizzare il tuo lavoro? Clicca sul pulsante e guarda la registrazione del nostro webinar Smart Working Facile dal nostro Canale Youtube!

 

 

 

Perchè e come fare consulenze online

Che piacere che tu sia qui! Qualunque sia la tua professione, se deciderai di fare consulenze online fammelo sapere perché verrò da te!

Voglio raccontarti la mia esperienza. Ti convincerà che i tuoi clienti stanno aspettando questo servizio disperatamente.

Nel 2006 è cominciato un percorso molto duro per me. In quell’anno ho iniziato l’iter per la separazione. La situazione era complessa, per cui mi è stato caldamente consigliato uno studio legale specializzato. Peccato che fosse a 45 km da casa. Ricordo come un incubo i due anni successivi. 

come fare consulenze online

L’incubo del cliente: chilometri, parcheggi, tempo

Ogni volta che l’avvocato riteneva opportuno incontrarmi alzavo gli occhi al cielo. Sapevo cosa mi aspettava:

  • sposta appuntamenti di lavoro
  • organizza la babysitter
  • un’ora andare, un’ora tornare
  • pioggia, nebbia, neve, caldo, buio… che stress!
  • parcheggio in centro? Delirio!
  • anticamera con vecchie riviste (mai un oroscopo utile)

Mezza giornata persa per un’ora scarsa di consulenza! Tu dirai: usare il telefono, no? Certo, ma il telefono non sempre basta. A volte bisogna guardarsi nelle palle degli occhi.

Non finisce qui. Per una questione particolarmente delicata è intervenuto un secondo studio legale. Questa volta a Milano, a 300 km da dove abitavo.

Ma perché? Perché non offrite consulenze in remoto? Non devo firmare nulla! Il telefono non basta, bisogna guardarsi in faccia, condividere documenti, mostrare cose (sul desktop), cogliere i segnali non verbali…

Telefono e email non bastano più, ci vuole la video consulenza online.

Vuoi fare un favore a te stesso e ai tuoi clienti? Offri un servizio di consulenze a distanza.

Vogliamo parlare dei potenziali clienti che rinunciano a te perché sei troppo distante? Pensaci.

Puoi essere psicoterapeuta, counsellor, coach, commercialista, avvocato, medico, nutrizionista, geometra, ingegnere, insegnante, notaio, mediatore, esperto di jack russel terrier o di qualunque altra cosa.

Qualunque sia la tua professione puoi offrire consulenze online. Il telefono e le email non bastano più.

Consulenze online: apprezzate e richieste

L’anno scorso ho avuto un’insegnante privata di francese. Non importava dove abitasse. Non importava dove fossi io (viaggio molto). Bastava un click ed ero su Skype con lei. Esattamente al termine della lezione ero già al lavoro, di fronte al mio desktop. Non saprò mai quanto è alta perché l’ho vista solo seduta, però ricordo un bel visino e il suo sorriso incantevole quando mi correggeva. In chat mi scriveva l’ortografia corretta delle parole, in condivisione schermo leggevamo lo stesso testo. Molto efficace e soddisfacente.

Ti aggiungo un pezzo. In WebinarPro “pretendiamo” da consulenti e collaboratori di incontrarci online. Abbiamo forzato persone ad uscire dalla loro zona di comfort (Venite in ufficio da me? no, ci troviamo online. Ma io non l’ho mai fatto…). Forse qualcuno ci ha maledetto ma ora sono tutti entusiasti. Per molti è stato il primo passaggio, ora si sono lanciati nei webinar. Ma questa è un’altra storia.

Basta Skype per le consulenze online?

Come dice mio figlio, sni. Sì e no.

Un servizio professionale e redditizio di consulenze in remoto richiede:

  • la tecnologia hard e soft giusta (niente di più e niente meno del necessario)
  • la promozione e organizzazione del servizio (che sia semplice per i clienti)
  • le strategie per gestire la relazione online (come essere efficaci e stare nei tempi)

Ti posso garantire che fare consulenze online è possibile per tutti. Anche tu puoi offrire un servizio sempre più richiesto e creare un business online pazzesco. Se stai ancora leggendo è perché vuoi essere tra i primi. Grande!

Quanto tempo ci vuole per imparare tutto quello che serve? Dalle 5 alle 15 ore. Non di più.

Ne parliamo in questo corso.

Consulenze online: offrire valore e risparmiare tempo

Poter offrire consulenze online sembra un sogno per qualsiasi azienda e qualsiasi lavoratore: nessuna trasferta, nessun spostamento, meno tempo speso nel traffico, nessuna perdita di tempo nel caso di un appuntamento saltato.

Tutto alla portata di un clic, comodamente da casa tua o dalla scrivania del tuo ufficio.

Ti sei mai chiesto se fare consulenze online sia ideale per la tua attività? Nei prossimi paragrafi esploreremo i settori più adatti a questa nuova modalità di consulenza.

Ma prima vediamo concretamente come fare consulenze online: di cosa hai realmente bisogno?

consulenze online

Come fare una consulenza online: strumenti, location e know how

 Ma io di tecnologia non ci capisco niente”, “non ho mai usato una piattaforma per comunicare online dal vivo” , “Il mio computer sicuramente non ha un buon microfono e la webcam è sempre sgranata”.

Ti ritrovi in almeno uno di questi “blocchi del lavoratore digitale”?
La paura più grande di chi vuole cominciare a offrire servizi di consulenza online è quella di non possedere le conoscenze sufficienti.

Ti svelo tutto quello di cui hai bisogno per risultare professionale.

 

 

Gli strumenti per offrire consulenze online

Questo è un elenco di quello di cui hai bisogno dal punto di vista della tecnologia:

  • Computer. Non deve avere caratteristiche particolari se non un sistema operativo aggiornato alle ultime versioni.
    Quello che ti consiglio è di affidarti ad un buon computer portatile in modo da poterti comodamente connettere da più postazioni.
  • Connessione internet. Deve essere stabile e soddisfare i requisiti minimi per la piattaforma che andrai a scegliere. È sempre consigliato trasmettere con collegamento via cavo, ma è possibile anche via wi-fi se la connessione è stabile e se decidi di non trasmettere la tua webcam.
  • Piattaforma per consulenze online dal vivo. Il panorama delle piattaforme è un mare di possibilità in cui è molto facile perdersi. Ma se pensi di non poterne venire a capo, la cosa più semplice da cui puoi partire è skype. È gratuita, intuitiva e sicuramente l’hai già utilizzata. Ma come ogni strumento, soprattutto quelli gratuiti, fare consulenze online con skype può avere dei limiti.Se vuoi approfondire altre piattaforme professionali ma comunque molto semplici da utilizzare, ti consiglio di dare un’occhiata a GoToMeeting e Zoom.Puoi leggere anche questo articolo che approfondisce il discorso: GoToMeeting, GoToWebinar e GoToTraining: quale piattaforma scegliere?
  • Webcam e microfono: per ottenere il massimo dalla tua voce e dalla tua immagine durante una consulenza online basta un minimo investimento per un microfono e una webcam che trasmettono con altissima qualità.In questo articolo puoi trovare degli strumenti ottimi per iniziare: Attrezzatura webinar, gli strumenti che fanno per te
    ATTENZIONE
    Se investi in un buon computer (ad esempio un Mac) è molto probabile che, per iniziare, la webcam integrata sia di buona qualità. Fai sempre una prova! Per il microfono, invece, ti consiglio di investire subito su uno esterno perché la differenza è notevole.

Ti sfido: prova a fare due calcoli per capire quanto devi investire per iniziare a fare consulenza online. Scommetto che ti immaginavi cifre a parecchi zeri!

Da dove trasmettere consulenze online: la location

Il vantaggio di offrire servizi di consulenza online è poter trasmettere da potenzialmente ovunque: ti basta portare dietro il laptop e trovare un luogo con una buona connessione internet.

Casa tua è perfetta, così come il tuo ufficio, così come in viaggio in una caffetteria tranquilla con wifi libero (alcune piattaforme ti permettono, senza webcam, di trasmettere con pochissima banda).

Per una consulenza online professionale segui questi consigli:

  • Assicurati di essere abbastanza isolato. Trasmetti da un luogo tranquillo e non rumoroso, se ne hai la possibilità chiudi la porta della stanza in cui ti trovi o comunica a chi ti sta intorno che stai trasmettendo in diretta. Cerca di creare una situazione in cui vieni distratto il meno possibile e non vieni mai interrotto.
  • Attento alle spalle. Se durante le tue consulenze online accendi la tua webcam (lo consigliamo sempre per un risultato più professionale ed empatico), attento a quello che hai alle spalle!Se hai un luogo da dove trasmetti più frequentemente, puoi costruirti col tempo un fondale ad hoc e caloroso (ad esempio, una libreria, una pianta, un banner con il tuo logo o il tuo nome).

Se trasmetti da qualsiasi altra parte, assicurati semplicemente di avere uno sfondo il più neutro possibile. In questo modo non darai fonti di distrazioni a chi ti sta ascoltando online!

Fare consulenza online: il know how

Per le tue prime consulenze online devi saper fare poche, semplici azioni.

È fondamentale familiarizzare con la tua piattaforma imparando gli strumenti principali: accendere e spegnere la webcam, accendere e spegnere il microfono, avviare e interrompere la condivisione schermo.

Per cominciare non hai bisogno di altro se non queste poche azioni, super intuitive nelle piattaforme che ti ho consigliato nei paragrafi precedenti.

Con l’esperienza potrai esplorare nuovi strumenti e nuovi modi per rendere le tue consulenze online più complete, ad esempio l’uso della chat, l’uso di lavagne condivise e vari trucchetti del mestiere ( un trucco da spendere subito: guardare direttamente l’occhio della webcam per simulare il contatto visivo con il tuo interlocutore).

In questo articolo puoi trovare piccoli consigli per migliorare le tue dirette online: Come apparire al meglio nelle videoconferenze

Consulenze online gratis e a pagamento

Cominciare a offrire i tuoi servizi di consulenza online può essere una buona strategia non solo per offrire valore e contenuti gratuiti al fine di farti conoscere, ma anche per monetizzare la tua esperienza, le tue conoscenze e le tue passioni.

Dopo aver preso dimestichezza con questo nuovo metodo di comunicazione con i tuoi clienti, puoi recuperare tutti gli investimenti fatti offrendo la tua consulenza online a pagamento.

Ma come devi fare per vendere consulenze online?

Le strategie per vendere consulenza online

Per iniziare a vendere le tue consulenze online puoi sicuramente iniziare comunicandolo ai tuoi clienti attraverso la newsletter.

Comunicalo anche sul tuo sito web con una pagina dedicata (e se non ne possiedi uno inizia a valutare la possibilità di aprirne uno).

Se vuoi iniziare a vedere un servizio di consulenza online a chi non ti conosce, puoi creare articoli del blog dove offri piccole pillole delle tue conoscenze gratuitamente, da condividere successivamente sui social (potresti iniziare con facebook e linkedin).

In una fase più avanzata, dove hai già rodato il servizio, potrai fare pubblicità online portando i tuoi potenziali clienti a leggere i tuoi contenuti gratuiti oppure a scaricare qualche e-book/guida gratis.

Guadagnarsi la fiducia di chi entra in contatto con te donando conoscenza gratuita è il modo migliore per vendere la tua consulenza online.

È arrivato il momento di affrontare l’ultima domanda: ma quali servizi vendere online?

Vendere consulenze in diversi settori: quali servizi vendere online?

I settori che stanno investendo maggiormente nelle consulenze online sono diversi e numerosi. Ecco qualche esempio:

  • Psicologia. Le consulenze online psicologiche sono sempre più richieste come primo step verso un percorso di consulenza più approfondito.
  • Campo legale. È forse il settore attualmente più richiesto (ti basta provare a digitale su google “consulenze online avvocato”). Se lavori in campo legale, devi seriamente prendere in considerazione l’idea di inserirti nel mondo delle consulenze online.
  • Consulenze online commercialisti. Gratuite o a pagamento, sempre più commercialisti hanno deciso di erogare parte dei loro servizi in consulenze online (specialmente come mezzo per farsi conoscere)
  • Consulenze online in campo medico. Anche questo è un settore in espansione, alcuni esempi possono essere consulenze online per l’alimentazione e problemi ormonali. Molto richiesti sono anche i servizi di consulenza online dentaria: parecchi studi sfruttano le consulenze online per rispondere a richieste riguardo impianti e protesi dentarie.
  • Consulenza online in campo web marketing e comunicazione. Le consulenze online sono ottime se offri o come azienda o come freelance servizi di advertising, costruzione siti, grafica sul web, comunicazione online, branding aziendale, personal branding e molto altro.

Fare consulenza online vuol dire vivere lo smart working: ottimizzare il tempo, guadagnare serenità, dedicarsi più facilmente alla famiglia e al proprio tempo libero. È uno stile di lavoro ottimo sia per ottimizzare i processi aziendali, sia per freelance e liberi professionisti che vogliono distinguersi e devono ottimizzare al meglio il tempo, sia per le madri che portano avanti un’attività e una famiglia.

Se stai pensando di fare consulenza online ma non sai da dove partire e non sai se fa per te, guarda il nostro corso Consulenze con Skype!

I segreti per essere una mamma smart

Finalmente il 22 maggio 2017 lo Smart Working è stato regolamentato. L’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano ha osservato che solo nell’ultimo anno il lavoro senza muri è aumentato del 60%. Non solo: come puoi vedere in questo articolo, il lavoratore smart produce il 15% in più rispetto ad un lavoratore tradizionale.

mamma smart

I vantaggi per te

Questi sono dati interessanti per chiunque voglia intraprendere il lavoro agile, tanto più se sei moglie e madre. Uno dei vantaggi dello Smart Working è riuscire a conciliare meglio il lavoro e gli impegni familiari. Questo grazie alla sua grandiosa flessibilità. Infatti, non avere orari prestabiliti durante il giorno ti permette di portare tuo figlio a scuola, andarlo a riprendere, portarlo a fare sport, poi accompagnarlo da un amico e poi di nuovo andarlo a prendere. Puoi fissare anche degli appuntamenti con gli insegnanti senza che questo comprometta il tuo lavoro. E, perchè no, puoi anche ritagliarti uno spazio per un caffè con le amiche.

Gli impegni di una madre sono infiniti e il lavoro flessibile non può fare altro che giovarti. Questi sono solo alcuni degli esempi su come lo Smart Working potrebbe migliorare la tua vita.

Un solo ostacolo

Senza dubbio è una prospettiva allettante. Esiste però un ostacolo che impedisce alle madri di diventare smart. Sono molte le donne che pensano che lavorare da casa può distrarle dagli obiettivi professionali. Ma per fare in modo che lo Smart Working funzioni, è necessario uscire da questa mentalità!

Il segreto è abituarsi

Il rimedio è solo uno: l’organizzazione. Ci sono molte tecniche per evitare di inciampare nelle distrazioni che il lavoro da remoto può comportare.

Ma intanto, eccoti alcuni consigli per iniziare al meglio il tuo personale lavoro smart.

Liz O’Donnell in questo articolo ci racconta quali sono le buone abitudini che accomunano le mamme smart e il loro lavoro. Le ho lette e questi sono i punti che ho trovato più interessanti.

  1. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi aiuto.
    Le persone non sono telepatiche: se hai bisogno di un aiuto per la casa, con i bimbi o altro, chiedilo e non farti problemi. Amici e familiari saranno ben lieti di aiutarti. Una volta che hai chiesto aiuto e hai delegato alcune faccende, non impuntarti su come queste vadano fatte. L’importante è che vengano portate a termine.
  2. Impara a delegare e ad affidarti ad altri.
    Cerca di automatizzare il tuo lavoro nel migliore dei modi. Cerca, ad esempio, quali tool potrebbero semplificare la tua attività lavorativa. Ma, ancora più importante, impara a non trascurare la tua famiglia. Se rimani indietro con le faccende domestiche o non hai tempo per fare la spesa, commissiona i lavori a qualcun altro.
  3. Impara a negoziare.
    La negoziazione è una grande abilità, ma anche una difficile abitudine da prendere. Impara a negoziare sulle piccole cose e poi occupati delle cose più grandi. Solo così potrai scendere a compromessi vantaggiosi e preziosi per te e per il tuo tempo.
  4. Divertiti!
    Non dividerti solo fra casa e lavoro. I tuoi svaghi e i tuoi hobby sono importanti per concederti di rilassarti e di svagarti. Concediti sempre del tempo per occuparti di te!

 

 

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Meraviglie e rischi dello smart working

Sei interessato allo smart working? Sei convinto che possa migliorare il tuo stile di vita? Sei un imprenditore e vuoi applicare l’approccio flessibile alla tua azienda?  Fai bene. Le ricerche parlano chiaro: chi lavora smart è più soddisfatto e più produttivo.

Ma non è tutto semplice e qualche difficoltà va gestita. In questo articolo ti parlerò delle meraviglie e dei rischi dello smart working aziendale e dello smart business per i professionisti.

smart working

Lo smart working in azienda

Lo smart working è un approccio filosofico manageriale. Ecco il credo del manager smart:

  • ho fiducia in te
  • se tu sei soddisfatto, lavorerai meglio per me
  • se la tua vita è migliore, lo sarà anche la tua performance
  • definiamo insieme gli obiettivi da raggiungere, sarò il tuo coach
  • organizzati in libertà, sarai valutato sui risultati
  • puoi anche lavorare a casa o dove preferisci
  • ti fornisco le tecnologie per essere sempre connesso con noi
  • ti fornisco strumenti condivisi di collaborazione in remoto
  • in azienda troverai ambienti smart di incontro, condivisione e relax
  • offro flessibilità, chiedo responsabilità

La legge 81/2017 ha finalmente istituzionalizzato e regolamentato il lavoro agile (smart working).  Bello, facile e perfetto? Non è proprio così. Più avanti ti spiego perché. Prima ti parlo di un altro modo di intendere lo smart working che è in crescita vertiginosa.

Lo smart business per i professionisti

Lo smart working riguarda solo le imprese? Teoricamente sì ma il termine si è ormai esteso ai professionisti free-lance che utilizzano il mondo digital come ambiente in cui sviluppare il proprio business. Ecco il credo del professionista smart:

  • io sono ovunque
  • non avrò altro ufficio al di fuori del mio laptop
  • la famiglia e i viaggi sono importanti per me
  • costruisco la mia autorevolezza online
  • credo nel cloud computing profondamente
  • io sono social e il mio marketing è online
  • i miei meeting sono online
  • le mie presentazioni e i miei corsi sono online
  • le mie consulenze sono online
  • incontrarsi di persona non è un obbligo ma un vero piacere

Wow! It sounds great! Te lo dico francamente: no, non al 100%. Essere libero professionista smart è grandioso ma nasconde alcune insidie da gestire con attenzione.

Vantaggi e svantaggi dello smart working per i professionisti

Se sei un professionista, lo smart working può diventare per te un vero e proprio stile di vita. Viene chiamato anche laptop life style e ne abbiamo parlato qui. I vantaggi sono numerosi. Il mercato diventa il mondo e tu puoi essere ovunque nel mondo. Puoi armonizzare spazi e tempi della tua vita professionale e familiare. Lavorare a casa permette di seguire la crescita dei figli: molti professionisti hanno scelto lo smart business per questo. I risparmi sono assolutamente notevoli, eliminando molti costi (affitto di un ufficio, benzina, autostrade, parcheggi).  Quali sono gli svantaggi?

  • isolamento: hai meno interazioni con team e colleghi
  • abbrutimento: puoi ritrovarti  in pigiama dalla mattina alla sera
  • sregolatezza: rischi di sballare sonno e alimentazione
  • derive multitasking: stai con tuo figlio ma con lo smartphone in mano
  • stress da convivenza: il cane abbaia, il figlio si intrufola, il partner chiede cose

Come salvarsi? Sei vuoi lavorare smart senza essere sopraffatto dai rischi, devi sviluppare consapevolezza e autodisciplina. Regole e routine aiutano e vanno concordate con la propria famiglia. È importante creare un tempo e uno spazio per avere una tua “bolla” di isolamento e concentrazione. Molti smart freelance trovano nel cowo la possibilità di incontrare colleghi e arricchirsi con momenti di confronto e networking. Evita il multitasking quanto puoi: quando lavori lavori, quando stai con tuo figlio, stai con tuo figlio. Hai scelto lo smart working per migliorare il tuo work-life balance? Vuoi un equilibrio armonico tra vita e lavoro? Proteggi le due dimensioni.

Vantaggi e svantaggi dello smart working in azienda

L’edizione 2017 dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano ha calcolato che un progetto maturo di smart working aziendale porta un aumento di produttività del 15%. Fai attenzione, l’insidia è proprio qui: un progetto maturo. Il vero rischio è che molte aziende realizzino una versione superficiale dello smart working, riducendolo alla semplice collaborazione in remoto. Definirsi smart fa tendenza ma i manager possiedono una cultura smart?

Ti appassiona l’argomento e vuoi avere un metodo per il tuo smart business?

Scopri il nostro corso Lavorare Ovunque Sei (lo trovi qui).

Ti aspettiamo!

Smartworking: cos’è il laptop lifestyle

Se hai sentito parlare di smartworking, probabilmente hai anche già sentito il termine “laptop lifestyle”.
Ma sai in cosa consiste? È una vita da sogno o un qualcosa di inesistente?

Diamo un’occhiata più da vicino al laptop lifestyle e capiamo cosa significa in realtà.

 

smart working

Definizione di “Laptop Lifestyle”

Se sei capitato per caso su questa pagina e non hai la minima idea di che cosa sia, per “laptop lifestyle” si intende  uno stile di vita dove non sei legato a un posto fisso o non sei bloccato in una posizione fisica per impegni di lavoro.

Laptop lifestyle non è un termine dispregiativo che rimanda all’idea di instabilità, va inteso nel senso di “avere la libertà di vivere”.

Laptop lifestyle è un termine applicato al mondo del lavoro: coloro che incarnano questo stile di vita non sono legati a un lavoro d’ufficio o a un luogo di lavoro fisico.

Possono lavorare da casa o in remoto per il proprio datore di lavoro, oppure gestire il proprio business online senza avere una postazione di lavoro fissa.

 

I vantaggi del laptop lifestyle

Avrai intuito quindi che adottare il laptop lifestyle ti offre molto tempo libero.

Anche se lavori per il tuo datore di lavoro e stai facendo il lavoro da casa o da una postazione remota, non devi spendere il tuo tempo per raggiungere il tuo posto di lavoro e solitamente puoi gestire da solo il tuo monte ore di lavoro.

Se normalmente devi essere fisicamente presente sul tuo posto di lavoro dalle 9 alle 17  dal lunedì al venerdì, lavorare da casa ti consente di organizzare il tuo orario di lavoro in base anche agli altri impegni: ad esempio, andare a prendere i bambini a scuola e continuare il lavoro di sera.

Se gestisci la tua attività online da casa, hai ancora più tempo a disposizione, dato che non hai un capo a cui dover render conto: rispondi solo a te stesso.

Altri vantaggi che mi vengono in mente adottando il laptop lifestyle

  • Spese generali molto basse
  • Essere il capo di se stessi
  • Lavorare da qualsiasi parte del mondo purché ci sia una connessione internet
  • Lavorare in spiaggia o al parco
  • Passare più tempo con la famiglia
  • Meno stress
  • Risparmiare le spese dei mezzi di trasporto
  • Dedicare più ore del giorno a fare qualcosa che ti piace
  • Gestire da solo il tuo monte ore
  • Viaggiare e portare dietro il tuo lavoro
  • La libertà di vivere e lavorare all’estero

Come puoi vedere, i vantaggi del laptop lifestyle sono tantissimi e te ne ho citati solamente alcuni.

 

Chiunque può vivere il laptop lifestyle

Il laptop lifestyle non è riservato solo ai ricchi e famosi o a coloro che sono nati con la camicia. Chiunque può vivere all’insegna di questo stile di vita.

L’unica cosa di cui hai bisogno è una connessione internet.

Puoi far diventare questo sogno realtà.

Non hai bisogno di competenze tecniche di alto livello, non hai bisogno di essere giovane e alla moda, e certamente non hai bisogno di essere un genio della tecnologia.

Quali attività puoi intraprendere per avere un laptop lifestyle? 

  • Scrivere e vendere eBook
  • Gestire un’attività online
  • Scrivere contenuti web per i clienti

Questi sono solo alcuni esempi, ma in realtà ci sono così tante cose che possono essere fatte e realizzate via internet.

 

Intraprendi il tuo business online

Avere il tuo business online è davvero uno dei modi più semplici, economici e migliori per  vivere un laptop lifestyle e non hai bisogno di competenze tecniche.

Puoi essere giovane o vecchio e gestire un’attività online con successo.

Si chiama marketing di affiliazione ed è così semplice da configurare che letteralmente chiunque può iniziare a fare questo tipo di attività. E soprattutto, costa pochissimo iniziare.

Il laptop lifestyle non è un sogno o una fantasia. È una realtà quotidiana per milioni di persone in tutto il mondo. E iniziare è più semplice di quanto pensi!

[L’articolo che hai appena letto è una traduzione di What is the laptop lifestyle di Darren Burton]

 

Sei interessato allo Smart Working ma non sai come organizzare il tuo lavoro? Clicca sul pulsante e guarda la registrazione del nostro webinar Smart Working Facile dal nostro Canale Youtube!

 

 

Ma quanto costano le riunioni?

Soffri di stress da riunioni? Senti che ti rubano tempo? Vuoi evitare ulteriori furti?


In questo articolo ti darò qualche idea che può generare grandi cambiamenti. Ti spiegherò anche come calcolare il costo economico di una riunione. Potrà convincere anche i più fanatici meeting addicted a farne meno e meglio.

Se sei un manager, avrai spunti per organizzare la prossima riunione. Se sei un collaboratore troverai qualche indicazione per migliorare le cose, anche se non hai un ruolo decisionale.

quanto costano le riunioni

Riunioni che stress!

Una ricerca del National Statistic Council dice che il 37% del tempo del lavoro è dedicato alle riunioni. Per i manager la percentuale sale al 50%. Il 47% dei lavoratori ritiene che le troppe riunioni siano la più grande perdita di tempo di una giornata. Una ricerca Microsoft, American Online and Salary.com ha rilevato che le persone lavorano in media solamente 1 ora e mezzo al giorno.

Il resto del tempo è dedicato a meeting di vario tipo. In totale, due giorni lavorativi a settimana vengono “persi” in riunioni ritenute improduttive.

Negli Stati Uniti questo comporta una spesa di 37 miliardi di dollari ogni anno. Le cose non vanno meglio in Italia. Lorenzo Cavalieri in questo articolo di IlSole24Ore parla di una vera e propria patologia delle organizzazioni: la riunionite.

Vediamo qualche semplice rimedio per prevenire questa malattia evitando stress, inefficienze, perdite di tempo e denaro.

Quanto costa la tua riunione?

Ti passo una chicca. Oggi puoi utilizzare un’applicazione molto semplice per calcolare il costo di ogni tua riunione. Si chiama Meeting Cost ed è messa a punto dalla Business School di Harvard. Ti basterà inserire 4 dati:

  • nome della riunione
  • durata della riunione
  • numero di partecipanti
  • retribuzione annuale di ogni partecipante

 

quanto costano le riunioni

I tuoi dati verranno elaborati calcolando il costo della riunione in dollari. Forte, no? I risultati possono essere condivisi via mail o social. Figata. Potrebbe essere uno spunto di riflessione per i tuoi colleghi eccessivamente riunionisti.  
Proviamo a fare un calcolo. Una riunione di 2 ore con 7 persone (3 di prima assunzione, 2 intermedi, 1 manager jr, 1 manager) ha un costo valutato in 308$. Il tool ti segnala che è pura follia e ti invita a ridurre i costi!  
Vuoi questo meraviglioso strumento? Lo trovi qui.

 

Sei tu ad organizzare riunioni? Fatti sempre queste domande:

1) La riunione è necessaria? Forse puoi semplicemente decidere da solo.

2) È necessaria una riunione? Se devi passare informazioni, un’email può essere sufficiente.

3) C’è solo chi è importante? Non invitare persone per motivi inutili (“se no si offende”)

4) È chiaro di cosa parleremo? Comunica l’ordine del giorno e non parlate d’altro

5) Mi sono preparato? Fai e chiedi interventi brevi e concreti. La sintesi va allenata e viene aiutata da una preparazione attenta delle presentazioni.

6) Quale decisione mi aspetto? Chiudi la riunione con una ricapitolazione e almeno una decisione presa.

Vieni invitato a troppe riunioni? Ecco come puoi salvarti.

1) Ti hanno invitato ad una riunione senza ordine del giorno? Puoi chiederlo, prima di dire sì.

2) Ritieni che la tua presenza non sia necessaria? Forse puoi dire no, grazie.

3) Gli obiettivi non sono chiari? Puoi contattare chi ti ha invitato, chiedendo gentilmente di definirli.

Guarda assolutamente il video Come salvare il mondo (o almeno voi stessi) da riunioni improduttive di David Grady. Spassoso e prezioso.

Grady dice che ognuno di noi ha il potere di migliorare le cose con piccoli gesti. L’importante è agire con spirito collaborativo e con grande rispetto per tutti. Sono d’accordo al 1000% e tu?

Riunioni online: le regole dei WebMeeting

Oggi parliamo di riunioni online, non sai di cosa si tratta? É l’occasione giusta per scoprirlo!

Allora, iniziamo dalle basi: il webinar, come sicuramente già saprai, è un evento che viene erogato online e può essere usato a scopo commerciale, formativo, comunicativo e collaborativo

Quando il webinar viene realizzato a scopo collaborativo si può parlare di riunioni online, o in alternativa WebMeeting

riunioni online

Tipologie di riunioni online

WebMeeting e WebConference sono due differenti modalità di scambio di contenuti durante un webinar: nel WebMeeting si tratta principalmente di scambio tra persone, mentre nella WebConference si tratta di scambi di contenuti e informazioni attraverso un’unico canale. 

Cosa significa? Vediamolo insieme nel dettaglio.

La WebConference, o “conferenza online”, non è altro che una conferenza classica trasposta online.

Solitamente, proprio come in una conferenza classica,  ci sono uno o più relatori che presentano con l’ausilio delle slides dei contenuti ad un pubblico di spettatori.

Caratteristica principale? La comunicazione è uno a molti, o poco a molti: la collaborazione tra i partecipanti è quasi nulla. 

Il WebMeeting, invece, è un vero e proprio meeting, ovvero un incontro tra persone sul web in un’aula virtuale. 

É quindi una vera e proprio riunione, in cui ci si incontra ad un’ora precisa e ci si scambia informazioni collaborando: ogni partecipante è attivo e può compiere diverse azioni.

In questo caso il focus è proprio sulla relazione e interazione tra i partecipanti.

WebMeeting: la perfetta riunione aziendale

Sceglierai quindi un WebMeeting quando dovrai organizzare una riunione aziendale online.

Come capire se fa davvero al caso tuo?

Alla base del WebMeeting ci sono alcuni punti cardine che sono:

  • Collaborare
  • Creare nuove idee su un prodotto, un servizio, una situazione da risolvere
  • Discutere
  • Trovare una soluzione collaborativa
  • Lavorare con un gruppo relativamente contenuto
  • Creare un documento condiviso

Di conseguenza capirai che il WebMeeting è adatto a coloro che vogliono organizzare una riunione aziendale tra sedi diversi di una stessa azienda o tra persone che non si trovano fisicamente nello stesso luogo.

WebMeeting: come organizzare riunioni efficaci

Abbiamo quindi detto che il WebMeeting è una riunione tra un gruppo di lavoro che anziché avvenire attorno ad un tavolo e davanti a tazze fumanti di caffè avviene comodamente da casa, senza doversi per forza spostare per raggiungere il luogo fisico in cui avviene la riunione.

Ma come si fa ad organizzare una riunione online efficace, evitando inutili perdite di tempo e distrazioni? 

É facile: le riunioni online devono essere facilmente fruibili e ben strutturate.

Bisogna organizzare una riunione online nel momento in cui tutti i membri del team sentono la necessità di discutere di un determinato argomento o situazione utilizzando uno strumento semplice e intuitivo.

Puoi trovare qualche consiglio utile in questo articolo dal blog di GoToMeeting.

Adesso che devi organizzare il tutto, tre cose sono fondamentali:

  1. Obiettivi: perchè stai organizzando questa riunione?
  2. Durata: una riunione online non deve durare più di 60-90 minuti per trarre il massimo dell’efficacia
  3. Argomenti, partecipanti e piattaforma

Come condurre una riunione online?

Innanzitutto si raccomanda la puntualità, è fondamentale iniziare all’ora prestabilita

Un WebMeeting è costituito da quattro fasi:

  1. l’accoglienza
  2. la presentazione dell’agenda
  3. il ciclo dinamico
  4. la chiusura

Le prime due fasi sono fondamentali: il conduttore deve riuscire a creare un clima piacevole e orientamento così che tutti i partecipanti si possano sentire a proprio agio e capire quali sono le regole (e le azioni) per intervenire durante il webmeeting. 

Dopo la fase di accoglienza è fondamentale ripassare l’argomento della riunione online.

In questo momento il ruolo del conduttore è fondamentale, dovrà infatti:

  • Introdurre gli altri relatori e spiegare il loro ruolo
  • Spiegare gli obiettivi principali del webmeeting
  • Indicare i risultati attesi
  • Fornire eventuali strumenti, risorse online, link per recuperare informazioni, tools, ecc. utili per la sessione
  • Specificare il metodo di lavoro
  • Specificare ruoli e aspettative nei confronti dei partecipanti.

E ora? Adesso hai tutti i trucchi del mestiere per organizzare una riunione online con i controfiocchi, non dimenticare di raccontarci quali sono i tuoi segreti per realizzare webmeeting di successo!

In bocca al lupo!

Smart working: il fenomeno del lavoro agile

Il webinar è una realtà che in Italia sta prendendo sempre più piede anno dopo anno, a pari passo con lo sviluppo dello Smart Working.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sai cosa sono i webinar e in cosa possono aiutarti.

Oppure non ne hai la più pallida idea.

Una cosa è sicura: in questo blog potrai trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno!

In questo post parliamo dello Smart Working e della sua evoluzione in Italia negli ultimi anni.

Smart Working

Smart Working: diffusione mondiale di una nuova realtà

Lo smart working, noto anche come lavoro agile, non è altro che la possibilità di lavorare dovunque e in qualunque momento, dando a chiunque la possibilità di gestire al meglio il proprio tempo, trovando l’equilibrio perfetto tra vita lavorativa e privata.

L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano offre una definizione molto precisa:

Lo smart working è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare  a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati

Semplice, no?

Nel resto del mondo lo smart working è una realtà ampiamente diffusa: ci sono i numeri che lo dimostrano!

Ad esempio, negli Stati Uniti il 37% dei lavoratori dipendenti lavora comodamente da casa, così come in Danimarca.

In Giappone lo smart working viene promosso per ridurre gli spazi negli uffici e in Brasile per evitare gli spostamenti nelle grandi città.

Ma qual è la situazione in Italia?

L’Italia, quando si parla di smart working, è preceduta da Grecia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Portogallo e Germania.

Il lavoro agile nel nostro paese non è esattamente un punto di forza.

Nonostante una situazione di blocco in Parlamento sulle leggi regolatrici dello Smart Working, numerose aziende italiane stanno sempre di più adottando questa modalità di lavoro.

Smart Working: attenzione ai bisogni e al benessere del lavoratore

Durante un web-meeting sul tema Smart Working organizzato dall’Università degli studi di Roma Tre, la professoressa Alessandrini, relatrice dell’incontro, ha esposto quali siano i vantaggi legati a questa modalità di lavoro.

Prima tra tutti un’attenzione per il benessere dei dipendenti.

Le aziende stanno dando un ruolo sempre più centrale al benessere organizzativo e individuale e a una produttività più in linea con i desideri e i bisogni della persona. Tutte caratteristiche proprie delle opportunità che i progetti di smart working possono realizzare.

E questo non vale solo per l’Italia: in Francia l’84% degli smart workers ha dichiarato di avere maggiore libertà nella gestione del proprio orario di lavoro e l’88% nota un miglioramento nell’equilibrio tra vita privata e lavorativa.

Dici poco?

Lo Smart Working in Italia

In Italia, nel 2012, è nato l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano con l’obiettivo di studiare come si evolve, nel corso degli anni, il modo di lavorare delle persone.

I numeri parlano chiaro: gli smart workers in Italia sono 250mila, ovvero il 7% dei lavoratori dipendenti.

Stiamo parlando del 40% in più rispetto al 2013.

Secondo Mariano Corso, il responsabile scientifico dell’Osservatorio, il 2016 è stato l’anno delle rivoluzioni: il 30% delle grandi aziende italiane ha realizzato nel 2016 progetti di smart working, aumentando vertiginosamente rispetto al 17% del 2015.

Per quanto riguarda le piccole e medie aziende, i numeri sono ancora ridotti: siamo fermi al 5% proprio come nel 2015.

L’Osservatorio non si è limitato a questi dati: dopo aver effettuato incroci su incroci ha dichiarato che il 60% tra gli smart workers sono uomini, con un’età media di 41 anni, con una distribuzione tra il nord e il centro Italia.

Le ricerche sullo Smart Working

L’interesse nei confronti dello smart working non smette di esistere, tanto che ogni anno vengono realizzate ricerche finalizzate a studiare questo fenomeno.

Nel 2016 Citrix ha commissionato un’indagine alla società di ricerca Ales Market Research, intervistando un campione di oltre 300 responsabili di Risorse Umane per capire come lo smart working venga percepito da chi si occupa direttamente del benessere dei dipendenti all’interno del contesto aziendale.

E’ emerso che questa modalità di lavoro agile viene promossa dal 44% delle aziende intervistate.

Ma non finisce qui: l’84% del campione afferma che questa modalità di lavoro offra maggior flessibilità all’organizzazione, permettendo ai dipendenti di connettersi ovunque e con qualsiasi dispositivo, ma un elemento particolarmente interessante è che lo smart working, secondo l’81% degli intervistati, rende un posto di lavoro più appetibile.

L’altro lato della medaglia

Hai capito che i vantaggi dello smart working non sono pochi, ma i difetti?

Il primo svantaggio legato allo smart working è sicuramente legato ai tempi lunghissimi che si spalmano su 6 o 7 giorni a settimana. 

Da una ricerca statunitense risulta che una grande fetta di  coloro che lavorano più di 60 ore settimanali è rappresentata dagli smart workers.

E’ risaputo che se lavori da casa non hai orari, lavori anche durante il week end e appena hai un momento lo usi per “portarti avanti”.

Webinar e lavoro agile

In un panorama dove il lavoro viaggia con te e non sei te a viaggiare per il lavoro, diventa fondamentale adottare una modalità di comunicazione veloce, pratica e completa: ecco perché i webinar sono lo strumento perfetto.

Con una piattaforma di videoconferenza puoi collegarti ovunque ti trovi, puoi collaborare, puoi esporre idee, contenuti, fare pianificazione con facilità e flessibilità.

I webinar sono lo strumento di comunicazione agile del futuro.

Sei interessato allo Smart Working ma non sai come organizzare il tuo lavoro? Clicca sul pulsante e guarda la registrazione del nostro webinar Smart Working Facile dal nostro Canale Youtube!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 buone ragioni per programmare oggi la tua prima VideoConferenza

Come usare efficacemente le videoconferenza nel tuo lavoro e nella tua professione?

Perchè farlo subito?

Perchè usare le WebConference come strumento di comunicazione e formazione?

 

Primo passo: cos’è una videoconferenza

Come sai distinguiamo nella famiglia generale dei Webinar le due principali tipologie di strumenti, la WebConference (o video conferenza) e il WebMeeting, come abbiamo già spiegato sia nel libro Webinar professionali. Progettare e realizzare eventi live coinvolgenti ed efficaci sia nell’articolo Webinar, WebMeeting e WebConference: cosa sono e come funzionano.

La WebConference è la trasposizione nel web della classica conferenza o della lezione di tipo frontale, universitaria a cui siamo abituati: una persona parla a più persone contemporaneamente, espone i propri contenuti e, alla fine, risponde alle domande.

 

Una video conferenza ti permette di comunicare in modo rapido con molte persone contemporaneamente, offrendoti moltissimi vantaggi:

  • Mostrare slide e contenuti
  • Condividere il tuo desktop (mostrando ad esempio il funzionamento di un software o un sito web)
  • Condividere una chat in cui tutti possono commentare
  • Avere uno spazio di raccolta di domande e risposte (una specie di FAQ dal vivo)
  • Condividere link e risorse online
  • Condividere materiali e file

La videoconferenza è quindi uno strumento potentissimo che ti permette di comunicare in modo rapido ed efficace con molte persone contemporaneamente.

 

Come fare una conferenza online in poche mosse

flickr.com - doctorow

Per realizzare una WebConference hai bisogno di alcuni ingredienti fondamentali:

Diamo per scontato che il terzo punto tu ce l’abbia già e che se hai già in mente cosa devi dire tu abbia già delle slide, non ti resta che procurarti una piattaforma che ti permetta di fare tutto ciò che abbiamo che abbiamo elencato più sopra (qui).

A tal proposito, se hai pochi partecipanti, puoi tranquillamente usare Skype con la condivisione delle schermo. Puoi anche scegliere di usare uno strumento potente e gratuito come Hangouts di Google che abbiamo ampiamente insegnato a usare in Speed Webinar.

Un’alternativa è scegliere una piattaforma a pagamento, completa, versatile e adatta a diverse tipologie di comunicazione (se vuoi una mano, contattaci senza impegno!).

 

5 buone ragioni per programmare oggi la tua prima VideoConferenza.

Ci sono diverse ragioni per decidere di usare subito la WebConference per la tua comunicazione.

1. E’ economico

Nessuno spostamento, nessuna spesa! Siamo nell’ordine della massima resa con la minima spesa.

Immagina di dover comunicare con decine di persone provenienti da tutta Italia: quanto costerebbe a ognuno (o a te!) pagare la trasferta a ogni singola persona? Oppure, cosa comporterebbe attendere la prossima buona occasione per incontrarvi di persona e discutere degli argomenti più rilevanti e urgenti?

webinar-costiCon una WebConference tutto ciò viene cancellato: basta trovare il modo di accordarvi su un orario e un giorno (puoi usare ad esempio Doodle.com) e il più è fatto! Prepari le tue slide e ti trovi immediatamente a condividere le tue idee con decine o centinaia di persone. In tempo reale!

Il risparmio non è solo economico: in termini di tempo, la riduzione dei tempi di accesso e l’annullamento dei tempi di spostamento sono incredibilmente a favore dell’efficienza e del… portafoglio!

2. E’ ecologico

Per gli stessi motivi che hai appena letto, l’impatto ambientale dell’uso di WebMeeting e WebConference è assolutamente bassissimo: nessuna trasferta, nessuna immissione di anidride carbonica (ok, lascia perdere che anche i server consumano! Vuoi mettere con centinaia di auto che si spostano?), nessun contributo alle polveri sottili!

Se non sposti le decine di persone che devono conoscere la tua proposta stai contribuendo a creare valore, senza inquinare e senza sprecare!

E’ indubbiamente un aspetto da tenere in considerazione!

webinar-risparmio3. E’ semplice

L’abbiamo già descritto più sopra: usare le videoconferenze ti permette di comunicare e formare decine (o centinaia) di persone in modo veloce ed economico.

Noi lo facciamo tutti i giorni e mettiamo in connessione moltissime persone che vogliono lavorare, comunicare, imparare, collaborare insieme.

Se ti affidi ad esperti (o fai in modo che un tuo collaboratore lo diventi!), ti devi preoccupare solo della qualità dei contenuti e dei supporti visivi (le slide): massima efficacia e massima densità del messaggio.

4. E’ divertente

L’uso della tecnologia, soprattutto quando ne padroneggi alcuni “segreti” è sempre divertente e stimolante.

Se pensi alla potenza di uno strumento in grado di metterti in contatto con decine o centinaia di altre persone e se consideri quanto possa essere semplice, capisci l’energia e l’entusiasmo che riesce a offrirti questo strumento.

Noi l’abbiamo scritto e detto ovunque: il Webinar crea dipendenza! Prova e ci dirai!!! :-)

5. E’ efficace

Considera che per una buona parte dei contenuti che solitamente possono essere trasmessi in aula e a parità di altre condizioni,  mediamente

[Tweet “Un’ora di formazione via Webinar può corrispondere a 2-3 ore di formazione in aula tradizionale!”]

Non è un dato scientifico, ma dal confronto con moltissimi esperti del settore ci siamo accorti che verosimilmente una persona che si concentra per un paio d’ore ben condotte, con la giusta metodologia e con alcune strategie specifiche, può effettivamente raggiungere un livello di concentrazione molto alto: apprendimento  duraturo, pervasivo e intensivo sono i risultati che possonoe ssere raggiunti con una videoconferenza ben progettata.

Come partire subito!

Prima di tutto scopri gli altri motivi, scaricando il nostro e-book gratuito “Webinar: 10 cose che non ti hanno detto (e che devi sapere subito!)” e anche “Manuale Pratico del Relatore 2.0“.

Leggili subito e scopri come e perchè il Webinar può cambiare il tuo modo di comunicare!

Se non sei del tutto convinto, leggi questo articolo: Webinar? Questione di centimetri!

prima videoconferenza trucchi e segretiIn secondo luogo, stabilisci il tempo necessario per realizzare la tua prima WebConference: quando la vuoi tenere? Di quanto tempo hai bisogno per poterla portare a termine? Stiamo realizzando, a tal proposito, uno strumento di auto-coaching che regaleremo a tutti gli iscritti a WebinarPRO nelle prossime settimane (stay tuned!) e che ti permetterà di stabilire le tue priorità e raggiungere i tuoi obiettivi grazie al tuo Webinar.

Infine, cerca le risorse che ti occorrono: economiche, tecnologiche e umane! Cosa ti serve per realizzare il tuo Webinar? Non fermarti alla piattaforma, quello è il minimo (scopri qui perchè)! Pensa a tutto il resto!

Appena sei pronto, faccelo sapere!

Vogliamo assolutamente partecipare!

 

WebConference e WebMeeting: due strumenti da utilizzare subito!

WebConference e WebMeeting: come organizzare le idee

La parola Webinar evoca immediatamente il termine Piattaforma.

Non abbiamo ancora ben capito per quale perversione cognitiva moltissime persone concepiscono le due parole quasi come sinonimo, ma fatto rimane che la tecnologia abbia sempre e comunque un ruolo centrale.

Oltre al software per fare un Webinar, esistono molti tool che facilitano la realizzaizone di una webconference online o una sessione di lavoro collaborativo via web. Tra questi, abbiamo scelto due tool che possono essere ampiamente utilizzati durante un Webinar e che offrono moltissime applicazioni diverse, Copy e MindMeister.

piattaforme strumenti tool software webinar webconference webmeeting conferenze online

Vediamoli nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa possono fare per noi e il nostro evento online.

 

Copy: storage onlineCopy - come funziona e a cosa serve

Copy è un sistema per archiviare, organizzare, condividere e fare i backup di file online.

Come il suo “zietto” più celebre Dropbox, Copy ti permette di:

  • Fare il backup dei tuoi file e accedere da qualsiasi dispositivo mobile e sistema operativo
  • Creare una cartella condivisa con altri utenti
  • Settare e gestire i diritti di accesso e di privacy delle cartelle
  • Condividere grandi file
  • Avere a disposizione 15 Giga di spazio gratuito, che diventano 20 giga se parti da questo link

Oltretutto, Copy ha un sistema che chiamano Fair Storage: se condivido 20 giga in 4 persone, per ognuno vengono contati solo 5 GB di spazio occupato!

Non male, vero?

 

come condividere file durante un webinar

Come usare Copy per le tue WebConference e Workshop online

Ci sono tanti utilizzi di Copy e solo la tua fantasia può fissare il limite.

Vediamo qualche esempio.

  • Condividere i documenti prima, durante e dopo l’evento in modo strutturato e ben organizzato
  • Condividere il file della registrazione, solitamente piuttosto grande, soprattutto se è stato editato
  • Se diamo dei “compiti” relativi alla scrittura di documenti o elaborazione di progetti, possiamo avere uno spazio ben strutturato e comodo per lavorarci
  • Creare una cartella condivisa in cui fare “comparire” i file man mano che il Webinar si sviluppa
  • Strutturare i file condivisi per serie di Webinar, in modo da condividere un’unica cartella con le sotto cartelle per ogni singolo evento

Insomma, possiamo fare molte cose con Copy e possiamo sfruttarne il potenziale in tante soluzioni differenti.

 

MindMeister: creare in modo collaborativo Mappe Mentali

usare mappe mentali webinar webconference conferenza onlineNei WebMeeting la parola chiave è collaborare. E abbiamo diversi strumenti online gratuiti in grado di mettere più persone sullo stesso documento e lavorare insieme a più parti.

Un esempio è sicuramente Google Drive che permette di condividere fogli elettronici, documenti, presentazioni e molto altro.

Quando invece vogliamo lavorare a livello di brainstorming, può essere utile usare una mappa mentale condivisa e uno degli strumenti più utilizzati è MindMeister.

MindMeister è molto potente e dal punto di vista grafico piuttosto efficace. La sua potenza è sicuramente legata alla possibilità di condividere la propria mappa con molte persone e lavorarci contemporaneamente, dal vivo.

 

Come usare MindMeister nel Tuo Webinar

Usare MindMeister è relativamente semplice: ti iscrivi (puoi partire dai link in questa pagina), crei una nuova mappa, e poi la condividi tramite un link con tutti i partecipanti al tuo Webinar: prima, durante e dopo l’evento dal vivo.18563310_s(1)

PRIMA DELL’EVENTO:

  • Raccogliere idee e dubbi da parte dei partecipanti
  • Organizzare i temi del Webinar sulla base delle idee di chi parteciperà

DURANTE L’EVENTO:

  • Fare brainstorming dal vivo
  • Sostituire le slide con uno strumento in diretta
  • Riorganizzare i contenuti insieme ai partecipanti

DOPO L’EVENTO:

  • Ristrutturare i contenuti sulla base delle opinioni dei partecipanti
  • Raccogliere risorse e strumenti sul tema affrontato (l’abbiamo imparato da Robin Good!!!)
  • Riaprire il tema e tenerlo attivo per la durata di un certo periodo (ad esempio le settimane di durata di un corso!

Un consiglio: prima di aprire una mappa mentale con 40-50 persone contemporaneamente, prova con due o tre! :-)

 

Il Webmeeting online: come organizzare la Tua prossima riunione online

Sai cos’è un WebMeeting e come funziona? Il WebMeeting è una particolare forma di Webinar paragonabile a una riunione online, in cui tutti i partecipanti possono intervenire, scambiare informazioni e parlare.

Nel WebMeeting online il focus è posto sulla relazione, sullo scambio tra i partecipanti e sui processi collaborativi. Il centro fondamentale dell’attività si concentra, quindi, sulla possibilità di scambiare idee, confrontarsi e dialogare. E’ un’accezione leggermente superiore come livello generale del Webinar (che come sappiamo raccoglie un po’ tutte le tipologie, rappresenta la categoria più generale).

10372162_s Lo scambio avviene molti-a-molti, dunque, possiamo paragonare questo tipo di webinar ad una tavola rotonda o un workshop attivo, in cui  lo scopo è il confronto tra le idee e lo scambio di opinioni sulle azioni da intraprendere. Per questo motivo è importante che chi vuole realizzare un WebMeeting non solo si preoccupi di facilitare gli scambi e tenere traccia dello sviluppo dell’incontro, ma che scelga anche in che modo dovrà avvenire il passaggio del microfono (tutti aperti? su richiesta?), che strumenti collaborativi utilizzare (lavagna condivisa? Raccolta di domande? Wiki?) e come gestire le webcam.

La struttura complessiva di un WebMeeting collaborativo ha quattro fasi principali: l’accoglienza, la presentazione dell’agenda, il ciclo dinamico e la chiusura. Prima dell’ultima fase può essere utile un blocco aggiuntivo, ovvero una fase di debriefing e pianificazione.

I primi due momenti assumono, in questa tipologia di webinar, un ruolo fondamentale, sia perchè in queste fasi si deve creare il clima e e il contesto interattivo più adatto a far si che le persone si sentano coinvolte e che percepiscano l’importanza del proprio contributo, sia perchè bisogna assicurarsi che tutti i partecipanti usufruiscano delle funzioni interattive della piattaforma per offrire senza troppi ostacoli il proprio contributo al WebMeeting.

Terminata la fase di accoglienza, è utile ripresentare il programma del webinar anche in relazione ad alcuni aspetti del ciclo dinamico del webinar.

In particolare, il conduttore dovrà:

  • Presentare eventuali relatori e indicare con precisione il loro ruolo
  • Indicare gli obiettivi principali del webinar
  • Specificare i risultati attesi al termine dell’evento
  • Fornire eventuali strumenti, risorse online, link per recuperare informazioni, tools, ecc. utili per la sessione collaborativa
  • Specificare il metodo di lavoro
  • Specificare ruoli e aspettative nei confronti dei partecipanti

come organizzare un webmeetingConsiderando la complessità di un evento che punta molto sulla produzione di idee, sullo scambio e alla discussione di alternative, nonchè alla produzione di un risultato, è importante dedicare, in proporzione, meno tempo alle prime fasi e concentrarsi maggiormente sulla collaborazione vera e propria.

La parte collaborativa può assumere tutte le forme e seguire le procedure che riusciamo a immaginare: l’unico limite è dato dalla scelta degli strumenti, dalla piattaforma e dal compito assegnato.

Dovremo, inoltre, prestare molta attenzione ad alcuni aspetti come le caratteristiche dell’audience, la loro formazione all’uso di strumenti collaborativi, la configurazione software e hardware della working station da cui si collegano e la capacità dell’evento di coinvolgere i partecipanti.