WebinarPro è la casa del Public Speaking Online.

Luca Vanin, il co-fondatore della nostra azienda, è il primo professionista che ha iniziato a parlare di Public Speaking Online. Di che cosa si tratta? Del Public Speaking che si applicano al mondo online: non riguarda solo il modo di parlare o del tono della voce, ma anche di come devono essere le presentazioni grafiche, le slide, il linguaggio non verbale, la scaletta…e tanto altro ancora, durante il webinar!

Storytelling efficace. 3×2 caratteristiche dei più grandi speaker

Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a comprare qualcosa? Che ti ha fatto riflettere, spostando l’asse dei tuoi valori?

Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un predicatore, un venditore. Non è rilevante. Nella tua esperienza ci sono grandi insegnamenti. Ricorda la persona che è stata convincente per te. Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa non diceva? Cosa è stato determinante nell’avere influenza su di te?

In questo articolo ti spiegherò le 3 caratteristiche dei discorsi e le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi persuasori di tutti i tempi. Puoi verificare le corrispondenze con la tua esperienza e convincerti che questi sono gli aspetti da curare nello storytelling dei tuoi speech.

 

storytelling

 

Storytelling, il business del secolo

In “Storytelling per le presentazioni, il business del secolo” (che puoi trovare QUI)  ti ho spiegato l’essenza dello storytelling. È parlare di vita (non di cose), con un approccio narrativo semplice e confidenziale. Lo storytelling permette alle persone di riconoscersi in quello che dici. Se presenti idee, prodotti o servizi vuoi coinvolgere e convincere le persone a seguirti.

Cosa coinvolge le persone? Il sentire (nel cuore, nella testa, nella pancia) che quello che proponi potrà migliorare la loro vita. Il contenuto dello storytelling è la vita, non l’esposizione di numeri, fatti, descrizioni di oggetti o servizi. Lo storytelling fa la differenza tra informare e comunicare. Tra dormire e sognare durante uno speech.  

 

Storytelling: le 3 caratteristiche dei discorsi dei più grandi speaker

Alcune persone sono particolarmente abili nel presentare le loro idee. Riescono ad essere coinvolgenti e persuasive. Le ascolti e resti incantato. Ispirano fiducia e risonanza, catturando l’attenzione in modo piacevole e convincente. Ci sono esempi straordinari in ogni campo e in ogni tempo. Politici come Kennedy, Martin Luther King, Ghandi. Imprenditori e comunicatori come Steve Jobs, Marco Montemagno, Alfio Bardolla, Nancy Duarte, Simon Sinek. Scienziati come Hans Rosling, Jill Bolte Taylor, Brené Brown. Motivatori come Tony Robbins.
Se vuoi una rassegna infinita di modelli straordinari a cui ispirarti, ti consiglio ted.com, un luogo meraviglioso in cui perdersi ascoltando migliaia di speech straordinari, su ogni argomento. Puoi cominciare dalla playlist 25 Most Popular.

Cosa hanno in comune i più grandi comunicatori di tutti i tempi?

Ogni loro speech è:

  • emozionante
  • innovativo
  • memorabile

Nella infinita varietà di contenuti e stili, queste 3 caratteristiche sono sempre presenti nei più grandi speech persuasivi di sempre.

 

Se vuoi essere persuasivo, assicurati di aggiungere nel tuo discorso:

  • un pizzico di emozione

le emozioni umane sono tante. Qual è l’emozione prevalente che fa agire il tuo pubblico? Falla vibrare! Se presenti un prodotto per l’infanzia può essere la tenerezza. Un prodotto assicurativo? Timore-sollievo. Un progetto aziendale al capo? Ansia-smarrimento-sicurezza-controllo-tranquillità. Un viaggio? sorpresa, curiosità, emozione, avventura, eccitazione, pace (dipende dalla destinazione).

  • novità quanto basta

l’attenzione è sollecitata dalla sorpresa. Sorprendi, incuriosisci! Puoi farlo utilizzando metafore, immagini, dimostrazioni curiose.

  • intensità memorabile

non esiste una ricetta della memorabilità. Ci sono discorsi memorabili perché commoventi, perché originali, perché fanno sorridere, perché hanno ritmo o immagini spettacolari, perché lo speaker è intenso e autentico. Trova il tuo stile e lascia il segno!

 

Storytelling e contenuto emozionante, innovativo, memorabile

I fatti da soli non bastano, devi fare storytelling dice Vinod Khosla, imprenditore multimilionario. Nei discorsi persuasivi, il contenuto di quello che dici non può essere solo informativo. Fatti, date, descrizioni non bastano. Quando presenti qualcosa, l’essenziale è emozionare, coinvolgere, sollecitare l’attenzione e l’interesse delle persone.

Quando ero bambina, nonno Cencio raccontava tante storie di guerra. Erano storie di persone, delle difficoltà che avevano incontrato e di come ne erano usciti. Nonno Cencio era un grande narratore e arricchiva i suoi racconti di colori, odori, suoni. Per me era come vivere una grande avventura! A scuola, invece, la Storia mi annoiava mortalmente. Zero appeal. Ovviamente non dipendeva dalla Storia ma dal mio prof che presentava una sequenza di date, nomi e battaglie. Nessuna emozione per quegli eventi. Il racconto di nonno Cencio riusciva a farmi vivere lo smarrimento, lo sgomento, le speranze dei giorni di guerra. Hai provato anche tu ad annoiarti mortalmente a scuola?

Nonno Cencio e Steve Jobs hanno molto in comune. Il contenuto della loro narrazione ha queste caratteristiche:

  • è una storia di vita (c’è sempre una conseguenza nella vita delle persone)
  • è immaginativa, sollecita i cinque sensi (colori, suoni, sensazioni tattili, odori, sapori)
  • è empatica (fa percepire le emozioni in modo esplicito)
  • è sorprendente (un pizzico di humor, di suspance, di avventura, di inaspettato)   

Non esiste argomento che non possa essere presentato in modo emozionante, innovativo, memorabile. C’è qualcosa di meno sexy della statistica? Guarda in questo video come Hans Rosling è riuscito a presentare complesse analisi statistiche con l’impatto e il coinvolgimento di una cronaca sportiva. Mi ha divertito molto!

 

 

Le 3 caratteristiche di personalità dei grandi speaker

Il contenuto fa molto ma non è tutto. Come presenti fa la differenza. È una questione di modo di essere, di personalità e carisma.

Anche tu puoi diventare un grande speaker, se svilupperai le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi comunicatori:

  • passione

Il carisma è direttamente proporzionale alla passione.
I più grandi speaker trasudano passione per quello che presentano. Nella postura, nei movimenti, nella voce, nell’espressione del viso. Ti appassiona quello che presenti? Non trattenere la passione che ti anima, lasciala scorrere! È praticamente impossibile elettrizzare un pubblico senza essere intimamente appassionati.

  • autenticità

L’autenticità è un tratto comune a tutti i grandi comunicatori. Siamo tutti diversi, con energie e personalità uniche. I più grandi comunicatori si presentano come sono, autentici, anche nelle fragilità. Non sono formali. Sembra che parlino ad un gruppo di amici. Tutti i più grandi speaker parlano in modo diretto, semplice, confidenziale. Non c’è alcuna affettazione, non c’è distanza, altezzosità, presupponenza. Attenzione! L’autenticità non è la spontaneità. Non è l’improvvisazione. Il discorso sembra improvvisato ma nulla è più lontano dal vero!

  • preparazione

questo è un concetto molto importante. Per diventare autenticamente te stesso devi prepararti molto. Sembra una contraddizione, vero? Non è così. Mozart è nato talentuoso ma se non si fosse preparato molto (moltissimo!) non sarebbe Mozart come lo conosciamo. Non sarebbe diventato quello che era autenticamente e potenzialmente. Hai presente le presentazioni di Steve Jobs? Parla in modo così “spontaneo” che sembra stia improvvisando, vero? Nulla di più falso. Steve Jobs preparava i suoi discorsi con meticolosità maniacale. Provava decine di volte ogni dettaglio, ogni parola, ogni pausa di silenzio.

La pratica fa parte della preparazione. Più discorsi fai, meno tempo di preparazione ti servirà.

Se vuoi essere persuasivo, il tuo discorso dovrà essere emozionante, innovativo, memorabile. Dovrai esprimere passione, essere autentico, prepararti e provare più volte il tuo discorso. Sai quante presentazioni ho declamato davanti ad uno specchio? Prova!

 

 

 

Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena.

William Shakespeare

Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

Ti è mai capitato di uscire sconfitto da una presentazione? A me sì. Quando succedeva, me ne rendevo conto mentre parlavo. Più me ne rendevo conto, peggio andava. La mente si svuotava, la voce tremolava. Una frustrazione terribile, con un senso di inefficacia ed esposizione imbarazzante. Solo alla fine le idee migliori scintillavano nella mia mente (avrei potuto dire…, avrei potuto fare…, non avrei dovuto dire…). Ma ormai era andata.

Ti è mai successo?

storytelling e presentazioni

Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio

Sbagliare una presentazione può avere conseguenze sgradevoli. Il tuo progetto non vede la luce, il collega avanza di carriera al posto tuo, la tua leadership va in picchiata, il cliente ti liquida scegliendo un concorrente, il pubblico esce dal tuo webinar, il finanziatore non sceglie te. Anche la migliore delle idee cade nel vuoto, se è presentata male. Avevo circa 30 anni quando m’è suonata la sveglia. Facevo parte del consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Dovevo proporre progetti (convincendo il direttivo!) e tenere corsi di aggiornamento professionale sulla creatività. Ai primi flop ho deciso di fare qualcosa. Volevo coinvolgere l’aula, lasciare il segno, smetterla di agitarmi tanto prima di salire sul palco. Ho cominciato a prepararmi in modo serio. Ho frequentato corsi (anche di teatro!), ho osservato e studiato i migliori, ho letto molti libri, ho provato e riprovato. Oggi presento in sicurezza davanti a dieci o mille persone e ricordo con un sorriso la Paola di allora. In più di 15 anni e decine di libri, tre autori hanno rappresentato una svolta per me: Vladimir Propp prima, Carmine Gallo e Nancy Duarte più recentemente. Loro mi hanno dato gli strumenti più illuminanti per capire cosa hanno in comune i migliori speaker di sempre e quali sono le caratteristiche dello storytelling efficace. Voglio donarti tutto quello che ho scoperto, senza chiederti anni di ricerca e studio. 

Questo è il primo di una serie di articoli (troverai gli altri post qui).  Seguimi! ti passerò il distillato di quanto ho scoperto.  Avrai l’essenza dello storytelling, la potrai applicare con facilità e con risultati immediati. Le tue presentazioni e i tuoi webinar avranno una svolta definitiva. Le persone ti seguiranno perché avrai conquistato il loro interesse e la loro fiducia.  

La moneta del tuo business

Carmine Gallo ha scritto che le idee sono la moneta del XXI secolo. Nancy Duarte che le presentazioni sono la moneta di ogni business.

Mi piace fondere le due citazioni: la presentazione di idee è la moneta del business del XXI secolo. Leggilo più volte. Come un mantra. La-presentazione-di-idee-è-la-moneta-del-business-del-XXI-secolo. Oooom.

 

Le idee sono la moneta del XXI secolo

Carmine Gallo

 

Tutte le idee sono moneta? No.

Solo quelle in grado di migliorare la vita delle persone. Solo le idee che migliorano lo status quo e l’esperienza delle persone.

Tutte le presentazioni sono moneta? No.

Solo quelle che fanno entrare in risonanza il pubblico, creando identificazione e coinvolgimento. Quelle emozionanti, toccanti, illuminanti. Hai presente quando d’improvviso una cosa ti è chiara in tutta la sua evidenza? Si chiama aha! experience o eureka effect.

Per questo il webinar marketing porta a risultati tanto straordinari. Perché è il modo migliore per creare identificazione, coinvolgimento, risonanza con la tua idea. Da persona a persona. A centinaia di persone altrimenti non raggiungibili. Creando autorevolezza, fiducia, credibilità.

Tutti i webinar creano risonanza e business? No.
Solo quelli che sono preparati con una strategia consapevole. Quelli che usano un approccio narrativo, lo storytelling. Quelli in cui lo speaker ha uno modo di essere appassionato, coinvolgente, emozionante. Carismatico. Tutto il resto è noia.

La bella notizia è che chiunque può imparare, nessuno è nato carismatico. Neanche Steve Jobs. Nelle sue prime presentazioni era timido, impacciato, goffo. Ora è un modello per tutti, resta nell’olimpo dei migliori speaker di sempre.

Anche tu puoi diventare quello che oggi puoi solo sognare di essere. Tu puoi realizzare la versione migliore di te stesso, di te stessa.

Procediamo con il primo passo.

Lo storytelling aziendale nelle presentazioni

Perché dovrebbe interessarmi?   Ricorda! Chi ti ascolta ripete a se stesso questa domanda (anche inconsapevolmente). Mentre parli, minuto dopo minuto. Devi rispondere secondo dopo secondo, andando dritto al punto. Cosa interessa, sostanzialmente, alle persone? Stare meglio.
A meno che tu non sia un produttore di raddrizza-banane o un venditore di ghiaccio agli eschimesi, quello che proponi ha una qualche utilità e vantaggio nella vita delle persone.

 

Le presentazioni sono la moneta di ogni business

Nancy Duarte

 

La prima regola per uno storytelling efficace 

Come miglioro la vita delle persone? Quando prepari una presentazione, devi partire da questa domanda.
La tua idea, il tuo servizio, il tuo prodotto come migliorano la vita e  l’esperienza delle persone? Chi ti ascolta come vedrà cambiare la situazione attuale, se (e solo se) seguirà la tua idea? Queste domande sono fondamentali. Come migliori la vita delle persone a cui ti rivolgi? Rispondi seriamente perché dovrai parlare esattamente di questo. Non delle caratteristiche di quello che offri, né di quanto sei figo, né di quanto ne sai.

 

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Un esempio straordinario di storytelling

Vuoi un esempio straordinario?

Quando Steve Jobs ha presentato il primo ipod nel 2001, avrebbe potuto descrivere “la cosa”, il prodotto. Avrebbe potuto dire che Ipod ha una scocca in bicarbonato bianco ed alluminio, design minimale, mini HDD interno Toshiba da 5Giga.
Interessante! ma poco eccitante.

Quali parole ha usato, invece? Se posso dirlo, è una figata pazzesca! Sono migliaia di canzoni nella tua tasca...  Vita! non prodotto. Quando presenti, non descrivere le caratteristiche della “cosa” (potrai fornire materiale informativo a parte). Parla dei vantaggi e dell’impatto positivo sulla vita delle persone!

Questa è l’essenza dello storytelling. Non è raccontare storielle ma è avere un approccio narrativo e confidenziale, parlare di vita, di idee che migliorano l’esperienza delle persone.
Ma non finisce qui.

La tua esperienza, fonte preziosa di storytelling efficace

Prova a pensare alla tua esperienza. Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ti ha convinto a fare qualcosa? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a comprare qualcosa? Che ti ha fatto riflettere, spostando l’asse dei tuoi valori? Pensaci intensamente, torna a quel momento. Osserva con la memoria quella persona che è stata convincente per te. Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa è stato determinante nell’avere influenza su di te?
Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un predicatore, un venditore. Non è rilevante. Nella tua esperienza ci sono grandi insegnamenti.

 

Nel prossimo articolo parlerò di quali sono le caratteristiche comuni ai più grandi speaker carismatici. Scommettiamo che troverai corrispondenze perfette con le persone influenti nella tua vita?

Keep in touch!

Relatore Webinar: i 10 errori da evitare!

Ogni giorno assistiamo decine di clienti. La nostra missione è quella di rendere i loro eventi online un vero successo.

L’ingrediente fondamentale è la cura per ogni dettaglio: nulla deve essere lasciato al caso. Dalla landing page all’advertising, dalla preparazione della piattaforma prima della diretta alla cura del follow up: ogni cosa necessita il giusto grado di attenzione.

Oggi ti parlerò del relatore webinar e dei 10 errori che rischiano di rendere la presentazione un vero disastro.

relatore webinar

Immaginiamo di avere tutto pronto: la piattaforma è stata predisposta, un centinaio di utenti si sono iscritti al tuo webinar, manca pochissimo alla diretta.

Sei sicuro di essere davvero pronto?

Ecco 10 accorgimenti da non sottovalutare prima di una presentazione online.

 

1.Attento alla connessione!

“Mi collego dal parco, qui mi sento più rilassato!”, ecco come esordisce Mario.

Bene, se non fosse che la connessione è quella del cellulare. E a guardare bene, il display indica una sola tacca.

È vero che si può andare in trasmissione da qualsiasi posto, ma occorre che le condizioni minime siano soddisfatte. E la prima in assoluto è avere una buona connessione dati. Vuoi davvero che il tuo video si veda a scatti e che la tua voce si senta rotta e spezzata?

L’ideale sarebbe utilizzare una connessione via cavo Ethernet, ma in mancanza anche una connessione wireless stabile può andare bene.

Il mio consiglio è quello di effettuare un test di trasmissione almeno qualche giorno prima della diretta. Questo consente di prevedere eventuali problemi e di potervi porre rimedio, con il giusto anticipo. Arrivare direttamente il giorno del webinar, magari 5 minuti prima di avviare la trasmissione, potrebbe andare bene solo nel caso in cui avessi una webinar room impeccabile o… il giusto grado di fortuna!

Ma perché rischiare quando puoi prevenire spiacevoli inconvenienti?

 

  1. Mostrati in webcam!

Una presentazione non è solo una condivisione di contenuti: è creare un legame con ogni singolo partecipante, interagire direttamente con lui. E la prima condizione per riuscirci è quella di avere un contatto visivo:  vedere chi sta parlando e poter interagire con lui, accorcia le distanze e permette di creare un legame con il relatore webinar.

Certo, questo può risultare difficile: chiunque davanti ad un computer e ad una webcam può provare una certa sensazione di disagio, senza la possibilità di vedere i propri interlocutori. Ma il punto è: il tuo partecipante si sentirà davvero a proprio agio?

Una volta ho assistito da partecipante ad un corso online in cui il relatore webinar ha deciso di non mostrarsi in webcam. Ti assicuro che è stato un vero disastro! Ovviamente non è semplice, ma è un qualcosa che è possibile apprendere con lo studio e, soprattutto, la pratica.

Luca Vanin ha scritto il primo libro italiano sul tema, Public Speaking Online: un libro pensato proprio per chi vuole superare la “paura” affrontando questa sfida in modo professionale ed elegante, senza improvvisare e senza doversi pentire di errori commessi.

 

  1. Occhio alle spalle!

Anche in questo caso, nulla deve essere lasciato all’improvvisazione.

La webcam deve essere ben posizionata. Né troppo alta, né troppo bassa: deve essere all’altezza dei tuoi occhi.

E dietro di te? Sarebbe preferibile uno sfondo monocromatico. Se hai un logo o un bel quadro, va benissimo, ma stai attento a che non entri nessuno nell’inquadratura.

Non vorrei ti capitasse come quella volta in cui il relatore webinar era in ufficio e il suo collega passeggiava dietro di lui, fermandosi davanti allo schermo e chiedendogli “Ma cosa stai facendo di bello?”.

 

  1. Attento ai rumori!

Un luogo di trasmissione silenzioso è estremamente importante per permettere ai partecipanti di vivere un’esperienza memorabile.

Rumori improvvisi o di sottofondo potrebbero impedire ai partecipanti di sentire la tua voce, oltre a distrarti dalla presentazione.

Dunque, prima di cominciare accertati che non ci siano finestre aperte e che tutti sappiano che sei in diretta in modo da non entrare all’improvviso o non fare rumori molesti.

Se c’è un telefono nella stanza ti suggerirei di metterlo offline.

  1. Prenditi cura di ogni partecipante!

Bene, la webcam è settata. Non c’è nessuno in giro. I tuoi partecipanti sono lì, dentro la tua stanza. Ti stanno ascoltando, sono lì per te.

Guardali, parla direttamente con ognuno di loro. Per farlo devi avere lo sguardo dritto alla webcam.

Se hai degli appunti sulla scrivania, prova a guardarli con la coda dell’occhio. Se hai due monitor accertati di guardare quello giusto.

Il partecipante deve sentire che per te è la persona più importante. Sei lì unicamente per lui.

 

  1. Utilizza la Chat!

Lo so, magari starai pensando che è difficile parlare direttamente con i partecipanti se non puoi vederli o sentirli. Ma c’è uno strumento che può aiutarti: si chiama “chat”.

Pensaci: se nel tuo webinar fossero presenti 500 partecipanti, permettere a tutti di parlare e aprire la webcam creerebbe davvero una situazione di confusione!

La chat, invece, ti permette di interagire in tempo reale con ogni partecipante. Basta porre delle domande alle quali rispondere in diretta durante il webinar.

 

  1. Parola d’ordine: interazione!

Il rischio di risultare noiosi è sempre dietro l’angolo, ma per fortuna è possibile evitarlo. Come?

  • Prepara la tua presentazione, non improvvisare
  • Cerca di fare delle pause
  • Fai domande
  • Attiva i partecipanti e chiamali per nome
  • Ogni tanto cambia il tono della tua voce

Non vorrai mica che i tuoi interlocutori si addormentino sulla tastiera, vero?

 

  1. Occhio alle slide!

Una presentazione efficace necessita di slide efficaci. 

I contenuti sono importanti, certo, ma saperli presentare mantenendo alta l’attenzione non è sempre facile.

Ottimizzare la propria strategia di presentazione significa preparare le slide per il webinar con una logica particolare. Significa raccontare una storia che fornisca dati utili all’audience e che li guidi durante tutta la presentazione.

Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qui.

 

  1. Rilassati!

Siamo pronti per cominciare ed è normale avere un po’ d’ansia. Non preoccuparti…rilassati!

Per qualunque problema durante la trasmissione ci sarà uno dei nostri Webinar Manager a supportarti.

Tu goditi solo la diretta e approfitta di ogni momento.

Ricorda sempre di avere a portata di mano un bicchiere d’acqua, qualora ti venisse sete o avessi bisogno di una scusa per una breve pausa (non bere direttamente dalla bottiglia, please!).

E se avessi bisogno di giocare con qualcosa, prendi quella pallina antistress che hai sul tavolo. No, non quello: giocare con il jack del microfono non è l’ideale, rischi di disturbare l’audio dei tuoi partecipanti!

 

  1. Non premere quel pulsante!

In qualsiasi piattaforma c’è la possibilità di premere un pulsante e terminare la trasmissione. Di solito è rosso e non a caso: a non stare troppo attenti si rischia di premerlo e chiudere il webinar per tutti.

Sai cosa vuol dire? Che magari eri nel bel mezzo della tua presentazione e giusto in quel momento…puff, il webinar termina e lasci tutti i tuoi partecipanti con il dubbio di come sarebbe andata a finire!

 

Bene, adesso dovresti essere pronto per andare in diretta.

Se seguirai questi consigli non dovresti avere alcun problema. E, magari, dopo la trasmissione potresti anche raccontarci come è andata. Saremo felici di conoscere la tua esperienza!

7 trucchi per apparire al meglio nelle videoconferenze

Webinar gratuiti, videoconferenze, riunioni online, formazione a distanza: basta davvero una piccola preparazione per apparire al meglio in ognuna di queste occasioni. E anche molte di più!

videoconferenze

 

L’esperta di etiquette Jacqueline Whitmore ha applicato la sua esperienza al mondo della video-comunicazione online dal vivo e creato un articolo per la rivista Entrepreneur dove regala 7 consigli per una perfetta presenza in webcam (7 essentials for looking your best in Video Conference Calls)

Vediamoli nel dettaglio:

Illumina l’ambiente

La luce e la sua angolazione sono importanti durante una video conferenza esattamente come per uno shooting fotografico.

Come regola generale, evita luci fluorescenti, che possono proiettare ombre. Evita anche luci sopra la testa: possono creare ombre scure sotto gli occhi e accentuare eventuali occhiaie.

Posiziona la tua fonte di luce primaria dietro alla tua webcam. In questo modo, la luce e la webcam puntano nella stessa direzione.

Per un effetto migliore puoi anche utilizzare due luci dietro alla camera, una a destra e una a sinistra.

Importante: per un’immagine migliore la webcam deve essere posizionata al livello dei tuoi occhi. Se stai usando un portatile, mettici qualcosa sotto per sollevarlo fino a che i tuoi occhi non sono allo stesso livello della webcam.

Scegli uno sfondo neutro

Che tu sia a casa o in ufficio, assicurati che il tuo sfondo sia professionale. Nel meno sta il più: qualsiasi oggetto come quadri, cornici con foto di parenti e amici possono essere un elemento di distrazione per la persona che stai incontrando virtualmente. Lo stesso vale per tutte quelle cose che ti fanno sembrare poco professionale.

Consiglio: siediti alla tua scrivania e fai uno screenshot dalla webcam per vedere come gli altri vedono il tuo sfondo. Rimuovi tutti gli oggetti sul tuo muro o la tua scrivania che possono far distrarre dal bran della tua compagnia.

Considera l’idea di designare un muro del tuo ufficio o di casa tua come “muro della tua azienda”.

Vestiti al meglio

Evita righe e fantasie e scegli le tinte unite: una fantasia troppo lavorata potrebbe creare fastidiosi effetti video.

Elimina le distrazioni

Se hai animali, bambini e parenti per casa, ricordati sempre di avvisare che sei in diretta online e, se puoi, chiudi la porta della stanza dove ti trovi: in questo modo eviterai di essere interrotto o di trasmette in diretta urla e litigi di chi si trova intorno a te.

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Usa i tuoi appunti con strategia

Se hai bisogno di buttare un occhio ad alcuni appunti durante la tua video conferenza, scrivili su un foglio di carta e attaccali accanto alla tua webcam. Questo può aiutarti a stare sul sentiero nel caso diventi nervoso e il tuo sguardo non si allontanerà mai dalla webcam.

Mantieni il contatto visivo

Quando parli ricordati di guardare direttamente in camera: in questo modo sarà come guardare negli occhi il tuo interlocutore. Non farti distrarre dalla tua immagine o dalla webcam di chi parla con te.

Assicurati la miglior qualità audio e video

Se fai numerose videoconferenze, considera nell’investire in microfoni e webcam diversi da quelli integrati del tuo pc. Puoi trovare i migliori strumenti da utilizzare in questo articolo: https://www.webinarpro.it/2016/08/attrezzatura-webinar-strumenti-che-fanno-per-te/

La pratica rende perfetti: segui questi consigli e vedrai che in poco tempo raggiungerai un risultato professionale!

Se vuoi leggere l’articolo originale, puoi farlo da qui: https://www.entrepreneur.com/article/294107

… Segui WebinarPro per migliorare le tue videoconferenze!

Lo ammetto, questo consiglio non è di Jaqueline Whitmore: ma se vuoi rimanere sempre aggiornato sui webinar, videoconferenze, smart working, public speaking online e vendita online, registrati alla nostra newsletter da qui! 

Neuromarketing e Public Speaking Online: offri ai tuoi partecipanti un’esperienza irripetibile!

Ti sei lanciato da poco nel mondo dell’online e a fatica stai incominciando a muovere i primi passi, hai preso parte a diversi webinar come partecipante, ma come relatore non hai ancora un gran successo.

Il tuo pubblico si annoia, molti partecipanti abbandonano le tue conferenze a metà. 

Hai un dubbio che ti attanaglia, nella tua mente continuano a comparire le parole: “ma dove sto sbagliando!?

Ecco, se ti riconosci nella descrizione allora questo articolo fa proprio al caso tuo: voglio darti una soluzione ai tuoi problemi!

E’ molto più semplice di quello che pensi: ti basta applicare i principi del neuro-marketing al Public Speaking Online e i tuoi partecipanti vivranno un’esperienza unica, ma soprattutto utile!

presentare online

Presentare online: cos’è il neuromarketing

Sono certa che in questo momento stai strabuzzando gli occhi davanti a queste parole e penserai che le neuroscienze e il successo dei tuoi eventi siano connessi tra loro come i cavoli a merenda.

Ma non è così! Intanto, iniziamo a capire in cosa consista il neuromarketing.

Il termine è un neologismo che è stato coniato in seguito all’applicazione delle neuroscienze ai processi decisionali e alle decisioni di acquisto.

Il neuromarketing sfrutta le scoperte delle neuroscienze per capire quali canali di comunicazione siano più efficaci per stimolare l’acquisto.

Come applicare il neuromarketing al Public Speaking Online

Come può esserti utile nelle tue presentazioni?

Il neuromarketing è la tua salvezza: dopo aver letto questo articolo riuscirai ad organizzare meglio le tue presentazioni e il tuo pubblico sarà incollato davanti allo schermo.

Il messaggio che trasmetti deve influenzare il sistema emotivo, percettivo, valutativo e comportamentale del tuo pubblico.

Vediamoli insieme nel dettaglio.

Pain
Per prima cosa, il messaggio deve mettere in evidenza il Pain, in pratica devi far capire al tuo ascoltatore che ha bisogno di qualcosa e che ne ha sempre avuto bisogno, ma fino ad ora non lo sapeva.

Claim
Dopo aver creato il pain nel tuo pubblico, devi pensare ad un Claim, cioè lo slogan e quello che vuoi trasmettere.

Gain
La parte più difficile: il tuo messaggio deve trasmettere le potenzialità di guadagno che chi ti ascolta potrebbe ottenere se mette in pratica la tua soluzione.

Old Brain
Da ultimo, devi inviare il messaggio all’Old Brain, ovvero la call-to-action, l’invito a fare qualcosa.

Presentare sul Web: come organizzare i tuoi contenuti

Il percorso logico di una presentazione sul web perfetta?

In primo luogo devi trovare il problema da cui partire, il bisogno dei tuoi partecipanti e devi far in modo che essi si identifichino con la situazione critica di cui stai parlando.

In questo modo risvegli l’attenzione del tuo pubblico e riuscirai a tenerla alta per tutta la durata dell’evento.

Ora che i tuoi partecipanti sono “tutti orecchie” è il momento di spiegare loro la tua proposta, il tuo claim, e sottolineare quale gain potrebbero trarre adottando la tua soluzione.

Ricorda: i gain possono essere di due tipi, o riduzione del dolore o aumento del piacere.

Alla fine devi lanciare il messaggio finale così che spinga all’azione i tuoi partecipanti e fare in modo che scelgano la tua proposta.

Presentare online: il Public Speaking applicato al web

Devo ammetterlo: parlare sul web non è semplice.

Trovarsi davanti ad una webcam, soprattutto le prime volte, è una sfida impegnativa.

Le preziosissime nozioni di neuromarketing che ti ho dato sono un’ottima guida per preparare presentazioni efficaci.

Ma posso farti fare il passo avanti: scoprire tutti i segreti del public Speaking Online in un webinar gratuito. Rimani aggiornato sul nostro calendario dei webinar gratuiti qui

 

Engagement nei webinar: come coinvolgere e convertire i partecipanti

La caratteristica più potente dei webinar è la diretta. La differenza tra un webinar vincente e un totale fallimento sta nella capacità di sfruttare le potenzialità della diretta.

Prova a pensarci.

Hai proposto un tema, si sono iscritti in 185. Un vantaggio pazzesco! Ti trovi nella migliore condizione: chi si iscrive è già interessato a te e ha scelto di dedicare un’ora del suo tempo a qualcosa che ritiene possa migliorare la sua condizione, risolvere un suo problema, rispondere a un suo bisogno.

Vuoi farti sfuggire questa occasione?

La tua proposta di valore può soddisfare le aspettative di molte persone. Quelle persone sono lì davanti a te. Calde.

Non farle raffreddare!

webinar

Le persone vogliono sentirsi protagoniste.

Le persone non vogliono subire passivamente una serie di informazioni. I partecipanti ad un webinar desiderano vivere un’esperienza intensa e piacevole. Apprezzano sentire che sai metterti dal loro punto di vista, comprendi i loro bisogni e le loro difficoltà. Desiderano sentirsi coinvolti, partecipare, avere la possibilità di chiarire dubbi.

Il segreto di un webinar efficace è mantenere alta l’attenzione, muovere la giusta energia, interagire con i partecipanti che sono presenti in diretta. Sono loro i veri protagonisti del webinar!

Non è il numero dei partecipanti a fare la differenza ma la loro reale e concreta motivazione a prendere parte all’esperienza e a fidarsi del relatore

Luca Vanin – Fabio Ballor, Webinar Professionali, Hoepli

In questo articolo ti spiego come fare webinar memorabili e come tenere i tuoi partecipanti incollati al monitor dall’inizio alla fine. Presenti, interessati, attivi, coinvolti, convinti! Tutto questo si traduce in una parola: engagement (ingaggio, coinvolgimento).

È uno dei segreti più importanti del Public Speaking Online. Scoprirai che puoi attivare leve che vanno ben oltre la sessione di domande e risposte.

Il bello della diretta

In tempo reale, tu hai la possibilità di convincere centinaia di persone che sei una persona competente, autorevole, degna di fiducia. Se si fideranno di te, ti seguiranno dove tu li vorrai portare.

Molti webinar falliscono miseramente, perdendo fino al 50% dei partecipanti nel primo quarto d’ora. Perché? Te lo spiego tra poco.

Qual è il vantaggio?

Qualunque sia la finalità del tuo webinar (webmeeting, videoconferenza, e-learning, web training, webinar marketing, vendita online ecc.) devi sempre ricordare che:

  • Tutti devono avere qualche vantaggio (imparare qualcosa, scoprire una nuova soluzione, riflettere su nuove prospettive ecc.)
  • Tutti devono sentirsi a proprio agio
  • Tutti devono fare un’esperienza soddisfacente

I must del relatore webinar

Innanzitutto devi essere pienamente consapevole che il webinar è un momento di incontro tra esseri umani. Dovrai essere tu a governare la barriera costituita dal computer. Con alcuni accorgimenti potrai neutralizzare le distanze, avvicinarti ai partecipanti e creare un ambiente caldo e piacevole per tutti.

  • Fissa la webcam e immagina di parlare ad un volto a te caro
  • Dietro alla webcam ci sono persone: chiamale per nome!
  • Sorridi, cerca di essere gentile e accogliente come quando ricevi ospiti a casa tua
  • Cerca di essere semplice e informale, anche se presenti temi molto importanti
  • Fatti affiancare da un’altra persona. Potrebbe presentarti, gestire le domande ed eventuali problemi tecnici dei partecipanti

Conduttore, relatore, staff tecnico: un webinar professionale può essere molto affollato. Puoi trovare un approfondimento sui diversi ruoli nei webinar in questo articolo.

I 5 livelli di partecipazione ad un webinar

Sicuramente vuoi realizzare webinar che mantengono alta l’attenzione, stimolano l’interesse, ottengono risultati in termini di conversione. Vuoi che molti partecipanti facciano quello che ti aspetti (aderire a un’idea, scaricare un file, apprendere qualcosa, prenotare un servizio, fare un acquisto, iscriversi ad una newsletter ecc.). Partecipazione e conversione sono strettamente correlate. Quali sono i livelli di partecipazione? Quali convertono di più?

  1. Partecipante proattivo: pone domande, fa emergere spunti, presenta punti di vista
  2. Partecipante attivo: è attento, ascolta, pone qualche domanda
  3. Partecipante reattivo: segue ma pone domande solo se sollecitato, reagisce con fatica agli input.
  4. Partecipante passivo: non risponde, non scrive, non pone domande
  5. Partecipante annoiato: per nulla coinvolto, disinteressato, abbandona il webinar

I primi due (partecipanti attivi e proattivi) sono quelli che hanno la più alta percentuale di conversione.

Fai parte di quegli speaker che temono come il fuoco le domande e l’interazione? Ripensaci!

Ricordati che sei tu il relatore: le persone percepiscono questo ruolo e lo rispettano. Inoltre nessuno ha passato le ultime settimane a prepararsi, come hai fatto tu. Quindi keep calm e non temere le domande. Se vuoi portare a casa qualche risultato (se vuoi convertire) devi cercare di stimolare il tuo pubblico a raggiungere i livelli 3, 2, 1.

Perché i partecipanti abbandonano i webinar

Lo sapevi che quasi metà degli iscritti ad un webinar neanche si presenta in aula? I motivi sono diversi: scarsa motivazione, semplice dimenticanza, sovrapposizione di impegni. Chi entra in un webinar è quindi un prospect (persona realmente interessata, cliente potenziale) molto prezioso perché motivato e attento al tema che proponi.

Tenere il maggior numero di persone fino alla fine è un obiettivo e un parametro di successo del tuo webinar. Molti webinar perdono fino al 50% dei partecipanti nel primo quarto d’ora. Vediamo le ragioni più frequenti di questo fallimento.

  • Cattiva connessione (problema del partecipante)
  • Benchmark (il partecipante è solo un concorrente che vuole farsi un’idea)
  • Bassa qualità audio-video di trasmissione (problema del relatore)
  • Aspettative deluse (il livello dei contenuti è stato comunicato o compreso male)
  • Presentazione deludente, poco curata, disordinata (scarsa progettazione e bassa professionalità)
  • Stanchezza (eccessiva durata del webinar)
  • Noia, basso coinvolgimento, senso di esclusione (autoreferenzialità, assenza di interazione e coinvolgimento)

Come vedi, alcune ragioni possono essere indipendenti da te. Ma puoi fare moltissimo sulle altre leve di successo. Una delle più importanti è quella di coinvolgere i partecipanti e farli sentire protagonisti dell’esperienza che stai proponendo.

Come facilitare l’engagement in un webinar

I migliori webinar sono quelli che sanno coinvolgere, stupire, emozionare e fanno sentire vivi ed energici i partecipanti. Ecco alcune indicazioni per raggiungere questo obiettivo.

 

Fase uno – Accoglienza

L’accoglienza è il primo biglietto da visita del webinar. Moltissime persone abbandonano subito l’aula se non sono convinti a colpo d’occhio. Una buona accoglienza predispone ad un atteggiamento di apertura e fiducia.

Accoglienza multimediale. Prima che inizi il webinar (10-30 minuti in anticipo), i partecipanti cominciano ad entrare. Puoi intrattenerli. Scambia due parole via chat, fai vedere una prima slide, chiedi loro di fare qualcosa (compilare, leggere qualcosa, vedere un video, visitare una pagina web)

Housekeeping. Saluta con calore e scambia convenevoli (Benvenuti! Sentite e vedete tutti bene? Tra pochi minuti comincia il webinar…)

Icebreaker (rompighiaccio). Inizia la trasmissione. Devi allentare la tensione, avvicinare i partecipanti, aiutarli a familiarizzare con la tecnologia, devi favorire gli scambi e le interazioni successive. Dedica due-tre minuti ad attività per rompere il ghiaccio. Ti consiglio questo post per avere belle idee.

 

Fase due – Avvio

La fase di avvio richiede di chiarire alcuni aspetti importanti dell’evento. Dovrai svolgere una serie di rituali molto importanti perché offrono la sensazione di partecipare ad un evento di valore, ben organizzato. Questo momento predispone positivamente l’attenzione e la partecipazione di tutti.

Se siete due è meglio. Se è possibile, avviate il webinar in due: uno sarà il conduttore, l’altro il relatore. Questo facilita lo scambio delle prime parole e crea un clima positivo molto professionale.

Spiega la struttura interattiva dell’evento. Sembra banale ma non lo è. Non tutti hanno confidenza con la tecnologia e molti potrebbero farsi scrupoli di potersi permettere di prendere iniziative. Spiega come chattare, come alzare la mano, come eventualmente attivare il microfono o la webcam, come rispondere ai sondaggi. Passa le informazioni in base agli strumenti che hai deciso di mettere a disposizione. Pochi minuti saranno sufficienti per mettere le persone a proprio agio.

Riassumi le regole del gioco. A seconda della struttura del webinar e dei suoi scopi, potrai cambiare le richieste e i limiti per i tuoi partecipanti. Chiarisci in modo semplice cosa possono e non possono fare i partecipanti, è molto importante!

Da dove siete collegati? Per favorire l’approccio alla chat, dimostra interesse nei confronti dei partecipanti. Fai una-due domande per iniziare un dialogo con loro. È il vostro primo webinar? Come siete venuti a conoscenza di questo webinar? Da dove siete collegati? Ad esempio.

Breve analisi delle aspettative. La domanda Cosa vi aspettate di portare a casa? permette di correggere aspettative non realistiche ed evitare delusioni. Non farti sfuggire l’opportunità di informare su eventuali webinar successivi, su argomenti specifici emersi nelle aspettative oppure su un diverso livello di approfondimento.

Introdurre il relatore. L’ideale è che ci sia qualcuno (conduttore) che presenta il relatore, valorizzando il suo ruolo e la sua autorevolezza.

Dare ufficialmente il via al webinar. Il relatore comincia e si avvia la registrazione.

 

Fase tre – Presentazione

Cosa puoi fare per rendere fluida, energica e vivace una presentazione? Come creare il giusto clima perché le persone possano apprendere, partecipare, lasciarsi coinvolgere, condividere? WebinarPro è specializzata anche nel Public Speaking Online. Organizziamo corsi e offriamo consulenze individuali per apprendere a parlare in pubblico di fronte ad una webcam.

Esattamente tra una settimana Luca Vanin, presidente di WebinarPro e autore del libro Public Speaking Online, sarà ospite della Casa Editrice Flaccovio a Palermo per parlare del tema.

Qui ti svelerò alcune basi che puoi applicare subito, a partire dal tuo prossimo webinar. Segui questi consigli e fammi sapere com’è andata!

45 minuti. Progetta il tuo webinar per una durata di 45’ – 1 ora al massimo.

15 minuti. Questa la durata di un “blocchetto” di presentazione. Poi interagisci.

5 minuti.  Ogni cinque minuti deve succedere qualcosa. Un cambio di ritmo, un’informazione particolarmente sorprendente, una pausa ad effetto.

1-2 minuti. Cambia slide con un buon ritmo, sempre diverso. Questo riattiva l’attenzione.

Slide curate. Il materiale visivo dev’essere impeccabile. Pochissimo testo, immagini coinvolgenti. Semplicità, eleganza, essenzialità.

Chiedi un’anticipazione. Rendi le persone partecipi per scoperta! Ad esempio, presenta un problema e chiedi loro una possibile soluzione, prima di proporre la tua.

Q&A. Distribuisci i momenti dedicati alle domande durante tutto il webinar. Aiuterà a tenere alta l’attenzione e frizzante la partecipazione.

Attivazione. Fai fare loro qualcosa! Esercizi, esplorazioni online, sperimentazioni in diretta.

Loro protagonisti. Facilita la condivisione di esperienze personali, di esempi e racconti specifici. Se li rendi protagonisti, loro ti renderanno leader. Se rispondi ai loro bisogni, loro ti seguiranno.

Testimonianze. Se c’è qualche partecipante interessante, puoi dare l’autorizzazione al microfono e alla webcam ma attenzione! Che sia un intervento breve, di pochi minuti.

Chiedi feedback. Come sta andando? Lo puoi chiedere in molti modi: con un sondaggio, con una risposta in chat, con un emoticon.

Sondaggi. Puoi utilizzarli per diversi scopi: alleggerire il ritmo, far partecipare le persone, conoscere il loro parere, riattivare l’attenzione, veicolare un messaggio. Ti consiglio di usare i sondaggi con parsimonia. Richiedono abbastanza tempo. Molti partecipanti preferiscono, invece, approfondire l’argomento per cui stanno partecipando. Una buona idea è quella di tenere gli esiti visibili solo a te, in modo che tu possa ingaggiare i partecipanti nella previsione dei risultati.

Dono. Non dimenticare di offrire un dono come conduttore e come relatore. Un link particolarmente interessante, una risorsa gratuita, un tool utile per i tuoi partecipanti.

 

Cosa ne pensi? Hai provato ad applicare queste indicazioni? Lascia un commento e condividi questo post.
Se ancora non l’hai fatto, registrati qui. Sarai aggiornato sui prossimi articoli in uscita, sulle iniziative e promozioni WebinarPro.

Se vuoi sapere qualcosa di più sul workshop di settimana prossima di Luca Vanin sul tema Public Speaking Online, scrivi una mail a info@webinarpro.it
Saremo felici di conoscerti.

 

Come vuole sentirsi un partecipante webinar?

Vivo ed energico, piacevolmente incuriosito e attento. Soddisfatto di avere vissuto un’esperienza da raccontare.

Public Speaking Online: nove regole da conoscere

Hai mai sentito parlare di Public Speaking Online?

Una cosa è sicura: avrai già notato che il termine deriva dalla combinazione di tre differenti termini inglesi.

Public, Speaking e Online.

public speaking online

Probabilmente, la disciplina del Public Speaking ti è sicuramente nota: si tratta del processo con cui si comunica ad un’audience, ad un gruppo di persone.

E Online? 

Con Public Speaking Online si intende un insieme di tecniche e strategie che permettono di comunicare efficacemente online e di presentare le proprie idee nel mondo del web e della comunicazione via internet.

Quando ti serve il Public Speaking Online? E’ indispensabile se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Devi condurre un evento online dal vivo ed entrare in sintonia con il tuo pubblico distruggendo il muro della distanza
  • Hai bisogno di ottimizzare la tua voce e la tua immagine per essere persuasivo e trasmettere professionalità

Public Speaking Online: le regole

Così come nel Public Speaking, anche nel Public Speaking Online esistono delle regole.

Il discorso perfetto è quello in grado di suscitare consenso nel pubblico: questo avviene grazie alla logica e alla retorica.

La logica in un discorso è l’aspetto più importante, per farla emergere basta seguire queste regole: 

  1. Riportare esempi, dati, statistiche
  2. Tenere discorsi semplici e lineari, che siano facili da seguire ed ascoltare
  3. Capacità di presentare contenuti in forma narrativa, catturando l’attenzione con l’uso di metafore

Anche per la retorica esistono 6 regole base per parlare in pubblico che ti permettano di realizzare un discorso di successo:

  1. Devi trasmettere sicurezza attraverso la voce, il linguaggio del corpo (sì, esiste anche nel public speaking online) e lo sguardo
  2. Usa i supporti visivi come le foto, i disegni e i grafici
  3. Fai domande retoriche o domande (aperte o chiuse) al tuo pubblico
  4. Crea delle pause per ottenere l’attenzione nei punti più importanti del discorso
  5. Per rafforzare il messaggio aiutati con la gestualità
  6. Ripeti frasi o parole chiave

Segui queste regole come se fossero una Bibbia, il tuo discorso ne gioverà e il messaggio che vorrai trasmettere arriverà diretto al tuo pubblico.

Con il tempo tutti questi meccanismi diventeranno automatici e grazie a questi piccoli trucchi vedrai chiaramente la differenza nel tuo modo di comunicare.

Le tecniche del Public Speaking Online

Ci siamo, hai preparato tutto: il tuo discorso e la scaletta dei tuoi contenuti. 

Ma sono sicura che stai per essere colto da un attacco di panico per la paura di non essere all’altezza.

Cosa fare? Niente paura, per tua fortuna esistono delle tecniche, che amo chiamare “trucchetti del mestiere”, che chi fa abitualmente Public Speaking Online conosce bene.

 

Regola d’oro: per avere successo con il tuo pubblico, devi prima conquistare te stesso!

Esatto, rilassati, metti da parte la tensione e goditi il fatto che i tuoi partecipanti abbiano scelto proprio te: allontana l’ansia, mostrati sicuro di te e realizza il tuo evento.

 

In secondo luogo cura la tua immagine: hai presente il detto “l’abito non fa il monaco”? Non è vero, lo fa eccome!

Devi avere un aspetto pulito, ordinato e professionale. Non dimenticare che il sorriso è sempre un ottimo biglietto da visita.

 

Stai attento all’ambiente dove decidi di realizzare il tuo evento online: assicurati che la location alle tua spalle sia ordinata e attinente con il tuo discorso. 

Ma soprattutto assicurati di chiudere la porta dell’ufficio dal quale trasmetti: il risultato potrebbe essere questo!

 

 

Insomma assicurati che tutto sia in ordine, ma soprattutto padroneggia la scena, fai vedere di essere il centro dell’evento.

Public Speaking Online

Impara a muoverti, ricorda sempre che devi rimanere dentro all’inquadratura della webcam, quindi avrai un range limitato di posizioni e movimenti possibili.

Fai le prove prima che inizi l’evento per vedere come stai meglio nell’inquadratura.

Public speaking online: tu e i partecipanti

Ora sei pronto, stai per iniziare il tuo evento online! Un ultimo suggerimento: anche per gli eventi online esiste una netiquette. 

Prima regola: anche se non sono fisicamente davanti a te, quando inizi la trasmissione ricorda di salutare i partecipanti e ringraziali per la loro presenza.

Cerca sempre di coinvolgere il più possibile i tuoi partecipanti e allontana la distanza che si crea tra te e loro.

Se hai del materiale da offrire e su cui i tuoi partecipanti devono seguire o prendere appunti, preparalo prima dell’inizio dell’evento.

Scrivi l’essenziale nelle slide. Se vuoi, puoi aggiungere qualche appunto nelle note. 

E mi raccomando, non improvvisare!

Ne vuoi di più?

Ti ho fatto assaggiare cosa significare fare Public Speaking Online. E scommetto che ora hai una gran fame!

Mercoledì 12 Aprile Luca Vanin sarà ospite della Flaccovio per un workshop sul Public Speaking Online dove approfondirà tutte le tematiche di cui ti ho parlato in questo articolo.

MERCOLEDI 12 APRILE, 18:00 – 20:00

WORKSHOP: PUBLIC SPEAKING ONLINE

PUNTO FLACCOVIO, Palermo. O Online via webinar!

Public speaking: i quattro segreti per presentare il tuo evento

Oggi ti racconto 4 strategie di public speaking per aprire la tua presentazione e creare un legame con i tuoi partecipanti.

Un paio di settimane fa abbiamo visto qualche piccolo trucchetto per rompere il ghiaccio applicato alle presentazioni online (se non l’hai già fatto leggi l’articolo “Presentare eventi online: scalda la platea con gli icebreaker“).

Oggi invece voglio estendere il panorama al public speaking consigliandoti un testo molto semplice e, allo stesso tempo, completo: “I 4 segreti per rompere il ghiaccio e affascinare il pubblico” di Giancarlo Fornei.

public speaking online

Public speaking: le tecniche di Giancarlo Fornei

Fornei propone quattro tecniche da applicare in ogni contesto per rompere il ghiaccio e simpatizzare immediatamente con chi ti sta ascoltando.

Te le spiego in modo sintetico:

  • APRI CON UNA DOMANDA
    Apri la tua presentazione con una domanda ad alto impatto, aperta, che spinga le persone a entrare nel giusto stato d’animo: cerca di attivare curiosità e, soprattutto, il bisogno di una conferma o di una risposta da parte di un esperto (tu!).
  • APRI CON UNA STORIA O UNA CITAZIONE
    Lo storytelling è estremamente efficace in tutti i contesti formativi e comunicativi, soprattutto online, quando c’è bisogno di avere la conferma che dall’altra parte ci sia un essere umano reale.

    Fornei consiglia di restare sotto i tre minuti, ma come hai imparato nell’articolo di due settimane fa, quando si parla di presentazioni online meglio sotto i due minuti. Se invece preferisci una citazione, fai in modo di usarne una originale e poco conosciuta. Oppure, se vuoi andare sul classico, a quelle citazioni molto conosciute, aggiungine un pezzo tuo (dichiarandolo, ovviamente) o di un altro autore.

    Fai in modo di dimostrare che maneggi l’argomento, non la frasetta.

  • APRI CON UNA METAFORA
    La metafora è uno strumento di comunicazione potentissimo: usare immagini, sensazioni ed emozioni riesce a smuovere dal profondo le convinzioni delle persone. La metafora può essere ad esempio una storia divertente, o con un esito inaspettato e inconsueto, che permetta di passare ai contenuti veri e propri, spiazzando i partecipanti.
  • APRI CON UN SILENZIO
    È la più difficile di tutte, soprattutto online, dove la gestione dello sguardo, dei tempi, delle azioni è molto più specifica e complessa rispetto al public speaking tradizionale. Iniziare con 4-5 secondi di silenzio, sorridendo e fissando la webcam, non è da tutti: è una tecnica potentissima, ma delicata nell’ambito della comunicazione online.

Ora puoi dirlo: non hai davvero più segreti su come aprire perfettamente una presentazione!

Presentare eventi online: scalda la platea con gli icebreaker

Ormai è matematico: quando ho bisogno di ripassare (o imparare!) qualcosa sul presentare eventi online, corro subito ad aprire la mia copia di Public Speaking online. E vado sul sicuro.

Oggi voglio parlarti di come avviare una presentazione con gli icebreaker.

Icebreaker: la definizione è semplice e richiama la traduzione letterale “rompere il ghiaccio”.

Quando si parla di presentare eventi online è fondamentale aprire l’evento nel migliore dei dei modi, con un’entrata elegante, professionale e stimolante.

presentare eventi online

Presentare eventi online: gli icebreaker

Gli icebreaker sono un ottimo modo per avviare la presentazione, scaldare la platea, attivarne l’apprendimento e l’attenzione e partire con l’evento vero e proprio.

Nel public speaking online possiamo usare icebreaker basati sulla tecnologia messa a disposizione sia dalle piattaforme webinar sia da internet!

Attenzione: queste tipologie di attività non devono superare i due minuti complessivi. Il rischio è di non rispettare la tua scaletta e di togliere tempo ai tuoi contenuti!

Ecco un elenco di icebreaker semplici, sperimentati e garantiti al 100%:

  • SONDAGGIO
    Quanto ne sanno i tuoi partecipanti sull’argomento che stai per esporre? Cosa si aspettano di imparare? I sondaggi sono presenti in quasi tutte le piattaforme webinar: se configurati a risposta multipla, sono veloci da somministrare e ti permettono subito di conoscere in tempo reale qualcosa dei tuoi partecipanti.
  • DOMANDA APERTA
    Se è prevista una chat o uno spazio domande, puoi chiedere di esprimere un timore, un atteggiamento, un desiderio legati all’argomento in una sola parola e scriverlo in chat. In caso di chat chiusa, ossia non pubblica, sarai tu a leggere e condividere le risposte man mano che vengono scritte.
  • IL GIOCO DEL “COSA FARESTI SE…”
    Un gioco classico, amato dai bambini ma anche dagli adulti sognatori. E un ottimo icebreaker. Il suo vantaggio è quello di predisporre ad aprire la mente e a entrare in sintonia con il tema e con te. Il “se…” deve essere strettamente connesso con il nocciolo del tema dell’incontro online.
  • COSA TI DICE QUESTA FOTO?
    Mostra una slide con un’immagine evocativa e chiedi ai tuoi partecipanti di scrivere in chat cosa evoca in loro questa immagine. Molto utile per attivare uno stato d’animo, d’urgenza o di bisogno, a cui l’evento online vuole proporre una soluzione o un’alternativa.
  • LA CATENA DELLE PAROLE
    Utile per piccoli gruppi e quando hai una chat e, allo stesso tempo, anche l’elenco dei partecipanti. Lanci una parola chiave e inviti il primo dell’elenco ad associare una parola legata al tema del giorno e poi di passare la palla al partecipante successivo. Se l’elenco dei partecipanti è visibile e pubblico per tutti, ognuno di loro sa chi lo precede e chi lo segue guardando l’elenco.
  • POSIZIONATI
    Se hai a disposizione una lavagna condivisa, puoi disegnare un quadrante o due poli e chiedere alle persone di scrivere il proprio nome vicino al punto che meglio rappresenta la loro posizione. Ad esempio, una doppia freccia che indica i due poli creativo-razionale potrebbe spingere alcuni a porsi agli opposti o in mezzo.
  • DISEGNO LIBERO
    Lascia aperta la lavagna condivisa prima che inizi l’evento e permetti alle persone di giocarci. Poi, quando arriva il momento del tuo icebreaker, gioca per qualche secondo a interpretare in modo pseudo-psicologico il disegno. Deve essere evidente il senso ironico dell’azione.
  • ASSOCIAZIONE IMMAGINE/EVENTO
    Immagina di condividere una slide in cui sul lato sinistro ci sono delle immagini, icone, o foto relative all’argomento e sulla destra degli spunti, azioni, risultati, rischi, pericoli, persone. Chiedi alle persone di associare la colonna di sinistra a quella di destra, scrivendo in chat le loro idee. Poi spiega le associazioni e parti con i contenuti relativi a ogni punto. Le immagini possono anche essere relative ai punti dell’agenda e questo icebreaker può essere usato prima dell’agenda.
  • RIORDINA I PUNTI
    Discorso analogo al precedente, ma utile per riordinare ad esempio le fasi di un processo.
  • FACCIAMO UN PO’ DI SHARING
    Chiedi ai tuoi partecipanti di condividere su Facebook, Twitter o LinkedIn un post in cui scrivere qualcosa tipo «sto partecipando a questo evento (con accanto il link per partecipare). Quale domanda porresti al relatore?». In questo modo, potrai chiedere ogni tanto di vedere e condividere le risposte e avrai promosso ulteriormente il tuo evento.

Quando si parla di presentare eventi online le possibilità sono molte e il limite, come sempre, è la tua fantasia.

Utilizza uno di questi icebreaker e la tua presentazione partirà alla grande!

Coinvolgere i partecipanti: la strategia definitiva

Coinvolgere i partecipanti con gli hook

Hook: in inglese significa “gancio, uncino”. Cosa c’entra questo termine con una strategia per coinvolgere i partecipanti dei tuoi eventi?

Scommetto che la prima cosa a cui hai pensato è Capitan Uncino, l’acerrimo nemico di Peter Pan. In effetti, la prima volta in cui nel mio lavoro mi sono imbattuta in questo termine la prima immagine nella mia testa è stata proprio la sua faccia. La potenza della Disney.

Coinvolgere i partecipanti

Ma noi non siamo qui a combattere coccodrilli: qui parliamo di eventi online.

Che cos’è un Hook

coinvolgere i partecipantiNegli eventi online, così come in tutta la comunicazione multimediale e multicanale:

L’HOOK È UN’ATTIVITÀ CHE RIATTIVA E RIAVVIA L’ATTENZIONE, RIACCENDENDO LA PARTECIPAZIONE.

Immagina un hook come un “trucchetto” in grado di spezzare il ritmo e richiamare l’attenzione dei tuoi partecipanti. Perché, come già saprai, l’attenzione delle persone che seguono la tua presentazione è tutt’altro che infinita: se vuoi approfondire il tema, John Medina, autore di “Brain Rules. 12 principles for Surviving and Thiving at Work, Home, and School”, è la persona che fa per te (non per niente è proprio lui a parlare degli Hook).

L’alternativa più alla tua portata di mano? Prendi la tua copia di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web” di Luca Vanin (Dario Flaccovio Editore, 2015) e vai subito a pagina 79!

Coinvolgere i partecipanti: diverse tipologie di Hook

Esistono cinque tipi principali di hook da alternare per variare il ritmo della tua presentazione, senza però incappare nella ripetitività o appesantendo troppo la struttura complessiva dell’evento online.

Vediamo nel dettaglio queste tipologie di hook:

    • INTERAZIONE
      Ci avevi mai pensato? Chiedere ai tuoi partecipanti cosa ne pensano o se riescono a seguire correttamente, dare loro la parola, col microfono o tramite chat, vuol dire riavviare il sistema, spezzare la trance, risvegliarli dai loro pensieri. Chiedi, non farti bloccare dalla formalità o dalla timidezza.
    • SPRINTER
      Gli sprinter donano energia al tuo evento, una vena frizzante e stuzzicante, utile per rendere vitale il naturale corso delle attività. Un hook sprinter spezza il ritmo, sorprende, riattiva l’attenzione, risveglia l’interesse e coinvolge i partecipanti.
      Può essere qualcosa di semplice, come una battuta ben congeniata, un gioco delle parti con chi co-conduce l’evento o una testimonianza sfiziosa e curiosa nel tuo settore, più o meno strutturata e improvvisata.
    • ATTIVITÀ
      Qualsiasi cosa tu faccia fare ai tuoi partecipanti è un vero e proprio hook, in quanto prende l’attenzione e, coinvolgendo il canale cenestesico, ossia operativo-pratico, riattiva l’attenzione: si parla di coinvolgere i partecipanti e trasformarli in attori attivi.
      Le attività, oltre a stimolare e rivitalizzare l’attenzione, permettono ai tuoi partecipanti di applicare subito quanto stanno imparando, concretizzando idee e concetti e trasformandoli in azione.
      Esempi di attività sono domande aperte, la richiesta di tre esempi di qualcosa che hai appena descritto, lo stimolo a immaginare un esempio nella vita dei partecipanti in cui hanno visto o non visto quello che stai descrivendo.
    • CULTURA
      Ebbene sì, la cultura non ti aiuta solo a vincere i quiz televisivi! Uno spunto culturale, una citazione inconsueta, una definizione non ortodossa o impreziosita da un tocco di humor, non solo offrono valore aggiunto all’intera tua presentazione, ma espandono l’orizzonte della tematica che stai trattando e facilitano la comprensione complessiva.
      Devi immaginare queste perle di saggezza come facilmente spendibili al bar dai tuoi partecipanti, come chicche che possono rivendersi.
    • APPLICAZIONI
      Molti di questi hook fanno già parte della tua presentazione, ma immaginali ancora più attivanti e coinvolgenti. Si tratta di momenti in cui suggerisci o, molto più attivamente, chiedi possibili applicazioni semplici o inconsuete di quello che stai presentando, oppure come applicherebbero immediatamente quanto stai presentando.
      Puoi anche chiedere di condividere in chat qualche esempio o studio di caso rapido da discutere. Insomma, non lasciare le tue informazioni slegate dalla realtà e chiedi loro di farlo subito.

 

Un segreto: immagina e inventa un semplice hook ogni 4-5 minuti. In questo modo ti assicurerai l’attenzione e la curiosità dei partecipanti per tutta la durata del tuo evento!

Vuoi approfondire il tema degli hook?
Puoi farlo a pagina 184 di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web

PublicSpeakingOnline-Logo

Imprevisti nei webinar e improvvisazione. Come uscirne alla grande

Gestire gli imprevisti nei webinar. Lo puoi fare.

Stai conducendo un webinar, una presentazione importante per cui ti sei preparato da tempo. Vieni interrotto con una domanda imprevista, fuori traccia. Sei spiazzato. Sei esperto ma non hai ripassato l’argomento specifico. Purtroppo, gli imprevisti nei webinar prima o poi arriveranno.

Panico e vuoto mentale. Ehm… dunque… beh…

imprevisti nei webinar

Parte l’ansia che avevi a scuola. Quando ti impallavi mentre c’era quel compagno (bastardo!) che la sfangava sempre alla grande. Ricordi? Parlava in scioltezza, facendo giri solo apparentemente assurdi e ne veniva fuori con dignità, senza dire troppe stupidaggini. Poi ti veniva a raccontare che si era improvvisamente ricordato di una lezione alle medie o di un articolo letto per sbaglio.

Come diavolo faceva? Improvvisava. Come un rapper freestyle o un jazzista.

Lo puoi fare anche tu. Ecco come.

Affrontare gli imprevisti nei webinar. Le indicazioni per migliorare l’improvvisazione

Negli ultimi anni, diversi neuroscienziati hanno cercato di comprendere la magia dell’improvvisazione creativa di musicisti jazz e di rapper freestyle. Utilizzando tecnologie di neuroimaging, sono riusciti a stabilire quali aree del cervello sono attive o disattivate durante le performance. Ne parla anche questo articolo di Focus. Applicando le conclusioni all’improvvisazione nel parlare, ecco tre indicazioni da seguire:

imprevisti nei webinar

  • Stacca il controllo: non pensare troppo e abbandona la paura di sbagliare
  • Abbandonati alla spontaneità: fidati di quello che sai e della tua esperienza
  • Non sforzarti: lascia emergere ciò che sai, entra in stato di flow

In pratica bisogna fare l’esatto opposto di quello che facciamo abitualmente. Ci sforziamo di pensare per recuperare la memoria di quello che ci sfugge, stile Winnie the Pooh: pensa! pensa! pensa! Errore.
Al contrario, meglio staccare e attivare uno stile, come dire? meditativo orientale. Facendo il vuoto.

Non facile ma possibile.

Stacca il controllo e non pensare troppo

Sorprendentemente, durante l’improvvisazione sono disattivate le aree cerebrali del pensiero su se stessi , sul monitoraggio delle proprie azioni e sulla pianificazione. Grazie a questa disattivazione si perdono le inibizioni critiche e la paura di sbagliare. Funziona, la creatività ha bisogno di questo.

Guarda questo video pazzesco di TEDx in cui Charles Limb presenta i suoi esperimenti sulle aree cerebrali coinvolte nell’improvvisazione.

L’arte della spontaneità

Imprevisti nei webinarImprovvisare non è inventare balle. Un jazzista improvvisa sapendo suonare molto bene. L’improvvisazione creativa nel parlare è mettere insieme, in modo nuovo e pertinente, l’esperienza e le conoscenze. L’arte della spontaneità è questo: parlare con naturalezza di cose che fanno parte dell’esperienza. Non avremo mai immediatamente disponibile tutto quello che sappiamo. Il nostro cervello, però, conserva esperienza e conoscenza. Queste possono emergere se ci buttiamo alle spalle la paura di sbagliare e non siamo troppo critici con noi stessi. In pratica: se hai sbagliato, non essere severo con te stesso e vai oltre.

È esperienza.

Let it flow

Lo stato di flow è quella condizione speciale in cui le cose avvengono in scioltezza. Richiede le due condizioni precedenti. La parole scorrono e va bene così, anche con qualche imperfezione. È un po’ come quando canti sotto la doccia o sei immerso in qualcosa che ti piace fare. Riuscirai a dipanare tutti i possibili imprevisti nei webinar dove intervieni. Attenzione, però: in stato di flow si perde la nozione del tempo. Se stai parlando online, non esagerare.

 

 

 

Public Speaking Online – Il libro di Luca Vanin

Oggi è il grande giorno: esce Public Speaking Online, il primo titolo al mondo specializzato nelle tecniche di presentazione dal vivo e public speaking per il web.

Dopo due anni dal nostro libro “Webinar Professionali” ho sentito l’esigenza di esplorare nuovi aspetti del mondo dei webinar e degli eventi online e approfondire un universo ancora poco esplorato.

La sorpresa è stata grande quando mi sono accorto che ero il primo al mondo ad aver concepito la combinazione di queste tre parole in questa forma:

PUBLIC + SPEAKING + ONLINE

In realtà, su Google ne trovi di siti che ne parlano ma in un’accezione diversa: public speaking + online, ossia il public speaking insegnato online!

No, non ci siamo!

Il Public Speaking Online, come lo descrivo nel libro, è qualcosa di molto diverso e molto più articolato.corso-parlare-in-pubblico_luca-vanin

Cosè il Public Speaking Online

Ok, sai tutto del Public Speaking tradizionale, che possiamo definire così:

Il public speaking si può riassumere come l’arte e la tecnica di parlare in pubblico, ossia comunicare in modo efficace le proprie (o altrui) idee a un audience, ossia un gruppo di persone.

Ma quando lo fai via web? Quando presenti in un webinar? Quando gestisci una riunione online?

Cambiano le cose? Puoi applicare quello che hai imparato nel tuo corsetto “Domina l’arte di parlare in pubblico in soli 5 minuti”?

Dalla nostra esperienza la risposta è SI, anzi ASSOLUTAMENTE SI!

Non possiamo dire che il Public Speaking Online sia completamente diverso da quello di Aristotele & Co, ma possiamo affermare che ne sia un figlio e, come tutti i figli, ne porta il cognome, ma è cosa diversa dal padre.

Quindi, come possiamo definire il Public Speaking Online?

Nel libro ho provato a darne una definizione piuttosto completa:scegliere microfono webinar videoconferenze

Il public speaking online è quell’insieme di tecniche e strategie che ti permettono di comunicare efficacemente online, portando la retorica, la dialettica, il modo di presentarti e di presentare le tue idee nel mondo del web e della comunicazione via internet.

Tecniche e strategie che in qualche modo ti abbiamo già mostrato qui su WebinarPRO e nella nostra Webinar Academy, ma che avvertivo il bisogno non solo di metabolizzare e distillare, ma anche di approfondire.

Come è nato il libro

Prima di tutto va detto, dove lo trovi. Qui, dalla Dario Flaccovio Editore!

La scelta non è casuale ed è stato amore a prima vista, completamente reciproco! Mi sembrava che l’unica possibilità fosse pubblicare con un editore che considero talmente avanti da essere quasi visionario!

E per un titolo del genere, ripeto primo al mondo, ci voleva un progetto importante e visionario!

L’idea è nata dall’esigenza di offrire al pubblico un manuale completo, che rileggesse il tradizionale approccio al parlare al pubblico nella veste 2.0, offrendo tecniche, strategie e trucchi del mestiere.

Il patrimonio di queste informazioni era sotto ai nostri occhi: con Fabio Ballor ne abbiamo fatte di tutti i colori durante i nostri webinar e negli eventi dei nostri clienti.

La necessità era quella di strutturare e organizzare meglio le nostre pratiche e trasformarle in qualcosa di diverso, un metodo, insomma! Ho dovuto riprendere in mano centinaia di libri sul tema del public speaking tradizionale, mischiandone i contenuti con testi più aggiornati sui webinar e sulla comunicazione online dal vivo.

Si, perché non c’era nessuno che avesse scritto qualcosa di simile a quello che avevo in mente!

Ne è uscito un testo ricco, denso, ma anche pratico e immediatamente applicabile!

Ora, lo puoi acquistare e usare nei tuoi eventi online.

Torneremo a parlarne e oggi pomeriggio te lo presentiamo dal vivo.

E dai un’occhiata al nuovo progetto:

PublicSpeakingOnline-LogoAnche lì ci sono un bel po’ di sorprese, ma non possiamo dirti tutto ora! :-)

 

Webinar Facile: presentazione del Manualetto del Relatore 2.0

Poco prima di Natale un nostro carissimo amico, nonché allievo della Webinar Academy, ci racconta che vorrebbe regalare il nostro libro ad una serie di amici.

Nasce così un progetto molto particolare che dona letteralmente vita al nostro Manuale del Relatore 2.0.

Letteralmente nel senso che diventa … cartaceo, grazie al lavoro meticoloso e straordinario della Casa Editrice Mnamon di Gilberto Salvi.

WebinarFacile-Mnamon

Venerdi (domani) abbiamo il piacere di essere intervistati proprio da Gilberto in persona e dove, se non in un Webinar?

Iscriviti per partecipare a questa presentazione, la prima del nostro Manualetto per presentare online.

 

Slide efficaci: come trasformarle in pochi click! Da brutte, a belle… a spettacolari!

Le slide rappresentano un buon 60-70% di qualsiasi Webinar. Migliorare le slide significa quindi fare in modo che la percentuale di successo dell’evento online (sia esso una videoconferenza, oppure sia una conference call, una riunione online) parta già in salita:

[Tweet “Più sono belle ed efficaci le slide, maggiore è la probabilità di successo di un evento online.”]

slide efficaci

Come migliorare le slide per un evento online?

Partiamo da un presupposto fondamentale:

  • Non puoi usare le tue normali slide per un evento online
  • Non puoi pensare di improvvisare l’uso delle slide
  • Non ti conviene sottovalutare questo aspetto.

Navigando in rete, l’altro giorno ci siamo imbattuti in una splendida presentazione di Sketchbubble.com dal titolo invitante e, soprattutto, dal contenuto strabiliante!

 Come trasformare Brutte Slide in splendide Slide!

La presentazione consta di 30 slide, immediatamente accessibili da Slideshare e persino liberamente scaricabili (quindi un ottimo punto di partenza per fare un sacco di cose, risparmiando moltissimo tempo!).

L’aspetto intrigante di questa presentazione è che le animazioni e lo sviluppo dell’intero pacchetto è praticamente un corso, un tutorial su come:

  • Dare personalità alle tue slide
  • Offrire un’immagine elegante e unica alle tue presentazioni
  • Sfruttare le immagini a tuo vantaggio
  • Rivedere i tuoi materiali per trasformarli in qualcosa di davvero accattivante

Se segui le slides, una a una, puoi davvero fare la differenza.

come-presentare-meglio

Attenzione, però! Le Slide per gli eventi online seguono ANCHE altre regole!

slide-efficaciLo sai, qui abbiamo un occhio attento soprattutto agli eventi online, e quindi siamo molto schizzinosi!

Ricordati che le slide per un evento online devono avere alcune caratteristiche:

  • Essere vivaci e stimolanti. Ok, hai ragione Più vivaci e Più stimolanti
  • Essere leggere, per non occupare troppa banda
  • Essere dinamiche e animate, senza esagerare
  • Costruirsi nel tempo (come consiglia il buon Gihan Perera di cui parliamo spesso in Webinar professionali)

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consigliamo questi articoli che esplorano diversi aspetti della preparazione delle Slide per i Webinar, le Videoconferenze e le Conference call.

 

 

E ora, al lavoro! Impara a trasformare le tue presentazioni, in Splendide presentazioni


Che ne pensi?

Se provi qualche trucco di quelli indicati, dicci quali risultati hai raggiunto!

Slide per i Webinar: cosa (non) imparare dal Public Speaking

Come preparare le slide per una videoconferenza?

In cosa differiscono le Slide classiche dalle slide usate in un Webinar?

Ci sono trucchi che possiamo imparare dal public speaking e applicare alle Slide per i Webinar?

 

Slide per i Webinar: il problema

Eravamo alla ricerca di spunti nuovi per la creazione dei materiali di supporto, idee da proporre in esclusiva ai nostri iscritti a Speed Webinar (ancora in promozione per pochi giorni!) e abbiamo ripreso in mano i tanti libri di public speaking che consideriamo tra i nostri migliori compagni passatempo.

Public Speking: slide Tra questi mi sono passate davanti le pagine di Public Speaking: Tips from the Pros, un agile ebook che però è ricco di idee e spunti immediatamente applicabili.

Non è la prima volta che ci capita, ma solitamente le indicazioni offerte nei normali testi di Public Speaking, difficilmente possono essere adattate alla realtà dei Webinar e, in generale agli eventi online: spesso, anzi, bisogna fare esattamente il contrario!

Così abbiamo raccolto in questo post alcune indicazioni utili, che partono dai consigli di Akash Karia e che, fanno quasi sempre l’opposto!

Come preparare le tue Slide per i Webinar

1. La slide di apertura

Il consiglio di Akash: Crea una slide di apertura eccezionale

slide webinar copertina coverQuesto vale per ogni tipo di presentazione: l’apertura è fondamentale e siamo d’accordo con Akash, devi essere eccezionale, stupire, promettere la luna, mantenere la promessa e comprarti dal primo impatto i tuoi partecipanti.

Ok, su questo siamo d’accordo: l’indicazione vale per la platea normale, come per i Webinar!

2. Le immagini

Il consiglio di Akash: Usa immagini non convenzionali e potenti.

Acc. Anche su questo siamo d’accordo! Le imamgini che usi nella tua prsentazioni non devono esser ele solite: cieli, aquile, vette, manager che saltano col paracadute, ecc.

Cerca di osare, gioca sul paradosso, prova a stupire e offrire uno stimolo diverso dal solito, appunto, non convenzionale.

Il consiglio di Akash: Usa immagini di grandi dimensioni.

Ehm, no! Rischi di sovraccaricare la banda e una slide con una immagine e basta, senza parole, a cosa serve?

Certo puoi usarla efficacemente come copertina, ma devi fare in modo di allegerirla di peso e renderla comunicativa, ad esempio con un titolo accattivante.

3. Lo stile

Il consiglio di Akash: Usa un template con una propria coerenza interna tra gli elementi di design.

slide per i webinar Anche questa può andare, ma attenzione alla leggerezza del tema: evita troppi colori, troppi stimoli visivi, troppe stili arzigogolati: semplictà e leggerezza ti garantiscono il miglior risultato e la coerenza cromatica ti permette di comunicare anche il percorso e molte informazioni, per così dire, implicite!

Lo stile delle slide dice molto di te anche in un evento online.

Sfruttalo per comunicare un messaggio chiaro, forte e coerente!

4. Quantità di informazioni

Il consiglio di Akash: Non eccedere con le informazioni.

Anche qui esiste una via di mezzo.

Le slide nei Webinar devono essere leggere e deve essere lo story telling del relatore a tenere il filo del discorso. Quindi in linea di massima è vero che le slide devono contenere la minor quantità possibile di materiale.

E’ anche vero che le slide rappresentano un buon 50% del messaggio (insieme alla tua voce e alla webcam) e che attivano la componente visiva. Le slide devono quindi essere un po’ varie, animate, e il loro numero deve essere di almeno 2-3 slide per minuto!

5. I font

Il consiglio di Akash: Usa font curiosi, stimolanti.

slide webinar fontE’ vero fino a un certo punto: font troppo complessi, pieni di riccioli e fronzoli gratis sono più difficili da leggere nel web e quindi non sono adatti alla comunicazione online. Trova il giusto compromesso tra facilità di lettura, originalità e creatività.

Prova a sfogliare il sito Dafont.com e Google Font: puoi trovare diverse soluzioni gratuite e libere per l’accesso anche commerciale.

Il consiglio di Akash: Usa font di grandi dimensioni.

Se in pubblico devi permettere anche a quello dell’ultima fila di leggere i contenuti delle slide, in un Webinar puoi anche stare più sereno: tutto avverrà sullo schermo del computer e quindi non devi per forza usare sempre la dimensione 70 per ogni lettera!

Cerca piuttosto di organizzare bene le parole nella tua slide.

6. Le animazioni

Il consiglio di Akash: Evita le animazioni [il peggior consiglio di tutti!!!].

Sinceramente l’idea è abbastanza sbagliata anche nelle presentazioni tradizionali: le animazioni vanno benissimo, basta non abusarne. E se riesci a giorcarci sufficientemente bene, offrono una serie di vantaggi non da poco!

Nel Webinar, al contrario, animare e rendere vitali nella giusta misura le slide, ti permette di creare varietà, ritmo, energia e in un evento online, in cui il 99,9% delle persone è seduto davanti a un monitor, questo elemento è davvero imrpescindibile.

Ergo, si alle animazioni, si alla creatività, sempre nella giusta misura!

7. Immagini e schemi complessi

Il consiglio di Akash: Per imamgini e schemi grandi, inseriscine solo un pezzo per volta.

slide powerpoint videoconferenzeSpezzare e introdurre l’immagine o lo schema un pezzo per volta è uno dei consigli più diffusi (e lo diamo anche noi in Webinar professionali) perchè crea energia e ritmo, un po’ di suspence e tiene sveglia l’animazione!

Ok, Akash siamo d’accordissimo!

8. Sommario

Il consiglio di Akash: Crea una slide di sommario per spiegare il percorso.

Anche questa è una bella idea e rientra perfettamente nella nostra logica di creare un momento di accoglienza e orientamento dei partecipanti, uno spazio in cui spiegare cosa accadrà, perchè e perchè conviene restare fino in fondo!

9. Tu sei il Relatore, non Powerpoint!

Il consiglio di Akash: Usa le slide come strumento.

Idem come sopra: perfettamente condivisibile! Il 90% del risultato di un evento dal vivo eccezionale è dato non dal colore del font, dalle foto o dall’uso di elenchi puntati incredibilmente belli!

Il risultato dipende dalla capacità di presentare, coinvolgere, condurre e far partecipare attivamente tutti i.. partecipanti, che se si chiamano così ci sarà un qualche motivo, no?

10. Il consiglio che non è stato ancora scritto: il tuo!

Cosa aggiungeresti?

Quale sarebbe un buon consiglio che daresti a qualcuno che vuole presentare online?