WebinarPro è la casa del Public Speaking Online.

Luca Vanin, il co-fondatore della nostra azienda, è il primo professionista che ha iniziato a parlare di Public Speaking Online. Di che cosa si tratta? Del Public Speaking che si applicano al mondo online: non riguarda solo il modo di parlare o del tono della voce, ma anche di come devono essere le presentazioni grafiche, le slide, il linguaggio non verbale, la scaletta…e tanto altro ancora, durante il webinar!

Le 10 paure di parlare in pubblico

Sai quali sono le 3 peggiori paure delle persone?

Parlare in pubblico, la morte e avere problemi economici.

Diverse ricerche, incredibilmente,  hanno dimostrato che parlare in pubblico genera un’ansia maggiore della morte. Un’indagine condotta da Prezi dice che il 20% degli intervistati farebbe qualunque cosa per evitare un presentazione programmata, anche darsi malato o farsi sostituire da un collega. Un bel problema, visto che il 70% delle persone dichiara che saper presentare è una componente determinante del successo e della carriera.

Nell’era dell’informazione vali quanto le idee che riesci a condividere.

“ In the information age you are only as valuable as the ideas you have to share.

Carmine Gallo

 

Ma perché parlare in pubblico ci spaventa tanto? Da dove viene questa paura?

paura di parlare in pubblico

Da dove vengono le tue paure

Quando pensi “ho paura degli squali”, il problema non è l’animale in sé ma l’intero scenario evocato da un attacco. La paura di essere sorpreso, di vedere lo sguardo minaccioso nei suoi occhi, sentirti impotente, avere la convinzione che non potrai evitare di essere ferito o ucciso.

Se ti chiedessi perché hai paura di fare una presentazione, probabilmente mi diresti qualcosa come:

  • Ho paura di fare errori, di inciampare nelle parole, di dimenticare qualcosa o sbagliare in qualcosa
  • Ho paura di essere umiliato, di sentirmi inadeguato, inetto, impacciato. sarebbe imbarazzante e minaccerebbe la mia autorità…
  • Ho paura di fallire il mio scopo principale: connettermi con il mio pubblico e trasmettere il messaggio in modo efficace
  • Ho paura che mi venga ancora il black-out della volta scorsa… ho dimenticato tutto quello che avevo preparato, ho improvvisato ma non so neanche cosa ho detto..

La paura di parlare e presentare davanti ad altre persone genera ansia e insonnia.

Spesso viene da esperienze negative precedenti, a volte molto lontane.

Scrivi le tue paure

Prima di continuare a leggere, prendi un bloc notes e scrivi alcuni motivi per cui ti senti a disagio all’idea di parlare in pubblico.

Se ti immergerai a fondo, scoprirai che quasi tutte si riducono alle 10 ragioni comuni che ti presento.

Potrai capire qual è il tuo principale drago, colpevole della tua ansia. Quello da riconoscere, affrontare e vincere.  

La buona notizia è che, qualunque sia il tuo drago, c’è un modo per sconfiggerlo.

1.Paura del fallimento

La paura di fallire può essere paralizzante. Tanto da indurre molti a ritirarsi, a non fare nulla.

Il problema è che impedisce di cogliere grandi opportunità. T

anto da arrivare a vere e proprie azioni di auto-sabotaggio per evitare il rischio di un ipotetico fallimento.

2. Paura dell’inadeguatezza

Siamo sempre molto ispirati ogni volta che siamo insicuri. Niente di più facile che trovare conferme alle nostre (presunte) inadeguatezze.

Quanto tempo dedichi a tenere lontana la sensazione di inadeguatezza?

Quante energie impieghi per tenere la tua autostima fuori dal pelo dell’acqua?

3.Paura della leadership

La padronanza del public speaking richiede una certa dose di leadership.

In effetti stiamo conducendo un pubblico. Come conduttore-leader devi parlare alla tua squadra.

Come puoi aspettarti che il tuo pubblico e il tuo team agiscano, se non riesci a parlare loro con sicurezza?

4.Paura della competizione

La competizione è parte della vita. Può essere una grande sfida per quelli che non l’hanno mai affrontata o non hanno vinto.

Molte volte la paura della competizione è in realtà paura del perfezionismo.

Gli atleti sono un grande esempio e possiamo imparare da loro.

Gli atleti vogliono evitare risultati scarsi prima o dopo la performance. Temono le conseguenze negative di una prestazione scadente o imperfetta. Hanno paura di deludere la loro squadra, l’allenatore, un genitore, di non essere all’altezza delle aspettative.

Si preoccupano di molte cose che non sono sotto il loro controllo e queste sono tutte preoccupazioni inutili.  

Perché distolgono energie da quello che possono controllare: il loro impegno, l’allenamento, la disciplina, la preparazione psicologica, l’alimentazione ecc.

5.Paura dell’imbarazzo

Fare errori è parte della vita di tutti. Eppure commettere errori davanti ad un pubblico genera imbarazzo.

Se temi questo imbarazzo inevitabile, questo ti causerà inevitabilmente ancora più umiliazione.

L’imbarazzo è legato alla paura del rifiuto. Si verifica quando pensi che gli altri ti vedano come sciocco, stupido o insignificante.

6.Paura di vendere

Per la maggior parte dei piccoli imprenditori il processo di vendita è una sfida. Specialmente quando devono fare un discorso (pitch) per spingere o vendere un prodotto o servizio.

Molti imprenditori hanno difficoltà con il “vendere” ed è evidente quando parlano in pubblico.

Sembra che abbiano poca fiducia in se stessi o nel loro prodotto/servizio. Hanno paura di fallire e persino di chiudere l’affare.

La buona notizia: queste paure possono essere superate con una preparazione al giusto atteggiamento (mindset), con allenamento e pratica.

7.Paura delle persone

Si chiama anche ansia sociale. Se stai bene quando sei solo ma non sei a tuo agio nelle situazioni sociali, allora la paura delle persone può essere il problema.

Negli Stati Uniti è classificata, da alcuni studi recenti, come il terzo disturbo psicologico più diffuso.

L’interazione con altre persone può generare sentimenti scomodi di consapevolezza di sé (come ti vedessi da fuori), di giudizio, valutazione.

Ci si sente sotto esame, con gli occhi puntati addosso, convinti che tutti notino quella macchiolina invisibile che…

8.Paura della futilità

Hai mai avuto la sensazione che i tuoi sforzi saranno inutili?

Ti sei mai detto “chi sono io? non sono altro che una persona, cosa posso fare da solo?”

Questa è la paura della futilità.  

9.Paura di sé

La paura di sé è a volte intensa e infondata. Spesso è solo la paura di mettersi in gioco, di essere visti e di mettersi in evidenza.

Alimentata da pensieri auto-limitanti, è nemica di ogni carriera.

10. Paura del successo

La paura di fallire e la paura del successo sono spesso correlate e hanno gli stessi sintomi d’ansia.

Ma la paura del successo è più profonda e spesso ben nascosta alla nostra consapevolezza. Una situazione familiare può essere più comoda, anche se meno gloriosa.

Raggiungere il successo spesso vuol dire entrare in un territorio inesplorato. Ti metti là fuori per essere valutato e criticato, ti esponi a nuove pressioni e domande.

Ti sei mai trovato sul punto di un grande successo, notando che le cose cominciano ad andare male? Il più piccolo dettaglio ti irrita. Diventa difficile concentrarti.

Ti ritrovi a procrastinare tutte le cose che ti porterebbero al successo. Chiederti se sarai in grado di reggere la sfida è umano.

Una piccola parte ansiosa di te preferirebbe tuttavia non correre il rischio.

 

Succede anche sul palco.

Dici qualcosa di stupido in una presentazione e cominci a pensare a cosa diavolo ti stia succedendo. Ti metti a discutere con una persona del pubblico che si chiede perché sei così suscettibile.

Tutti questi sono sintomi della paura del successo, la più pericolosa di tutte perché è quella più inaspettata e insospettabile.

 

Qual è la tua paura? Io li ho conosciute tutte e ma la 10 è quello che mi ha reso la vita più difficile.  

Come sconfiggere il tuo drago?

Hai già cominciato, leggendo questo articolo.

Le vie da seguire sono tre: sapere, saper fare, saper essere.

Iscriviti ora a Presentation Hero (Milano, 15 aprile) per continuare la tua avventura nel public speaking.

 

 

*liberamente tratto da Top Ten Fears of Public Speaking di Jason Teteak

Corso Public Speaking Milano per presentazioni Unconventional

Corso Public Speaking: ce n’è davvero bisogno?

Parlare in pubblico è la terza paura più diffusa, dopo volare e i ragni. Questo l’avrai sentito dire anche tu.

Ed è questo il motivo per cui corso public speaking è una delle parole chiave più digitate nei motori di ricerca per quanto riguarda il tema della comunicazione.

Perché le persone cercano corso public speaking e vogliono imparare a parlare in pubblico? Ne hanno davvero bisogno?

E cosa spinge le persone a voler presentare meglio?

Partiamo dai contesti:

Ogni giorno parli in pubblico e presenti le tue idee.
Diventare efficaci è questione di sopravvivenza.

corso public speaking

Questione di sopravvivenza oggi significa che la tua efficacia professionale, la tua carriera, i tuoi risultati spesso possono dipendere da quanto sei efficace nel parlare davanti ad altre persone, a convincerle della bontà delle tue idee.

Non è un caso se sei portato ad ammirare le persone chiare, dirette, coinvolgenti nelle loro presentazioni, forse perchè desideri avere quella competenza.

L’attenzione sui corsi di public speaking, quindi, nasce da un’estensione del concetto:

Ogni giorno ti alzi e presenti le tue idee davanti a un pubblico.

Semplice. Molte delle paure di parlare davanti a qualcuno focalizzano tutta l’attenzione sul pubblico, su quello che le persone penseranno di te, sul fatto che ti guardano, che concentrano la loro attenzione e i loro occhi su di te.

Il giudizio delle persone,  prende il sopravvento sul focus della questione: saper parlare davanti a loro, argomentare le tue idee, essere convincente e coinvolgente.

Quindi alla domanda “serve davvero un corso public speaking” è: Sì, soprattutto se hai davvero bisogno di fare un upgrade delle tue competenze comunicative.

Corso public speaking: la nostra storia

“Ci vorrebbe un bel corso public speaking per imparare come presentare meglio”, mi disse una volta una nostra collaboratrice.

Io trovai queste parole quasi una sfida, un po’ strana, ma pur sempre una sfida: sono anni che insegniamo ad aziende e professionisti come presentare in modo efficace.

Ma aveva ragione: abbiamo sempre parlato di corsi public speaking online, concentrandoci su ciò che ci viene meglio, ossia il parlare davanti a un pubblico collegato virtualmente in webinar, videoconferenze, webmeeting.

Così ci venne in mente di creare un bel corso public speaking che raccogliesse tutta la nostra esperienza e la portasse nella professionalità di ogni persona che voglia presentare in modo efficace davanti a un pubblico che sia in aula, in luoghi pubblici e in modo virtuale nel web.

L’obiettivo? Fornire ai nostri clienti che già presentano in pubblico, sia in aula che online, strumenti nuovi, differenti e molto efficaci per presentare con meno fatica, divertendosi e godendosi i risultati e gli applausi.

Per questo abbiamo creato Unconventional Public Speaking, il corso public speaking che rivoluziona l’approccio, le tecniche e i metodi per presentare le tue idee in pubblico.

Perché Unconventional?

Prima ti devo spiegare una cosa importante, rispetto alle scuole di pensiero.

corso public speaking

Corso di public speaking: quali scegliere?

La maggior parte dei corsi public speaking si basano su un unico approccio: c’è chi si basa sulla dizione, chi sulla programmazione neurolinguistica, chi sul neuromarketing, chi solo sullo storytelling, chi sulle tecniche teatrali.

Si tratta sicuramente di ottimi corsi public speaking, ma hanno alcun difetti:

  1. Sono troppo specifici: facendo riferimento prevalentemente a una sola scuola di pensiero, presentano un solo aspetto e un solo approccio, rimanendo quindi in qualche modo relegati nel loro modello
  2. Sono troppo personali: la scelta di un modello principale nasce dal modello preferito dal formatore, e di conseguenza sono tagliati sulla visione del formatore o della scuola di pensiero
  3. Sono troppo grammaticali: guarda il pubblico così, muoviti in questo modo, per ottenere questo fai questo, cambia il tuo modo di muoverti così

Scegliere un corso public speaking (come ho già scritto nell’articolo Public Speaking: presentare in modo non convenzionale) diventa quindi un atto di fede e speranza: devi adattare il corso al tuo modello di mondo, pensare a come puoi comunicare e a come percepisci il ruolo delle presentazioni in pubblico.

Il nostro approccio è differente: pensiamo che ogni persona vada già bene com’è, con le sue specificità, le sue insicurezze, il suo modo di presentare.

Crediamo che l’individualità sia un valore importante, di cui andare fieri.

Anche una persona più timida ha qualcosa da offrire, o chi si non ritiene bellissimo può sviluppare una forte presenza scenica.

Anche chi non ha esperienza può provare il piacere di presentare le proprie idee davanti a un pubblico.

La tua storia, le tue esperienze, quello che sai e che sai fare, meritano di essere comunicati con il tuo personale stile, senza stravolgere quello che sei.

Questo è il nostro senso di Unconventional:

Non ti diciamo solo come si fanno le cose normalmente quando si presenta in pubblico.

Ti spieghiamo come valorizzare quello che già sei e che già sai.

 

Corso public speaking Milano

Se vuoi imparare a presentare in modo non convenzionale, significa che vuoi:

  • Coinvolgere, convincere e anche stupire il tuo pubblico
  • Trasformare le tue presentazioni in momenti memorabili
  • Goderti il tuo pubblico e gli applausi
  • Vivere l'esperienza di essere te stesso e presentare in modo congruente al tuo modo di essere
  • Sapere quali sono le regole del public speaking ed essere capace di contraddirle

La prima edizione 2019 del corso Unconventional public speaking si terrà a Milano, il 3 e 4 giugno.

Sono due giorni intensivi, esperienziali che ti permetteranno di rendere ogni tua presentazione unica, efficace e coinvolgente.

Public speaking corso introduttivo

Se non ti senti ancora pronto al grande salto e non vuoi iscriverti al corso Unconventional public speaking, puoi fare un passo più piccolo e partecipare al Workshop introduttivo Presentation Hero che si terrà a Milano il 15 aprile.

È un corso intensivo di 3 ore che ti fornisce le basi per presentare meglio e divertendoti molto di più.

Public speaking esercizi non convenzionali

E non è finita qui.

Sai che esistono esercizi public speaking molto semplici ma efficaci per trasformare le tue presentazioni?

Li abbiamo studiati, testati e raccolti per aiutarti a trasformare il tuo stile, renderlo più personale ed efficace.

Se vuoi puoi trovare i nostri webinar cliccando qui.

Public speaking: presentare in modo non convenzionale

Public speaking: il significato del termine

Il termine Public speaking letteralmente significa una cosa semplice:

Public speaking = parlare in pubblico

Dall’antica Grecia è maturata l’esigenza di parlare di fronte ad altre persone, di condividere le proprie idee e di convincere i nostri interlocutori.

L’arte di parlare in pubblico oggi si è evoluta e rappresenta una delle competenze professionali e personali fondamentali per far evolvere i propri progetti e crescere come professionista.

Ma cosa significa nel concreto “essere capaci di parlare in pubblico”?

Come si declina il termina Public speaking e quali differenti approcci possono esserci a questa splendida arte?

Questo articolo vuole rispondere proprio a tutte le tue domande sul Public speaking e sulla tua capacità di stare davanti a un pubblico, comunicando efficacemente.

 

public speaking

Definizione di Public speaking

Come abbiamo detto, parlare in pubblico rappresenta una competenza molto importante nel lavoro.

Richiede un’insieme di conoscenze, abilità, approcci e atteggiamenti che hanno a che fare con la capacità di parlare davanti ad altre persone in modo fluente, convincente e professionale.

Alcuni determinano il Public speaking come un atteggiamento efficace. Ma cosa si intende con “atteggiamento” ?

In psicologia si determina un insieme di tre elementi:

1. Comportamento

Parlare in pubblico in modo efficace significa comportarsi in un certo modo: gestire lo spazio, il corpo, la distanza con l’audience, il proprio linguaggio non verbale, quello dei partecipanti, i feedback. Questi sono solo alcuni esempi dei comportamenti pratici che vengono insegnati nei nostri corsi di Public speaking.

Per parlare in pubblico, vengono insegnati sia comportamenti da evitare di fronte a un pubblico,  ma anche trucchi del mestiere per gestire i partecipanti in qualsiasi tipo di presentazione.

La parte comportamentale è la più semplice da imparare: sai cosa devi e non devi fare e il gioco è fatto!

Le regole sono piuttosto chiare e con un po’ di applicazione ed esercizio, diventa piuttosto semplice modificare le tue abitudini per acquisirne di nuove.

2. Aspetto cognitivo

La dimensione cognitiva del parlare in pubblico riguarda alcuni aspetti cruciali di ogni presentazione:

  • Cosa dici
  • Quali informazioni devono passare
  • Come vengono processate le informazioni nella testa del tuo audience
  • Come il relatore struttura tali informazioni
  • Come vengono ricordati i contenuti
  • Come viene gestita l’attenzione durante la presentazione

Partiamo dall’inizio, che rappresenta il punto di avvio e di arrivo dell’intero discorso.

Immagina una presentazione in pubblico di un’ora.

In vesti di relatore/relatrice, la tua sfida è conquistare l’attenzione del tuo pubblico, mantenerla costante nel tempo e farle fare un picco nel momento in cui devi comunicare l’informazione più importante (una call to action, una vendita, un’offerta, ad esempio).

L’attenzione segue dei processi fisiologici, dovuti ad alcuni meccanismi del nostro sistema nervoso.

L’obiettivo del relatore è quindi quello di saper gestire tali reazioni, offrendo degli stimoli costanti, in grado di emozionare, risvegliare, animare l’attenzione di ogni singolo partecipante.

Per farlo devi usare tecniche specifiche, come l’utilizzo degli hook.

Sul tema abbiamo scritto alcuni articoli:

Per quanto riguarda la probabilità che le persone se le ricordino, devi tenere in mente un principio: più i contenuti sono ben organizzati e strategicamente presentati, più si alza la probabilità che vengano compresi correttamente e vengano ricordati.

Lo stesso vale per il relatore: se organizzi la tua presentazione in modo strategico, per te sarà molto più semplice ricordare e presentare efficacemente i tuoi contenuti.

Abbiamo approfondito questo aspetto  post Come trovare e strutturare efficacemente le idee.

 

3. Aspetto emotivo e relazionale

La dimensione più importante del Public speaking è la capacità del relatore di emozionare, nel senso letterale del termine: “muovere verso” qualcosa, smuovere lo stato emotivo delle persone dal loro stato attuale a uno stato più in linea con i tuoi obiettivi.

La componente emozionale passa è composta da picchi positivi che prevalgono rispetto a quelli negativi.

Mi spiego: su 10 emozioni, 8 devono essere positive e 2 negative, giusto per intenderci sulle proporzioni.

Quelle positive devono essere entusiasmo, motivazione, gioia, divertimento, voglia di cambiamento; mentre quelle negative possono essere la paura (ad esempio di rimanere nello stato attuale) o il dolore di perdere un’opportunità.

La dimensione relazionale si concentra sulla relazione che instauri con il tuo pubblico: a seconda della tipologia di presentazione, potresti lavorare su come il tuo pubblico ti percepisce, sul ruolo che vuoi assumere per loro e sul modo in cui loro interagiscono con te.

In alcune presentazioni puoi giocare il ruolo del maestro, in altre dell’esperto, in altre ancora il ruolo del mentore.

Questo tipo di relazione determina il legame, più o meno intenso, che costruisci con le persone che assistono alla tua presentazione.

public speaking

Public Speaking, cos’è e cosa può fare davvero per te

Se hai capito cos’è il public speaking, capirai anche quante cose può fare per te.

Chi sa presentare efficacemente le proprie idee ha evidentemente una marcia in più.

Saper parlare in pubblico significa:

  • Farti capire prima e meglio, riducendo il rischio di incomprensioni
  • Lasciare un’impressione positiva nei tuoi interlocutori
  • Smuoverli e far fare loro quello che tu ritieni utile o importante
  • Determinare e costruire una relazione proficua per entrambi
  • Rendere più efficiente il tempo per prendere una decisione (ad esempio nelle riunioni)

Capisci che dal punto di vista professionale, saper presentare in modo efficace significa aumentare le probabilità di successo e di determinare la direzione delle decisioni importante, soprattutto quando dalla tua presentazione dipendono delle decisioni importanti.

Public speaking tecniche e corsi

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente ora vorresti capire: bene, ma come posso imparare a presentare in pubblico?

Prima di tutto devi sapere, che non si tratta di una predisposizione del tipo “o ce l’hai, non niente, sei condannato!”.

Il Public speaking si può imparare.

Si può imparare a parlare in pubblico seguendo tante strade, alcune più strutturate, altre meno consuete.

Ti faccio alcuni esempi per capire come acquisire nuove competenze nel tuo modo di presentare le idee:

  • Studia i libri di Public speaking
  • Esercitarti davanti a uno specchio con un discorso preparato
  • Guarda i migliori TEDEx disponibili online
  • Partecipa a webinar ed eventi sul tema (qui sotto ne trovi almeno due)
  • Prova ad applicare le tecniche di Public speaking tra amici e conoscenti

La maggior parte dei corsi per parlare in pubblico scelgono uno specifico taglio, una scuola di pensiero e basano tutti gli insegnamenti su quell’approccio.

Ti faccio alcuni esempi di approcci:

  1. Corsi concentrati sulla voce e sulle emozioni
  2. Dizione e corretta gestione della parola
  3. Crescita personale e soft skill (parlare in pubblico come competenza umana da sviluppare)
  4. Persuasione e vendita
  5. PNL e Ipnosi
  6. Storytelling e capacità di costruire coinvolgimento tramite le storie
  7. Slideology e creazione di presentazioni (ad es. con Powerpoint, Prezi o Keynote)
  8. Public speaking online per il web, i video, i videocorsi

Come vedi ogni approccio ha una specificità e si concentra su determinati chiavi.

Partecipare a un corso per parlare in pubblico significa quindi sposarne il taglio, condividerne l’approccio e in qualche modo immedesimarsi in quello specifico modello.

 

Partecipare a un corso per parlare in pubblico: come funziona?

Se è vero che ogni corso ha uno specifico approccio, è anche vero che tutti condividono alcuni presupposti e premesse.

La maggior parte dei corsi in aula di public speaking toccano alcuni o tutti questi temi:

  • Superamento paura e superare l’ansia di parlare in pubblico
  • Preparazione mentale per presentare in modo efficace
  • Gestione del palco, della scena e degli oggetti di scena
  • Atteggiamento corporeo e voce
  • Gestione dell’attenzione dei partecipanti
  • Costruzione del discorso, della scaletta e della presentazione
  • Gestione delle domande e delle obiezioni

Questi elementi compaiono in tutti i corsi, più o meno.

Perché? Semplice, sono i principali bisogni di chi deve presentare in pubblico.

Quando partecipi a un corso per presentare in pubblico, solitamente vengono seguite alcune fasi specifiche.

Prima di tutto si inizia a lavorare sulla componente esperienziale, lavorando sulle esigenze dei partecipanti, le applicazioni nel lavoro quotidiano, i limiti e il potenziale di ognuno dei partecipanti.

Un secondo step piuttosto frequente è la dimensione normativa: le regole del gioco, la grammatica del Public speaking e le metodologie più diffuse.

Infine, si lavora sull’applicazione individuale, su come ogni partecipante può applicare la grammatica del parlare in pubblico al proprio stile e alle proprie presentazioni.

Chiaramente con sfumature differenti, anche in relazione ai diversi approcci che abbiamo visto più sopra, questi elementi compaiono quasi sempre e il classico corso di Public speaking copre questi aspetti con diversi accenti e tecniche.

L’elemento in comune è la pratica, da un lato, e la conoscenza teorica, dall’altra. Devi scegliere tu se fare il salto di qualità per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato.

public speaking

Come scegliere un corso di Public speaking: 5 cose da considerare

Scegliere il corso di public speaking più adatto alle tue esigenze può essere molto più semplice di quello che pensi.

Quando cerchi su Google Corso di Public Speaking o Corso per parlare in pubblico, ti escono dai 16 ai 50 milioni di risultati…da paura!!!

Oltre ai normali corsi di public speaking gratis online (usati per trovare nuovi clienti e attirare un po’ di persone ingenue, ma tu non lo sei, vero?) c’è una gamma piuttosto consolidata di corsi seri.

A questo punto, come scegliere il corso più adatto alle tue esigenze? Distinguiamo il come dal cosa.

Per il cosa, devi concentrarti sul tuo bisogno, sulle tue esigenze e su quello che rappresenta la carta di identità del tuo corso ideale.

Ecco qualche spunto:

  • Rientri nel loro target? Nella descrizione del corso fanno riferimento a chi hanno in mente pensando al loro partecipante tipo?
  • Descrivono il loro approccio? Riesci a individuare uno o più approcci indicati più sopra? Sono compatibili con le tue esigenze? Senti che possano rispondere pienamente alle tue esigenze?
  • Specificano un programma? Se sì, trovi almeno l’80% di quello che cerchi?
  • Il prezzo del corso rientra nel tuo budget? È una cifra sostenibile? Ha bonus e risorse utili, oltre al corso in aula?

Se non trovi queste informazioni, già puoi porti alcune domande sulla chiarezza dell’offerta.

E qui passiamo al come capire se il corso di Public speaking che stai scegliendo è adatto alle tue esigenze.

La risposta è semplice e si suddivide in due fasi:

  1. Scrivi su un foglio di cosa hai bisogno, quali problemi vuoi risolvere e che tipo di risultato vuoi portare a casa. Segna con chiarezza quali sono gli elementi imprescindibili e irrinunciabili per te.
  2. Telefona o scrivi agli organizzatori e chiedi. Non aver paura o vergogna. Chiedi quello di cui vuoi essere sicuro e cerca la risposta alle tue domande

Ti scrivo queste informazioni perchè sono fermamente convinto che, chi partecipa a un corso debba avere tutte le informazioni necessarie per scegliere consapevolmente.

Ed è quello che facciamo con tutti i nostri corsi. Ad esempio, per Unconventional Public Speaking spieghiamo perché lo definiamo non convenzionale, quale modello didattico e formativo usiamo, che tipo di percorso abbiamo costruito. Se ti interessa scrivi a segreteria@webinarpro.it e ti daremo maggiori informazioni (NdA: stiamo ancora mettendo a punto la pagina e il materiale informativo!).

 

Public speaking: definizione di un approccio differente

Definiti questi approcci, esistono alternative?

Esistono dei modi diversi di imparare a parlare in pubblico e presentare efficacemente le proprie idee?

Assolutamente si, e qui arriviamo al punto di questo articolo.

Ci sono modi per imparare a parlare in pubblico che prima di passare dalla grammatica (come si dovrebbe fare) e dall’esperienza (cosa fai già quando presenti e cosa devi cambiare), partono da un principio differente.

Puoi valorizzare il tuo personale modo di presentare, rendere uniche le tue presentazioni e adattare la grammatica del Public speaking al tuo stile personale

Questo è l’approccio che abbiamo in WebinarPro.

Con oltre 5.000 ore di presentazioni online, abbiamo imparato che ogni presentatore e ogni relatore può ottenere risultati straordinari partendo dal proprio stile, dalla propria storia, dalle proprie esperienze e facendo piccoli cambiamenti che fanno la differenza.

Come dire, non devi ridefinire tutto il tuo modo di presentare, ma puoi fare piccole variazioni che fanno la differenza.

Questo approccio che definiamo non convenzionale è alla base dei nostri corsi (ce n’è uno tra pochissimi mesi, a fine maggio) e dei nostri webinar.

Come posso imparare a parlare in pubblico?

Chiudiamo questo viaggio in modo pratico. Se ti stai ponendo questa domanda, sei già a buon punto.

Significa che sei consapevole che puoi migliorare il tuo modo di comunicare e presentare in pubblico.

Il primo passo è informarti, documentarti, leggere e studiare.

A tal proposito, contattaci per sapere se ci sono ancora posti per il prossimo evento “Presentation Hero” del 15 Aprile, un workshop per imparare a parlare in pubblico.

 

Quel viaggio avventuroso chiamato Persuasione

Un viaggio avventuroso chiamato Persuasione

“Un discorso chiaro e perfetto è determinato da quattro cose: da ciò che bisogna dire, da quanto bisogna dire, dalle persone a cui bisogna rivolgersi e dal tempo in cui bisogna dirlo. Quello che bisogna dire deve apparire utile a chi lo ascolta; quanto bisogna dire deve apparire né più né meno di quello che è sufficiente per farsi capire; quanto alle persone a cui ci si rivolge, bisogna tenerne conto; quanto al tempo, bisogna parlare nel momento opportuno, né prima né dopo. Diversamente non si parlerà bene e si andrà incontro ad un insuccesso” (Platone)

Cos’è e a che cosa serve la persuasione

La persuasione è una forma di comunicazione umana.
L’arte della persuasione è il normale linguaggio umano usato però in modo consapevole, in una forma di comunicazione che ha la propria struttura e le proprie regole.

Forse ti starai chiedendo in che modo posso aiutarti. Te lo spiego subito!

Più sei una persona persuasiva, più diventi efficace quando si tratta di raggiungere gli obiettivi specifici della tua vita personale, della tua carriera del tuo business.

É per questo che oggi salperemo l’ancora per intraprendere insieme questo nuovo viaggio, in direzione di un’isola chiamata Persuasione.

 

persuasione

Pronti, partenza, via!

Il fattore determinante è l’intenzione: puoi cambiare il punto di vista di una persona e le sue emozioni, tramite la logica di un’intenzione.

Le emozioni sono molto più potenti del pensiero razionale e prevalgono sul pensiero cosciente.

Esse danno direzione alle nostre azioni, efficacia al nostro comportamento e spinta alle nostre decisioni.

La maggior parte delle persone quando deve prendere una decisione, si basa sulla propria sensazione di pancia.

La persuasione funziona proprio perché  “la gente pensa” e ciò dona senso ad ogni lavoro di logica e strategia che vuoi attuare.

Non possiamo ignorare né l’intelletto né le emozioni del nostro pubblico e considerarle ti sarà di enorme aiuto nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Le basi della persuasione: i sei principi di Robert B. Cialdini

Robert B. Cialdini è uno psicologo statunitense fra i più letti, quando si parla di persuasione.

Cialdini parte dalla considerazione che le persone sono circondate da stimoli ai quali rispondono in maniera automatica in modo da salvaguardare il risparmio energetico del cervello e ottimizzare il sovraccarico di informazioni provenienti dall’esterno.

Le scorciatoie utilizzate dalla mente umana si concretizzano seguendo sei principi di base:

  1. Reciprocità: “Dobbiamo contraccambiare, in modo simile, ciò che una persona ci da” . (Esempio: un antivirus in periodo di prova gratuito che ricorda all’utente le cose che ha fatto per lui, come “ho bloccato 538 virus nelle ultime 4 settimane”, invitandolo poi ad acquistarne la licenza annuale.)
  2. Impegno e Coerenza: “Quando facciamo una scelta o prendiamo una posizione, dobbiamo poi comportarci coerentemente” (Esempio: richiedere la firma di una petizione per una buona causa, e poi chiederci di sostenere con un’offerta un’associazione che lotta per la causa che hai firmato)
  3. Riprova Sociale: “Un comportamento ci sembra corretto nella misura in cui le altre persone lo adottano” (Esempio: il venditore che sottolinea che il prodotto che ci sta proponendo è quello che la gente compra di più. Ricordi il payoff di Scavolini? “La cucina più amata dagli italiani!”)
  4. Gradimento: “Preferiamo accettare delle cose da persone che ci piacciono” che vediamo in linea con i nostri gusti, il nostro stile, i nostri principi. (Esempio: applicazioni social che hanno accesso ai “mi piace” dell’utente e che citano personaggi da lui seguiti che hanno messo il loro like a favore di una causa, di un’iniziativa, di un prodotto)
  5. Autorità: “Siamo disposti ad accettare una richiesta se arriva da chi percepiamo come autorità” (Esempio: un interlocutore vestito con un camice bianco è più persuasivo nel comunicare messaggi di salute a prescindere dal fatto che sia realmente un medico.)
  6. Scarsità: “Attribuiamo maggior valore ad un’opportunità se è scarsamente disponibile” (Esempio: sales page di vendita biglietti per uno spettacolo con avvisi dinamici che ci avvisano che sono disponibili “gli ultimi 3 posti”)

Tenere a mente questi principi ti aiuterà moltissimo nella scelta delle tue strategie, azioni, nella comunicazione e promozione di te stesso o del prodotto di punta del tuo business.

Comunicare e/è persuadere

Per comprendere il nesso fra comunicazione e persuasione Andrea Scarsi, nel suo libro “L’Arte della Persuasione” ci porta l’esempio del gioco con la palla.

Secondo l’autore la comunicazione è come giocare a palla con qualcun altro. Il messaggio è la palla e quando vuoi comunicare, stai soltanto lanciando una palla a distanza:

  • Se il tiro è ben assestato, il destinatario è in grado di afferrare la palla e cogliere il tuo messaggio
  • Se il tiro è troppo debole o troppo forte l’altra persona potrebbe non essere in grado di “stare al gioco” a meno che non faccia uno sforzo supplementare per capire cosa tu stia dicendo

Ecco perché conoscere le tecniche e le dinamiche della persuasione può essere una risorsa infinita, che porta “la palla” dritta nel segno.

Siccome sappiamo che “è impossibile non comunicare” (P. Watzlawick), ecco che la persuasione subentra in tutte le nostre azioni.

Di seguito trovi il Modello Domino, un modello di comunicazione che riconosce il ruolo fondamentale dei piccoli e frequenti cambiamenti nel corso di un lungo dialogo.

Ecco i quattro elementi che compongono il Modello Domino:

  • la ricezione del messaggio
  • l’elaborazione del messaggio
  • la risposta del destinatario del messaggio
  • la modifica del comportamento

La cosa più errata che tu possa fare, è focalizzarti sull’acquisto del tuo prodotto o sulla conversione del potenziale cliente. L’ultimo punto del Modello Domino è quello che fa comprendere il vero cuore dell’arte della persuasione. Quindi quando ti rivolgi all’altra persona, l’unico vero obiettivo che devi avere chiaro è la modifica del suo comportamento.

Segui la rotta che ti porterà dritto all’isola

La persuasione è il catalizzatore di nuove mentalità e comportamenti. Come puoi raggiungerla?

Di certo non con un meccanismo di ricompensa (sconti, minor prezzo, bonus etc.), che porta ad un risultato immediato ma di breve durata.

Il segreto è conoscere bene il pubblico a cui ti rivolgi, parlando il suo linguaggio e offrendogli l’opportunità di far vedere come tu o il prodotto, siate in grado di cambiare la sua vita in meglio.

Per concludere, i passi fondamentali sono: conoscere il target, studiarlo ed analizzalo. Parlare la sua lingua ed immedesimarti nelle sue esigenze. Crea la necessità e introduci la scarsità.

Quando comunichi concentrati sul contenuto ma anche sulla tua personalità comunicativa. É una parte essenziale sulla quale dovrai lavorare, perchè è quella che conferisce la prima impressione di te al tuo pubblico.

Presta attenzione alla cadenza del discorso, la velocità, il tono di voce, le pause.

Ricorda: come dici le cose è altrettanto importante di quello che dici, senza dimenticare uno storytelling ben costruito.

Come afferma Giorgio Nardone “tracciare la differenza che fa la differenza”.

Per approfondimenti:

  • Ti consiglio alcuni fra i nostri più interessanti articoli che riguardano la Narrazione, lo Storytelling, il Public Speaking. Puoi leggere l’articolo cliccando su questo link
  • Ti consiglio di leggere l’articolo che parla delle 6 tecniche per conquistare la fiducia dei partecipanti in cui viene approfondita la tecnica di Robert B.Cialdini “Le Armi della Persuasione”
  • Ti consiglio di leggere anche: Giorgio Nardone “La nobile arte della persuasione” e di Andrea Scarsi “L’arte della Persuasione”

Storytelling, public speaking, presentazioni: il Viaggio dell’Eroe

Le storie sono un modo di comunicare che coinvolge ogni cultura e ogni generazione.
Le storie creano una connessione profonda emozionale tra esseri umani.
Le persone vengono coinvolte perché si identificano con gli eventi e i protagonisti.

Attraverso le storie impariamo,
troviamo risposte, immaginiamo il futuro.

Ogni grande storia ha un struttura semplice:

  1. un eroe
  2. attraversa una serie di difficoltà
  3. da cui emerge trasformato

Prova a pensare a storie o film che ti hanno appassionato. Odissea, Star Wars, Oceania, La ricerca della felicità, Harry Potter, Il signore degli anelli?
Temi e personaggi molto diversi, stessa meravigliosa struttura narrativa.

Adoriamo questo tipo di storie. Se vuoi essere persuasivo nella comunicazione, le storie di trasformazione sono uno strumento potente da utilizzare. Perché il cambiamento, la trasformazione è esattamente quello che ti aspetti quando vuoi convincere le persone a:  

  • comprare qualcosa
  • comportarsi in modo diverso
  • adottare un nuovo modo di fare qualcosa

Il Viaggio dell’Eroe è il modello narrativo di John Vogler che aiuta a strutturare e generare infinite storie. In questo articolo ti parlerò della sua applicazione alle presentazioni. 

Devi usare sempre lo storytelling?

No. Non tutte le riunioni o le presentazioni richiedono di utilizzare storie.  

A volte dobbiamo definire le voci di un budget, ad esempio. Elenchi, numeri, voci di spesa, niente storie. Ma se devi convincere qualcuno ad approvare lo stesso budget, elenchi e numeri potrebbero non bastare.

Con lo storytelling avrai più probabilità di successo. 

L’approccio narrativo è infatti lo strumento migliore nella comunicazione persuasiva. Ricorda! Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio, come ho spiegato in Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

 

La tua idea morirà se il tuo pubblico non la adotta

Il Viaggio dell’Eroe

Alcuni studiosi (Propp, Campbell, Jung) hanno analizzato migliaia di storie di ogni tempo e cultura.

Hanno compreso che hanno in comune una struttura ricorrente e personaggi archetipici. Le storie funzionano perché fanno risuonare schemi psicologici universali e innati nell’essere umano. Jung sostiene che le storie creano connessioni profonde emozionali tra l’individuo e l’inconscio collettivo. Definisce gli archetipi come le radici dell’anima

Christopher Vogler è uno sceneggiatore americano (ha lavorato anche per Disney) che negli anni ’90 ha creato un modello narrativo in 12 fasi per scrittori e sceneggiatori, ispirandosi principalmente agli studi di Joseph Campbell. Lo ha chiamato Il Viaggio dell’Eroe.  

Le fasi ricorrenti in una storia sono:

  1. Il viaggio comincia con la presentazione dell’eroe nel suo mondo ordinario
  2. L’eroe viene chiamato all’avventura da un messaggio o da un evento
  3. L’eroe è riluttante e rifiuta la chiamata 
  4. Riceve incoraggiamento da parte di un Mentore (il Vecchio Saggio)
  5. L’eroe accetta la sfida e attraversa la soglia verso l’avventura (partenza)
  6. Lungo il suo viaggio in un mondo speciale incontra prove, alleati, nemici
  7. L’eroe giunge in un luogo estremamente ostile 
  8. Qui avviene la prova centrale, una dura battaglia (anche interiore)
  9. L’eroe sopravvissuto festeggia, anche perché ha imparato. C’è una ricompensa.
  10. Via del ritorno. L’eroe torna verso il suo mondo, ora migliore
  11. L’eroe affronta un’ultima prova, non è la più dura ma è quella definitiva
  12. L’eroe torna trasformato, portando esperienza e doni

Ti propongo l’infografica messa a punto da Nancy Duarte perché è la più chiara e completa, secondo me.

storytelling

Osserva alcuni dettagli

  • il viaggio è diviso in due mondi: ordinario e speciale
  • il viaggio è circolare (spirale): l’eroe torna al suo mondo, ma è un mondo migliore
  • il cerchio grigio rappresenta le fasi del viaggio
  • il cerchio verde rappresenta il viaggio psicologico dell’eroe

Chi è l’eroe nelle presentazioni?

Potresti pensare di essere tu.

In fondo hai l’intuizione, hai le informazioni, una strategia, un prodotto, un messaggio, qualcosa che potrà cambiare la vita del tuo pubblico! Corretto? No.

Il tuo pubblico è l’eroe. Vive nel suo mondo ordinario, in una situazione di equilibrio. Con le sue abitudini e la sua zona di comfort. Forse non tutto va bene ma conosce la sua realtà, ne ha il controllo. 

Arrivi tu e proponi una nuova visione. Chiedi di cambiare. Cambiare costa fatica, sempre. Il tuo pubblico è scettico e oppone resistenze al cambiamento. Perché dovrebbe seguirti? Perché dovrebbe interessargli quello che dici? Perché dovrebbe alzarsi da quella sedia, convinto ad agire nella direzione che proponi e affrontare una nuova avventura?

Il tuo pubblico deve fronteggiare sfide, opportunità, problemi. Tu sei il suo mentore, il suo aiutante, il suo facilitatore. Devi convincerlo a “partire”, ad uscire dalla sua zona di comfort per affrontare “un’avventura” (accettare un budget coraggioso, comprare un’auto, iscriversi in palestra, appoggiare un candidato, una causa, cambiare modello di cellulare, scegliere un nuovo servizio, un nuovo software ecc.). Il viaggio richiederà un impegno, sicuramente, ma c’è la promessa di un futuro migliore. Le cose andranno meglio perché avrà vantaggi e risolverà i problemi attuali.

L’eroe-pubblico, se accetterà di “partire con te” e adottare la tua prospettiva, tornerà trasformato e il suo mondo raggiungerà un nuovo livello, più elevato e migliore.

Come mentore-presentatore, affiancherai il tuo pubblico nelle prime 4 fasi del Viaggio dell’Eroe. Solo le prime 4? Certo! Il tuo compito è convincerlo a partire per l’avventura del cambiamento (accogliere la tua idea), con la promessa di una ricompensa. Se adotta la tua prospettiva entrerà in un altro mondo. Troverà oppositori, alleati, aiutanti. Non sarà tutto facile, potrebbe incontrare difficoltà ma ne uscirà trasformato e con una ricompensa preziosa. 

Una vita più semplice, ricca, migliore.

Ti invito inoltre a partecipare al nostro evento in aula “Presentation Hero”, il nostro evento in aula con approccio non convenzionale per imparare a parlare in pubblico.

 

Storytelling efficace. 3+3 caratteristiche dei più grandi speaker

Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a fare qualcosa? 

Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un venditore. Ricorda la persona che è stata convincente per te.
Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa non diceva? 

In questo articolo ti spiegherò le 3 caratteristiche dei contenuti e le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi persuasori di tutti i tempi. Puoi confrontarle con la tua esperienza e scoprire quali aspetti curare nello storytelling dei tuoi speech.

 

storytelling

 

Storytelling, il business del secolo

In Storytelling per le presentazioni, il business del secol(che puoi trovare QUI)  ho spiegato l’essenza dello storytelling persuasivo. È parlare di vita (non di cose), con un approccio narrativo semplice e confidenziale. Lo storytelling permette alle persone di identificarsi in quello che dici e di sentirsi coinvolte e interessate.

Cosa interessa le persone? Il sentire (nel cuore, nella testa, nella pancia) che quello che proponi potrà migliorare la loro vita. Il contenuto dello storytelling è la vita, non la descrizioni di oggetti o servizi. Lo storytelling fa la differenza tra informare e comunicare. Tra dormire e sognare durante uno speech.  

 

Storytelling: le 3 caratteristiche dei contenuti dei più grandi speaker

Alcune persone sono particolarmente abili nel presentare le loro idee. Riescono ad essere coinvolgenti e persuasive. Le ascolti e resti incantato. Ispirano fiducia e risonanza, catturando l’attenzione in modo piacevole e convincente. Ci sono esempi straordinari in ogni campo e in ogni tempo. Politici come Kennedy. Imprenditori e comunicatori come Marco Montemagno. Scienziati come Jill Bolte Taylor. Motivatori come Tony Robbins.
Se vuoi una rassegna infinita di modelli straordinari a cui ispirarti, ti consiglio ted.com, un luogo meraviglioso in cui perdersi ascoltando centinaia di speech straordinari, su ogni argomento. Puoi cominciare dalla playlist 25 Most Popular.

Cosa hanno in comune i più grandi comunicatori di tutti i tempi?

Ogni loro speech è:

  • emozionante
  • innovativo
  • memorabile

Nella infinita varietà di contenuti e stili, queste 3 caratteristiche sono sempre presenti nei più grandi speech persuasivi di sempre.

Se vuoi essere persuasivo, assicurati di aggiungere nel tuo discorso:

  • un pizzico di emozione

le emozioni umane sono tante. Chi è il tuo pubblico? Qual è l’emozione prevalente che fa agire il tuo pubblico? Falla vibrare! Se presenti un prodotto per l’infanzia può essere la tenerezza, la protezione. Un prodotto assicurativo? Timore-sollievo. Un progetto aziendale al capo? Ansia-smarrimento-sicurezza-controllo-tranquillità. Un viaggio? Sorpresa, curiosità, emozione, avventura, eccitazione, pace (dipende dalla destinazione). Ricorda. C’è una polarità nella persuasione. Dovrai fare vibrare l’emozione della situazione attuale (es. ansia) e quella risolutiva, se le persone seguono la tua idea (es. controllo e sicurezza).

  • novità 

l’attenzione è sollecitata dalla sorpresa. Sorprendi, incuriosisci! Puoi farlo con i contenuti o con il modo di presentarli. Utilizza metafore, immagini potenti, dimostrazioni curiose.

  • intensità

non esiste una ricetta. Ci sono discorsi memorabili perché commoventi, perché originali, perché fanno sorridere, perché hanno ritmo o immagini spettacolari, perché lo speaker è intenso e autentico. Trova il tuo stile e lascia il segno!

 

Storytelling e contenuto emozionante, innovativo, memorabile

I fatti da soli non bastano, devi fare storytelling dice Vinod Khosla, imprenditore multimilionario. Nei discorsi persuasivi, il contenuto di quello che dici deve essere più che informativo. Fatti, numeri, descrizioni non bastano. Quando presenti qualcosa, l’essenziale è emozionare, coinvolgere, sollecitare l’attenzione e l’interesse delle persone.

Quando ero bambina, nonno Cencio raccontava tante storie di guerra. Erano storie di persone, delle difficoltà che avevano incontrato e di come ne erano uscite. Lui era un grande narratore e arricchiva i suoi racconti di colori, odori, suoni. Per me era come vivere una grande avventura!
Hai avuto anche tu un grande narratore in famiglia?

Nonno e Steve Jobs hanno molto in comune. Il contenuto della loro narrazione ha queste caratteristiche:

  • è una storia di vita (c’è sempre una conseguenza nella vita delle persone)
  • è immaginativa, sollecita i cinque sensi (colori, suoni, sensazioni tattili, odori, sapori)
  • è una storia in cui riconoscersi  (fa percepire le emozioni in modo esplicito)
  • è sorprendente (un pizzico di humor, di suspance, di avventura, di inaspettato)   

Non esiste argomento che non possa essere presentato in modo emozionante, innovativo, memorabile. C’è qualcosa di meno sexy della statistica? Guarda in questo video come Hans Rosling è riuscito a presentare complesse analisi statistiche con l’impatto e il coinvolgimento di una cronaca sportiva. Ti divertirai!

 

 

Le 3 caratteristiche di personalità dei grandi speaker

Il contenuto fa molto ma non è tutto. Come presenti fa la differenza. È una questione di modo di essere, di personalità e carisma.

Anche tu puoi diventare un grande speaker, se svilupperai le 3 caratteristiche di personalità dei più grandi comunicatori:

  • passione

Il carisma è direttamente proporzionale alla passione.
I più grandi speaker trasudano passione per quello che presentano. Nella postura, nei movimenti, nella voce, nell’espressione del viso. Ti appassiona quello che presenti? Non trattenere la passione che ti anima, lasciala scorrere! È praticamente impossibile elettrizzare un pubblico senza essere intimamente appassionati.

  • autenticità

L’autenticità è un tratto comune a tutti i grandi comunicatori. Siamo tutti diversi, con energie e personalità uniche. I più grandi comunicatori si presentano come sono, autentici. Anche nelle fragilità. Non sono formali. Sembra che parlino ad un gruppo di amici. Tutti i più grandi speaker parlano in modo diretto, semplice, confidenziale. Attenzione! L’autenticità non è la spontaneità. Non è l’improvvisazione di un discorso a braccio, infarcito di ehm… 

  • preparazione

questo è un concetto molto importante. Per diventare autenticamente te stesso devi prepararti molto. Sembra una contraddizione, vero?  Hai presente le presentazioni di Steve Jobs? Parla in modo così spontaneo che sembra stia improvvisando, vero? Nulla di più falso. Steve Jobs preparava i suoi discorsi con meticolosità maniacale. Provava decine di volte ogni dettaglio, ogni parola, ogni pausa di silenzio.

La pratica fa parte della preparazione. Più discorsi fai, meno tempo ti servirà per prepararti.

Se vuoi essere persuasivo, il tuo discorso dovrà essere emozionante, innovativo, memorabile. Dovrai esprimere passione, essere autentico, prepararti e provare più volte il tuo discorso. Sai quante presentazioni ho declamato camminando avanti e indietro per la sala? Se qualcuno mi avesse visto, avrebbe richiesto un ricovero forzato. 

 

Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena.

William Shakespeare

Storytelling e presentazioni, il business del secolo.

Ti è mai capitato di uscire sconfitto da una presentazione? A me sì. Quando succedeva, me ne rendevo conto mentre parlavo. Più me ne rendevo conto, peggio andava. La mente si svuotava, la voce tremolava. Una frustrazione terribile, con un senso di inefficacia ed esposizione imbarazzante. Solo alla fine le idee migliori scintillavano nella mia mente (avrei potuto dire…, avrei potuto fare…, non avrei dovuto dire…). Ma ormai era andata.

Ti è mai successo?

storytelling e presentazioni

Non passano le idee migliori ma quelle presentate meglio

Sbagliare una presentazione può avere conseguenze sgradevoli. Il tuo progetto non vede la luce, il collega avanza di carriera al posto tuo, la tua leadership va in picchiata, il cliente ti liquida scegliendo un concorrente, il pubblico esce dal tuo webinar, il finanziatore non sceglie te. Anche la migliore delle idee cade nel vuoto, se è presentata male. Avevo circa 30 anni quando m’è suonata la sveglia. Facevo parte del consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Dovevo proporre progetti (convincendo il direttivo!) e tenere corsi di aggiornamento professionale sulla creatività. Ai primi flop ho deciso di fare qualcosa. Volevo coinvolgere l’aula, lasciare il segno, smetterla di agitarmi tanto prima di salire sul palco. Ho cominciato a prepararmi in modo serio. Ho frequentato corsi (anche di teatro!), ho osservato e studiato i migliori, ho letto molti libri, ho provato e riprovato. Oggi presento in sicurezza davanti a dieci o mille persone e ricordo con un sorriso la Paola di allora. In più di 15 anni e decine di libri, tre autori hanno rappresentato una svolta per me: Vladimir Propp prima, Carmine Gallo e Nancy Duarte più recentemente. Loro mi hanno dato gli strumenti più illuminanti per capire cosa hanno in comune i migliori speaker di sempre e quali sono le caratteristiche dello storytelling efficace. Voglio donarti tutto quello che ho scoperto, senza chiederti anni di ricerca e studio. 

Questo è il primo di una serie di articoli (troverai gli altri post qui).  Seguimi! ti passerò il distillato di quanto ho scoperto.  Avrai l’essenza dello storytelling, la potrai applicare con facilità e con risultati immediati. Le tue presentazioni e i tuoi webinar avranno una svolta definitiva. Le persone ti seguiranno perché avrai conquistato il loro interesse e la loro fiducia.  

La moneta del tuo business

Carmine Gallo ha scritto che le idee sono la moneta del XXI secolo. Nancy Duarte che le presentazioni sono la moneta di ogni business.

Mi piace fondere le due citazioni: la presentazione di idee è la moneta del business del XXI secolo. Leggilo più volte. Come un mantra. La-presentazione-di-idee-è-la-moneta-del-business-del-XXI-secolo. Oooom.

 

Le idee sono la moneta del XXI secolo

Carmine Gallo

 

Tutte le idee sono moneta? No.

Solo quelle in grado di migliorare la vita delle persone. Solo le idee che migliorano lo status quo e l’esperienza delle persone.

Tutte le presentazioni sono moneta? No.

Solo quelle che fanno entrare in risonanza il pubblico, creando identificazione e coinvolgimento. Quelle emozionanti, toccanti, illuminanti. Hai presente quando d’improvviso una cosa ti è chiara in tutta la sua evidenza? Si chiama aha! experience o eureka effect.

Per questo il webinar marketing porta a risultati tanto straordinari. Perché è il modo migliore per creare identificazione, coinvolgimento, risonanza con la tua idea. Da persona a persona. A centinaia di persone altrimenti non raggiungibili. Creando autorevolezza, fiducia, credibilità.

Tutti i webinar creano risonanza e business? No.
Solo quelli che sono preparati con una strategia consapevole. Quelli che usano un approccio narrativo, lo storytelling. Quelli in cui lo speaker ha uno modo di essere appassionato, coinvolgente, emozionante. Carismatico. Tutto il resto è noia.

La bella notizia è che chiunque può imparare, nessuno è nato carismatico. Neanche Steve Jobs. Nelle sue prime presentazioni era timido, impacciato, goffo. Ora è un modello per tutti, resta nell’olimpo dei migliori speaker di sempre.

Anche tu puoi diventare quello che oggi puoi solo sognare di essere. Tu puoi realizzare la versione migliore di te stesso, di te stessa.

Procediamo con il primo passo.

Lo storytelling aziendale nelle presentazioni

Perché dovrebbe interessarmi?   Ricorda! Chi ti ascolta ripete a se stesso questa domanda (anche inconsapevolmente). Mentre parli, minuto dopo minuto. Devi rispondere secondo dopo secondo, andando dritto al punto. Cosa interessa, sostanzialmente, alle persone? Stare meglio.
A meno che tu non sia un produttore di raddrizza-banane o un venditore di ghiaccio agli eschimesi, quello che proponi ha una qualche utilità e vantaggio nella vita delle persone.

 

Le presentazioni sono la moneta di ogni business

Nancy Duarte

 

La prima regola per uno storytelling efficace 

Come miglioro la vita delle persone? Quando prepari una presentazione, devi partire da questa domanda.
La tua idea, il tuo servizio, il tuo prodotto come migliorano la vita e  l’esperienza delle persone? Chi ti ascolta come vedrà cambiare la situazione attuale, se (e solo se) seguirà la tua idea? Queste domande sono fondamentali. Come migliori la vita delle persone a cui ti rivolgi? Rispondi seriamente perché dovrai parlare esattamente di questo. Non delle caratteristiche di quello che offri, né di quanto sei figo, né di quanto ne sai.

 

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Un esempio straordinario di storytelling

Vuoi un esempio straordinario?

Quando Steve Jobs ha presentato il primo ipod nel 2001, avrebbe potuto descrivere “la cosa”, il prodotto. Avrebbe potuto dire che Ipod ha una scocca in bicarbonato bianco ed alluminio, design minimale, mini HDD interno Toshiba da 5Giga.
Interessante! ma poco eccitante.

Quali parole ha usato, invece? Se posso dirlo, è una figata pazzesca! Sono migliaia di canzoni nella tua tasca...  Vita! non prodotto. Quando presenti, non descrivere le caratteristiche della “cosa” (potrai fornire materiale informativo a parte). Parla dei vantaggi e dell’impatto positivo sulla vita delle persone!

Questa è l’essenza dello storytelling. Non è raccontare storielle ma è avere un approccio narrativo e confidenziale, parlare di vita, di idee che migliorano l’esperienza delle persone.
Ma non finisce qui.

La tua esperienza, fonte preziosa di storytelling efficace

Prova a pensare alla tua esperienza. Ricordi qualcuno che è riuscito a farti cambiare idea? Che ti ha convinto a fare qualcosa? Che ha conquistato la tua attenzione e la tua fiducia? Che ti ha convinto a comprare qualcosa? Che ti ha fatto riflettere, spostando l’asse dei tuoi valori? Pensaci intensamente, torna a quel momento. Osserva con la memoria quella persona che è stata convincente per te. Come si muoveva? Come parlava? Cosa diceva? Cosa è stato determinante nell’avere influenza su di te?
Forse è stato un insegnante, un amico, un genitore, un politico, un influencer, un superiore, un predicatore, un venditore. Non è rilevante. Nella tua esperienza ci sono grandi insegnamenti.

 

Nel prossimo articolo parlerò di quali sono le caratteristiche comuni ai più grandi speaker carismatici. Scommettiamo che troverai corrispondenze perfette con le persone influenti nella tua vita?

Keep in touch!

Relatore Webinar: i 10 errori da evitare!

Ogni giorno assistiamo decine di clienti. La nostra missione è quella di rendere i loro eventi online un vero successo.

L’ingrediente fondamentale è la cura per ogni dettaglio: nulla deve essere lasciato al caso. Dalla landing page all’advertising, dalla preparazione della piattaforma prima della diretta alla cura del follow up: ogni cosa necessita il giusto grado di attenzione.

Oggi ti parlerò del relatore webinar e dei 10 errori che rischiano di rendere la presentazione un vero disastro.

relatore webinar

Immaginiamo di avere tutto pronto: la piattaforma è stata predisposta, un centinaio di utenti si sono iscritti al tuo webinar, manca pochissimo alla diretta.

Sei sicuro di essere davvero pronto?

Ecco 10 accorgimenti da non sottovalutare prima di una presentazione online.

 

1.Attento alla connessione!

“Mi collego dal parco, qui mi sento più rilassato!”, ecco come esordisce Mario.

Bene, se non fosse che la connessione è quella del cellulare. E a guardare bene, il display indica una sola tacca.

È vero che si può andare in trasmissione da qualsiasi posto, ma occorre che le condizioni minime siano soddisfatte. E la prima in assoluto è avere una buona connessione dati. Vuoi davvero che il tuo video si veda a scatti e che la tua voce si senta rotta e spezzata?

L’ideale sarebbe utilizzare una connessione via cavo Ethernet, ma in mancanza anche una connessione wireless stabile può andare bene.

Il mio consiglio è quello di effettuare un test di trasmissione almeno qualche giorno prima della diretta. Questo consente di prevedere eventuali problemi e di potervi porre rimedio, con il giusto anticipo. Arrivare direttamente il giorno del webinar, magari 5 minuti prima di avviare la trasmissione, potrebbe andare bene solo nel caso in cui avessi una webinar room impeccabile o… il giusto grado di fortuna!

Ma perché rischiare quando puoi prevenire spiacevoli inconvenienti?

 

  1. Mostrati in webcam!

Una presentazione non è solo una condivisione di contenuti: è creare un legame con ogni singolo partecipante, interagire direttamente con lui. E la prima condizione per riuscirci è quella di avere un contatto visivo:  vedere chi sta parlando e poter interagire con lui, accorcia le distanze e permette di creare un legame con il relatore webinar.

Certo, questo può risultare difficile: chiunque davanti ad un computer e ad una webcam può provare una certa sensazione di disagio, senza la possibilità di vedere i propri interlocutori. Ma il punto è: il tuo partecipante si sentirà davvero a proprio agio?

Una volta ho assistito da partecipante ad un corso online in cui il relatore webinar ha deciso di non mostrarsi in webcam. Ti assicuro che è stato un vero disastro! Ovviamente non è semplice, ma è un qualcosa che è possibile apprendere con lo studio e, soprattutto, la pratica.

Luca Vanin ha scritto il primo libro italiano sul tema, Public Speaking Online: un libro pensato proprio per chi vuole superare la “paura” affrontando questa sfida in modo professionale ed elegante, senza improvvisare e senza doversi pentire di errori commessi.

 

  1. Occhio alle spalle!

Anche in questo caso, nulla deve essere lasciato all’improvvisazione.

La webcam deve essere ben posizionata. Né troppo alta, né troppo bassa: deve essere all’altezza dei tuoi occhi.

E dietro di te? Sarebbe preferibile uno sfondo monocromatico. Se hai un logo o un bel quadro, va benissimo, ma stai attento a che non entri nessuno nell’inquadratura.

Non vorrei ti capitasse come quella volta in cui il relatore webinar era in ufficio e il suo collega passeggiava dietro di lui, fermandosi davanti allo schermo e chiedendogli “Ma cosa stai facendo di bello?”.

 

  1. Attento ai rumori!

Un luogo di trasmissione silenzioso è estremamente importante per permettere ai partecipanti di vivere un’esperienza memorabile.

Rumori improvvisi o di sottofondo potrebbero impedire ai partecipanti di sentire la tua voce, oltre a distrarti dalla presentazione.

Dunque, prima di cominciare accertati che non ci siano finestre aperte e che tutti sappiano che sei in diretta in modo da non entrare all’improvviso o non fare rumori molesti.

Se c’è un telefono nella stanza ti suggerirei di metterlo offline.

  1. Prenditi cura di ogni partecipante!

Bene, la webcam è settata. Non c’è nessuno in giro. I tuoi partecipanti sono lì, dentro la tua stanza. Ti stanno ascoltando, sono lì per te.

Guardali, parla direttamente con ognuno di loro. Per farlo devi avere lo sguardo dritto alla webcam.

Se hai degli appunti sulla scrivania, prova a guardarli con la coda dell’occhio. Se hai due monitor accertati di guardare quello giusto.

Il partecipante deve sentire che per te è la persona più importante. Sei lì unicamente per lui.

 

  1. Utilizza la Chat!

Lo so, magari starai pensando che è difficile parlare direttamente con i partecipanti se non puoi vederli o sentirli. Ma c’è uno strumento che può aiutarti: si chiama “chat”.

Pensaci: se nel tuo webinar fossero presenti 500 partecipanti, permettere a tutti di parlare e aprire la webcam creerebbe davvero una situazione di confusione!

La chat, invece, ti permette di interagire in tempo reale con ogni partecipante. Basta porre delle domande alle quali rispondere in diretta durante il webinar.

 

  1. Parola d’ordine: interazione!

Il rischio di risultare noiosi è sempre dietro l’angolo, ma per fortuna è possibile evitarlo. Come?

  • Prepara la tua presentazione, non improvvisare
  • Cerca di fare delle pause
  • Fai domande
  • Attiva i partecipanti e chiamali per nome
  • Ogni tanto cambia il tono della tua voce

Non vorrai mica che i tuoi interlocutori si addormentino sulla tastiera, vero?

 

  1. Occhio alle slide!

Una presentazione efficace necessita di slide efficaci. 

I contenuti sono importanti, certo, ma saperli presentare mantenendo alta l’attenzione non è sempre facile.

Ottimizzare la propria strategia di presentazione significa preparare le slide per il webinar con una logica particolare. Significa raccontare una storia che fornisca dati utili all’audience e che li guidi durante tutta la presentazione.

Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qui.

 

  1. Rilassati!

Siamo pronti per cominciare ed è normale avere un po’ d’ansia. Non preoccuparti…rilassati!

Per qualunque problema durante la trasmissione ci sarà uno dei nostri Webinar Manager a supportarti.

Tu goditi solo la diretta e approfitta di ogni momento.

Ricorda sempre di avere a portata di mano un bicchiere d’acqua, qualora ti venisse sete o avessi bisogno di una scusa per una breve pausa (non bere direttamente dalla bottiglia, please!).

E se avessi bisogno di giocare con qualcosa, prendi quella pallina antistress che hai sul tavolo. No, non quello: giocare con il jack del microfono non è l’ideale, rischi di disturbare l’audio dei tuoi partecipanti!

 

  1. Non premere quel pulsante!

In qualsiasi piattaforma c’è la possibilità di premere un pulsante e terminare la trasmissione. Di solito è rosso e non a caso: a non stare troppo attenti si rischia di premerlo e chiudere il webinar per tutti.

Sai cosa vuol dire? Che magari eri nel bel mezzo della tua presentazione e giusto in quel momento…puff, il webinar termina e lasci tutti i tuoi partecipanti con il dubbio di come sarebbe andata a finire!

 

Bene, adesso dovresti essere pronto per andare in diretta.

Se seguirai questi consigli non dovresti avere alcun problema. E, magari, dopo la trasmissione potresti anche raccontarci come è andata. Saremo felici di conoscere la tua esperienza!

7 trucchi per apparire al meglio nelle videoconferenze

Webinar gratuiti, videoconferenze, riunioni online, formazione a distanza: basta davvero una piccola preparazione per apparire al meglio in ognuna di queste occasioni. E anche molte di più!

videoconferenze

 

L’esperta di etiquette Jacqueline Whitmore ha applicato la sua esperienza al mondo della video-comunicazione online dal vivo e creato un articolo per la rivista Entrepreneur dove regala 7 consigli per una perfetta presenza in webcam (7 essentials for looking your best in Video Conference Calls)

Vediamoli nel dettaglio:

Illumina l’ambiente

La luce e la sua angolazione sono importanti durante una video conferenza esattamente come per uno shooting fotografico.

Come regola generale, evita luci fluorescenti, che possono proiettare ombre. Evita anche luci sopra la testa: possono creare ombre scure sotto gli occhi e accentuare eventuali occhiaie.

Posiziona la tua fonte di luce primaria dietro alla tua webcam. In questo modo, la luce e la webcam puntano nella stessa direzione.

Per un effetto migliore puoi anche utilizzare due luci dietro alla camera, una a destra e una a sinistra.

Importante: per un’immagine migliore la webcam deve essere posizionata al livello dei tuoi occhi. Se stai usando un portatile, mettici qualcosa sotto per sollevarlo fino a che i tuoi occhi non sono allo stesso livello della webcam.

Scegli uno sfondo neutro

Che tu sia a casa o in ufficio, assicurati che il tuo sfondo sia professionale. Nel meno sta il più: qualsiasi oggetto come quadri, cornici con foto di parenti e amici possono essere un elemento di distrazione per la persona che stai incontrando virtualmente. Lo stesso vale per tutte quelle cose che ti fanno sembrare poco professionale.

Consiglio: siediti alla tua scrivania e fai uno screenshot dalla webcam per vedere come gli altri vedono il tuo sfondo. Rimuovi tutti gli oggetti sul tuo muro o la tua scrivania che possono far distrarre dal bran della tua compagnia.

Considera l’idea di designare un muro del tuo ufficio o di casa tua come “muro della tua azienda”.

Vestiti al meglio

Evita righe e fantasie e scegli le tinte unite: una fantasia troppo lavorata potrebbe creare fastidiosi effetti video.

Elimina le distrazioni

Se hai animali, bambini e parenti per casa, ricordati sempre di avvisare che sei in diretta online e, se puoi, chiudi la porta della stanza dove ti trovi: in questo modo eviterai di essere interrotto o di trasmette in diretta urla e litigi di chi si trova intorno a te.

videoconferenze

Usa i tuoi appunti con strategia

Se hai bisogno di buttare un occhio ad alcuni appunti durante la tua video conferenza, scrivili su un foglio di carta e attaccali accanto alla tua webcam. Questo può aiutarti a stare sul sentiero nel caso diventi nervoso e il tuo sguardo non si allontanerà mai dalla webcam.

Mantieni il contatto visivo

Quando parli ricordati di guardare direttamente in camera: in questo modo sarà come guardare negli occhi il tuo interlocutore. Non farti distrarre dalla tua immagine o dalla webcam di chi parla con te.

Assicurati la miglior qualità audio e video

Se fai numerose videoconferenze, considera nell’investire in microfoni e webcam diversi da quelli integrati del tuo pc. Puoi trovare i migliori strumenti da utilizzare in questo articolo: https://www.webinarpro.it/2016/08/attrezzatura-webinar-strumenti-che-fanno-per-te/

La pratica rende perfetti: segui questi consigli e vedrai che in poco tempo raggiungerai un risultato professionale!

Se vuoi leggere l’articolo originale, puoi farlo da qui: https://www.entrepreneur.com/article/294107

… Segui WebinarPro per migliorare le tue videoconferenze!

Lo ammetto, questo consiglio non è di Jaqueline Whitmore: ma se vuoi rimanere sempre aggiornato sui webinar, videoconferenze, smart working, public speaking online e vendita online, registrati alla nostra newsletter da qui! 

Neuromarketing e Public Speaking Online: offri ai tuoi partecipanti un’esperienza irripetibile!

Ti sei lanciato da poco nel mondo dell’online e a fatica stai incominciando a muovere i primi passi, hai preso parte a diversi webinar come partecipante, ma come relatore non hai ancora un gran successo.

Il tuo pubblico si annoia, molti partecipanti abbandonano le tue conferenze a metà. 

Hai un dubbio che ti attanaglia, nella tua mente continuano a comparire le parole: “ma dove sto sbagliando!?

Ecco, se ti riconosci nella descrizione allora questo articolo fa proprio al caso tuo: voglio darti una soluzione ai tuoi problemi!

E’ molto più semplice di quello che pensi: ti basta applicare i principi del neuro-marketing al Public Speaking Online e i tuoi partecipanti vivranno un’esperienza unica, ma soprattutto utile!

presentare online

Presentare online: cos’è il neuromarketing

Sono certa che in questo momento stai strabuzzando gli occhi davanti a queste parole e penserai che le neuroscienze e il successo dei tuoi eventi siano connessi tra loro come i cavoli a merenda.

Ma non è così! Intanto, iniziamo a capire in cosa consista il neuromarketing.

Il termine è un neologismo che è stato coniato in seguito all’applicazione delle neuroscienze ai processi decisionali e alle decisioni di acquisto.

Il neuromarketing sfrutta le scoperte delle neuroscienze per capire quali canali di comunicazione siano più efficaci per stimolare l’acquisto.

Come applicare il neuromarketing al Public Speaking Online

Come può esserti utile nelle tue presentazioni?

Il neuromarketing è la tua salvezza: dopo aver letto questo articolo riuscirai ad organizzare meglio le tue presentazioni e il tuo pubblico sarà incollato davanti allo schermo.

Il messaggio che trasmetti deve influenzare il sistema emotivo, percettivo, valutativo e comportamentale del tuo pubblico.

Vediamoli insieme nel dettaglio.

Pain
Per prima cosa, il messaggio deve mettere in evidenza il Pain, in pratica devi far capire al tuo ascoltatore che ha bisogno di qualcosa e che ne ha sempre avuto bisogno, ma fino ad ora non lo sapeva.

Claim
Dopo aver creato il pain nel tuo pubblico, devi pensare ad un Claim, cioè lo slogan e quello che vuoi trasmettere.

Gain
La parte più difficile: il tuo messaggio deve trasmettere le potenzialità di guadagno che chi ti ascolta potrebbe ottenere se mette in pratica la tua soluzione.

Old Brain
Da ultimo, devi inviare il messaggio all’Old Brain, ovvero la call-to-action, l’invito a fare qualcosa.

Presentare sul Web: come organizzare i tuoi contenuti

Il percorso logico di una presentazione sul web perfetta?

In primo luogo devi trovare il problema da cui partire, il bisogno dei tuoi partecipanti e devi far in modo che essi si identifichino con la situazione critica di cui stai parlando.

In questo modo risvegli l’attenzione del tuo pubblico e riuscirai a tenerla alta per tutta la durata dell’evento.

Ora che i tuoi partecipanti sono “tutti orecchie” è il momento di spiegare loro la tua proposta, il tuo claim, e sottolineare quale gain potrebbero trarre adottando la tua soluzione.

Ricorda: i gain possono essere di due tipi, o riduzione del dolore o aumento del piacere.

Alla fine devi lanciare il messaggio finale così che spinga all’azione i tuoi partecipanti e fare in modo che scelgano la tua proposta.

Presentare online: il Public Speaking applicato al web

Devo ammetterlo: parlare sul web non è semplice.

Trovarsi davanti ad una webcam, soprattutto le prime volte, è una sfida impegnativa.

Le preziosissime nozioni di neuromarketing che ti ho dato sono un’ottima guida per preparare presentazioni efficaci.

Ma posso farti fare il passo avanti: scoprire tutti i segreti del public Speaking Online in un webinar gratuito. Rimani aggiornato sul nostro calendario dei webinar gratuiti qui

 

Engagement nei webinar: come coinvolgere e convertire i partecipanti

La caratteristica più potente dei webinar è la diretta. La differenza tra un webinar vincente e un totale fallimento sta nella capacità di sfruttare le potenzialità della diretta.

Prova a pensarci.

Hai proposto un tema, si sono iscritti in 185. Un vantaggio pazzesco! Ti trovi nella migliore condizione: chi si iscrive è già interessato a te e ha scelto di dedicare un’ora del suo tempo a qualcosa che ritiene possa migliorare la sua condizione, risolvere un suo problema, rispondere a un suo bisogno.

Vuoi farti sfuggire questa occasione?

La tua proposta di valore può soddisfare le aspettative di molte persone. Quelle persone sono lì davanti a te. Calde.

Non farle raffreddare!

webinar

Le persone vogliono sentirsi protagoniste.

Le persone non vogliono subire passivamente una serie di informazioni. I partecipanti ad un webinar desiderano vivere un’esperienza intensa e piacevole. Apprezzano sentire che sai metterti dal loro punto di vista, comprendi i loro bisogni e le loro difficoltà. Desiderano sentirsi coinvolti, partecipare, avere la possibilità di chiarire dubbi.

Il segreto di un webinar efficace è mantenere alta l’attenzione, muovere la giusta energia, interagire con i partecipanti che sono presenti in diretta. Sono loro i veri protagonisti del webinar!

Non è il numero dei partecipanti a fare la differenza ma la loro reale e concreta motivazione a prendere parte all’esperienza e a fidarsi del relatore

Luca Vanin – Fabio Ballor, Webinar Professionali, Hoepli

In questo articolo ti spiego come fare webinar memorabili e come tenere i tuoi partecipanti incollati al monitor dall’inizio alla fine. Presenti, interessati, attivi, coinvolti, convinti! Tutto questo si traduce in una parola: engagement (ingaggio, coinvolgimento).

È uno dei segreti più importanti del Public Speaking Online. Scoprirai che puoi attivare leve che vanno ben oltre la sessione di domande e risposte.

Il bello della diretta

In tempo reale, tu hai la possibilità di convincere centinaia di persone che sei una persona competente, autorevole, degna di fiducia. Se si fideranno di te, ti seguiranno dove tu li vorrai portare.

Molti webinar falliscono miseramente, perdendo fino al 50% dei partecipanti nel primo quarto d’ora. Perché? Te lo spiego tra poco.

Qual è il vantaggio?

Qualunque sia la finalità del tuo webinar (webmeeting, videoconferenza, e-learning, web training, webinar marketing, vendita online ecc.) devi sempre ricordare che:

  • Tutti devono avere qualche vantaggio (imparare qualcosa, scoprire una nuova soluzione, riflettere su nuove prospettive ecc.)
  • Tutti devono sentirsi a proprio agio
  • Tutti devono fare un’esperienza soddisfacente

I must del relatore webinar

Innanzitutto devi essere pienamente consapevole che il webinar è un momento di incontro tra esseri umani. Dovrai essere tu a governare la barriera costituita dal computer. Con alcuni accorgimenti potrai neutralizzare le distanze, avvicinarti ai partecipanti e creare un ambiente caldo e piacevole per tutti.

  • Fissa la webcam e immagina di parlare ad un volto a te caro
  • Dietro alla webcam ci sono persone: chiamale per nome!
  • Sorridi, cerca di essere gentile e accogliente come quando ricevi ospiti a casa tua
  • Cerca di essere semplice e informale, anche se presenti temi molto importanti
  • Fatti affiancare da un’altra persona. Potrebbe presentarti, gestire le domande ed eventuali problemi tecnici dei partecipanti

Conduttore, relatore, staff tecnico: un webinar professionale può essere molto affollato. Puoi trovare un approfondimento sui diversi ruoli nei webinar in questo articolo.

I 5 livelli di partecipazione ad un webinar

Sicuramente vuoi realizzare webinar che mantengono alta l’attenzione, stimolano l’interesse, ottengono risultati in termini di conversione. Vuoi che molti partecipanti facciano quello che ti aspetti (aderire a un’idea, scaricare un file, apprendere qualcosa, prenotare un servizio, fare un acquisto, iscriversi ad una newsletter ecc.). Partecipazione e conversione sono strettamente correlate. Quali sono i livelli di partecipazione? Quali convertono di più?

  1. Partecipante proattivo: pone domande, fa emergere spunti, presenta punti di vista
  2. Partecipante attivo: è attento, ascolta, pone qualche domanda
  3. Partecipante reattivo: segue ma pone domande solo se sollecitato, reagisce con fatica agli input.
  4. Partecipante passivo: non risponde, non scrive, non pone domande
  5. Partecipante annoiato: per nulla coinvolto, disinteressato, abbandona il webinar

I primi due (partecipanti attivi e proattivi) sono quelli che hanno la più alta percentuale di conversione.

Fai parte di quegli speaker che temono come il fuoco le domande e l’interazione? Ripensaci!

Ricordati che sei tu il relatore: le persone percepiscono questo ruolo e lo rispettano. Inoltre nessuno ha passato le ultime settimane a prepararsi, come hai fatto tu. Quindi keep calm e non temere le domande. Se vuoi portare a casa qualche risultato (se vuoi convertire) devi cercare di stimolare il tuo pubblico a raggiungere i livelli 3, 2, 1.

Perché i partecipanti abbandonano i webinar

Lo sapevi che quasi metà degli iscritti ad un webinar neanche si presenta in aula? I motivi sono diversi: scarsa motivazione, semplice dimenticanza, sovrapposizione di impegni. Chi entra in un webinar è quindi un prospect (persona realmente interessata, cliente potenziale) molto prezioso perché motivato e attento al tema che proponi.

Tenere il maggior numero di persone fino alla fine è un obiettivo e un parametro di successo del tuo webinar. Molti webinar perdono fino al 50% dei partecipanti nel primo quarto d’ora. Vediamo le ragioni più frequenti di questo fallimento.

  • Cattiva connessione (problema del partecipante)
  • Benchmark (il partecipante è solo un concorrente che vuole farsi un’idea)
  • Bassa qualità audio-video di trasmissione (problema del relatore)
  • Aspettative deluse (il livello dei contenuti è stato comunicato o compreso male)
  • Presentazione deludente, poco curata, disordinata (scarsa progettazione e bassa professionalità)
  • Stanchezza (eccessiva durata del webinar)
  • Noia, basso coinvolgimento, senso di esclusione (autoreferenzialità, assenza di interazione e coinvolgimento)

Come vedi, alcune ragioni possono essere indipendenti da te. Ma puoi fare moltissimo sulle altre leve di successo. Una delle più importanti è quella di coinvolgere i partecipanti e farli sentire protagonisti dell’esperienza che stai proponendo.

Come facilitare l’engagement in un webinar

I migliori webinar sono quelli che sanno coinvolgere, stupire, emozionare e fanno sentire vivi ed energici i partecipanti. Ecco alcune indicazioni per raggiungere questo obiettivo.

 

Fase uno – Accoglienza

L’accoglienza è il primo biglietto da visita del webinar. Moltissime persone abbandonano subito l’aula se non sono convinti a colpo d’occhio. Una buona accoglienza predispone ad un atteggiamento di apertura e fiducia.

Accoglienza multimediale. Prima che inizi il webinar (10-30 minuti in anticipo), i partecipanti cominciano ad entrare. Puoi intrattenerli. Scambia due parole via chat, fai vedere una prima slide, chiedi loro di fare qualcosa (compilare, leggere qualcosa, vedere un video, visitare una pagina web)

Housekeeping. Saluta con calore e scambia convenevoli (Benvenuti! Sentite e vedete tutti bene? Tra pochi minuti comincia il webinar…)

Icebreaker (rompighiaccio). Inizia la trasmissione. Devi allentare la tensione, avvicinare i partecipanti, aiutarli a familiarizzare con la tecnologia, devi favorire gli scambi e le interazioni successive. Dedica due-tre minuti ad attività per rompere il ghiaccio. Ti consiglio questo post per avere belle idee.

 

Fase due – Avvio

La fase di avvio richiede di chiarire alcuni aspetti importanti dell’evento. Dovrai svolgere una serie di rituali molto importanti perché offrono la sensazione di partecipare ad un evento di valore, ben organizzato. Questo momento predispone positivamente l’attenzione e la partecipazione di tutti.

Se siete due è meglio. Se è possibile, avviate il webinar in due: uno sarà il conduttore, l’altro il relatore. Questo facilita lo scambio delle prime parole e crea un clima positivo molto professionale.

Spiega la struttura interattiva dell’evento. Sembra banale ma non lo è. Non tutti hanno confidenza con la tecnologia e molti potrebbero farsi scrupoli di potersi permettere di prendere iniziative. Spiega come chattare, come alzare la mano, come eventualmente attivare il microfono o la webcam, come rispondere ai sondaggi. Passa le informazioni in base agli strumenti che hai deciso di mettere a disposizione. Pochi minuti saranno sufficienti per mettere le persone a proprio agio.

Riassumi le regole del gioco. A seconda della struttura del webinar e dei suoi scopi, potrai cambiare le richieste e i limiti per i tuoi partecipanti. Chiarisci in modo semplice cosa possono e non possono fare i partecipanti, è molto importante!

Da dove siete collegati? Per favorire l’approccio alla chat, dimostra interesse nei confronti dei partecipanti. Fai una-due domande per iniziare un dialogo con loro. È il vostro primo webinar? Come siete venuti a conoscenza di questo webinar? Da dove siete collegati? Ad esempio.

Breve analisi delle aspettative. La domanda Cosa vi aspettate di portare a casa? permette di correggere aspettative non realistiche ed evitare delusioni. Non farti sfuggire l’opportunità di informare su eventuali webinar successivi, su argomenti specifici emersi nelle aspettative oppure su un diverso livello di approfondimento.

Introdurre il relatore. L’ideale è che ci sia qualcuno (conduttore) che presenta il relatore, valorizzando il suo ruolo e la sua autorevolezza.

Dare ufficialmente il via al webinar. Il relatore comincia e si avvia la registrazione.

 

Fase tre – Presentazione

Cosa puoi fare per rendere fluida, energica e vivace una presentazione? Come creare il giusto clima perché le persone possano apprendere, partecipare, lasciarsi coinvolgere, condividere? WebinarPro è specializzata anche nel Public Speaking Online. Organizziamo corsi e offriamo consulenze individuali per apprendere a parlare in pubblico di fronte ad una webcam.

Esattamente tra una settimana Luca Vanin, presidente di WebinarPro e autore del libro Public Speaking Online, sarà ospite della Casa Editrice Flaccovio a Palermo per parlare del tema.

Qui ti svelerò alcune basi che puoi applicare subito, a partire dal tuo prossimo webinar. Segui questi consigli e fammi sapere com’è andata!

45 minuti. Progetta il tuo webinar per una durata di 45’ – 1 ora al massimo.

15 minuti. Questa la durata di un “blocchetto” di presentazione. Poi interagisci.

5 minuti.  Ogni cinque minuti deve succedere qualcosa. Un cambio di ritmo, un’informazione particolarmente sorprendente, una pausa ad effetto.

1-2 minuti. Cambia slide con un buon ritmo, sempre diverso. Questo riattiva l’attenzione.

Slide curate. Il materiale visivo dev’essere impeccabile. Pochissimo testo, immagini coinvolgenti. Semplicità, eleganza, essenzialità.

Chiedi un’anticipazione. Rendi le persone partecipi per scoperta! Ad esempio, presenta un problema e chiedi loro una possibile soluzione, prima di proporre la tua.

Q&A. Distribuisci i momenti dedicati alle domande durante tutto il webinar. Aiuterà a tenere alta l’attenzione e frizzante la partecipazione.

Attivazione. Fai fare loro qualcosa! Esercizi, esplorazioni online, sperimentazioni in diretta.

Loro protagonisti. Facilita la condivisione di esperienze personali, di esempi e racconti specifici. Se li rendi protagonisti, loro ti renderanno leader. Se rispondi ai loro bisogni, loro ti seguiranno.

Testimonianze. Se c’è qualche partecipante interessante, puoi dare l’autorizzazione al microfono e alla webcam ma attenzione! Che sia un intervento breve, di pochi minuti.

Chiedi feedback. Come sta andando? Lo puoi chiedere in molti modi: con un sondaggio, con una risposta in chat, con un emoticon.

Sondaggi. Puoi utilizzarli per diversi scopi: alleggerire il ritmo, far partecipare le persone, conoscere il loro parere, riattivare l’attenzione, veicolare un messaggio. Ti consiglio di usare i sondaggi con parsimonia. Richiedono abbastanza tempo. Molti partecipanti preferiscono, invece, approfondire l’argomento per cui stanno partecipando. Una buona idea è quella di tenere gli esiti visibili solo a te, in modo che tu possa ingaggiare i partecipanti nella previsione dei risultati.

Dono. Non dimenticare di offrire un dono come conduttore e come relatore. Un link particolarmente interessante, una risorsa gratuita, un tool utile per i tuoi partecipanti.

 

Cosa ne pensi? Hai provato ad applicare queste indicazioni? Lascia un commento e condividi questo post.
Se ancora non l’hai fatto, registrati qui. Sarai aggiornato sui prossimi articoli in uscita, sulle iniziative e promozioni WebinarPro.

Se vuoi sapere qualcosa di più sul workshop di settimana prossima di Luca Vanin sul tema Public Speaking Online, scrivi una mail a info@webinarpro.it
Saremo felici di conoscerti.

 

Come vuole sentirsi un partecipante webinar?

Vivo ed energico, piacevolmente incuriosito e attento. Soddisfatto di avere vissuto un’esperienza da raccontare.

Public Speaking Online: nove regole da conoscere

Hai mai sentito parlare di Public Speaking Online?

Una cosa è sicura: avrai già notato che il termine deriva dalla combinazione di tre differenti termini inglesi.

Public, Speaking e Online.

public speaking online

Probabilmente, la disciplina del Public Speaking ti è sicuramente nota: si tratta del processo con cui si comunica ad un’audience, ad un gruppo di persone.

E Online? 

Con Public Speaking Online si intende un insieme di tecniche e strategie che permettono di comunicare efficacemente online e di presentare le proprie idee nel mondo del web e della comunicazione via internet.

Quando ti serve il Public Speaking Online? E’ indispensabile se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Devi condurre un evento online dal vivo ed entrare in sintonia con il tuo pubblico distruggendo il muro della distanza
  • Hai bisogno di ottimizzare la tua voce e la tua immagine per essere persuasivo e trasmettere professionalità

Public Speaking Online: le regole

Così come nel Public Speaking, anche nel Public Speaking Online esistono delle regole.

Il discorso perfetto è quello in grado di suscitare consenso nel pubblico: questo avviene grazie alla logica e alla retorica.

La logica in un discorso è l’aspetto più importante, per farla emergere basta seguire queste regole: 

  1. Riportare esempi, dati, statistiche
  2. Tenere discorsi semplici e lineari, che siano facili da seguire ed ascoltare
  3. Capacità di presentare contenuti in forma narrativa, catturando l’attenzione con l’uso di metafore

Anche per la retorica esistono 6 regole base per parlare in pubblico che ti permettano di realizzare un discorso di successo:

  1. Devi trasmettere sicurezza attraverso la voce, il linguaggio del corpo (sì, esiste anche nel public speaking online) e lo sguardo
  2. Usa i supporti visivi come le foto, i disegni e i grafici
  3. Fai domande retoriche o domande (aperte o chiuse) al tuo pubblico
  4. Crea delle pause per ottenere l’attenzione nei punti più importanti del discorso
  5. Per rafforzare il messaggio aiutati con la gestualità
  6. Ripeti frasi o parole chiave

Segui queste regole come se fossero una Bibbia, il tuo discorso ne gioverà e il messaggio che vorrai trasmettere arriverà diretto al tuo pubblico.

Con il tempo tutti questi meccanismi diventeranno automatici e grazie a questi piccoli trucchi vedrai chiaramente la differenza nel tuo modo di comunicare.

Le tecniche del Public Speaking Online

Ci siamo, hai preparato tutto: il tuo discorso e la scaletta dei tuoi contenuti. 

Ma sono sicura che stai per essere colto da un attacco di panico per la paura di non essere all’altezza.

Cosa fare? Niente paura, per tua fortuna esistono delle tecniche, che amo chiamare “trucchetti del mestiere”, che chi fa abitualmente Public Speaking Online conosce bene.

 

Regola d’oro: per avere successo con il tuo pubblico, devi prima conquistare te stesso!

Esatto, rilassati, metti da parte la tensione e goditi il fatto che i tuoi partecipanti abbiano scelto proprio te: allontana l’ansia, mostrati sicuro di te e realizza il tuo evento.

 

In secondo luogo cura la tua immagine: hai presente il detto “l’abito non fa il monaco”? Non è vero, lo fa eccome!

Devi avere un aspetto pulito, ordinato e professionale. Non dimenticare che il sorriso è sempre un ottimo biglietto da visita.

 

Stai attento all’ambiente dove decidi di realizzare il tuo evento online: assicurati che la location alle tua spalle sia ordinata e attinente con il tuo discorso. 

Ma soprattutto assicurati di chiudere la porta dell’ufficio dal quale trasmetti: il risultato potrebbe essere questo!

 

 

Insomma assicurati che tutto sia in ordine, ma soprattutto padroneggia la scena, fai vedere di essere il centro dell’evento.

Public Speaking Online

Impara a muoverti, ricorda sempre che devi rimanere dentro all’inquadratura della webcam, quindi avrai un range limitato di posizioni e movimenti possibili.

Fai le prove prima che inizi l’evento per vedere come stai meglio nell’inquadratura.

Public speaking online: tu e i partecipanti

Ora sei pronto, stai per iniziare il tuo evento online! Un ultimo suggerimento: anche per gli eventi online esiste una netiquette. 

Prima regola: anche se non sono fisicamente davanti a te, quando inizi la trasmissione ricorda di salutare i partecipanti e ringraziali per la loro presenza.

Cerca sempre di coinvolgere il più possibile i tuoi partecipanti e allontana la distanza che si crea tra te e loro.

Se hai del materiale da offrire e su cui i tuoi partecipanti devono seguire o prendere appunti, preparalo prima dell’inizio dell’evento.

Scrivi l’essenziale nelle slide. Se vuoi, puoi aggiungere qualche appunto nelle note. 

E mi raccomando, non improvvisare!

Ne vuoi di più?

Ti ho fatto assaggiare cosa significare fare Public Speaking Online. E scommetto che ora hai una gran fame!

Ti consiglio il libro diLuca Vanin sul Public Speaking Online dove approfondirà tutte le tematiche di cui ti ho parlato in questo articolo.

Puoi trovarlo a questo link.

Public speaking: i quattro segreti per presentare il tuo evento

Oggi ti racconto 4 strategie di public speaking per aprire la tua presentazione e creare un legame con i tuoi partecipanti.

Un paio di settimane fa abbiamo visto qualche piccolo trucchetto per rompere il ghiaccio applicato alle presentazioni online (se non l’hai già fatto leggi l’articolo “Presentare eventi online: scalda la platea con gli icebreaker“).

Oggi invece voglio estendere il panorama al public speaking consigliandoti un testo molto semplice e, allo stesso tempo, completo: “I 4 segreti per rompere il ghiaccio e affascinare il pubblico” di Giancarlo Fornei.

public speaking online

Public speaking: le tecniche di Giancarlo Fornei

Fornei propone quattro tecniche da applicare in ogni contesto per rompere il ghiaccio e simpatizzare immediatamente con chi ti sta ascoltando.

Te le spiego in modo sintetico:

  • APRI CON UNA DOMANDA
    Apri la tua presentazione con una domanda ad alto impatto, aperta, che spinga le persone a entrare nel giusto stato d’animo: cerca di attivare curiosità e, soprattutto, il bisogno di una conferma o di una risposta da parte di un esperto (tu!).
  • APRI CON UNA STORIA O UNA CITAZIONE
    Lo storytelling è estremamente efficace in tutti i contesti formativi e comunicativi, soprattutto online, quando c’è bisogno di avere la conferma che dall’altra parte ci sia un essere umano reale.

    Fornei consiglia di restare sotto i tre minuti, ma come hai imparato nell’articolo di due settimane fa, quando si parla di presentazioni online meglio sotto i due minuti. Se invece preferisci una citazione, fai in modo di usarne una originale e poco conosciuta. Oppure, se vuoi andare sul classico, a quelle citazioni molto conosciute, aggiungine un pezzo tuo (dichiarandolo, ovviamente) o di un altro autore.

    Fai in modo di dimostrare che maneggi l’argomento, non la frasetta.

  • APRI CON UNA METAFORA
    La metafora è uno strumento di comunicazione potentissimo: usare immagini, sensazioni ed emozioni riesce a smuovere dal profondo le convinzioni delle persone. La metafora può essere ad esempio una storia divertente, o con un esito inaspettato e inconsueto, che permetta di passare ai contenuti veri e propri, spiazzando i partecipanti.
  • APRI CON UN SILENZIO
    È la più difficile di tutte, soprattutto online, dove la gestione dello sguardo, dei tempi, delle azioni è molto più specifica e complessa rispetto al public speaking tradizionale. Iniziare con 4-5 secondi di silenzio, sorridendo e fissando la webcam, non è da tutti: è una tecnica potentissima, ma delicata nell’ambito della comunicazione online.

Ora puoi dirlo: non hai davvero più segreti su come aprire perfettamente una presentazione!

Presentare eventi online: scalda la platea con gli icebreaker

Ormai è matematico: quando ho bisogno di ripassare (o imparare!) qualcosa sul presentare eventi online, corro subito ad aprire la mia copia di Public Speaking online. E vado sul sicuro.

Oggi voglio parlarti di come avviare una presentazione con gli icebreaker.

Icebreaker: la definizione è semplice e richiama la traduzione letterale “rompere il ghiaccio”.

Quando si parla di presentare eventi online è fondamentale aprire l’evento nel migliore dei dei modi, con un’entrata elegante, professionale e stimolante.

presentare eventi online

Presentare eventi online: gli icebreaker

Gli icebreaker sono un ottimo modo per avviare la presentazione, scaldare la platea, attivarne l’apprendimento e l’attenzione e partire con l’evento vero e proprio.

Nel public speaking online possiamo usare icebreaker basati sulla tecnologia messa a disposizione sia dalle piattaforme webinar sia da internet!

Attenzione: queste tipologie di attività non devono superare i due minuti complessivi. Il rischio è di non rispettare la tua scaletta e di togliere tempo ai tuoi contenuti!

Ecco un elenco di icebreaker semplici, sperimentati e garantiti al 100%:

  • SONDAGGIO
    Quanto ne sanno i tuoi partecipanti sull’argomento che stai per esporre? Cosa si aspettano di imparare? I sondaggi sono presenti in quasi tutte le piattaforme webinar: se configurati a risposta multipla, sono veloci da somministrare e ti permettono subito di conoscere in tempo reale qualcosa dei tuoi partecipanti.
  • DOMANDA APERTA
    Se è prevista una chat o uno spazio domande, puoi chiedere di esprimere un timore, un atteggiamento, un desiderio legati all’argomento in una sola parola e scriverlo in chat. In caso di chat chiusa, ossia non pubblica, sarai tu a leggere e condividere le risposte man mano che vengono scritte.
  • IL GIOCO DEL “COSA FARESTI SE…”
    Un gioco classico, amato dai bambini ma anche dagli adulti sognatori. E un ottimo icebreaker. Il suo vantaggio è quello di predisporre ad aprire la mente e a entrare in sintonia con il tema e con te. Il “se…” deve essere strettamente connesso con il nocciolo del tema dell’incontro online.
  • COSA TI DICE QUESTA FOTO?
    Mostra una slide con un’immagine evocativa e chiedi ai tuoi partecipanti di scrivere in chat cosa evoca in loro questa immagine. Molto utile per attivare uno stato d’animo, d’urgenza o di bisogno, a cui l’evento online vuole proporre una soluzione o un’alternativa.
  • LA CATENA DELLE PAROLE
    Utile per piccoli gruppi e quando hai una chat e, allo stesso tempo, anche l’elenco dei partecipanti. Lanci una parola chiave e inviti il primo dell’elenco ad associare una parola legata al tema del giorno e poi di passare la palla al partecipante successivo. Se l’elenco dei partecipanti è visibile e pubblico per tutti, ognuno di loro sa chi lo precede e chi lo segue guardando l’elenco.
  • POSIZIONATI
    Se hai a disposizione una lavagna condivisa, puoi disegnare un quadrante o due poli e chiedere alle persone di scrivere il proprio nome vicino al punto che meglio rappresenta la loro posizione. Ad esempio, una doppia freccia che indica i due poli creativo-razionale potrebbe spingere alcuni a porsi agli opposti o in mezzo.
  • DISEGNO LIBERO
    Lascia aperta la lavagna condivisa prima che inizi l’evento e permetti alle persone di giocarci. Poi, quando arriva il momento del tuo icebreaker, gioca per qualche secondo a interpretare in modo pseudo-psicologico il disegno. Deve essere evidente il senso ironico dell’azione.
  • ASSOCIAZIONE IMMAGINE/EVENTO
    Immagina di condividere una slide in cui sul lato sinistro ci sono delle immagini, icone, o foto relative all’argomento e sulla destra degli spunti, azioni, risultati, rischi, pericoli, persone. Chiedi alle persone di associare la colonna di sinistra a quella di destra, scrivendo in chat le loro idee. Poi spiega le associazioni e parti con i contenuti relativi a ogni punto. Le immagini possono anche essere relative ai punti dell’agenda e questo icebreaker può essere usato prima dell’agenda.
  • RIORDINA I PUNTI
    Discorso analogo al precedente, ma utile per riordinare ad esempio le fasi di un processo.
  • FACCIAMO UN PO’ DI SHARING
    Chiedi ai tuoi partecipanti di condividere su Facebook, Twitter o LinkedIn un post in cui scrivere qualcosa tipo «sto partecipando a questo evento (con accanto il link per partecipare). Quale domanda porresti al relatore?». In questo modo, potrai chiedere ogni tanto di vedere e condividere le risposte e avrai promosso ulteriormente il tuo evento.

Quando si parla di presentare eventi online le possibilità sono molte e il limite, come sempre, è la tua fantasia.

Utilizza uno di questi icebreaker e la tua presentazione partirà alla grande!

Coinvolgere i partecipanti: la strategia definitiva

Coinvolgere i partecipanti con gli hook

Hook: in inglese significa “gancio, uncino”. Cosa c’entra questo termine con una strategia per coinvolgere i partecipanti dei tuoi eventi?

Scommetto che la prima cosa a cui hai pensato è Capitan Uncino, l’acerrimo nemico di Peter Pan. In effetti, la prima volta in cui nel mio lavoro mi sono imbattuta in questo termine la prima immagine nella mia testa è stata proprio la sua faccia. La potenza della Disney.

Coinvolgere i partecipanti

Ma noi non siamo qui a combattere coccodrilli: qui parliamo di eventi online.

Che cos’è un Hook

coinvolgere i partecipantiNegli eventi online, così come in tutta la comunicazione multimediale e multicanale:

L’HOOK È UN’ATTIVITÀ CHE RIATTIVA E RIAVVIA L’ATTENZIONE, RIACCENDENDO LA PARTECIPAZIONE.

Immagina un hook come un “trucchetto” in grado di spezzare il ritmo e richiamare l’attenzione dei tuoi partecipanti. Perché, come già saprai, l’attenzione delle persone che seguono la tua presentazione è tutt’altro che infinita: se vuoi approfondire il tema, John Medina, autore di “Brain Rules. 12 principles for Surviving and Thiving at Work, Home, and School”, è la persona che fa per te (non per niente è proprio lui a parlare degli Hook).

L’alternativa più alla tua portata di mano? Prendi la tua copia di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web” di Luca Vanin (Dario Flaccovio Editore, 2015) e vai subito a pagina 79!

Coinvolgere i partecipanti: diverse tipologie di Hook

Esistono cinque tipi principali di hook da alternare per variare il ritmo della tua presentazione, senza però incappare nella ripetitività o appesantendo troppo la struttura complessiva dell’evento online.

Vediamo nel dettaglio queste tipologie di hook:

    • INTERAZIONE
      Ci avevi mai pensato? Chiedere ai tuoi partecipanti cosa ne pensano o se riescono a seguire correttamente, dare loro la parola, col microfono o tramite chat, vuol dire riavviare il sistema, spezzare la trance, risvegliarli dai loro pensieri. Chiedi, non farti bloccare dalla formalità o dalla timidezza.
    • SPRINTER
      Gli sprinter donano energia al tuo evento, una vena frizzante e stuzzicante, utile per rendere vitale il naturale corso delle attività. Un hook sprinter spezza il ritmo, sorprende, riattiva l’attenzione, risveglia l’interesse e coinvolge i partecipanti.
      Può essere qualcosa di semplice, come una battuta ben congeniata, un gioco delle parti con chi co-conduce l’evento o una testimonianza sfiziosa e curiosa nel tuo settore, più o meno strutturata e improvvisata.
    • ATTIVITÀ
      Qualsiasi cosa tu faccia fare ai tuoi partecipanti è un vero e proprio hook, in quanto prende l’attenzione e, coinvolgendo il canale cenestesico, ossia operativo-pratico, riattiva l’attenzione: si parla di coinvolgere i partecipanti e trasformarli in attori attivi.
      Le attività, oltre a stimolare e rivitalizzare l’attenzione, permettono ai tuoi partecipanti di applicare subito quanto stanno imparando, concretizzando idee e concetti e trasformandoli in azione.
      Esempi di attività sono domande aperte, la richiesta di tre esempi di qualcosa che hai appena descritto, lo stimolo a immaginare un esempio nella vita dei partecipanti in cui hanno visto o non visto quello che stai descrivendo.
    • CULTURA
      Ebbene sì, la cultura non ti aiuta solo a vincere i quiz televisivi! Uno spunto culturale, una citazione inconsueta, una definizione non ortodossa o impreziosita da un tocco di humor, non solo offrono valore aggiunto all’intera tua presentazione, ma espandono l’orizzonte della tematica che stai trattando e facilitano la comprensione complessiva.
      Devi immaginare queste perle di saggezza come facilmente spendibili al bar dai tuoi partecipanti, come chicche che possono rivendersi.
    • APPLICAZIONI
      Molti di questi hook fanno già parte della tua presentazione, ma immaginali ancora più attivanti e coinvolgenti. Si tratta di momenti in cui suggerisci o, molto più attivamente, chiedi possibili applicazioni semplici o inconsuete di quello che stai presentando, oppure come applicherebbero immediatamente quanto stai presentando.
      Puoi anche chiedere di condividere in chat qualche esempio o studio di caso rapido da discutere. Insomma, non lasciare le tue informazioni slegate dalla realtà e chiedi loro di farlo subito.

 

Un segreto: immagina e inventa un semplice hook ogni 4-5 minuti. In questo modo ti assicurerai l’attenzione e la curiosità dei partecipanti per tutta la durata del tuo evento!

Vuoi approfondire il tema degli hook?
Puoi farlo a pagina 184 di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web

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