Questa è la raccolta chiave del blog di WebinarPro.

La categoria Primi Passi è stata ideata per accompagnarti nel mondo dei webinar. Qui troverai articoli che ti spiegano cosa sono webmeeting, webconference, webcast e ogni altra modalità di incontro online all’interno della grande famiglia dei webinar. Troverai le definizioni, le spiegazioni di cosa sono, di come funzionano e perchè utilizzarli. È la categoria perfetta per togliersi ogni dubbio sulla distinzione dei diversi eventi online: è qui che puoi capire quale webinar è meglio per te!

Webinar Revolution: un fatto culturale

Il 2020 sarà ricordato per tante cose nuove: il covid19, la quarantena, la riscoperta dei terrazzini, le mascherine, l’Amuchina, il lievito e le code per fare la spesa. Noi lo ricorderemo per sempre come l’anno della nascita dei webinar e dei webmeeting per tutti: la webinar revolution.

In sole due settimane a partire dall’avvio del lockdown milanese, il mondo ha scoperto che si poteva lavorare da casa, collegandosi online con i colleghi, condividendo file e cartelle. Ma Skype non bastava più: sopra le 4-5 persone non regge. Come fare?

Google ha buttato fuori in pochi giorni, quintalate di pagine su webinar e webmeeting e il popolo è partito alla grande, cercando “piattaforma webinar gratis”. Grande scoperta: Meet, Zoom, Webex e altri si sono lanciati nella grande emergenza regalando le loro piattaforme.

E tutti abbiamo iniziato a collegarci in diretta.

La riunione in presenza è morta, lunga vita al webmeeting.

Un problema terminologico 

La lingua inglese è straordinaria, ma non ha tutte le sfumature della nostra. Non solo, il pensiero pragmatico semplifica per definizione le cose, raccogliendo in cluster più o meno ampi diversi concetti, assimilandoli in modo grossolano e veloce, perdendo alcune parti della sostanza.

Cosa succede?

Migliaia di insegnanti attivano Zoom Meeting (chiamandolo spesso piattaforma webinar!) perché è gratis e, diciamolo, funziona molto bene. I genitori di quegli studenti scoprono un mondo, e si avvicinano allo stesso strumento. Non solo, le aziende e i professionisti già lo conoscevano, già usavano quella sessione gratuita fino a 100 persone per 40 minuti.

Insomma, nasce il fenomeno Zoom, tanto potente da spingere l’intero mondo ad oggettivare in zoom il concetto di riunione online, call, webmeeting. Eh si, sembra sia proprio una webinar revolution!

Nel frattempo su Amazon e in tutti gli e-commerce scompaiono webcam e microfono, e sia lodato il cielo: basta con quelle call con il rumore della ventola di un portatile datato o quell’alone di tristezza di una webcam che sembra uscita dagli anni ’80.

Una rivoluzione che impiega meno di un mese a nascere, crescere e lasciare i suoi frutti.

Bene. Nella testa e sulla bocca di tutti ora possiamo dire che sia nato e maturato il mercato dei webinar… No, ops! Non si può!

È nato il mercato dei webmeeting: le persone stanno facendo tanti meravigliosi webmeeting con 100, 500 persone.

Tanto che iniziano a girare i meme di insegnanti che riprendono le parolacce dei loro allievi, lo IED che proclama dottore uno sventurato e contrariato (per usare un eufemismo) studente insoddisfatto del 103 e che bestemmia in diretta e l’immagine tanto emozionante di un partecipante di una riunione ripreso direttamente nell’intimità del suo bagno.

Certo, perché usano lo strumento sbagliato.

Cercano di avvitare un chiodo, sbullonare una vite, fare un buco con una chiave inglese.

Non si accorgono che hanno in mano lo strumento sbagliato: usano una piattaforma per fare riunioni e vogliono il controllo che avrebbero solo con una piattaforma per fare webinar.

Spieghiamo meglio questa differenza.

webinar revolution

Webinar vs. WebMeeting 

Ho spiegato così ad una mia amica la differenza tra meeting e webinar. Se voglio fare formazione, presentare un prodotto, vendere un servizio, ho bisogno di alcune cose:

  • Il pieno controllo di chi accede al mio evento digitale
  • Le statistiche di chi fa cosa e quando
  • Il pieno e assoluto e dispotico controllo del microfono e della webcam.

Non ho manie di controllo, ma mentre ti spiego perché devi comprare il mio servizio, o ti spiego un esercizio formativo, non voglio che il Mario Rossi poco attento si accenda la webcam mentre è in cucina e litiga col figlio adolescente.

Voglio essere al centro della scena e controllare cosa accade.

Non solo. Voglio che tu ti iscriva, lasciandomi la mail, che venga tracciato in ogni singola attività, che mi lasci traccia delle tue risposte, che veda cosa rispondi ai sondaggi.

Voglio sapere tutto di te. Non solo.

Se scrivi una sciocchezza, fai una battuta o cerchi di offendermi, preferirei che gli altri non lo sapessero: me la tengo per me, ma poi dopo il webinar parliamo di quello che mi hai scritto. Sarei quindi felice di poter filtrare anche ogni singola tua parola.

Quando faccio una riunione, invece, voglio che tutti possano dire la loro, voglio la libertà, voglio vederli in faccia e capire cosa ne pensano. Entri, ti siedi, non ti presenti nemmeno e quando vuoi apri bocca.

Potresti essere dentro per sbaglio.

Potresti persino aver intercettato il link, essere mio concorrente ed essere con una velata intenzione non certo amichevole: potresti esserti collegato proprio per per rompermi le uova nel paniere. E ti sarà molto facile, perché sei estremamente libero.

Ecco la differenza tra webinar e webmeeting: probabilmente fino ad oggi hai usato un martello per avvitare. Ora che lo sai, puoi capire il resto.

Nota: Zoom gratuito, Meet, Teams sono piattaforme webmeeting e nonostante ti permettano di chiudere i microfoni (ma non le webcam), rimangono poco adatte per fare webinar.

Quando hai un martello, vedi solo chiodi.

Torniamo alla rivoluzione di cui stiamo parlando. Tutti fanno meeting, anche se le chiamano webtraining e webinar.

Questo è un problema.

Nella testa dove una volta c’era un vuoto culturale, oggi c’è un’associazione sbagliata.

Insomma, tutti chiamano col termine sbagliato la cosa giusta (o il contrario, ma il risultato non cambia).

Così ho intercettato questo video, probabilmente creato da un’insegnante.

Trova l’errore.

Prima di tutto la videolezione è un termine generico, con cui spesso si descrivono i videocorsi, i webcast, o comunque un prodotto registrato ed erogato in streaming. Ma questo è discutibile e tutto sommato il termine videolezione può starci.

Il vero problema arriva a 0:33. E no, qui ti sbagli.

Devi intimare o supplicare di disattivare il microfono solo se stai usando lo strumento sbagliato, ovvero un democratico strumento per dare la libertà a tutti di parlare (webmeeting).

Quando fai formazione devi avere il controllo della situazione (e arrivato a questo punto, l’hai davvero capito) e quindi devi usare una piattaforma webinar, che ti permetta di dare il microfono solo a chi vuoi tu, se e quando vuoi tu.

Personalmente non mi occupo più di scuola da anni. Mi spiace, ma non è l’ambito in cui puoi facilmente e velocemente cambiare qualcosa.

Ma questo è un esempio di una cultura sbagliata.

Nel 2013 nel nostro Webinar Professionali (Hoepli) abbiamo spiegato bene questa differenza e anche in questo blog troverai molte spiegazioni.

Ma se usi lo strumento sbagliato, penserai male, avrai uno stress eccessivo e alla fine un’errata percezione del mondo in cui ti muovi. In sintesi, resterai ancora ignorante, ma non ne sarai consapevole.

Possiamo andare avanti a guardare il video, osservare che l’alzata di mano non c’è in tutte le piattaforme e che le persone attorno a te possono “dare spettacolo” solo se hai la webcam e il microfono aperti. Ma il risultato è corretto, in un contesto compromesso dall’ignoranza.

Per concludere questa riflessione: con Powerpoint puoi mettere insieme un bel logo per il tuo progetto e la tua azienda. Ma cosa penseresti se il tuo grafico, ben pagato, ti presentasse un logo realizzato con Powerpoint o con Paint?

La scelta dello strumento è una comunicazione di branding importante. A te la scelta se mostrarti come la massa, o differenziarti.

La maledizione della live: altro che webinar revolution!

Placido Losacco, di Living Media, non è solo un grande amico e confidente, ma un professionista di straordinaria preparazione tecnica e mi ha mandato questo video, che condivido con piacere.

Ha raggiunto il Satori del webinar.

Non ne può più fare a meno.

In una discussione concettuale ho sostenuto questa cosa: non abbiamo ancora raggiunto la maturità culturale dei webinar. Le persone non hanno capito ancora la differenza di un webinar dal resto, di un webinar dalla live.

Placido è un mago dello streaming e tecnologicamente può insegnare a mezzo mondo come gestire un evento online. Anche sui social: Facebook e Youtube live per lui non hanno segreti e le sfrutta in tutti i modi concepibili.

Ma qui emerge una differenza sostanziale: quando fai una live, clicchi su un paio di pulsanti e sei online. Stop. Niente slide (almeno nel 99% dei casi), niente scaletta, molta improvvisazione.

Ed è giusto che sia così.

Ma un webinar è diverso: è un webseminar (come ti spieghiamo qui), richiede una scaletta, richiede delle slide, richiede una sequenza e un metodo. È come un piatto preparato al ristorante: o segui la ricetta con maestria e professionalità, o non sarà differente dal piatto realizzato da una brava cuoca o un appassionato di cucina.

La differenza c’è e si deve vedere.

Ecco un altro ostacolo culturale: le persone vivono le live, invidiano che le organizza con migliaia di spettatori, ma non capiscono cosa sta accadendo dal punto di vista del processo e del meccanismo.

E porto un altro caso: Walter Klinkon, il mago della formazione, una rivelazione di questa quarantena.

Al secondo giorno di quarantena, quando ha capito che non avrebbe più fatto spettacoli e interventi per qualche tempo, si è chiesto “cosa posso fare di diverso?”. Quando mi ha proposto di fare live, la mia risposta è stata ovvia “no, Walter, portali a casa tua! Fai webinar!”.

Nel giro di pochissimo è passato da 60 partecipanti a 300 e oltre: ogni giorno a pranzo, il suo Webinar Lunch , raccoglie i migliori esperti di ogni settore e fornisce a centinaia di persone la possibilità di entrare in contatto con formazione di altissimo livello, gratuita, accessibile e senza nessuno che si apre la webcam dalla cucina, mentre prepara il sugo (già, perché Walter usa GoToWebinar!).

La sabbia tra le dita, con qualche perla

Insomma, cosa ci resta di questi mesi? Abbiamo davvero vissuto la webinar revolution?

Sicuramente la consapevolezza che la distanza può essere colmata dall’uso accorto di alcune tecnologie. Tutti hanno partecipato almeno a una live su Whatsapp o un ritrovo online di famiglia o di amici.

È nata sicuramente una grande consapevolezza dei limiti e delle opportunità di questi strumenti e molto cambierà. Perché dovremo fare chilometri per un corso o una riunione, quando possiamo risparmiare ore di viaggio collegandoci online? L’abbiamo fatto per mesi, non possiamo farlo per quell’ora in cui dobbiamo mostrare due grafici, una tabella e una fattura da pagare?

La formazione, la comunicazione, la collaborazione hanno ora a disposizione una gamma di domande a cui rispondere: come? Quanto? Perché?

Ad esempio, questo articolo non l’avremmo mai letto prima di questo periodo: articolo sullo stress.

Speriamo solo che la ricerca inizi a tracciare nuove direzioni anche in questo ambito e che ci siano nuovi parametri per capire un fenomeno che sarà sempre più diffuso.

Cosa accadrà terminata l’epidemia? Potremo dire di aver vissuto la webinar revolution?

Probabilmente chi non ha maturato un cambiamento di mindset tornerà alle vecchie abitudini (penso alla scuola e a tante aziende che hanno vissuto un’emergenza, senza capirne le opportunità), ma si troverà di fronte un ambiente diverso, con il dubbio che esistano alternative più efficienti ed efficaci.

Probabilmente Zoom si accorgerà di avere in pancia migliaia di iscrizioni inutili e inutilizzate, ma farà pulizia. Probabilmente la scelta di strumenti più adatti a fare formazione e marketing online (parlo delle piattaforme webinar), rappresenterà un tratto distintivo, creando lo spartiacque tra chi improvvisa e chi lo fa con professionalità, tra chi ci prova e chi ci riesce.

Probabilmente chi continuerà ad esplorare le potenzialità di questi strumenti per il proprio lavoro farà la differenza e porterà il proprio contributo.

Probabilmente tutto cambierà, ma per molti resterà identico a prima.

A ognuno la propria scelta.

 

Piattaforma webinar e Privacy: scegli in modo responsabile

In questo grande marasma vissuto durante l’ultimo mese, in cui qualsiasi ente, istituzione o azienda ci ha cercato per avere informazioni di varia natura, uno dei temi più richiesti è il tema della privacy e del trattamento dati nelle piattaforme webinar. Abbiamo chiesto il parere all’esperto e nostro legale di WebinarPro, Manfredi Domina, di scriverci questo articolo guida per capire quali elementi tenere in considerazione per scegliere in modo responsabile la piattaforma webinar.

L’emergenza legata al Covid-19 ha cambiato la nostra quotidianità, ha spinto le istituzioni scolastiche ed universitarie a dover investire su un sistema di formazione a distanza sincrona ed asincrona, su cui, probabilmente si sarebbe già dovuti essere pronti. Tutto questa situazione di emergenza, ha spinto le aziende ed i professionisti a cercare la propria dimensione online per continuare ad erogare formazione e consulenza.

In riferimento a scuole ed università, l’Autorità Garante della Privacy è già intervenuta in data 26 Marzo per esporre le prime linee guida sulla base delle quali le istituzioni scolastiche devono scegliere la piattaforma ed i fornitori più giusti per l’erogazione della didattica a distanza. Puoi consultare il provvedimento a questa pagina. 

La scuola è un luogo a tutti noi molto caro e di straordinaria delicatezza, per tale motivo l’utilizzo dei criteri dedicati alla scuola può essere per tutti un buon punto di partenza per valutare in modo oggettivo la migliore piattaforma per continuare la propria attività.

 

Come scelgo la piattaforma webinar più adatta?

  1. Innanzitutto con il buon senso. Nella scelta della piattaforma non dobbiamo soltanto guardare al prezzo ma, innanzitutto, alle caratteristiche del fornitore. Valutiamo se ha sede in Europa, negli Stati Uniti, in Asia e teniamo in considerazione anche che tipo di customer service ed assistenza ci offre. Soprattutto se è la prima volta che ci approcciamo a questo nuovo metodo, un servizio di assistenza efficace può fare davvero la differenza!
  2. Leggere la Privacy Policy del nostro fornitore ci aiuterà molto. I dati dei nostri clienti o della nostra community sono fondamentali e per questo dobbiamo impegnarci a tutelarli in ogni modo possibile. Scegliere il fornitore giusto vuol dire non esporre dati a rischi inutili.  Nel leggere la privacy policy del fornitore dobbiamo prestare attenzione a: trasferimenti dei dati verso soggetti terzi, soprattutto se fuori dall’Unione Europea ed utilizzo dei dati da parte del fornitore per attività diverse dalla nostra. Oltre alla lettura della Privacy Policy, una buona idea può essere anche leggere articoli da fonti qualificate e recensioni di altre aziende clienti del fornitore per capire se quella piattaforma può essere la scelta migliore.
  3. Semplicità di utilizzo. La semplicità di utilizzo, oltre ad avere un grande valore aggiunto dal punto di vista commerciale, ha anche un risvolto legale. Più è semplice da utilizzare la piattaforma, più è possibile evitare errori che possano causare una perdita di dati personali per cause legate ad errori umani.

 

Infine, un ultimo consiglio. Se la vostra azienda ha più professionalità al suo interno ed in questo momento avete scelto la modalità smart working per evitare una dispersione dei dati personali e una eventuale esposizione a vulnerabilità è consigliabile: dotare, ove possibile, tutto il personale di device aziendali con antimalware e antivirus aggiornati e stabilire procedure di lavoro e di comunicazione chiare ed univoche e vigilare che tutti le rispettino.

Segui il nostro blog per rimanere aggiornato sui temi di privacy e trattamento dato, ma anche piattaforme webinar, formazione a distanza, webmeeting e smartworking.

Conferenze web: cosa sono e cosa puoi farci

Conferenze web, webinar, web seminar, web conference, meeting online, screen sharing online: lo so, c’è da farsi girare la testa con tutte queste parole.

Quando si affronta per la prima volta questo mondo, bastano poche ricerche su Google per rimanere travolti da una quantità tale di termini da scoraggiarsi subito nel capirci qualcosa.

Ma se stai cercando di capirci di più, sei capitato nel posto giusto: la nostra missione è portare chiarezza in questo mondo e nelle prossime righe capirai al meglio:

🎯 Cosa sono le conferenze web

🎯 Cos’hai bisogno per fare una conferenza web

🎯 Che differenza c’è tra Conferenza Web e tutti gli altri termini che hai trovato in giro?

🎯 Per cosa puoi usare una conferenza web?

Partiamo subito!

conferenze web

Conferenze web: cosa sono?

Una conferenza web non è altro che un incontro fra più persone dislocate in sedi diverse, che avviene tramite un sistema in grado di incanalare il sistema audio e il sistema video sui dispositivi di tutti i partecipanti (una piattaforma online).

Le conferenze web avvengono quindi all’interno di una piattaforma che permette di gestire:

  • Il canale audio. Permette ai partecipanti di ascoltare e ai relatori di parlare.
  • Il canale video. Permette di condividere la propria webcam e il proprio schermo

Di cos’hai bisogno per fare una conferenza web?

Questo è un elenco di quello di cui hai bisogno per organizzare una conferenza web dal punto di vista della tecnologia:

  • Computer. Non deve avere caratteristiche particolari se non un sistema operativo aggiornato alle ultime versioni.
    Quello che ti consiglio è di affidarti ad un buon computer portatile in modo da poterti comodamente connettere da più postazioni.
  • Connessione internet. Deve essere stabile e soddisfare i requisiti minimi per la piattaforma che andrai a scegliere. È sempre consigliato trasmettere con collegamento via cavo, ma è possibile anche via wi-fi se la connessione è stabile e se decidi di non trasmettere la tua webcam. 
  • Piattaforma per conferenze web. Il panorama delle piattaforme è un mare di possibilità in cui è molto facile perdersi. Ma se pensi di non poterne venire a capo, la cosa più semplice da cui puoi partire è skype. È gratuita, intuitiva e sicuramente l’hai già utilizzata. Ma come ogni strumento, soprattutto quelli gratuiti, fare conferenze web con skype può avere dei limiti. Tutte le piattaforme ti permetteranno di gestire canale audio, canale video e desktop sharing.
    Se vuoi approfondire altre piattaforme professionali ma comunque molto semplici da utilizzare, ti consiglio di leggere anche questi articoli che approfondiscono diverse piattaforme:
    Skype
    GoToMeeting e GoToWebinar
    GoToTraining 
    Zoom
    BlueJeans
    Adobe Connect 
  • Webcam e microfono. Per ottenere il massimo dalla tua voce e dalla tua immagine durante una conferenza web basta un minimo investimento per un microfono e una webcam che trasmettono con altissima qualità.
    In questo articolo puoi trovare degli strumenti ottimi per iniziare: Attrezzatura webinar, gli strumenti che fanno per te. 

ATTENZIONE
Se investi in un buon computer (ad esempio un Mac) è molto probabile che, per iniziare, la webcam integrata sia di buona qualità. Fai sempre una prova! Per il microfono, invece, ti consiglio di investire subito su uno esterno perché la differenza è notevole.

Conferenze Web, Web Conference, Meeting Online, Screen Sharing, Webinar: facciamo ordine!

Quando si cerca di far chiarezza su questo mondo, Google suggerisce che i termini più ricercati sono i seguenti: conferenze web, web conference, desktop sharing, screen sharing, condivisione schermo, meeting online, webinar, web seminar, web meeting, webcam, skype, zoom, gotomeeting, consulenze online. 

Facciamo chiarezza cercando di accorpare i sinonimi e inserendoli in quattro grandi categorie:

  • Termini generici
    Prima rivelazione: conferenze web, web conference, web seminar, webinar … sono tutti sinonimi!
    Puoi usarli per definire un qualsiasi incontro di più persone all’interno di una piattaforma online, come ti ho spiegato nel primo paragrafo
  • Piattaforme, strumenti e tecnologia
    Skype, Zoom, GoToMeeting, GoToWebinar, desktop sharing online e screen sharing online sono tutti termini che fanno parte della grande categoria “strumenti e tecnologia”!
    I primi quattro termini sono i nomi delle più famose piattaforme per fare conferenze web (qui trovi i link per poterle approfondire). Desktop sharing e screen sharing sono invece sinonimi del termine “condivisione schermo” e indicano la possibilità delle piattaforme di far condividere lo schermo del proprio computer (e trasmettere così slide, pagine web, documenti ecc) 
  • Ambiti di utilizzo
    Le conferenze web sono un’ottimo strumento per semplificare tantissime attività. Nel prossimo paragrafo approfondiremo i diversi ambiti di utilizzo.
    Intanto ti anticipo che meeting online e web meeting non sono altro che termini per indicare conferenze web organizzate ai fini di tenere una riunione online (semplificando così il lavoro di team spari per tutta Italia). Allo stesso modo, si definisce con consulenza online l’utilizzo di una conferenza web ai fini di offrire un servizio di consulenza senza un incontro fisico.

Per cosa puoi usare una conferenza web?

Le conferenze web sono incredibilmente versatili e adatte a molti settori. Possiamo individuarne principalmente tre:

  • Formazione online.
    Puoi organizzare conferenze web per fare formazione online sia per formare il tuo staff, sia per insegnare al tuo pubblico. Con le conferenze web insegni online ai tuoi studenti, testando anche la loro preparazione e assicurandoti che siano sempre attenti (sì, con alcune piattaforme webinar puoi fare anche questo!) senza avere il bisogno di cercare un’aula, di stampare schede su schede o di cambiare sede. Fare formazione online non è comodo solo per te: è comodo anche per i tuoi studenti e non compromette l’efficacia dell’insegnamento. 
  • Marketing, promozione e demo di prodotti. 
    I webinar sono il magnet ideale per fare lead generation, per fare conoscere l’azienda o un prodotto, per costruire legami di fiducia con i tuoi prospect fino a farli clienti. Grazie a questi eventi online puoi intervenire in ogni parte del funnel e raggiungere centinaia di persone, in una sola volta e con un unico mezzo. Noi consigliamo spesso, ad esempio, di organizzare webinar gratuiti di 45 minuti solo per la lead generation, oppure di organizzare eventi online con un pitch finale con lo scopo di vendere. 
  • Collaborazione online.
    Se ci conosci lo sai: noi di WebinarPro siamo un po’ sparsi per l’Italia, anzi a volte per il mondo. Collaboriamo sempre online, usiamo tool di condivisione e collaborazione real time e abbiamo sviluppato un metodo su misura per noi e le nostre esigenze. Organizziamo anche riunioni e momenti di brain storming, ovviamente tutto da remoto.Puoi farlo anche tu. Anche tu puoi collaborare con i tuoi clienti e/o con il tuo staff da ovunque tu sia (o ovunque siano loro). Non hai bisogno di prendere infiniti mezzi e non rischi di rimanere imprigionato nel traffico. Puoi portare avanti i tuoi progetti senza muoverti da casa o da ovunque tu voglia. Basta avere un pc, una connessione internet, cuffie e microfono. 
  • Conferenze con giganteschi numeri di partecipanti.
    Le conferenze web sono un’ottima soluzione quando devi organizzare una presentazione diretta a giganteschi numeri di partecipanti. Esistono piattaforme di videoconferenza che permettono ad un relatore di raggiungere in un’unica volta fino a 10.000 partecipanti. Numeri incredibili che sarebbero davvero difficoltosi da gestire in aula. 

Come avrai capito, il mondo delle conferenze web è molto più semplice di quello che può sembrare ad un primo impatto.

Avrai anche capito che i vantaggi di avere una piattaforma che ti permette di organizzarle può semplificare tantissime tue attività quotidiane.

Se vuoi saperne di più e devi raggiungere uno degli obiettivi che ti ho raccontato poco sopra, compila questo form e ti contatteremo per una consulenza gratuita sul tuo progetto!

 

 

Le buyer personas: definisci il tuo cliente ideale

Come siamo arrivati qui?

Nel corso degli ultimi 15 anni il Marketing ha subito una vera e propria rivoluzione.

Prima dell’avvento di Internet la pubblicità era veicolata da strumenti come la stampa, la televisione e la radio e solo poche aziende avevano a disposizione il budget necessario per raggiungere il grande pubblico.
La comunicazione aveva una struttura unidirezionale caratterizzata da messaggi commerciali, incentrati sul prodotto e le sue caratteristiche, che colpivano indistintamente target diversi.

Il consumatore aveva un ruolo assolutamente passivo, subiva la comunicazione senza avere la possibilità di interagire con l’azienda o esprimere il proprio parere sui servizi pubblicizzati.

Poi, arriva Internet e la situazione cambia improvvisamente: grazie ai motori di ricerca l’utente assume un ruolo di primo piano, poiché ha la possibilità di cercare direttamente ciò di cui ha bisogno.
Grazie ai blog, i forum e ai social network ha la possibilità di produrre contenuti, scambiarsi informazioni, recensire aziende e prodotti.

Le aziende cambiano il loro modo di comunicare: al centro del marketing non c’è più il prodotto ma il cliente ed i suoi bisogni.

Questo passaggio ha reso necessario spostare il focus di attenzione e, prima ancora, ha reso necessario conoscere a fondo chi sono i propri clienti, al fine di costruire e comunicare il prodotto attorno alle loro esigenze.

Le buyer personas

Il tuo obiettivo è quello di delineare un profilo “tipo”, un avatar che, dotato di vita propria e propria capacità di analisi e scelta, lo rappresenti e racconti al brand le proprie abitudini, i propri gusti, il registro utilizzato per la comunicazione a lui gradita.

Ecco, quindi, che ruolo giocano esattamente le buyer personas in una definizione del target così specifica.

Definire le tue buyer personas è utile e ti rende più agevole il lavoro di personalizzazione dei tuoi contenuti all’interno della strategia. Infatti, è molto più facile sviluppare idee e customizzare la tua comunicazione, se in mente hai una persona con caratteristiche definite.

Il primo passo: come faccio?

Ci sono template che ti possono aiutare a seguire una traccia per incanalare tutte le caratteristiche utili alla definizione dell’identikit del tuo cliente tipo. Oppure puoi agire seguendo un processo strutturato.

La rete offre moltissimi contenuti e template per questo scopo che potranno sicuramente essere adatti alle tue specifiche esigenze. Solo a titolo esemplificativo ti riporto un esempio, nell’immagine sotto.

Il primo consiglio che ti do è di dedicare il giusto tempo alla scelta del template più adatto alle tue esigenze e, successivamente, crearne uno ad hoc mettendo insieme gli spunti che avrai letto, le conoscenze pregresse che hai della tua azienda e pensando, anche, ai tuoi clienti più fedeli.  Aggiungerei degli elementi descrittivi specifici ti darà sicuramente quella marcia in più di successo per definire l’avatar del tuo “cliente tipo” al meglio.

Per portare avanti la tua analisi potrai seguire diverse strade. Te ne riporto, di seguito, alcune:

  • Interviste – Parlare con le persone è il miglior modo per ottenere maggiori idee sui tuoi clienti che potranno ispirarti per lo sviluppo dei contenuti nella tua strategia futura.
  • Questionari – Puoi pensare, ad esempio, di predisporre un questionario online e spedirlo via mail ai tuoi attuali clienti. Questo ti aiuterà a capire cosa li motiva di più nel seguirti e scegliere i tuoi prodotti/servizi.
  • Analytics e Social Media Insights – Sfruttare gli analytics a disposizione del tuo sito web e gli insights dei social media. Dal punto di vista geografico, demografico e di interessi, avrai veramente molti dati.
  • Confronto con il team commerciale – I manager e gli agenti che si dedicano alle vendite, sono sul campo e possono fornirti input utili sulla clientela. Anche da una semplice chiacchierata potrai ricavare molte informazioni utili.

Il secondo passo: usa la fantasia e l’immaginazione

Ora entra in gioco la parte più divertente del lavoro. Una volta che avrai davanti tutti i dati, potrai iniziare a identificare le tue buyer personas. Ti consiglio di fare questo lavoro in team. Coinvolgi alcune persone del tuo staff, meglio se appartenenti ad aree differenti, in modo da avere una panoramica più ampia, differenti lenti con cui guardare alle cose, ed un confronto utilissimo in alcune fasi di definizione.

Ma torniamo ai tuoi avatar.

Come si chiamano? Che faccia hanno?

Prova a dargli un nome e prendere un’immagine che possa rappresentarli. Anche un colore, una forma, un paesaggio, possono essere evocativi. Ti aiuterà a rendere tutto più realistico. Sarà molto più facile avere in mente qualcuno con determinate caratteristiche.

Passa poi ad identificare l’età, la localizzazione geografica, il tipo di lavoro, gli hobbies, gli interessi, il suo carattere, la sua situazione familiare.

Cerca di individuare una frase che possa identificare la sua personalità. Un po’ come se fosse il payoff di un brand. Ti servirà, anche nei passaggi successivi, come ancora per richiamare alla memoria “con chi hai a che fare” e di chi stai parlando.

Un piccolo trucco per te

Per facilitare il tuo compito voglio suggerirti un piccolo trucco che potrebbe arricchire ancora di più la descrizione del tuo avatar.

Quando sarai già ad un buon punto, sulla base degli input che ti ho fornito fino ad ora e delle indicazioni fornite, andando ad un livello ancora più specifico e calando la tua buyer personas (che chiameremo “ Marco”) al tuo business, prova a trovare le risposte a queste domande:

  • Perché Marco dovrebbe essere interessato ad un prodotto della tua azienda?
  • Quali sono i principali problemi quotidiani che deve affrontare Marco?
  • In che misura, quello che io ho da offrirgli può risolvere alcuni di questi problemi?
  • Quali sono i valori in cui crede?
  • Come si svolge il suo processo decisionale prima di comprare un prodotto?

Una volta seguiti questi semplici passi, avrai ben chiaro a chi ti stati rivolgendo e qual è il tuo target.

Il terzo passo: che uso ne faccio?

Tieni bene a mente che la buyer personas è protagonista indiscussa dell’Inbound Marketing. Ti aiuterà, quindi:

  • Nella creazione di contenuti mirati specifici per ciascun buyer personas (potresti, infatti, crearne più di uno sulla base di prodotti e servizi che rispondono a diverse esigenze e categorie professionali)
  • Nella customizzazione del tuo sito, che sarà in linea con le esigenze dei potenziali clienti. Li aiuterai, così, a trovare più facilmente contenuti inerenti alle loro ricerche aumentando, di conseguenza, la probabilità che rispondano a specifiche call to action.
  • Nell’aumentare la percentuale di conversione da visitatore a lead: adesso sai cosa cosa sta cercando e quello di cui ha bisogno
  • Nella segmentazione delle tue campagne di marketing che ora saranno mirate e precise

Inoltre questo processo sarà utilissimo anche nei casi in cui vuoi riorganizzare il tuo brand dando un taglio nuovo e più attuale alla tua azienda, come abbiamo già detto qui e qui negli articoli precedenti.

Come accaduto per ogni argomento trattato fino ad ora, non è possibile, con un solo articolo, raggiungere l’obiettivo di essere esaustivo e chiarire ogni dubbio relativo all’argomento che, si per sé, è molto vasto e richiede competenze specifiche, approfondimenti, variabili trasversali, e il giusto tempo perché tutto sedimenti e venga metabolizzato. Spero solo di aver fornito qualche spunto interessante per aiutare il tuo lavoro e di avere acceso, in te, quella lampadina della curiosità che ti consentirà di approfondire l’argomento.

Se ne avrai voglia, puoi lasciarmi un commento o richiedere una consulenza gratuita con il nostro staff per sviluppare al meglio il tuo progetto ed il tuo business.

Come risolvere 3 problemi nel tuo lavoro grazie alla comunicazione online dal vivo

L’inizio del nuovo anno porta sempre con sé un grande lavoro di introspezione professionale, oltre che personale.

E questo succede sempre, per tutti: se tu sei un imprenditore o un libero professionista, avrai passato le ultime due settimane a tirare le fila della tua attività e a pianificare il 2020; se sei un dipendente ti sarai di certo ritrovato a partecipare ad infiniti meeting dove avrai riportato al tuo team i risultati del tuo lavoro nel 2019.

Oggi voglio condividere con te parte del mio momento introspettivo di inizio anno e parte del mio lavoro di analisi per le attività di comunicazione del 2020 di WebinarPro.

Nelle prossime righe troverai i 3 problemi più comuni delle tantissime realtà con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare nello scorso anno e la loro risoluzione grazie alla comunicazione online (dal vivo e non).

Voglio fare una scommessa con te: sono sicura che ritroverai nei prossimi punti alcune delle situazioni che per te hanno rappresentato un ostacolo nel tuo lavoro lo scorso anno.

Problema #1
Ho un team sparso per tutta Italia e abbiamo bisogno di incontrarci periodicamente: i costi e la fatica stanno diventando insostenibili. 

Il problema più comune di diverse aziende, dalla PMI alla Multinazionale che deve fare aggiornamento professionale ai dipendenti in tutto il mondo.

Se hai un problema simile, potresti trovare risposta nell’uso del più semplice skype o di piattaforme di meeting online come Zoom e GoToMeeting.

Puoi approfondire questo argomento in diversi nostri articoli:

Problema #2 
Non riesco a trovare nuovi clienti per la mia attività. Continuo ad attuare le solite strategie e non riesco a capire come potrei fare diversamente. 

Il problema più comune dei liberi professionisti e dei reparti marketing di alcune aziende con cui abbiamo collaborato.

Se hai un problema simile, i webinar sono una potenza di fuoco per farti conoscere e per presentare i tuoi servizi e prodotti.

Puoi approfondire questo argomento in questi articoli:

Problema #3
Vorrei iniziare a guadagnare grazie alle mie conoscenze ma non so da dove partire per creare e vendere un corso online. 

Dimmi la verità: almeno una volta nella vita ti è capitato di pensare all’incredibile opportunità di guadagnare vendendo i tuoi corsi online, vero?

L’argomento è estremamente ampio. Qui trovi diverse risorse dove puoi approfondirlo:

Ti sei ritrovato ad affrontare almeno uno di questi due problemi durante il tuo lavoro? Ho vinto la scommessa?

Se ti ritrovi in uno di questi casi e vuoi capire come lavorare meglio nel 2020, scopri come possiamo aiutarti da questa pagina.

Come promuovere i tuoi webinar tramite i social media

W – e – b – i – n- a- r”, un seminario online in cui parli in forma diretta con il tuo pubblico della tua attività e di come il tuo lavoro può aiutarli. Ma come promuovere webinar ?

Una volta appurato che il webinar è uno strumento di comunicazione one to many incredibilmente potente che permette di comunicare in modo strategico con la propria audience, l’obiettivo ultimo è quello di trasformare i tuoi lead in clienti, quindi persone potenzialmente interessate al tuo lavoro/azienda/servizi in acquirenti. Quindi, in teoria, più iscritti riuscirai a raccogliere, maggiori saranno i canali di business che potrebbero attivarsi successivamente.

Dirlo, scriverlo, comunicarlo 

Prodotti, servizi e webinar non si vendono da soli, vanno sponsorizzati e “comunicati” in modo appropriato. La comunicazione in ottica marketing ha fondamentalmente tre obiettivi: informare, persuadere e infine ricordare. Il flusso è molto semplice: c’è un (potenziale) compratore che deve innanzitutto essere informato sull’esistenza del “cosa” vogliamo vendergli, ma poi deve anche essere persuaso circa l’acquisto di un determinato prodotto/servizio (in questo caso il tuo webinar) con argomentazioni convincenti. Un processo lineare che affinché sia efficiente deve reiterarsi nel tempo (obiettivo ricordare) con un andamento circolare.

Hai pianificato un webinar? Adesso devi capire in che modo pubblicizzarlo. La promozione, il cui obiettivo/step finale  è la conversione, è un elemento imprescindibile della comunicazione e può avere forme, che sottendono meccanismi e logiche proprie, e che variano in relazione alla natura del “cosa”, del “chi” e del “come”. 

Crea una Landing Page coinvolgente

Facebook, Instagram, Linkedin, Telegram. Sono buoni canali di promozione, ma ti serviranno a poco se non hai una pagina di atterraggio adeguata, che sia chiara, fluida e anche ben scritta. Parti da una buona strategia persuasiva, pensa come un potenziale cliente. Se riuscirai a comunicare con lui in un’ottica più di benefici che di bisogni, avrai buone probabilità di conversione e/o di raccolta lead (contatti su cui lavorare successivamente con altre campagne o attività di marketing). 

Prima del webinar – Scegli i tuoi canali di promozione

Hai già una landing page?

Non basta, se nessuno sa che esiste e per un buon posizionamento sui motori di ricerca occorrono tempo, tanto lavoro e anche un po’ di soldini da spendere. Se i tuoi tempi sono stretti non è certo alla prima pagina di Google che puoi aspirare (a meno che tu non abbia il budget necessario per finanziare una campagna capillare su parole chiave molto competitive). 

Magari nel tuo caso può essere più efficace sfruttare le viralità dei social media distribuendo il tuo budget in modo strategico e su fasce di pubblico profilate. Facebook, Linkedin, Instagram? Qual è la piattaforma su cui il tuo “pubblico” trascorre più tempo?

Pensaci, riflettici, scegli il tuo “canale” preferenziale e stanzia un budget. La brutta notizia è che non puoi sperare di  promuovere il tuo webinar a costo zero, anche se hai una pagina “ricca”, rigogliosa e molto popolata.

Lo so, ti starai chiedendo quali siano i canali migliori. Dipende, tendenzialmente dal settore in cui operi e dal tuo target. Linkedin senza dubbio è il social network ideale per il B2B, un canale preferenziale se vuoi “colpire” i professionisti del tuo settore, anche se considerati i costi delle campagne (decisamente alti rispetto agli standard di altri social network), probabilmente Facebook e Instagram rimangono i canali più gettonati e se sei bravo a profilare riesci anche a contenere molto i costi.

Dunque, sei pronto per promuovere il tuo webinar? Naturalmente testa una campagna video. Se hai già un minimo di esperienza con le inserzioni su Facebook, saprai già che i video ti permettono di ottimizzare l’investimento perchè costano poco e raggiungono tante persone. Inoltre cosa può esserci di più sensato se non promuovere un webinar con un video?

Segui la logica del calendario editoriale 

Non si vive di sole campagne a pagamento, quelle possono aiutarti a fare click, a rimpolpare il tuo pubblico, ad acquisire lead  e a raggiungere vari altri obiettivi. L’engagement, che è il motore che tiene viva una pagina, lo puoi ottenere solo se pubblichi contenuti interessanti, coerenti con il tuo piano strategico ma soprattutto coinvolgenti. Più la tua pagina è attiva minore è la quota di budget di cui avrai bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi, quindi, nel tuo caso specifico,  per “reclutare” partecipanti per il tuo webinar. 

Non pensi che sia inutile investire denaro in una campagna like per far crescere la pagina se poi chi ci arriva non trova nulla di interessante e va via? Considera anche che man mano che i tuoi follower non interagiscono con la tua pagina, non vedranno più i tuoi contenuti organici (post gratuiti senza nessun investimento di budget). I follower vanno acquisiti ma poi bisogna studiare una strategia per mantenerli e renderli attivi. 

Per esempio puoi condividere con il tuo pubblico consigli utili, guide, aggiornamenti di settore, brevi clip che anticipano i contenuti dei tuoi webinar. Per “potenziare” la copertura dei tuoi post, eventualmente, potrai investire un paio di euro sui contenuti più interessanti per ampliarne la visibilità e favorire le  “interazioni”. Però fallo con logica, seguendo un piano e sulla base di una strategia. A tal proposito ti anticipo che avrai bisogno di un vero e proprio calendario per pianificare e “rendicontare” la tua attività sui social. 

Il calendario editoriale è uno strumento essenziale per pianificare i contenuti, ragionare su temi e rubriche e per organizzare e avere una visione di insieme su tutto il lavoro che stai facendo sui social network per promuoverti. Ricorda che se non sei organizzato, se non hai un piano editoriale e se non sei cosciente del lavoro che stai facendo non sarai neanche in grado di misurare l’efficacia della tua strategia, sperperando tempo e denaro prezioso. 

Dopo il Webinar – Keep in touch    

Non è ancora finita! Stai attento a non sottovalutare l’importanza del Follow Up, d’altronde il webinar non si limita solo ed esclusivamente all’evento live e considera anche che, spesso, gli utenti preferiscono guardarlo in un altro momento o rivederlo successivamente. Peraltro la registrazione ti consente di continuare a promuovere il tuo evento anche se si è già concluso e di reiterare nel tempo la relazione con i tuoi contatti/partecipanti.

Per esempio, potrebbe essere una buona idea, mettere a disposizione la registrazione del webinar anche per chi non ha partecipato e proseguire con una campagna di acquisizione contatti che richiede una registrazione in cambio del link da cui scaricare il webinar. 

Oltretutto potrai estrapolare dal file brevi video da utilizzare per sponsorizzare il tuo prossimo evento e “colpire” con le tue inserzioni i nuovi utenti ma anche quel target già acquisito con cui nel tempo si sono persi i contatti. 

Non basta un webinar per svoltare, bisogna anche avere un pubblico. Un prodotto diventa redditizio se cucito sulle esigenze della propria clientela, con i webinar funziona, più o meno, allo stesso modo. 

Se fai già webinar o eventi online, come li promuovi? Hai altri suggerimenti? scrivili nei commenti qui sotto a questo post.

Aiuto! I miei clienti vogliono fare webinar: 7 cose da sapere

Arriva il giorno in cui i tuoi clienti ti chiedono “voglio fare webinar, mi puoi aiutare?”.

E quel giorno è sempre dietro l’angolo, giungendo nel momento più incasinato.

Bene, se ti trovi in questa situazione, sappi che non sei il solo: web company, web agency, agenzie di comunicazione tutti i giorni si sentono fare una richiesta “un po’ fuori dai confini” che spazia dal fare formazione online, all’erogare webinar di marketing, al gestire percorsi di crescita online con corsi, community, ecc.

In questo articolo voglio aiutarti a uscirne vivo, per proporti una soluzione che non comporti grandi rischi per te (soprattutto se non sei molto esperto del tema) e per i tuoi clienti.

Le premesse

Quando un cliente ci chiede qualcosa di diverso dal solito ci troviamo di fronte a un semplice bivio:

  • sappiamo farlo e procediamo con una risposta concreta e pratica
  • non sappiamo farlo o comunque non padroneggiamo al 100% il tema

In questo secondo caso – che probabilmente è il tuo – ti trovi di fronte a diverse possibilità:

  • declini l’invito (con tutte le conseguenze del caso)
  • cerchi di crearti subito il know-how necessario, leggendo (!), studiando, chiedendo
  • ti affidi a chi ne sa più di te

In tutti questi casi, è meglio che tu abbia comunque alcune informazioni di base, giusto per non balbettare, fingerti morto, o fingere di ricevere una chiamata dall’altra stanza.

Devi sapere inoltre che ogni giorno gestiamo decine di webinar non solo dei nostri clienti (B2B), ma anche dei clienti dei nostri clienti (B2B2B oppure B2B2C): leggi, sappiamo cosa ti chiederanno, come te lo chiederanno e quali assurde richieste ti spingeranno a chiedere a noi!

Ma ti e vi vogliamo bene lo stesso.

Quanto ne sa il tuo cliente?

Il primo punto che dobbiamo analizzare insieme è la consapevolezza del tuo cliente: quanto ne sa davvero? perchè vuole organizzare webinar? chi è il promotore del progetto e dell’idea? quali esperienze hanno già nel settore? perchè nasce proprio ora questa richiesta? a quale bisogno dovrebbe rispondere questa innovazione?

Spesso i clienti dei nostri clienti vogliono organizzare webinar perchè hanno partecipato a un webinar, perchè hanno visto che qualche loro concorrente li organizza, o hanno letto da qualche parte che i webinar sono il futuro.

La conseguenza? Poche idee, ma molto confuse: sta a te dipanare i dubbi dei tuoi clienti, spiegano loro come funziona e cosa possono ottenere da questo incredibile strumento di comunicazione, di formazione e di marketing.

Procediamo con ordine. Qui sotto ho raccolto 7 punti che devi prendere in considerazione con attenzione, l’ultimo è quello più liberatorio ma leggi anche gli altri, perchè potranno salvarti la vita e la faccia con i tuoi clienti.

1. Fare webinar è facile, se sai come farli.

Fare un webinar richiede un equilibrismo tra tre elementi riconosciuti in ambito CMC (computer mediated communication) come i pilastri della comunicazione online, ossia il contenuto, il processo e la relazione.

I webinar dei tuoi clienti dovranno districarsi in questo iniziale dedalo di variabili e dimensioni: dovrete creare insieme dei contenuti in grado di coinvolgere le persone per 45-60 minuti, senza sosta e senza alcun calo di attenzione, dovrete gestire un flusso più o meno grande di persone collegate online e dovrete immaginare una sequenza efficace di eventi interni al webinar stesso (e non solo).

Già, perchè il webinar non è solo l’evento dal vivo, ma richiama diversi aspetti che ti sintetizzo in questo schema.

PRIMA DELL’EVENTO

  • Pagina di registrazione
  • Thank you page
  • Mail di benvenuto, conferma e reminder
  • Gestione degli iscritti
  • Accesso al webinar
  • Problemi di vario tipo e dubbi dei partecipanti

EVENTO DAL VIVO

  • Gestione del relatore
  • Gestione di tutti gli stakeholder
  • Slide e contenuti condivisi
  • Chat
  • Problemi tecnici
  • Domande dei partecipanti
  • Call to action
  • Problem solving

DOPO L’EVENTO

  • Invio slide e registrazione
  • Mail partecipanti e assenti
  • Gestione flusso post evento
  • Integrazione con altri aspetti aziendali
  • Reportistica e analisi del processo
  • Customer care