metaverso facebook

Un bel giorno, il 28 ottobre del 2021, un certo Mark Zuckerberg che aveva inventato una cosuccia chiamata Facebook, cambio il nome del proprio giocattolo, chiamandolo Meta e inizio a parlare intensamente al mondo del Metaverso.

Tutti iniziarono a chiedersi “Cos’è il metaverso?“. E anche noi abbiamo approfondito la questione, cercando in rete un po’ di informazioni, che ti raccontiamo in questo articolo.

metaverso

Metaverso: cosa significa

Wikipedia dice:

Il metaverso è un’iterazione futura speculativa di Internet, composta da 3D persistenti, condivisi, spazi virtuali collegati in un universo virtuale percepito. Il metaverso in un senso più ampio può riferirsi non solo ai mondi virtuali, ma a Internet nel suo insieme, compreso l’intero spettro della realtà aumentata.

Ok, immagino la tua espressione e ammetto che anch’io l’ho dovuta rileggere per capire di cosa stiamo parlando.

Devi immaginare il metaverso come un’evoluzione di Internet, capace di replicare la nostra realtà in modo ancora più verosimile di quello a cui ci siamo abituati fino a oggi, tanto da poter diventare un degno sostituto della realtà.

Ci devi inserire tutto quello che hai visto sino a oggi: realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale.

Tutto ciò che ti permette di immaginare un mondo completo e decisamente verosimile.

Ma da dove deriva il termine metaverso? Il termine è stato coniato nel 1992 nel romanzo di fantascienza di Neal Stephenson Snow Crash, in cui gli esseri umani in forma di avatar interagiscono in uno spazio virtuale tridimensionale che replica il mondo reale, in qualche modo successore di internet come lo viviamo oggi.

Il metaverso è diverso dal cyberspazio: questo concetto espresso per la prima volta nel romanzo Neuromante di Williamo Gipson del 1984 teneva distinti il concetto di corpo e mente, mentre il concetto di metaverso consente agli utenti di accedervi in modo completo, senza percepire la distinzione delle diverse dimensioni.

Per intenderci: hai presente quei film in cui la realtà virtuale consente ai giocatori di percepire fisicamente il dolore o le sensazioni fisiche? Ecco forse questa è l’immagine più vicina al concetto di metaverso, almeno per noi comuni mortali.

Come è fatto il metaverso?

Il metaverso è un insieme di tecnologie, di ambienti, di spazi che includono tutto ciò che ci consente di espandere il nostro concetto di realtà e ampliarne le esperienze: tutto ciò che è associato all’interattività dell’utente tramite qualsiasi tipo di dispositivo, l’intelligenza artificiale, la visione artificiale, l’edge, le reti neurali, il cloud computing, gli oggetti da indossare per evocare diversi tipi di sensazioni e le future reti mobili sono elementi fondanti di un’espansione della realtà.

Insomma, dal 2003 quando è nata “Second Life” o anche prima con il film “Il Tagliaerbe”, ne è passata di acqua sotto i ponti e la tecnologia ha fatto passi da giganti.

Pensa solamente a come sta evolvendo la rete stessa, grazie alla velocità della banda internet.

Pensa a quali potrebbero essere i risvolti e le evoluzioni, ed è un attimo che ti trovi accanto Asimov e Philip K. Dick che ti fissano con un sorriso malizioso, del tipo “te l’avevo detto!”.

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Il metaverso di Facebook

Ma questa rivoluzione parte da molto tempo fa. E l’evento in cui Zuckerberg ne ha parlato è davvero solo la punta dell’iceberg.

Veronica Gentili, proprio ieri ha raccontato al meglio questa evoluzione, facendola partire ben 5 anni, quando è stata tracciata una roadmap molto visionaria, che vediamo concretizzarsi oggi, con il passaggio del nome dell’azienda di Mark, da Facebook a… Meta.

Nel suo articolo “Facebook e il Metaverso: tutto quello che devi sapere” Veronica, una delle maggiori esperte italiane ed internazionali dell’ecosistema di Facebook, spiega quest’evoluzione in un modo molto semplice:

Si parla di una sorta di era post-mobile, un’evoluzione di questi piccoli dispositivi rettangolari che, effettivamente, iniziano ad andarci stretti, per restare in contatto in un modo totalmente nuovo, in cui sarà possibile “essere lì senza essere lì”, in cui potremo ritrovarci in ufficio, con gli amici in un bar a Los Angeles, nei pressi delle cascate del Niagara, a vedere un concerto…senza muoverci di casa.

Già accade con alcuni limiti ogni volta che partecipiamo a un evento digitale (leggi ad esempio l’articolo che abbiamo pubblicato ieri proprio sul Digital Event Creator): viviamo qualcosa a cavallo tra mondo reale e mondo virtuale, in cui le sensazioni che proviamo e le emozioni sono reali, anche se generate da qualcosa che non è altro che la proiezioni di un mondo digitale, e quindi non reale.

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Il futuro del metaverso e degli eventi digitali

Quando uscirono le prime auto, c’era chi preferiva comunque i cavalli. La corrente elettrica non era ben vista dai produttori di lampade a gas. E del resto la storia è piena di anticipazioni percepite come pericolose.

Lo sappiamo: questo mondo che abbiamo descritto in modo sommario mette i brividi e letteratura e cinema ci hanno ben messo in guardia rispetto agli estremi.

Così come un coltello da cucina usato per spalmare il burro può diventare un’arma, anche questo tipo di evoluzioni hanno in sè una possibile deviazione.

Tuttavia come ogni tecnologia dobbiamo guardarne anche il potenziale creativo. Starà poi al buon senso di ognuno e della comunità tenere sotto controllo eventuali derive.

Ma del resto, siamo sinceri: probabilmente stai leggendo questo post da uno smartphone o un tablet e probabilmente è meglio che non guardi le statistiche di quanto tempo ci hai già passato su da questa mattina, vero? ;-)

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Da 15 anni sfrutto la mia laurea in Filosofia e in Psicologia per aiutare aziende e professionisti a realizzare percorsi formativi e promozionali online, sfruttando al massimo la tecnologia offerta dai Webinar, dalle Aule Virtuali e dalle VideoConferenze. Sono autore insieme a Fabio Ballor del primo manuale italiano sul tema degli eventi online "Webinar Professionali" (Hoepli, 2013) e del primo libro al mondo sul "Public Speaking Online" (Dario Flaccovio Editore, 2015). Sono fondatore insieme a Fabio Ballor, Paola Breseghello e Marco Canali di WebinarPro srl.
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