Personal Branding: scegli il Tone of Voice che ti rappresenta

“La mia operazione è stata, il più delle volte, una sottrazione di peso”.

Italo Calvino – Lezioni Americane

 

Quando si parla di personal branding, è meglio aggiungere o sottrarre?

A ben guardare, non è una questione di tagli ma di scelte. Sai che la parola crisi deriva del greco krisis e significa scelta?

 E’ indubbio, dunque, che scegliere attivi un meccanismo che sa di crisi, di qualcosa di elaborato e difficile da portare a termine.

In ambito formazione e marketing, stiamo oggi assistendo ad uno scenario nel quale, liberi professionisti e aziende sentono sempre più forte l’esigenza di comunicare e di strutturarsi un luogo digitale dentro il quale poter racchiudere la propria offerta formativa, dentro il quale poter “dire qualcosa”.

Molti hanno come obiettivo la costruzione di una propria Academy. Affinché la tua academy sia un progetto di successo, abbiamo bisogno di edificare un business che produca utili, partendo da una base solida. Come fare?

Dipende da una buona strategia di personal branding.  Ho già pubblicato due articoli su questo tema e se te li sei persi hai modo di leggerli qui: Branding e Rebranding AziendaleRebranding perchè farlo. Un viaggio nel mondo del branding che ci porterà a passare in rassegna gli aspetti salienti di cosa significhi, oggi, creare una propria identità online e offline.

Ma cosa implica puntare sul personal branding e da dove possiamo partire?

In primis devi proporti in modo che le persone ti riconoscano capacità e competenze per svolgere un determinato incarico. In poche parole, essere la persona giusta per il compito che a loro necessita, oltre che saperlo comunicare nel modo giusto. Significa condurre le persone all’interno del tuo e fargli comprendere la tua visione.

Devi quindi costruire un’identità chiara ed omogenea, funzionale sia al tuo target che agli obiettivi che vuoi raggiungere.

Come fare? Ti propongo un semplice esercizio da cui partire.

 

Scopri di più sulla tua identità professionale

 Esercizio

  1. Mettiti davanti ad un foglio bianco e inizia a scrivere, sulla sommità superiore, tre parole che ti descrivono come professionista (possono essere relative alla tua attività, ai tuoi valori, ai tuoi metodi). L’ideale sarebbe che una di queste fosse un verbo.
  2. Tira fuori tutte le parole che ti sembrano collegate a quelle tre. Puoi farlo in maniera causale o seguendo l’ordine delle tre colonne. Possono essere sinonimi, contrari, ma anche vocaboli che, in qualche modo, per te, sono associati ai primi tre.
  3. Al termine di questa operazione, lascia lì il foglio e dedicati ad altre attività, se possibile che non implichino attività di scrittura.
  4. Riprendi l’elenco e selezionane cinque e da queste 3.
  5. In queste 3 parole deve essere chiaro chi sei e che cosa fai e perché le persone dovrebbero scegliere proprio te. (se non ti riconosci puoi anche ripartire dal punto 1 e ripetere l’esercizio)

Ora hai una base di partenza che può essere il tuo punto di riferimento per la creazione del naming o del payoff  del tuo brand o da tenere come sintesi della tua vision.

Vuoi sapere quali sono gli aggettivi che più di frequente vengono fuori da questo esercizio? Eccoli!

ESPERTO – AMICHEVOLE – IRRIVERENTE – VISIONARIO – AUTOREVOLE – TRENDY – SPIRITOSO – IRONICO – ATTENTO – SPENSIERATO – INSOLENTE – INFORMALE – PROVOCATORIO – SARCASTICO – ROMANTICO – ARGUTO – APPASSIONATO – CONSERVATORE – TRADIZIONALISTA – BIZZARRO – PROFESSIONALE – PRAGMATICO – ENTUSIASTICO – BRILLANTE – INNOVATIVO – ONESTO – OTTIMISTICO – EMOZIONANTE – TEATRALE

Una volta stabilito ciò che ci definisce come brand (che sia un personal brand o un brand aziendale, le logiche che sottendono sono, infatti, identiche) diventa necessario stabilire lo stile della nostra comunicazione.

Stile di comunicazione: Il Tone of Voice

 Guardiamo questi due messaggi immaginari:

  1. “Puoi inviarmi la lista dei partecipanti all’evento aziendale di cui abbiamo parlato la scorsa settimana?”
  2. “Aspetto ancora l’elenco dei partecipanti all’evento aziendale”

Il contenuto fattuale è lo stesso: il cliente sta chiedendo l’invio di un documento.

Quello che cambia è il tono, ovvero il contenuto emotivo della comunicazione. Nella pragmatica  si parla di livelli di comunicazione.

Il secondo dei cinque assiomi della comunicazione elaborati dalla scuola di Palo Alto (La Scuola di Palo Alto è una corrente psicologica statunitense che trae il suo nome dalla località californiana dove sorge il Mental Research Institute, centro di ricerca e terapia psicologica fondato da Donald deAvila Jackson nel 1959, a sua volta largamente ispirata dalla Terapia della Gestalt di Fritz Perls), chiarisce che ogni atto comunicativo è composto da un livello di contenuto ed un livello di relazione. Il primo ha a che fare con cosa si comunica e con quali informazioni voglio trasmettere.

Il secondo con come si comunica e con il tipo di relazione che vogliamo stabilire con il nostro interlocutore.

Il Tono di Voce (Tone of Voice o Tov) è la relazione, e ti spiego il perché.

Quando interagiamo con altre persone, esploriamo un universo complesso. Nel corso di una conversazione, ci facciamo un’idea della personalità del nostro interlocutore e questo passaggio è fondamentale nello sviluppo del grado di empatia. Il Tov diventa, quindi, l’elemento di relazione nella comunicazione d’impresa, fondamentale per comunicare la personalità del brand e il suo punto di vista unico.

Quando efficace:

  • Ispira fiducia
  • Favorisce l’interazione
  • Umanizza l’azienda
  • Differenzia dai competitors
  • Rafforza l’immagine del brand

È importante che sia personale, coerente, riconoscibile:  tramite ciò la persona alla quale ti rivolgi, costruisce una chiara idea del tipo di esperienza che lo attende, di cosa significhi “scegliere te”, che fa maturare in lui il desiderio del senso di appartenenza al tuo brand passando da una valutazione economica ad una emozionale.

Ma la comunicazione efficace prende sempre in considerazione l’interlocutore e per ottenere questo risultato, la tua strategia di branding dovrà anche prevedere uno studio della tua buyer personas

Di fatto si tratta di un personaggio fittizio delineato nelle sue peculiarità comportamentali e che rivela gli insight d’acquisto, facendo emergere cosa pensano e cosa fanno i potenziali clienti quando cercano una soluzione a un loro problema o necessità.

Nel 2016, Nielsen Norman Group, che si occupa di consulenza sulla user experience, effettuò uno studio sull’utilizzo del Tov nei contenuti dei siti web e sull’impatto circa la probabilità che chi visita il sito resti o vada via.

Venne così definito il Tone of Voice a partire da 4 dimensioni primarie, “scale di colore” che definiscono le qualità generali di ogni approccio alla comunicazione.

  • Serio/divertente
  • Formale/informale
  • Rispettoso/irriverente
  • Realistico/entusiasta

La scelta di quale dimensione scegliere parte da una riflessione su:

  • La materia di cui ci si occupa
  • Il profilo del proprio potenziale cliente (buyer personas)
  • L’approccio nel quale ci si identifica e che si è scelto di tenere

Nella scelta, infine, ricorda che è sempre importante osservare anche i tuoi competitor e trovare un punto di vista unico che ti permetta di essere riconosciuto e riconoscibile.

Se il tuo messaggio “suona” come tutti gli altri, diventa solamente un rumore di fondo.

Vuoi approfondire o sviluppare la tua strategia di personal branding? Puoi contattare il nostro staff scrivendo un commento qui sotto per una consulenza gratuita.

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Psicologa e Key Account Manager per WebinarPro, appassionata di formazione e di comunicazione digitale. Sono una creativa. Coltivo e nutro molti interessi senza sosta, perchè per me la vera innovazione è rappresentare se stessi tramite infinite e variegate forme espressive. Amo e divoro: cultura giapponese, musica, libri.
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