Smart Working: qualche consiglio su come rendere la tua azienda smart

Il mondo del lavoro sta cambiando!

È finito il tempo di star seduto dietro la scrivania tra le stesse quattro pareti di sempre, fissando l’orologio per otto ore mentre aspetti il momento in cui timbrare il cartellino.

È arrivata l’era degli open space aziendali, senza limiti fisici di nessun tipo e con la possibilità di scegliere da dove lavorare.

Pensi si tratti di un film del futuro? Assolutamente no: si chiama Smart Working e molte grandi aziende ne stanno già sperimentando i benefici. Non ci credi? Qui puoi leggere, ad esempio, del progetto Hive di Intesa San Paolo e in rete puoi trovare molti altri articoli che parlano di come le aziende stanno entrando nel mondo del lavoro smart.

smart working per le aziende

Cos’è lo Smart Working?

Lo Smart Working è un nuovo approccio al lavoro. Non solo all’interno di un’organizzazione, ma in qualsiasi business. Ne abbiamo parlato in questo articolo e anche in questo, ma ora scendiamo nel dettaglio dello Smart Working per le aziende.

Riorganizzare la cultura del lavoro all’interno di un’azienda è un processo che richiede tempo e costanza.

Qualsiasi sia il tuo ruolo all’interno dell’azienda, sai benissimo che le attività sono organizzate secondo schemi ben definiti. Ci sono ruoli e gerarchie, regole da rispettare e obiettivi aziendali da raggiungere: troppo spesso capita che l’individuo venga assorbito totalmente dal proprio lavoro. A te è mai successo?

Quasi sicuramente la risposta è sì: raramente si tiene conto della singola persona, delle sue peculiarità e delle sue necessità. Il lavoro diventa un dovere, con un’unica conseguenza: minore produttività aziendale.

Adesso ti dirò come ribaltare questa situazione!

Immagina che al centro del tua lavoro ci sia solo tu: la tua persona, i tuoi interessi, le tue passioni e le tue esigenze. E immagine che il resto venga di conseguenza.

Così tutto cambia: discuti col tuo team e fissi insieme ai tuoi collaboratori gli obiettivi da raggiungere. Il cambiamento sta proprio qui: è nelle mani di ogni singola persona scegliere le modalità e le tempistiche di svolgimento delle attività.

Gli obiettivi aziendali si incontrano con quelli personali e professionali di ogni lavoratore, che da ora in poi chiameremo worker (per entrare nell’ottica dello Smart Working per le aziende). Le conseguenze? Sono senz’altro migliori!

  • Il worker si sente parte di un progetto più ampio, in cui la sua presenza è importante e riconosciuta da tutta l’organizzazione
  • Il senso di benessere e di adeguatezza che nasce da questa nuova condizione porta ogni individuo a dare il massimo. Infatti lo Smart Working per le aziende permette di sfruttare al meglio la competenza di ogni worker

Il risultato? Migliori prestazioni e migliore efficienza. In sole tre parole: maggiore produttività aziendale.

 

Le 3 B nello Smart Working per le aziende: Behaviours, Bytes, Bricks

Lo so, sembra proprio un’impresa titanica. Del resto, quale grande cambiamento non lo è?

Il segreto sta nel cambiare il mindset dell’organizzazione.

Ma partiamo per gradi e vediamo quali sono i tre asset principali dello Smart Working per le aziende. Solo modificando ciascuno di questi è possibile innovare e creare le organizzazioni del futuro.

Si tratta delle 3 B individuate da Hartong, Solimene e Tufani nel libro The Smart Working Book.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

 

Behaviours: i comportamenti

Fino ad oggi siamo stati abituati ai classici orari di ufficio. Timbrare il cartellino alle 8, uscire alle 17, un’ora di pausa. Il tutto sotto la supervisione del manager che deve controllare che il tempo venga impiegato nel miglior modo possibile.

Con lo Smart Working la prospettiva cambia completamente.

L’attenzione si sposta sugli obiettivi, mentre le modalità con cui raggiungerli viene lasciata alla scelta del singolo.

Il worker può allora decidere se lavorare da remoto – collegandosi da casa, da un cowork, dal parco o da dove vuole – o se andare in ufficio.

Ricorda: non è importante il come. L’importante è che il risultato finale sia raggiunto nel tempo stabilito. Questa è la leva fondamentale, le altre due si muovono di conseguenza.

 

Bytes, la tecnologia

Possiamo dire addio all’era della carta, delle riunioni interminabili, delle file in auto per arrivare in orario ad un meeting con il cliente.

Oggi un’azienda può (deve!) avvalersi della tecnologia. I nuovi strumenti e le nuove tecnologie consentono ad ogni worker di collaborare anche da remoto. Gli strumenti collaborativi da poter usare sono molti e alcuni anche gratuiti. L’importante è che il lavoratore abbia sempre l’attrezzatura giusta per lavorare da remoto. Non stiamo parlando di chissacchè: basta un computer portatile che abbia al suo interno tutti i tool necessari. Così è possibile condividere documenti in tempo reale, lavorare su un progetto o fare riunioni online, senza alcuno spostamento.

Nell’ottica dello Smart Working per le aziende è il datore di lavoro che deve garantire ai dipendenti o ai collaboratori gli strumenti per lavorare da remoto.

 

Bricks, ovvero gli spazi fisici

Nello Smart Working il posto preciso in cui lavori passa in secondo piano. L’attenzione si sposta nell’ambiente attorno a te, che deve essere confortevole.

Ricordi? Lo scopo è il raggiungimento degli obiettivi. Per cui diventa irrilevante che il worker lavori al parco, in un coworking o da casa. La scelta deve essere effettuata in base alle proprie esigenze e priorità.

L’idea di ufficio scompare? Quella tradizionale, sì.

Adesso si preferiscono gli open space senza postazioni di lavoro fisse. L’ufficio si trasforma in luogo di scambio dove poter incontrare i propri colleghi quando opportuno o necessario.

 

Change Management: la grande sfida verso lo Smart Working per le aziende

Riuscire ad integrare questi tre asset (Behaviours, Bytes, Bricks) non è un’operazione semplice. Non si tratta soltanto di un cambiamento degli spazi o degli strumenti. Quello che innanzitutto deve cambiare è la mentalità.

Ecco perché il processo di transizione aziendale verso lo Smart Working deve essere strutturato e ben definito. Cosa comporta questo passaggio? Si tratta di cambiamenti del linguaggio, dei comportamenti, dei toni, del modo in cui si gestisce la comunicazione e il raggiungimento degli obiettivi.

Nulla deve essere lasciato al caso. Soprattutto la scelta del manager, che diventa la figura fondamentale in questo processo di cambiamento.

 

Il manager moderno: la figura fondamentale dello Smart Working aziendale

Se sei un manager magari ti starai chiedendo se sei in grado di gestire un cambiamento del genere nella tua azienda.

Ti avviso: questo processo richiede uno sforzo considerevole. Soprattutto se sei un manager che ha impostato sin dall’inizio un approccio basato sulla gerarchia dell’organizzazione.

Passare ad uno stile di management smart working significa focalizzarsi sulla fiducia e sul coaching invece che sul controllo e sui processi.

Certo, ci sono aspetti del manager immutabili, come la focalizzazione degli obiettivi, il pensiero strategico, la capacità di guidare, di ispirare. Quello che però dovrai considerare è un approccio completamente diverso alla leadership.

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ci sono quattro caratteristiche fondamentali che devi integrare nel tuo modello di leadership:

  • Sense of community, un modo di relazionarsi più aperto e collaborativo della cultura funzionale e gerarchica tradizionale;
  • Empowerment, un percorso basato su una progressiva delega e responsabilizzazione tra manager e worker;
  • Flexibility, ossia la capacità di rendere dinamiche le modalità di lavoro in funzione delle esigenze del worker e dell’azienda;
  • Virtuality, che si basa sul poter scegliere dove e quando lavorare (grazie alle tecnologie).

 

Smart Working per aziende: da dove iniziare?

Forse stai pensando che davvero lo Smart Working possa rivoluzionare la tua azienda, darle nuovo slancio e renderla più produttiva.

Ti stai però chiedendo da dove cominciare?

Bene, gli autori di The Smart Working Book ci indicano 4 passaggi fondamentali per introdurre lo Smart Working in contesti aziendali.

1.Avvia una conversazione iniziale con il tuo team. Attenzione: non esiste un modello unico di Smart Working. Ogni azienda deve trovare la soluzione migliore per il proprio contesto aziendale. Come riuscirci? È fondamentale partire discutendo insieme sul significato della fiducia e dell’autonomia nel lavoro, cercando di comprendere quali sono le attuali difficoltà in azienda. Dialogo e ascolto sono componenti fondamentali: solo dal confronto diretto potrà nascere  la soluzione migliore per la tua realtà aziendale.

2.Descrivi la situazione attuale cercando di capire cosa è compatibile con un approccio smart. Indica quali sono gli obiettivi. Più saranno chiari, maggiore sarà la condivisione e migliori saranno i risultati.

3.Lavora in modo graduale, fissando dei micro-obiettivi. Nessun cambiamento avviene all’improvviso. Occorre preparare il terreno. Puoi cominciare con un progetto pilota o un’attività specifica e circoscritta per vedere come va. La parola d’ordine è solo una: sperimenta. Pianifica via via altri progetti fino a quando tutti i tuoi collaboratori non sposino completamente l’approccio dello Smart Working aziendale. All’inizio sarà difficile, poi diventerà naturale.

4.Impara a dialogare sullo Smart Working: è fondamentale continuare a scambiare esperienze e idee regolarmente e con costanza. Bisogna imparare a dare e ricevere feedback. L’obiettivo è trovare un nuovo equilibrio che può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo comune. Un dialogo continuo e aperto porta a condividere le informazioni e i risultati in maniera trasparente.

 

E ora…ti senti pronto per il grande passo? Non vedo l’ora di conoscere la tua esperienza!

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Laureanda in giurisprudenza, vivo a Palermo da diversi anni. Qui studio e lavoro, tra una passeggiata nei mercati palermitani, un tuffo al mare ed un panino panelle e crocchè. Adoro leggere, scrivere e viaggiare. Un po’ meno cucinare: ecco perchè accetto sempre di buon grado ogni invito a cena. Ottimista per natura, credo che ognuno di noi possa davvero fare la differenza nel posto in cui vive, dove lavora e tra le persone che incontra. Non penso sia un caso che mi sia imbattuta proprio in WebinarPro!
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    Laureata in Comunicazione, figlia di genitori, sorella di un fratello. Da sempre affascinata dal mondo della comunicazione digitale e web marketing, lavoro per renderla la mia professione. Ogni giorno un passo avanti mentre coltivo la musica, la scrittura, il cinema, le nottate in pigiama davanti alle serie tv e il trekking.