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Coinvolgere i partecipanti: la strategia definitiva

Coinvolgere i partecipanti con gli hook

Hook: in inglese significa “gancio, uncino”. Cosa c’entra questo termine con una strategia per coinvolgere i partecipanti dei tuoi eventi?

Scommetto che la prima cosa a cui hai pensato è Capitan Uncino, l’acerrimo nemico di Peter Pan. In effetti, la prima volta in cui nel mio lavoro mi sono imbattuta in questo termine la prima immagine nella mia testa è stata proprio la sua faccia. La potenza della Disney.

Coinvolgere i partecipanti

Ma noi non siamo qui a combattere coccodrilli: qui parliamo di eventi online.

Che cos’è un Hook

coinvolgere i partecipantiNegli eventi online, così come in tutta la comunicazione multimediale e multicanale:

L’HOOK È UN’ATTIVITÀ CHE RIATTIVA E RIAVVIA L’ATTENZIONE, RIACCENDENDO LA PARTECIPAZIONE.

Immagina un hook come un “trucchetto” in grado di spezzare il ritmo e richiamare l’attenzione dei tuoi partecipanti. Perché, come già saprai, l’attenzione delle persone che seguono la tua presentazione è tutt’altro che infinita: se vuoi approfondire il tema, John Medina, autore di “Brain Rules. 12 principles for Surviving and Thiving at Work, Home, and School”, è la persona che fa per te (non per niente è proprio lui a parlare degli Hook).

L’alternativa più alla tua portata di mano? Prendi la tua copia di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web” di Luca Vanin (Dario Flaccovio Editore, 2015) e vai subito a pagina 79!

Coinvolgere i partecipanti: diverse tipologie di Hook

Esistono cinque tipi principali di hook da alternare per variare il ritmo della tua presentazione, senza però incappare nella ripetitività o appesantendo troppo la struttura complessiva dell’evento online.

Vediamo nel dettaglio queste tipologie di hook:

    • INTERAZIONE
      Ci avevi mai pensato? Chiedere ai tuoi partecipanti cosa ne pensano o se riescono a seguire correttamente, dare loro la parola, col microfono o tramite chat, vuol dire riavviare il sistema, spezzare la trance, risvegliarli dai loro pensieri. Chiedi, non farti bloccare dalla formalità o dalla timidezza.
    • SPRINTER
      Gli sprinter donano energia al tuo evento, una vena frizzante e stuzzicante, utile per rendere vitale il naturale corso delle attività. Un hook sprinter spezza il ritmo, sorprende, riattiva l’attenzione, risveglia l’interesse e coinvolge i partecipanti.
      Può essere qualcosa di semplice, come una battuta ben congeniata, un gioco delle parti con chi co-conduce l’evento o una testimonianza sfiziosa e curiosa nel tuo settore, più o meno strutturata e improvvisata.

coinvolgere i partecipanti

    • ATTIVITÀ
      Qualsiasi cosa tu faccia fare ai tuoi partecipanti è un vero e proprio hook, in quanto prende l’attenzione e, coinvolgendo il canale cenestesico, ossia operativo-pratico, riattiva l’attenzione: si parla di coinvolgere i partecipanti e trasformarli in attori attivi.
      Le attività, oltre a stimolare e rivitalizzare l’attenzione, permettono ai tuoi partecipanti di applicare subito quanto stanno imparando, concretizzando idee e concetti e trasformandoli in azione.
      Esempi di attività sono domande aperte, la richiesta di tre esempi di qualcosa che hai appena descritto, lo stimolo a immaginare un esempio nella vita dei partecipanti in cui hanno visto o non visto quello che stai descrivendo.
    • CULTURA
      Ebbene sì, la cultura non ti aiuta solo a vincere i quiz televisivi! Uno spunto culturale, una citazione inconsueta, una definizione non ortodossa o impreziosita da un tocco di humor, non solo offrono valore aggiunto all’intera tua presentazione, ma espandono l’orizzonte della tematica che stai trattando e facilitano la comprensione complessiva.
      Devi immaginare queste perle di saggezza come facilmente spendibili al bar dai tuoi partecipanti, come chicche che possono rivendersi.
    • APPLICAZIONI
      Molti di questi hook fanno già parte della tua presentazione, ma immaginali ancora più attivanti e coinvolgenti. Si tratta di momenti in cui suggerisci o, molto più attivamente, chiedi possibili applicazioni semplici o inconsuete di quello che stai presentando, oppure come applicherebbero immediatamente quanto stai presentando.
      Puoi anche chiedere di condividere in chat qualche esempio o studio di caso rapido da discutere. Insomma, non lasciare le tue informazioni slegate dalla realtà e chiedi loro di farlo subito.

 

Un segreto: immagina e inventa un semplice hook ogni 4-5 minuti. In questo modo ti assicurerai l’attenzione e la curiosità dei partecipanti per tutta la durata del tuo evento!

Vuoi approfondire il tema degli hook?
Puoi farlo a pagina 184 di “Public speaking online: parla al tuo pubblico nel web

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Imprevisti nei webinar e improvvisazione. Come uscirne alla grande

Gestire gli imprevisti nei webinar. Lo puoi fare.

Stai conducendo un webinar, una presentazione importante per cui ti sei preparato da tempo. Vieni interrotto con una domanda imprevista, fuori traccia. Sei spiazzato. Sei esperto ma non hai ripassato l’argomento specifico. Purtroppo, gli imprevisti nei webinar prima o poi arriveranno.

Panico e vuoto mentale. Ehm… dunque… beh…

imprevisti nei webinar

Parte l’ansia che avevi a scuola. Quando ti impallavi mentre c’era quel compagno (bastardo!) che la sfangava sempre alla grande. Ricordi? Parlava in scioltezza, facendo giri solo apparentemente assurdi e ne veniva fuori con dignità, senza dire troppe stupidaggini. Poi ti veniva a raccontare che si era improvvisamente ricordato di una lezione alle medie o di un articolo letto per sbaglio.

Come diavolo faceva? Improvvisava. Come un rapper freestyle o un jazzista.

Lo puoi fare anche tu. Ecco come.

Affrontare gli imprevisti nei webinar. Le indicazioni per migliorare l’improvvisazione

Negli ultimi anni, diversi neuroscienziati hanno cercato di comprendere la magia dell’improvvisazione creativa di musicisti jazz e di rapper freestyle. Utilizzando tecnologie di neuroimaging, sono riusciti a stabilire quali aree del cervello sono attive o disattivate durante le performance. Ne parla anche questo articolo di Focus. Applicando le conclusioni all’improvvisazione nel parlare, ecco tre indicazioni da seguire:

imprevisti nei webinar

  • Stacca il controllo: non pensare troppo e abbandona la paura di sbagliare
  • Abbandonati alla spontaneità: fidati di quello che sai e della tua esperienza
  • Non sforzarti: lascia emergere ciò che sai, entra in stato di flow

In pratica bisogna fare l’esatto opposto di quello che facciamo abitualmente. Ci sforziamo di pensare per recuperare la memoria di quello che ci sfugge, stile Winnie the Pooh: pensa! pensa! pensa! Errore.
Al contrario, meglio staccare e attivare uno stile, come dire? meditativo orientale. Facendo il vuoto.

Non facile ma possibile.

Stacca il controllo e non pensare troppo

Sorprendentemente, durante l’improvvisazione sono disattivate le aree cerebrali del pensiero su se stessi , sul monitoraggio delle proprie azioni e sulla pianificazione. Grazie a questa disattivazione si perdono le inibizioni critiche e la paura di sbagliare. Funziona, la creatività ha bisogno di questo.

Guarda questo video pazzesco di TEDx in cui Charles Limb presenta i suoi esperimenti sulle aree cerebrali coinvolte nell’improvvisazione.

L’arte della spontaneità

Imprevisti nei webinarImprovvisare non è inventare balle. Un jazzista improvvisa sapendo suonare molto bene. L’improvvisazione creativa nel parlare è mettere insieme, in modo nuovo e pertinente, l’esperienza e le conoscenze. L’arte della spontaneità è questo: parlare con naturalezza di cose che fanno parte dell’esperienza. Non avremo mai immediatamente disponibile tutto quello che sappiamo. Il nostro cervello, però, conserva esperienza e conoscenza. Queste possono emergere se ci buttiamo alle spalle la paura di sbagliare e non siamo troppo critici con noi stessi. In pratica: se hai sbagliato, non essere severo con te stesso e vai oltre.

È esperienza.

Let it flow

Lo stato di flow è quella condizione speciale in cui le cose avvengono in scioltezza. Richiede le due condizioni precedenti. La parole scorrono e va bene così, anche con qualche imperfezione. È un po’ come quando canti sotto la doccia o sei immerso in qualcosa che ti piace fare. Riuscirai a dipanare tutti i possibili imprevisti nei webinar dove intervieni. Attenzione, però: in stato di flow si perde la nozione del tempo. Se stai parlando online, non esagerare.

 

 

 

Fare videoconferenze: l’atteggiamento mentale e la preparazione prima del tuo webinar

Fare videoconferenze: per molti è all’ordine del giorno!

Sempre più persone ci chiedono come fare videoconferenze in modo diverso, orginale, creativo, mantenendo alto il livello di energia e stimolando la partecipazione di tutte le persone collegate online.

Il primo segreto è quello di organizzare spesso eventi online, usare spesso le piattaforme webinar e, se possibile, fare videoconferenze come alternativa all’instant messaging (tipo skype!). Devi far si che il webinar e la videoconferenza diventino uno strumento quotidiano nel tuo lavoro!

Il secondo segreto è: aggiornati!

Fare videoconferenze richiede, come ogni altro settore professionale un continuo aggiornamento su strumenti, strategie, tecniche e trucchetti per organizzare webmeeting di qualità e fare videoconferenze davvero coinvolgenti.

Per aggiornarti, segui queste tre semplici operazioni:

fare videoconferenze efficaci

Prepararsi al Webinar per fare videoconferenze entusiasmanti!

Se hai già seguito i nostri consigli, magari stai per avviare il tuo evento online, dal vivo!

Ma come prepararti per fare videoconferenze coinvolgenti, efficaci e stimolanti?

Abbiamo stilato un elenco di piccoli trucchi e consigli pratici che potrai seguire prima di condurre il tuo webinar per renderlo un’esperienza unica e indimenticabile!

 

fare video conferenze efficaci

 

  • Prima di progettare il tuo webinar, partecipa ad almeno tre o quattro webinar gratuiti organizzati da altre persone, prendi appunti e impara da ciò che fanno loro.
  • Per il tuo primo webinar, prova a fare qualcosa con i tuoi amici, anche soltanto per testare la piattaforma e chiedere feedback utili.
  • Non temere di sbagliare: se sbagli significa che stai sperimentando e imparando. Fare videoconferenze non è sempre facile, e a volte si può sbagliare!
  • Prepara uno script, un copione schematico da studiare prima dell’evento e, almeno per le prime volte, tienilo vicino a te durante la presentazione (per qualche consiglio più completo, dai un’occhiata al nostro libro).
  • Riposati almeno un’ora prima del webinar, svuota la mente e non eccedere con la caffeina prima dell’evento, anche l’eccitazione può fare qualche brutto scherzo.
  • Predisponi un’illuminazione adeguata, con almeno una lampada che illumina direttamente il volto.
  • Prova la tua registrazione e filmati (puoi usare direttamente la piattaforma) per vedere l’effetto che fai.
  • Sii realista: nei tempi, nei modi, nelle aspettative.
  • Quando pianifichi il tuo webinar collocalo nel momento giusto per te e per i tuoi partecipanti, sia in termini di giorno della settimana sia per l’orario: solitamente la domenica mattina alle 7:30 oppure il sabato sera alle 21:00 non sono orari molto apprezzati. E attenzione ad eventi speciali, partite, festività: sono la prima causa di non partecipazione ai webinar.

 

 

E tu? Sei pronta/o per il tuo primo evento online?

Secondo te ci sono altri accorgimenti da seguire?

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